LA VOCE DELL’AIA – IL DIALETTO

Lis cema “foje morte”

Quand li s’è seche lis cema “Foje morte”
epur enché giù a tera lin è isè smorte,
tra d’lore lis dà drè, al giuga se vent,
indipendente, cuntente da fè più muviment,

lin è più me guinzai, agl’ha avù la libertà
da vulè. Via via da cla pienta che la jà fat da Mà,
una Mà severa c’lal tniva a Sè lighede
mo l’autun l’è arvat e u gl’ha sparpajede

lebre per tera che al pò andè duvè cui per
cum a vresme fè tut, per eria, tera e mer
senza che nusin ut posa dmandè e bigliet,
al veg ferme drè i pid, lis mov, al fa un giret

te perc che l’è tut un mosaico in mosa
ogni volta che e vent e dà un colp ad tosa.
Mal piente al reme ormai li s’è pulì
mo prima mel sfumadure li li ha gurnì,

l’è l’autun che per fel un dovra i fiur
mo tut i dè listes e cambia i su culur,
un gni fa gnint nisun quedre ad pitor,
e pnel dla natura ma tut l’è superior.

Al foje agl’ha vosa, quand uj si monta sora
al fa un bel crì, crì, la gamba li t’la sfiora
s’una careza cuntente d’es pistede, na l’aiut
al dmanda, l’è sa cla vosa che lit fa e salut.

Al fnirà in gnint cumè tut mo intent
ancora al va a spas t’un modi entusiasment,
agl’ariva si tet, tli finestre, contra al porte,
quasi al busa, ligere e pu lis cema “foja morte”

Mario Tonini (Riccione)

Nàdel

Che burdèl che nasarà
sora la paja,
un farà santì la su vosa,
ma per tèstament,
la làs i su insègnament.

Ancora tropi guèri te mònd,
bordèll in zir
tra la mundèzza di bidònn,
malèd senza nisùn,
doni sla strèda
fradèll in miseria.

Che burdèl che sasarà
un farà santì la su vosa,
gnènca sta nòta,
ma l’asèta, che tot nùn
a imparèma i su insègnament…

Lidiana Fabbri (Rimini)




Natale a Morciano – un mese di grandi concerti

E’ diventato un classico per Morciano e la Valconca il concerto natalizio del Coro Città di Morciano di Romagna. L’appuntamento, quest’anno, è domenica 18 dicembre, nella chiesa di San Michele, con inizio alle 9 di sera.
Le altre date del coro: l’8 dicembre a Montecchio, alle 11 del mattino. Il 4, alle 17, a Villa Pullé per gli anziani della casa di riposo (Riccione), il 26 dicembre a Montecerignone (alle 9 di sera), il 22 a Mondaino con la Banda di Mondaino (alle 9 di sera nella Sala del Durantino), il 5 gennaio a Santarcangelo nella chiesa della Collegiata, alle 21 (dove è parroco don Giancarlo).

Il 22, saluto del sindaco, con il sax di Stefano Pecci ed il piano di Paolo Biondi

Appuntamento al Lavatoio alle 21

– Un altro appuntamento con la musica di qualità è il 22 dicembre, ore 21, al Lavatoio. Durante il saluto del sindaco Giorgio Ciotti, si tiene un concerrto per sax e pianoforte. Allo strumento a fiato c’è Stefano Pecci, il giovane e talentato sassofonista morcianese. Viene accompagnato da Paolo Biondi, pianofortista accompagnatore di valore internazionale.

Stefano Pecci




Caro Gesù Bambino un po’ di tenerezza

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Natale 1949, giovani morcianesi in festa al Teatro Parrocchiale di via della Misericordia: Renzo Ferroni, Luciano Luzzi, Lucchetti, Vittorio Vescini, Carlo Brigo, Carlo Ferroni, Carlo Alberto Guidi, Alberto Broccoli, Gianpaolo Mancini
(Archivio Gianni Romani)

– Ancora una volta, nonostante tutto è Natale. Niente di più scontato, potremmo pensare: in fondo, basta accordarsi per fissare una ricorrenza nel calendario e, senza fare niente, essa puntualmente ritorna ogni anno riproponendoci ogni volta quel messaggio che le avevano affidato. Eppure non è affatto scontato che il Natale venga sempre celebrato con la stessa valenza, che ogni anno gli si attribuisca la medesima portata, che da quella festa si attenda sempre il solito messaggio.
E, infatti, il Natale ha mostrato nel corso dei secoli una capacità di adattamento eccezionale e continua ancora oggi ad assumere e rielaborare tradizioni diverse – da Gesù Bambino a Babbo Natale, dal Presepe all’albero addobbato, dalla messa di mezzanotte al pranzo di famiglia, alle luminarie, dal cappone al panettone, dalla generosità solidale alla tenerezza verso bambini… accomunandole in una sorta di vulgata universale e contagiosa che abbraccia, almeno nei paesi occidentali, anche chi cristiano non è.
Del resto, se ci soffermassimo un attimo sui profondi mutamenti che ha conosciuto nel corso degli ultimi decenni, in un paese di antica presenza cristiana come l’Italia, il tempo che precede il Natale, ci stupiremo del fatto che i cristiani riescono ancora a viverlo nella sua dimensione di mistero della loro fede infatti, le settimane di Avvento, sono divenute una corsa febbrile all’acquisto dell’ultima trovata commerciale per non essere da meno di nessuno; la “novena” preparatoria, da occasione per rivisitare il progressivo venire incontro di Dio all’uomo nella storia, è diventata una sorta di tempo supplementare per rimediare a dimenticanze e portare a termine gli ultimi preparativi. Sì, se ci ritroviamo impreparati a interiorizzare questa festa, finiamo di essere quasi catapultati in una celebrazione più grande di noi, di cui riusciamo a malapena ad afferrare alcuni brandelli di senso, lasciandoci sfuggire il cuore del messaggio. Così, alcuni cristiani assistono smarriti allo svuotarsi di contenuto legato a questa festa e pensano di poterla vivere degnamente solo ritirandosi in disparte, cercando di custodirla intatta per loro, come patrimonio geloso che soffrirebbe ad essere esposto alla vista e alla considerazione dei non addetti.
Altri, invece, si rallegrano del fatto che, come ogni società evoluta che si rispetti, anche da noi i non credenti ricorrano ad alcuni elementi e riti della “Religione Civile” per ritrovare valori comuni e rinsaldare un’identità Nazionale altrimenti sfilacciata: allora cercano di caricare questa festa di significati buoni per tutti i gusti, banalizzandola a minimo denominatore dell’occidente capace di nascondere un preoccupante vuoto di valori.
Forse non è vero che a Natale il Gesù Bambino ci muove tutti a tenerezza, forse non è vero che in questi giorni siamo tutti più buoni: forse è solo che la memoria di un Dio che si è fatto uomo ci riporta all’umanità nostra e dell’altro, persino del nemico. Sì il Natale ci ricorda che “Dio si è fatto uomo per insegnarci a vivere da uomini in questo mondo”, dice San Paolo: “Dio è venuto tra di noi vivendo nella nostra umanità perché noi diventassimo più uomini, imparando a vincere il male con il bene, la bruttezza con la bellezza di una vita segnata dall’amore e dalla comunione”.

di Giordano Leardini




Morciano, pattinaggio su ghiaccio

SABATO
10 dicembre
All’insegna dei “Dolcincontri”. Tutti i bambini che sceglieranno Morciano ricevono in regalo dolci a volontà. A distribuirli: Babbo Natale “invitato” dallo Ior (Istituto oncologico romagnolo).
Show “La piccola fattoria cerca babbo Natale”, dove si alterneranno momenti d’ilarità e la possibilità di vedere all’opera magnifici cuccioli.
Nella zona delle poste: il bellissimo mercatino ambulante, ricco di gustose novità e di piccole, grandi idee regalo.
Alle ore 21, al Centro parrocchiale, spettacolo teatrale-dialettale, nell’ambito del progetto “Andém a la végia” e sarà anche possibile gustare assaggi dei prodotti tipici.

DOMENICA
11 DICEMBRE
La domenica a Morciano non è mai banale. Spettacoli per bambini: connubio tra abilità e gag, dove i babbi Natale, in collaborazione con gli scout morcianesi, daranno vita a rocambolesche imprese, degne dei più affermati maestri circensi.
Non mancheranno naturalmente gli artisti da strada e l’atmosfera resa ancora più piacevole dai clown e i musici.

VENERDI
16 DICEMBRE
Alle ore 21 nella sala “Lavatoio”, in scena una conferenza sull’arte, dal titolo “L’avventura poetica e pittorica di Paul Gauguin e Vincent Van Gogh a confronto”. Cura la serata Franca Fabbri.

SABATO
17 DICEMBRE
Spettacoli per grandi e piccini. Lo Ior (Istituto oncologico romagnolo) e gli scout di Morciano, hanno “invitato” un gruppo di babbi Natale pronti a distribuire dolci ai più piccini, e a divertire i genitori con numeri divertentissimi.

DOMENICA
18 DICEMBRE
Per tutto il pomeriggio, artisti circensi che alternano momenti divertenti, a numeri di alta scuola. Clown, babbi Natale, artisti di strada, musica in filodiffusione.
Alle ore 16, spettacolo teatrale per bambini “O quanti belli colori”, nella sala del “Lavatoio”.
Alle 21 nella chiesa parrocchiale, il consueto concerto di Natale, con il coro “Città di Morciano”.

GIOVEDI
22 DICEMBRE
Alle ore 21 nella sala del “Lavatoio”, tradizionale festa degli auguri, alla quale tutta la cittadinanza è invitata per brindare insieme al Natale e al nuovo anno. Dolci per tutti e tanta musica allieteranno la serata.

SABATO
24 DICEMRE
Vigilia di Natale unica, speciale e magica attende gli ospiti di Morcian: favole, con musica in filodiffusione e giochi di luce.
Lo Ior (istituto oncologico romagnolo) e gli scout hanno “invitato” un nugolo di babbi Natale pronti a esaudire con i loro dolcetti, i desideri di tutti i bambini, e accompagnare gli ospiti verso il giorno più magico dell’anno.




Quello strano monumento dell’arte culinaria

– La gastronomia è un monumento come un’opera d’arte. Rappresenta sapere, conoscenze e la famosa triade: terra, territorio, tradizione. E’ un’espressione culturale dalle mille sfaccettature e con una bontà economica che l’Italia non riesce a sfruttare pienamente, purtroppo. Ed è davvero molto grave. Ad esempio, nonostante che il turismo mondiale sia aumentato del 6 per cento nel 2004, l’Italia, sul mercato mondiale, è arretrata del 7,2 negli arrivi e nel 4,1 negli incassi. Periodo di riferimento: i primi 6 mesi del 2005. Nello stesso arco di tempo i nostri vicini sono cresciuti ed anche poderosamente: Spagna (più 6 e più 8), Francia (più 1,7 e più 3,6), Gran Bretagna (più 11 e più 10,1).
Altri numeri, l’Italia sul palcoscenico del turismo internazionale ricava ricchezza per 35,7 miliardi di euro (quarto posto mondiale). Ci precedono la Francia con 40,8 miliardi, la Spagna con 45,2 e gli Stati Uniti con 74,5.
Dopo i libri dedicati all’arte ed alla natura della provincia di Rimini, la classica strenna natalizia della Banca Popolare Valconca racconta il sapere gastronomico. Titolo: “La cultura del cibo tra Romagna e Marche” (130 pagine, impreziosite da belle immagini). Lo ha scritto quella penna e mente raffinata che è Piero Meldini, per 25 anni direttore della Biblioteca Gambalunga e da più di 30 anni appassionato di storia dell’alimentazione. Presentato alla comunità lo scorso 7 dicembre. Il libro è composto da 5 capitoli: Costanzo Felici e l’antica cucina rurale, Il regime alimentare delle campagne nelle inchieste sociali dell’Ottocento, La cucina contadina feriale e dei giorni di festa, La cucina dei nobili e dei borghesi nelle lettere di Lancisi e nei ricettari domestici ottocenteschi, Microstoria di un’industria alimentare. Nell’appendice le ricette di un tempo: semplici e senza tempo.
Ha scritto nella presentazione Massimo Lazzarini, il presidente della Banca Popolare Valconca: “Scorrendo queste pagine pare di sentire aromi di una volta ma che, fortunatamente, sono stati in gran parte conservati: i ceci all’aglio e rosmarino, le piade dei morti, il vinello, i patacùc, i maltagliati, i passatelli, la pasticciata, i maritozzi e i sontuosi cappelletti in brodo”.
Ancora Lazzarini: “…trovo più profonda e pertinente l’osservazione del grande Beethoven: la cucina racconta di quegli alimenti che sono necessari alla bestia umana per produrre cose spirituali”.

di Francesco Toti




Corso di teatro e yoga

Si tratta di un laboratorio di base introduttivo all’arte dell’attore. Il percorso teatrale si sviluppa per gradi per l’acquisizione di una personale intensità d’espressione attraverso: dizione, uso della voce, recitazione, gestualità, espressività corporea, improvvisazione, studio del personaggio, studio del testo. Il corso è tenuto da Roberto Caminiti del Teatro della Luce. Mentre il corso di yoga è stato presentato lo scorso 15 novembre.

Per maggiori informazioni: 348.0745985 – 338.1426987, Comune di Saludecio: 0541.869719 – 869721.




Montegridolfo, mercatini natalizi

Il primo è l’11 e rientra all’interno della rassegna regionale dedicata all’olio di oliva. Il secondo è la settimana dopo, 18 dicembre. Gli avventori potranno ammirare i mercatini ed una vasta collezione di presepi. Inoltre, per le strade del borgo animazioni, canti natalizi e dolciumi per i bambini.




Olio, tutti alla corte della Valconca

– La Valconca indiscussa capitale dell’olio della provincia di Rimini e non solo. Dall’altra, i consumatori di olio extra vergine di oliva che fanno un autentico affare ad acquistare il delizioso prodotto a questi prezzi di mercato: attorno agli 8 euro, quando il prezzo conveniente dovrebbe essere di almeno 15.
“L’olio novello in tavola: l’estratto più gustoso della storia” si celebra l’11 dicembre a Montegridolfo. All’XI edizione, l’appuntamento è su tre livelli: il concorso aperto a tutto la regione (si premiano gli oli); al dibattito culturale e agli assaggi.
Lo scopo degli organizzatori è migliorare la qualità e la promozione di uno dei prodotti di punta dell’agricoltura tipica del Riminese capace di creare ricchezza e fare turismo di alto livello.
La giornata di quest’anno si apre con un convegno dedicato a “La potatura d’allevamento e produzione dell’olivo”. A seguire, la premiazione dei primi tre classificati della due categoria, fruttati intensi e fruttati leggeri, e distribuzione degli attestati di partecipazione a tutti i finalisti; degustazione degli oli vincitori su ricette tipiche del territorio; intermezzi musicali e recite di poesie a tema.
Lungo le vie del castello malatestiano si può passeggiare tra le bancarelle di un ricercato mercatino di Natale, ammirare le esposizioni di olio e olive a cura degli olivicoltori, partecipare ad una degustazione guidata al pubblico di Olio extra vergine di oliva a cura dell’Oleo, visitare una mostra pomologica a cura dell’Arpo e, infine, prendere parte ad una prova ufficiale di assaggio valida per l’iscrizione nell’Elenco Nazionale dei Tecnici ed esperti Assaggiatori di oli vergini ed extra vergini d’oliva.
Presso i ristoranti del luogo, in collaborazione con l’amministrazione comunale, sono serviti menù a tema nei quali l’olio extra vergine d’oliva dei produttori di Montegridolfo sarà il protagonista dei piatti della tradizione romagnola. La coltivazione dell’olivo nelle colline riminesi, oltre a costituire una caratteristica ambientale capace di far assumere un alto pregio paesaggistico, ha una notevole rilevanza economica con oltre 300.000 piante presenti nelle Province di Forlì-Cesena e Rimini e con una produzione di circa 7.000 quintali di olio con ottime caratteristiche organolettiche e di bassa acidità.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Montegridolfo, in collaborazione con l Pro Loco, l’Arpo (Associazione regionale produttori olivicoli), con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini e l’Enohobby Club dei Colli Malatestiani.




A teatro sotto la Rocca

– Con la bella scusa del teatro si potrebbe salire a Montefiore per una domenica pomeriggio spensierata. La Compagnia del Serraglio, nel bel Teatro Malatesta, ha preparato spettacoli comici, cabaret e momenti per bambini. Appuntamento alle 17, alla fine di ogni spettacolo, dopo la classica “merenda” di metà pomeriggio l’approfondimento culturale. Dopo ogni spettacolo sarà proiettata la tradizionale selezione di cartoni animati.
Domenica 11 dicembre – Maria Pia Timo “Un anno con Wanda” di Roberto Pozzi, Maria Pia Timo, Marco Boschi, Stefania Timo. E’ uno spettacolo in cui trova forma ed unità tutto il vissuto di una donna, o meglio di un’operaia, tutto il repertorio di un personaggio giunto di recente agli onori delle cronache grazie alla TV.
Domenica 18 dicembre – Ivan Fiore – “Il diario di Francesco Lupo”. Comicità tutta da ascoltare, che gioca con il linguaggio e con il quotidiano, vissuto con il tutto il distacco e l’aplomb che la sicilianità ha instillato a Fiore.
Teatro Ragazzi. Domenica 8 gennaio ore 17 – Teatro Agricolo “Lupi” con Giovanni Balzaretti e Alice Giulia Di Tullio alla fisarmonica Massimo Signorini. Fedro, Esopo, Andersen, Perrault, Rodari, Hesse, Calvino, Grimm, Tolkien, Rowling, Prokovief, Allen, Pennac, S. Francesco, Tolstoy, Pirandello, Kipling, London.. Tradizioni popolari, tradizioni religiose, leggende.




Sant’Andrea, privato chiude parco pubblico

Il fatto di per sé non sarebbe grave (o lo è??? ) in fondo quel parco realizzato tanto in fretta dal Comune non ha mai avuto un senso se non come complemento del suddetto chioschetto. Ma il parco resta pubblico (notare i cartelli affissi) ed allora perché accettare senza intervenire una azione di questo tipo? Anche questo silenzio fa parte di certe “amichevoli” concessioni date senza pubblicità evidente e che consentono ad personam di sfruttare il bene comune?
Sul territorio sanclementese non è l’unico caso di attività svolte su suolo pubblico con accordi che possiamo intuire solo interpersonali e su cui non si è mai fatta chiarezza.
Si noti che su questo argomento anche una certa “attenta” minoranza ha preferito il silenzio.
Riuscirà il suo giornale a smuovere queste acque limacciose ed a fare chiarezza o dovremo in qualche modo rivolgerci in sedi più istituzionali?
La risposta al tempo che passa. Nel frattempo buon lavoro a lei ed agli attenti amministratori sanclementesi.

Lettera firmata