Io, i 62 anni ed il mio giardino

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– La mia lunga passeggiata si è illuminata di un’altra candelina; è imbarazzante parlare di me, ma sento la necessità di raccontare che da qualche anno vivo ogni giorno come se fosse l’ultimo. E nonostante la malinconia cerco di godermelo, riuscendovi qualche volta sì e qualche volta no: mi basta poco…
Guardo spesso il mio giardino e ogni volta scopro qualcosa di interessante. Vedo il mio cane, un cucciolotto rincorrere e poi scappare perché inseguito da una merla aggressiva.
La sera vede dei passerotti in bella posa sulle cime dei pini. Invecchiando l’anima si indebolisce, non si sopportano più le violenze in Tv. Ho presente ogni bambino dagli occhi grandi che stanchi filmati televisivi del Terzo Mondo ci offrono all’ora di cena.
Quando cominciano cambio canale, idem per altri documentari scientifici: la crudeltà della natura non fa per me.
Il lavoro mi mette euforia e tante volte mette un poco di depressione; raggiunto un risultato ti sembra di volare, dopo poco ti senti un grave vuoto.
Da ragazzo vivevo costantemente di grandi attese, di grandi avvenimenti e l’attesa mi dava inquietudine, eccitazione e speranza, come quando si aspetta qualcuno cui si vuol bene e si sa che arriverà.
Oggi, non aspetto nessuno, osservo.
E’ inverno ma in giardino ho ancora qualche fiore, i miei limoni, i miei profumati, colori che resistono al freddo, alle nostre nebbie: perché non dovrei resistere io! Passa l’inverno, passa la vita; arriva l’estate ed un altro anno sarà passato.
Non mi lamento della salute; ho una meravigliosa famiglia, una strepitosa nipotina. E’ tutto frutto e l’insieme di mille volte mille insegnamenti. La sera bevo un bicchiere di vino, pensando che non è andata male. Non faccio programmi, prendo ciò che arrivo e ringrazio. L’idea che la morte è nel mio futuro quanto in quello di ogni uomo non mi spaventa. Spero solo che quando arriva non mi faccia male.
A 62 anni capisco il senso della nostra passeggiata ma non è facile affrontarlo.
Insomma, un augurio me lo faccio senza sopravvalutare la propria intelligenza.

Lettera firmata di un sessantaduenne

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