Comeca, vende know-how ai giapponnesi

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– L’arte di costruire le porte è stata esportata in Giappone ad un gruppo imprenditoriale che fattura circa 500 milioni di euro e verranno prodotte in un moderno stabilimento in Cina. E’ una delle sfide Comeca al nuovo scenario dell’economia mondiale sconquassato da Cina, India ed Estremo Oriente.
Lo scorso 12 aprile il signor Yamada è venuto nello stabilimento morcianese e firmato con Agostino Prediletto, amministratore unico Comeca, la collaborazione.
“Abbiamo firmato un contratto di collaborazione – argomenta Prediletto – che prevede l’esportazione del nostro know how per la costruzione delle porte. E da questo riceviamo le royalties. Giù abbiamo già spedito i macchinari e presto andranno i nostri tecnici”.
Il signor Yamada è a capo di un’azienda di costruzioni che si colloca al decimo posto tra le imprese del settore in Giappone.
Le porte verranno prodotte in un moderno ed efficiente impianto in Cina, a Dailan, nel nord-est e si fregeranno del marchio Comeca by Yamada e della denominazione italian stile (stile italiano).
Ma perché questo sbarco produttivo in Estremo Oriente? Prediletto: “Era nostra intenzione sondare il mercato cinese, da una parte. Dall’altra, non volevamo disperdere le forze, gli investimenti in Italia, dove siamo cresciuti del 16 per cento nel 2004. Dal momento che ci stiamo espandendo, aprire direttamente un altro versante commerciale era dispersivo. Abbiamo trovato un partner con il quale portare avanti il nostro lavoro”.
La relazione commerciale tra Comeca e Yamada Corporation nasce 8 anni fa grazie ad una fiera a Bologna, il Saie. Una delegazione giapponese entra nello stand italiano. Scruta, osserva, guarda, fa quattro chiacchiere. Il primo campione di porta viene spedito in Giappone. Giungono le commesse, soprattutto si rafforza il legame.
Prediletto: “Yamada si comporta da gentiluomo. Entriamo in sintonia; si condivide lo stessa filosofia imprenditoriale”.
Oltre al versante cinese, Comeca sta effettuando investimenti importanti anche a Morciano. Ha innovato le linee produttive con macchinari all’avanguardia, capaci con 2 addetti di fare il lavoro di 8 persone. Sonda nuovi mercati; ad esempio l’anno scorso, insieme ad alcuni marchi d’eccellenza del mobile made in Italy, ha partecipato ad una promozione commerciale negli Stati Uniti. Insomma, per restare sui mercati o ci si muove per nuovi lidi, altrimenti si arretra.
Nonostante il difficile e complesso momento economico, l’azienda morcianese ha chiuso il 2004 con ricavi a quota 20 milioni di euro, un balzo in avanti del 16 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2005 previsto un giro d’affari per 22 milioni di euro.
Marchio noto grazie alla pubblicità ai bordi degli stadi di calcio, l’ultima sponsorizzazione di pregio targata Comeca è lo sponsor per il mantenimento del Palazzo Ducale di Urbino. In tale rapporto l’azienda può utilizzare apposite sale per meeting aziendali, che ben impressionano i clienti italiani ed esteri ed utilizzare il monumento a fini di marketing.

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