Economia provinciale, lievi segnali di ripresa

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– Lievi segnali di ripresa per l’economia del Riminese a leggere i portafogli ordini fermi allo scorso giugno; lo afferma un’indagine effettuata da Assindustria provinciale.
Le imprese che esprimono sensazioni positive (buono-molto buono) sono il 2,9 per cento in più rispetto a marzo; più 1 per cento quelle che esprimono un giudizio sufficiente. Calano le imprese con una valutazione negativa (insufficiente – gravemente insufficiente) meno 1,8 per cento. E scendono anche le imprese che esprimono una valutazione negativa (insufficiente – gravemente insufficiente: meno 1,8 per cento.
Invariata la percentuale di coloro che rimangono “soddisfatti” (considerando, cioè, coloro che esprimono un giudizio sufficiente, buono o molto buono) rispetto a marzo scorso.
La chiave di lettura di Assindustria: “La sensazione prevalente è che si stia navigando a vista, senza una chiara prospettiva di crescita solida e stabile. Infatti, ad una crescita delle prospettive di produzione non corrisponde, ad esempio, un contestuale aumento delle previsioni sugli ordini. Inoltre, il clima di preoccupazione è confermato dal fatto che tra i maggiori ostacoli agli investimenti delle imprese, risulta l’insufficiente livello della domanda attesa”.
Ordini
All’insegna dell’incertezza le previsioni relative all’andamento degli ordini luglio-settembre rispetto al trimestre aprile–giugno.
Export
Molto positive le previsioni delle imprese sull’andamento dell’export per il trimestre in corso.
Occupazione
Buone anche le prospettive sull’andamento dell’occupazione luglio-settembre.
Cassa integrazione
Stabili le previsioni di utilizzo della cassa integrazione per luglio-settembre, con il 69,09% di imprese che ne esclude il ricorso.
Settori
Buona la situazione rispetto a marzo 2005 dell’agroalimentare così come le previsioni per il trimestre in corso. Positiva la situazione nell’industria del legno anche per quanto riguarda le prospettive future. Si conferma qualche segnale positivo nell’abbigliamento (ordini). Ancora incertezza nel metalmeccanico con andamento a macchia di leopardo.
Investimenti
Nei prossimi dodici mesi, le imprese investiranno maggiormente in ricerca e innovazione (21,47% sul totale delle risposte pervenute) e nella realizzazione di nuove linee di produzione (15,34%); il 14,11% delle aziende non prevede alcun tipo di investimento e sono previsti investimenti pari al 10,43% rispettivamente per informatica di gestione, nuovi immobili o ampliamento dell’esistente e altri tipi di investimento.
Ostacoli
Per le imprese, i maggiori ostacoli alla realizzazione degli investimenti risultano essere il livello insufficiente della domanda attesa (20,42%), la difficoltà nel reperire risorse umane qualificate (19,72%), altri tipi di ostacoli per il 17,61%, difficoltà amministrative e burocratiche (11,27%), investimenti molto elevati effettuati nell’anno precedente (8,45%), impossibilità di dedicare persone o ore lavorative alla progettazione/realizzazione degli investimenti previsti, difficoltà di reperimento di risorse finanziarie (7,04%), difficoltà nel reperire terreni o immobili (7,04%).
Circa il 36,36% delle imprese incontra difficoltà elevata o molto elevata a reperire personale e solo il 6,36% non trova difficoltà. Il 43,64% riscontra difficoltà media.

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