Sia Guest, da Rimini nuove tendenze nella ristorazione

-Sia Guest, la 55^ edizione del Salone Internazionale dell’Accoglienza si celebra dal 26 al 30 novembre negli spazi di Rimini Fiera.
L’appuntamento non è solo prodotti ma atmosfere, come la moderna vacanza richiede. Insomma, oltre alla quantità ci vuole la suggestione della qualità.
E’uno scenario dei sensi dove prodotti ed eventi, impianti ed atmosfere, progetti e performance come protagonisti assoluti.
I luoghi del giorno e della notte (arredamento e arredamento contract, hotellerie, wellness, interior decoration, attrezzature per la ristorazione, tecnologie, servizi) rappresentano gli ingredienti che sempre più caratterizzeranno l’accoglienza futuro.
SIA/Guest è una vetrina di tecnologie ed idee per chi fa la ristorazione, dove incontrare: 847 aziende fra cui i principali leader di mercato, 41.578 visitatori (il 57 % è rappresentato da titolari d’impresa, per l’82% sono decisori di acquisto) provenienti dai settori ospitalità, ristorazione, pubblici esercizi, progettazione, distribuzione e commercio.
Inoltre, architetti, progettisti, designer, chef di grido saranno i protagonisti di eventi-spettacolo e mostre dedicati alla progettazione dei luoghi dell’accoglienza e alla ritualità del cibo (in collaborazione con la rivista Suite e con Gambero Rosso).
Ma il Sia Guest è anche opportunità: lo scorso anno risulta che il 76% dei visitatori si è aggiornato su novità, il 61% ha preso contatti con aziende nuove o conosciute, il 10% ha fatto ordini in fiera.
Si sono sviluppati contatti con i mercati esteri emergenti: business meeting con delegazioni provenienti da Europa dell’Est, area balcanica, Nord Africa e Medio Oriente, preceduti da conferenze stampa e azioni promozionali all’estero.
InterDecò
Una riflessione a parte va alla quarta edizione il Salone sull’atmosfera dell’accoglienza
L’interior decoration è un settore di fondamentale e crescente importanza nelle strutture per l’ospitalità.
NonSoloAlbergo
Anche per questa edizione, come ormai accade già da qualche anno, Rimini Fiera organizza con la collaborazione del mensile Suite, NonSoloalbergo, il momento culturale di SiaGuest. Quest’anno il tema è “Il Caos Felice”. L’idea nasce dall’osservazione di un fenomeno: le contaminazioni o invasioni di campo. Ci si riferisce alla tendenza, sempre più diffusa, di offrire all’interno di uno spazio apparentemente dedicato a uno specifico prodotto, i servizi più diversi.

CURIOSITA’

Più di 40.000 visitatori

Gli stranieri: 2.679

– L’edizione 2004 di Sia Guest si è chiusa con 41.578 visitatori (2679 gli stranieri); mentre gli espositori sono stati 847 espositori che sono andati a coprire quasi 10 ettari di superficie espositiva (95.000 metri quadrati per la precisione).

Dieci settori merceologici

– Negli anni i settori merceologici di Sia si sono arricchiti. Oggi, sono 10: attrezzature grandi impianti per la ristorazione, arredamento contract, hotellerie, tecnologia, impiantistica, arredo bagno, benessere, inter Decò per alberghi, residence, ristoranti e pubblici esercizi.




Imparato, pranoterapeuta dei campioni

– Paolo Imparato è stato il pranoterapeuta dei campioni. Ha rimesso in sesto i fratelli Stecca, Loris e Maurizio, campioni di basket come Larry Middleton e Franco Ferroni (babbo chirurgo ortopedico), Francesco Damiani. E “curato” molte altre persone. Oggi, lavora a Vergiano. Dice, secco: “Ogni essere umano ha dell’energia dentro il corpo; il pranoterapeuta ne ha in eccesso, fino a diventare curativa. Basta appoggiare le mani su un punto senza muoverle; mentre sulla malattia della pelle si opera a distanza ravvicinata con il movimento rotatorio delle mani”.
“Voglio precisare – argomenta Imparato – che il pranoterapeuta non fa diagnosi; in genere segue i consigli del medico. Va detto che ci sono medici che credono alla pranoterapia; altri no. Dunque, nessun contrasto con la medicina ufficiale. Si cerca di dare un aiuto a pazienti che non possono assumere determinati farmaci, o che non trovano rimedio. Fondamentale è avere la collaborazione del paziente”.
Cinquantadue anni, ha capito le sue capacità attraverso suor Erminia; da lei arrivavano persone disperate. Con la religiosa si pregava e si leggevano brani del Vangelo. Ricorda Imparato: “Ho problemi di salute; ci vado anch’io. Ed è lei a dirmi che possono guarire con la pranoterapia. Scettico, vado a Milano al Centro dell’Associazione italiana flusso e pranoterapia di Arnoldo Zanetta.
Mi controllano le mani con un macchina a raggi infrarossi e mi dicono che sono molto forte. Faccio un corso a Milano, dove mi insegnano le tecniche principali di posizione delle mani. Torno a casa entusiasta e scettico e le prime applicazioni le faccio con parenti ed amici: i dolori passano”.
“Ho sempre svolto la pranoterapia – continua Imparato – con professionalità, rigore, con un occhio di riguardo per i bisognosi. Ricordo con affetto un bambino di Santarcangelo malato di leucemia. Cercavo di togliergli i dolori, con il consenso dei medici: senza illusioni. Purtroppo non ce l’ha fatta”.
A sentire Imparato con la pranoterapia si può intervenire sull’artrosi.




Semaforo: auto in panne maleducazione ed educazione

Ero a Rimini. Mi accodo al semaforo rosso; il terzo della fila. Arriva il verde, al momento di partire, maldestramente, pasticciando tra gas e frizione, l’auto si ferma. Provo a rimettere in moto, ma il motore tossicchia: non ne vuole sapere di riaccendersi. Scendo, chiedo aiuto, una spinta, all’automobilista dietro. Costui con molto garbo, mi manda a quel paese: sgasa, mi sopravanza. Nel frattempo il semaforo è diventato rosso. Dalla corsia opposta, scende un ragazzo e mi chiede: “Serve una spinta?”. Urlo un sì liberatorio. Mi metto dentro; lieve spinta, con l’automobile che si rimette in moto. E’ gratificante per la mente che ai maleducati si contrappongono gesti di grande civiltà e passione.

Lettera firmata




I 1.000 appassionati del sapere

– E’ proprio il caso di dirlo. Le persone fanno i “numeri”. Partiamo dal primo. Guido Zangheri, classe 1941, milanese di nascita, sposato con tre figli, è il presidente di Università Aperta. L’ha fondata, ma quel che ‘conta’ è che questa università popolare, tra mille problemi, funziona.
Ha molti amici (tremila tessere), mille iscritti ogni anno, una didattica con oltre 60 possibilità di studio tra corsi, seminari e laboratori in molti campi del sapere: lingue e letterature, psicologia, storia, scienza, pittura, musica, danza, informatica e molto altro ancora.
Nel comitato scientifico si notano i nomi del sindaco di San Mauro Pascoli Gianfranco Miro Gori e lo scrittore Piero Meldini.
“La nostra peculiarità – racconta Zangheri già direttore dell’Istituto Musicale Lettimi di Rimini (in pensione da cinque mesi) – è essere aperti a tutti, dai bambini agli anziani ispirati ad un modello di educazione continua, del sapere e del saper fare quindi corsi teorici e laboratori per la pratica. L’idea è tenere esercitata la mente, vivo l’interesse, far incontrare le generazioni, unire l’esperienza degli anziani con l’entusiasmo dei giovani, senza steccati”.
Situata a Rimini “nella via della Biblioteca” al numero 74, è stata fondata nel ’98 e vanta già una consolidata alleanza internazionale grazie al progetto “European Encounters” (Socrates/Grundtvig2).
L’alveo naturale è l’Accademia estiva (se ne sentirà parlare) guidata da Isa Gerlini, psicologa, all’opera per ospitare (luglio 2006) una delegazione di studenti dalla Germania (Schoneberg, Berlino).
“L’idea dell’università – racconta Zangheri – nacque per caso quando mi furono chiesti consigli su come avviare corsi di ascolto di musica per adulti. Eravamo quattro cinque amici e allora (1995, ndr) l’ associazione esistente si occupava già di educazione alla salute e alla musica, solo per anziani, aveva circa cento iscritti, ma non ci bastava, l’idea era una formazione la più ampia possibile”.
I docenti sono professori universitari (provengono da Urbino, Bologna, Ferrara, Milano, Firenze) e di Scuola Media Superiore. Vengono scelti da un comitato scientifico composto da 22 esperti.
“Non è facile trovarli– spiega Zangheri -. Talvolta se ne trovano di ineccepibili ma che sono incapaci di instaurare un rapporto con gli allievi.”.
Il contributo per corsi o laboratori varia da 20 euro fino a superare i 300. Ci sono anche sezioni gratuite come la “Palomar”, che si fa notare con il suo programma. A partire dal 3 novembre fino al 23 aprile ospiterà, tra gli altri, il professor Angelo Chiaretti sul tema “Dante Alighieri medico, mago e alchimista”, il filosofo Davide Neri per “La forma del mondo: la storia della cartografia attraverso la lettura dei classici” e l’architetto Armando Baccolini con “La psicologia dell’architettura”. E molto altro ancora.

Per informarsi il telefono è 0541/28568 oppure, il sito www.uniaperta.it .

di Domenico Chiericozzi




Spigolature dello Scrondo

Riccione: rock e lento… – La Celentanomania impazza, anche se le cose che dice a proposito della libertà di informazione alcuni le vanno dicendo già da qualche anno, ma pazienza, se serve un RealPolitik per svegliare la gente, ben venga. Ma la vera moda oramai è distinguere tra rock e lento, ci proviamo anche noi.

Il mare è rock, la piscina dell’albergo è lento

La spiaggia è rock, la strada è lento

L’ambiente è rock, il cemento è lento

Il verde è rock, il nero dell’asfalto è lento

L’isola pedonale è rock, il traffico è lento

La raccolta differenziata è rock, l’inceneritore è lento

La quarta linea dell’inceneritore è stralento

I congressi sono rock, il palazzo dei congressi è lento

La nuova piscina è rock, le case per pagarla è lento

Il Marano è rock, i locali sul Marano è lento

Il Rio Melo è rock, ma è anche sporco, quindi lento

Un parco sul Rio Melo è rock, la scuola sul Rio Melo è lento

Riccione quando piove è rock, i sottopassi allagati è lento

Il 25 aprile è rock, villa Mussolini è lento

Riccione 44 è rock, dimenticare è lento

I giovani vecchi dell’ANPI sono rock, i giovani fasci è lento

Piazza dell’Unità (d’Italia) è rock, piazza Woityla è lento

I pacs è rock, i bacchettoni è lento

Il centro sinistra è rock, il centro destra è lento

La sinistra è rock, il centro è lento

La sinistra un po’ più a sinistra è rock, la sinistra un po’ più centro è lento

Imola è rock, Imola è lento (dipende)




Turismo, ricominciare dal verde

– Il verde di Riccione non è di qualità. Anzi. E’ tato tirato su per stupire, più che per passione e riflessione. Ed ogni tanto per i viali sono state messe giù piante che non hanno nulla a che vedere con questo territorio e queste latitudini. Il buon Dio per noi ha scelto altro. Agli occhi, le piante di altri luoghi risultano mingherline, ammalate e sciupate. Infelici.
D’inverno, quelle più esposte, vengono incappucciate. Che tristezza. Il caso più eclatante è viale Gramsci impoverito dalle palme. I responsabili regionali del verde lo misero all’indice, insieme al compianto Augusto Cicchetti, l’ottimo progettista-giardiniere riccionese morto pochi anni fa. E stessa trovata verde e triste per piazzale Roma. Che è, come dire, far indossare il vestito bavarese alle nostre donne. Abbigliamento affascinante nei luoghi di origine, ma pesante altrove.
Riccione avrebbe bisogno di un architetto del paesaggio di valore per progettare il verde per i decenni a venire. Ed attirare un turista sempre più esigente e sensibile ed “educare” i riccionesi, e non solo, alla cultura del verde. Con qualche idea, si potrebbe costruire un avvenimento per attirare appassionati ed estimatori.
Intanto, l’amministrazione comunale è andata ad incominciare con un convegno internazionale lo scorso 19 ottobre. Titolo: “Alberi & dintorni”.
Nell’occasione il sindaco Daniele Imola ha annunciato le strategie ambientali per accrescere la qualità della vita urbana e impreziosire la cartolina turistica della città.
A Riccione si prevedono 100.000 metri quadrati (10 ettari) di parchi pubblici: Colle dei Pini e Fornace, pedonalizzazione del lungomare. Quest’ultimo dovrebbre essere trasformato in un’isola verde con un fitto reticolo di essenze.
E poi ancora, adozione della fitodepurazione per le acque provenienti dai depuratori.
?”Il verde si estenderà entro due anni lungo tutto il lungomare – dice Imola, il sindaco -. E’ in atto una ricerca piuttosto appassionante per scegliere le piante autoctone più adatte. Intendiamo creare un’isola verde affinché chi nuota in mare possa avere di fronte a sé uno schermo verde”.
?Tra i relatori hanno lanciato spunti di riflessione la dottoressa Laura Shiff, in rappresentanza della Regione Emilia Romagna. Ha sottolineato quanto il grado di qualità urbana e ambientale orienti le scelte dei turisti che chiedono sempre di più un turismo sostenibile.
Francesco Decembrini, agronomo e tra i curatori del convegno, invece ha posto all’uditorio un quesito: “Possiamo piantare ancora nuovi alberi nelle nostre città? L’albero non può essere equiparato ad un pezzo d’arredo urbano, ad un cestino, quindi dobbiamo promuovere una cultura che gli restituisca la sua dignità”.
?L’incontro internazionale “Alberi&dintorni”, promosso dalla Geat, la società multiservizi di Riccione, è durato tre giornate di lavoro durante le quali si sono alternati ben 21 relatori, 11 dei quali provenienti da vari paesi del mondo, dagli Usa alla Gran Bretagna, vi prendono parte poi 220 addetti del settore, liberi professionisti, tecnici della pubblica amministrazione, vivaisti, progettisti, agronomi, e vanta la sponsorizzazione di 14 aziende.
Dimostrazioni e sperimentazioni di piantumazioni, cura e stabilità degli alberi saranno attuate in tre aree esterne della città: Giardini “Luigino Montanari”, viale Ceccarini, Parco Villa Lodi Fè.




Ugolini, nel regno degli uomini di ferro

Riccione ne annovera ben tre: Davide Ugolini, Marco Troni (6 gare, 4 delle quali portate a termine) e Denise Guerra (3 su 3).
L’ultima impresa l’ha compiuta lo scorso 2 ottobre Ugolini. Ha conquistato la prima medaglia all’Isola d’Elba. Partiti in 105, una novantina al traguardo, è giunto tra la sessantesima e la settantesima posizione. Ma ciò che veramente conta è tagliare il traguardo, dominando la fatica ed i momenti no. Tempo: 12 ore e 9 minuti.
“Dietro – ricorda Ugolini – c’era un anno di preparazione. Durante la gara hai molti momenti critici ed altrettanti esaltanti: un caleidoscopio di stati d’animi, con le forze, per magia, che vengono e se ne vanno. Ho avuto almeno due momenti no: durante la nuotata, per via del mare mosso; ho imparato nuotare soltanto un anno fa. E nella prova su bici. Nel massimo della difficoltà, ho visto un bambino sulla carrozzella e dentro mi è scattato qualcosa: sono ripartito ed all’improvviso le forze mi sono ritornate”.
Durante la gara si perdono 12.000 chilo-calorie e bisogna essere bravi ad integrare le energie che si consumano. Trentuno anni, Ugolini ha alle spalle molte annate di calcio da mediano. A 15 anni era già titolare nel Morciano, Promozione. Ha militato anche nel Taverna, Torconca e Saludecio (società per la quale è ancora tesserato). Un atleta dalla corsa instancabile, molta testa e piedi non sufficientemente raffinati. “Ho smesso – racconta Ugolini – di giocare un anno fa perché i giovani compagni più che pensare a giocare, sono distratti dal cellulare e discoteca. Io quando perdo mi arrabbio. Quando ero giovane io comandavano i vecchi; ora che sono vecchio comandano i giovani. Nel senso che non ti ascoltano; in 10 anni è cambiato un mondo”. Il riccionese si allena circa due ore tutti i giorni. Ha iniziato la disciplina dopo aver letto un articolo su un giornale che raccontava le imprese di Marco Troni. E’ iscritto alla Td di Rimini, una società con un centinaio di tesserati; una quindicina coloro che ci danno entro. L’ambizione è migliorare e partecipare alla gara europea più importante; si svolge a Klagenfurt (Austria). “Sembra una prova per matti, ma è sufficiente abituare la mente alla fatica”.




Il ‘Cannibale’

Del Bianco che lavora a Cattolica come capo giardiniere, è stato soprannominato “cannibale” per la voracità e continuità delle sue vittorie.
Domenica 9 ottobre, ore 9,30: nuvole minacciose di pioggia. Partenza regolare, il “cannibale” arriva al traguardo stracciando tutti con un tempo addirittura migliore di quello dello scorso anno. Il Gruppo sportivo ciclistico Riccione Avis nel dare l’arriverderci all’anno prossimo con nuove gare, spera che il “cannibale” si rilassi un poco e almeno che ci sia qualcuno pronto a morderlo…




“Noi bertinottiani ci stiamo ricompattando”

– In relazione all’articolo comparso sul numero 10 del vostro mensile “Rifondazione-fuoriusciti, finale in tribunale” alcune precisazioni. L’elezione a consigliere comunale di Giuseppe Massari è stata nel 2004 più che legittima (93 preferenze il 10 per cento dei voti di Rifondazione) e quanto sia vicino ai Ds lo stesso Massari bisognerebbe chiederlo al sindaco Imola che vede spesso e volentieri lo stesso Massari in consiglio comunale votare contro delibere e atti della giunta riccionese. Sia quando era membro di Rifondazione che ora.
L’ultimo voto contro la giunta Imola dello stesso Massari avviene nel consiglio comunale del 5 ottobre contrario al piano particolareggiato dell’Alba. E’ chiaro che Massari rappresentava l’ala della responsabilità in Rifondazione, quella che cioè, sulla linea del segretario nazionale Bertinotti, è più disponibile a trattare con le maggioranze di centro-sinistra, naturalmente per spostare il più possibile a sinistra l’asse. Questo non significa essere vicini ai Ds. Parlare di linea morbida e di appiattimento è dunque scorretto.
Interessante, poi, la parte in cui si ricorda che vennero comminate sanzioni disciplinari a Dorian Stacchini e venne subito data la notizia alla stampa della sua pseudo-sospensione di 6 mesi, sospensione ribaltata dagli organismi nazionali di garanzia del Partito perché palesemente immotivata. Ma intanto la falsa notizia era di dominio pubblico.
Parlare di vittoria della mozione Malabarba è poi scorretto. A livello di circolo vi era un accordo tra le mozioni 1 e 2 (rispettivamente quelle di Massari e Stacchini) che insieme appunto hanno vinto il congresso di gennaio 2005. Una posizione differente presa da un votante della mozione 2 ha ribaltato la situazione, costringendo alla elezione di Sergio Vollono a segretario. In relazione, poi, all’ultima parte dell’articolo non sarei così semplicistico. In relazione alla assemblea del 2 settembre e in relazione ad altri episodi e comportamenti sono pendenti presso i competenti organismi di garanzia 6 ricorsi che se venissero accolti annullerebbero addirittura l’esito dell’assemblea del 2 settembre (quindi Rifondazione non vedrebbe sancita la sua uscita dalla maggioranza). Curioso poi che non si citi l’iscrizione al circolo di Riccione di due esponenti del circolo di Cattolica “chiamati” in soccorso da quello che era rimasto dalla mozione Malabarba implosa sulle sue stesse contraddizioni.
Infine, gli ‘isolati” bertinottiani stanno ricompattandosi e crescendo di numero e sono più che mai decisi a fare valere le proprie ragioni.
In sostanza… non credo proprio che sia finita qui. Anzi, forse il bello deve ancora venire.

Paolo Severi, collegio di garanzia del circolo di Rifondazione di Riccione




Parole da e ‘Fnil’

…Bar, il “padrone” paga – Un primato di civiltà. Uno dei bar del territorio è di una cooperativa. Per la gestione ha del personale guidato da un giovane. Occhi azzurri, mente capace di associare le idee, colto, si paga le proprie consumazioni. E quando, come succede per una qualsiasi altra azienda, è il momento di offrire un bicchiere, infila nel cassetto il corrispettivo. In una terra di stagionali della ristorazione, dove bere senza pagare dove si lavora, seppur senza sciupare, niente di troppo, insomma, è la normalità, il caso misanese è lezione autentica. A chi gli fa notare che è troppo, ma proprio troppo, scrupoloso, afferma, serio, quando è uno da battuta fulminante, graffiante non meno che rispettoso: “Lascia stare! So quello che faccio”.

…Bei giovani – Un misanese in carrozzella sale il sottopasso di via Garibaldi. Una giovane in motorino con casco lo supera, svalica. Mette il mezzo sul cavalletto. Ritorna indietro ed aiuta l’infortunato fino al tratto piano. Da libro “Cuore”.