Domingo Salotti, crescita nella crisi

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– “Il futuro? Malgrado abbia il lavoro non lo vedo bene. Negli anni addietro anche nei momenti bassi c’era la fiducia negli anni che dovevano venire”. La riflessione è di Piero Antonelli, titolare di Domingo Salotti e della catena Grandi Magazzini del Mobile. Il suo è uno stato d’animo che si allarga agli imprenditori ed agli italiani più in generale. La sua azienda negli ultimi anni è cresciuta tra il 6 ed il 10 per cento e le proiezioni 2005 sono ottime per un settore in crisi: balzo del fatturato attorno al 10 per cento.
Marignanese, amico fin da bambino di Mario Magnanelli, un grande quadro del pittore che reca una spiaggia innevata è appeso davanti alla sua scrivania, Antonelli è riuscito a trovare il bandolo di dove e come andare. Dice: “La nostra svolta è stata una decina di anni fa quando ci siamo rivolti al contract; oggi, il settore vale il 70 per cento della produzione. Una paio di anni fa, invece, si attestava attorno al 50 per cento”.
Sede a Colombarone (Pesaro), Domingo Salotti esporta il 23 per cento della produzione.
Ma che cosa richiede la clientela contract? Antonelli: “Assodato che il manufatto sia lavorato a regola d’arte, si domanda la rapidità nelle consegne. Noi, su disegno, riusciamo a rispondere alle esigenze in 15 giorni”.
Un’altra delle svolte importanti della Domingo è avvenuto con l’ingresso in azienda di Filippo, il figlio. “Io di idee – racconta Antonelli padre – non ne ho quasi più; sono troppo vecchio”.
Filippo ha proposto al mercato che passa attraverso gli architetti, gli arredatori, i progettisti, due idee forti attraverso altrettanti marchi.
Il primo si chiama “Adrenalina: we are differenti” e si rivolge agli appassionati delle tendenza, senza dimenticare la qualità, La filosofia: “…proposte innovative, dinamiche, capaci di osare con forme inusuali che oggi fanno tendenza nel mondo del contract, così come nella casa dove si sono inserite rapidamente trovando un nuovo territorio d’espressione”. Il salotto dove Enrico Mentana, Canale 5, intervista è firmato “Adrenalina”.
Il secondo marchio si chiama “Black Block”; si tratta di un catalogo formato dai pezzi che hanno fatto la storia del design: i classici del secolo scorso. Alcuni nomi dei progettisti: Aalto, Saarinen, Wright, Bertoia, Van Der Rohe, Le Corbusier, Breuer, Mizutani. A parere degli Antonelli un solo pezzo in un arredo tagliato sui propri gusti esalta gli spazi.
Un’altra attività, ma collaterale, di Piero Antonelli sono i negozi di arredamento: Grandi Magazzini del Mobile. Specializzati nel classico, impostati sullo stock, il segreto del successo sono le notevoli superfici (non meno di 2.000 metri quadrati che spiazzano il negozietto), l’esaltante rapporto tra la qualità ed il prezzo ed il vasto assortimento. Ne ha 7, e tutti nel Centr’Italia. Il più a nord è nella provincia di Rimini.
Passione per le automobili, collezionista delle lire di metallo, dal dopoguerra al 2000, passione per le ceramiche Cantagalli (Firenze), non è raro vedere Antonelli con la stoffa sulle spalle da caricare. “I clienti vanno trattati da clienti”.

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