“Turismo, il merito è dei riccionesi non di Mussolini”

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– Il sindaco Daniele Imola, diessino, ha inaugurato la ristrutturazione di quella che fu Villa Mussolini lo scorso 17 luglio. Inaugurazione avvenuta sotto una caterva di polemiche. L’edificio ospita il Museo del Turismo.

LA RISPOSTA

– Rispondo a GB (sig. Giampaolo Bazzocchi, oltranzista del campanilismo riccionese).
1) L’abitazione riccionese di Mussolini sarebbe stata, secondo lui, “causa principale della nascita e del consolidamento della imponente e prestigiosa struttura turistica [attuale]. Prima Riccione era solo un borgo di pescatori miseri ?”. Questa è grossa. Per rendersene conto, legga GB Gli occhiali d’oro di Giorgio Bassani, che descrive persino il garbino respirato a Riccione. Forse che negli anni trenta anche in Cesenatico, Cervia, o anche nella Cattolica “che si lasciò scappare i Mussolini” (la frase si commenta da sé: siamo alle chiacchiere da bar sport) non si svilupparono ampiamente le strutture turistiche?
Mussolini attirò a Riccione alcuni gerarchi fascisti e al massimo qualche centinaio di curiosi. Riccione, ricca di bravi albergatori, non aveva bisogno dei Mussolini per gareggiare con Rimini e Cattolica. Contarono molto di più i Ceccarini.
2) Autocelebrazione, la mia, “di un libro monocorde e monotematico”. Conosce GB qualche biografia che non sia monotematica? Ma forse gli ha dato fastidio la mia precisazione circa l’anteriorità del mio contratto con la Mondatori rispetto al passaggio della medesima a Berlusconi. E’ berlusconiano, GB? Se così fosse, sarei ancora più lieto di dissentire da lui.
3) GB definisce “davvero corposa” la “pubblicistica sul ventennio”. Certo! Ma forse GB voleva dire “storiografia”. Conosce GB la differenza tra “pubblicistica” e “storiografia”? Ne dubito assai.
4) “Quello scritto [mio] appare ? un discorso da comiziante”. Era semplicemente l’accoglimento di una richiesta rivoltami dalla “Piazza” dopo avere avuto, essa, l’impressione che Mussolini non fosse ben noto agli organizzatori dell’inaugurazione del “museo (ma quale “museo”: fatemi il piacere, avete idea di che cosa sia un museo?).
5) Le pubblicazioni di De Felice. Di lui, della sua statura di storico vero (non pubblicista!) ho detto più volte nelle sedi scientifiche (che evidentemente GB non frequenta né conosce).
Ma ho detto anche della discutibilità di certi suoi giudizi. Sì, De Felice ha creato una scuola di storici. Ma sa GB che il migliore dei suoi allievi, Emilio Gentile, ha capovolto il giudizio del maestro circa la natura semplicemente autoritaria del regime fascista, ed ha ampiamente dimostrato che quello fascista è stato un “regime totalitario”? No, non lo sa, altrimenti non avrebbe scritto ciò che ha scritto.
6) Il mio sarebbe “spocchioso insegnamento piovuto dall’alto”. E’ colpa mia se le cattedre stanno, ovunque, anche all’ università, più in alto dei banchi? Non mi interessa minimamente l’opinione di GB. Mi bastano l’affetto e la gratitudine di centinaia di miei ex allievi.

di Alessandro Roveri Professore di Storia contemporanea all’Università di Ferrara

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