Regione, ecco le cose che vogliamo

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– Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha lanciato la campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo aprile, con un tour nel Riminese lo scorso 2 febbraio. Turismo, mobilità, sanità, infrastrutture, i temi degli incontri con imprenditori, sindacati, amministratori.
E la mobilità è il problema numero uno della provincia di Rimini. Viene messo in testa regioni rosse più che ad amministrare bene pensano a conservare il consenso; gli interventi sono a pioggia, mentre andrebbero indirizzati a seconda delle vocazioni delle varie zone; il turismo non può avere la stessa valenza per la pianura reggiana”.
Tete Venturini, Confcommercio provinciale: “Parto del presupposto che si viene snobbati quando ci si fa sentire poco. A Bologna più che lamentale dobbiamo sottoporre progetti. Invece, a Rimini abbiamo decantato fin troppo le nostre difficoltà; va anche ricordato però che abbiamo fatto molto negli ultimi anni. A Bologna chiediamo interventi robusti sulla viabilità ed un impegno economico capace di coinvolgere pubblico-privato per strutture vitali per tutta la provincia: aeroporto, terza corsia dell’autostrada, parcheggi”.
Mirco Pari, Confesercenti: “Il nostro nodo è la mobilità. Ma messo in ordine per noi e perché siamo la cerniera tra il nord ed il sud. A Bologna si chiede un intervento forte in favore dell’ambiente e della qualità urbana.
Un altro aspetto, è una comunicazione più efficace, cioè scegliere alcuni mercati, coinvolgere gli operatori economici, ed investire.
Se ne parla da anni, ma ancora non è stato fatto nulla. La regione dovrebbe intervenire per aiutare gli albergatori ad acquistare la struttura. Nel comune di Rimini gli affittuari sono oltre il 50 per cento. E’ una realtà che costituisce un elemento di debolezza: non cresce la qualità e manca anche la passione tipica del proprietario.
Poi abbiamo un’emergenza ambientale: il mare. Per scaramanzia nessuno lo tocca e lo cita, ma è fondamentale. Va combattuto anche il nemico numero uno del turismo: la globalizzazione. Regione e Provincia devono scommettere sulla filologia ambientale, sulle suggestioni della nostra cultura, per attirare giovani ed appassionati che hanno attenzioni e capacità di spesa. Insomma, ci vorrebbe una certificazione da un punto di vista ambientale. Bologna dovrebbe puntare ad una politica fieristica ed aeroportuale unitaria, a livello regionale, altrimenti è impossibile andare a competere sui mercati esteri”.
Giuseppe Chicchi, grande capo del turismo regionale, ex sindaco di Rimini ed ex assessore regionale ad Ambiente e Turismo: “Essere dimenticati dalla Regione è un ritornello che va avanti dal ’70, anno di costituzione delle regioni. I dati invece dicono l’esatto contrario. Sul turismo Bologna ha investito moltissimo. Nel 2004 dice che per l’Apt ci sono 10 milioni di euro, 4 per le Unione di prodotto e ci sono 20 milioni della Legge 40, quella delle manutenzioni. L’Enit (Ente nazionale per il turismo) ha un budget di 25 milioni per l’Italia ed il mondo. Il nostro problema è una realtà che si rivolge a tutti i target turistici, dall’infanzia alla vecchiaia, con 3.700 strutture ricettive.
Dobbiamo sottoporre le strutture pubbliche e private ad una innovazione continua. E’ una cosa che consente onori (invidiata da tutto il mondo) ma anche oneri ed investimenti continui. Ecco perché i fondi ci appaiono insufficienti. Va detto che i soldi delle Leggi Quadro sul turismo risalgono alla Finanziaria 2001; da allora non ci sono più soldi, con la Regione che soffre della carenza di risorse statali.
I problemi della provincia sono le grandi infrastrutture; il passante di Bologna è un imbuto che ci penalizza. A questo va aggiunto il problema dei collegamenti ferroviari: la dorsale Adriatica è stata tagliata fuori dall’alta velocità. L’aeroporto va male. Ci vorrebbe un coordinamento regionale per uniformare i servizi ed abbattere le spese. E questo è un tema nel programma elettorale di Errani”.

di Francesco Toti

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