Assisi, marcia della pace col Wwf

– Alla Marcia della Pace Perugia-Assisi col Wwf. L’appuntamento è l’11 settembre. Partenza prevista alle 5.30 del mattino da via Caduti di Marzabotto, per arrivare alle 8.30 a Perugia. Nella quota di 23 euro compreso anche il cestino per il pranzo e la colazione del mattino, oltre al viaggio in pullman.
Un altro appuntamento, ma questa volta con la natura, è in programma dal 28 ottobre al 2 novembre. Questa volta la mèta è il Parco Nazionale d’Abruzzo.

Quota d’iscrizione di 490 euro, le mete: Villetta Barrea con il suo splendido laghetto allungato nella vallata, Scanno (famosa per il ricamo al tombolo ed un centro storico unico), Pescasseroli (città natale di Benedetto Croce), Gole del Sagittario, Anversa degli Abruzzi, Chiesa di San Egidio, la Porta dei Parchi. Insomma, natura e storia.

Per informazioni e prenotazioni (Emanuela): 0541.957279, 333.4964314, 338.4604238




Tre Martiri, una piazza per non dimenticare

Um dispis, an stag ben enché sa so in pid,
an pos andé sla banda a suné si mi culega,
ujé una ricorenza per cui ancora al strid
al cuscienze e per Lor in tent tutora i prega
Un fat ad sangue c’lè un purtrop di tent,
quest durent l’ultma guera a Remne l’è suces,
l’é poc a dì che jé sté amzed da di brighent.
Pricis ad tent elt, alora in s’era sotomes
ma la prepotenza d’un regim che l’era al corde
e i su rapresentent più cativ, fin chi puteva,
sl’aiut nazesta che us sarviva enché ad specele orde,
cumé dli belve i sbraneva e is vendicheva.
Divers an fa che a s’era ancora ragazet,
ho parlé più volte sa genta giovna e anziena
che jà asistì diretament ma cl’at maledet,
agl’SS li jeva tnù per forza tla piaza cla matena.
Ujera armast t’jecc, di Tré Ragaz jultme at,
e cumpurtament brutel d’un italien cativ,
al done che al pigniva c’lin vleva che misfat
e i jà las avnì via che i Tré in era più viv.
Ma cla piaza da chel dé i jà cambié e nom,
prima la eva quel d’un putent mo un ditator
che l’ha fat robe grande mo un bon om
cert un era, per sti Tré sol un pensier d’mor
invece us pò avé. “Trè Martiri” nom che la piaza
ogg la porta l’è più giust, Tré ragaz sfurtuned
che javeva d’jdeel bon per l’om ad ogni raza
e cumé stamatena, ilé, an fa jé sté impiched.

Mario Tonini




Colonia, aspettando l’incontro col papa

Con queste parole Dieter Heck saluta Andrea e Nicola, i suoi due giovani ospiti riminesi, in partenza per la Giornata Mondiale dei Giovani di Colonia. Dieter, pensionato residente a Surth, paese a sud di Colonia, è, assieme a sua moglie, solo uno delle migliaia di tedeschi che, nello scorso agosto, hanno ospitato gli oltre ottocentomila giovani pellegrini provenienti da tutto il mondo per la settimana di preparazione alla giornata mondiale della gioventù, culminata con la veglia e con la messa celebrata da Benedetto XVI nella grande spianata di Marienfeld, il 21 agosto.
Dalla diocesi di Rimini, per l’occasione, è partito un gruppo di 150 persone, tra giovani ed educatori, provenienti da differenti realtà locali: Morciano, Rimini, Vergiano e Spadarolo, San Mauro Pascoli, Riccione. Senza contare i seminaristi, i religiosi e i singoli aggregati al gruppo e provenienti da Viserba a Cattolica, dalla Valconca alla Valmarecchia. Tra i partecipanti, l’intero clan scout Rimini 8 di Corpolò, composto da nove ragazzi e due capi.
“Si tratta di un pellegrinaggio, non di una gita né tanto meno di una vacanza – ha ribadito più volte don Andrea Turchini, responsabile della pastorale giovanile per la diocesi di Rimini e coordinatore del viaggio -. Per questo lo spirito con cui affrontare la settimana di preparazione è quello di accoglienza e di essenzialità”. Lo stesso concetto era stato chiarito poche settimane prima da don Aldo Amati, vicario del vescovo di Rimini: “La giornata mondiale dei giovani non è solo un happening dove si incontrano tanti giovani, ma un momento vero di preghiera, di fede”.
“La giornata è stata voluta da Giovanni Paolo II nell’85 e a Colonia è giunta alla XX edizione – confessa Andrea, uno degli scout del gruppo Rimini 8 – e ricordo che nel 1997 guardai con stupore la Giornata di Parigi. Da allora desideravo partecipare, soprattutto per conoscere realtà tanto diverse dalla nostra. Così, arrivati a Colonia, le occasioni non sono mancate: abbiamo conosciuto gruppi provenienti dalle Filippine e dal Brasile. I ragazzi di Cuba allietavano le vie di Colonia con i loro balli, mentre non era raro vedere sventolare a pochi metri le bandiere di Egitto, Israele, Pakistan e Messico”.
Nella settimana di preparazione all’appuntamento col papa, il gruppo di Rimini ha vissuto diversi momenti di incontro, riflessione e, naturalmente, di preghiera. Ma non solo. Se lunedì 15 agosto è stata la giornata dell’accoglienza, il giorno successivo è stato dedicato alla messa inaugurale nello stadio di Colonia, gremito di giovani.
“E alla fine della messa – raccontano alcuni pellegrini di Vergano e Spadarolo – è persino venuto il presidente tedesco per darci il suo messaggio di benvenuto ed è stato accolto dallo sventolio di bandiere di tutto il mondo. Tante, tantissime, quelle italiane”.
C’è stato poi l’incontro fra tutti gli italiani con i giovani tedeschi di origine italiana. “Lo stadio di Colonia era pieno – ricordano Alice e Martina di Corpolò – con oltre cinquantamila persone. Abbiamo pregato ed è venuto addirittura Ruini. Poi abbiamo anche cantato ‘Romagna mia’, e quando un gruppo di alpini ha intonato ‘Fratelli d’Italia’ ci siamo uniti al coro e tutte le bandiere sventolavano!”.
Non sono mancate le opportunità di approfondimento. Andrea, spiega che “il giovedì è stato dedicato al pellegrinaggio alla cattedrale: l’imponente chiesa, che conserva un prezioso reliquiario d’oro, secondo la tradizione coi resti dei Magi. E’ stata costruita incessantemente dal Medioevo fino all’Ottocento ed è sopravvissuta ai terribili bombardamenti della Seconda guerra mondiale”.
C’è poi chi ha fatto incontri davvero eccezionali. Infatti, proprio per le vie di Colonia, Donatella e Antonietta, scout del Rimini 8, sono riuscite a vedere passare il papa a pochissima distanza. “Passeggiavamo per le vie della città -raccontano – quando alcuni poliziotti ci hanno sbarrato la strada. Abbiamo chiesto, in inglese, cosa stava succedendo e ci hanno spiegato che sarebbe passato il papa. Lo abbiamo visto veramente da vicino, non come a Marienfeld, dove eravamo a vari chilometri di distanza dal palco?”.
Per la grande veglia del sabato e la messa della domenica, il gruppo di pellegrini di Rimini si è dovuto accontentare di una sistemazione lontana dal palco.
“Abbiamo seguito il papa dai maxischermi e con le radio – racconta Enrico, dei ragazzi del clan di Corpolò – ma quello che conta era l’ambiente, tutte quelle persone riunite nel campo di Marienfeld, per pregare ma anche per conoscersi e, perché no, per fare festa assieme”. E la notte all’aperto? “E’ stata un’emozione addormentarsi tra quasi un milione di sacchi a pelo sotto il cielo stellato. E al risveglio non finivamo di guardare fino a dove arrivava il numero delle persone, delle bandiere, mentre davanti a noi sulla collina c’era il tendone bianco dove si celebrava la messa”.
Poi, è venuto il momento del rientro in Italia. Ma se si chiede ai giovani di Rimini cosa hanno portato a casa, per tutti la risposta è: “Tanti ricordi, qualche foto, e soprattutto il pensiero che ci sentiremo pellegrini per tanto tempo”.

di Andrea Parato




Domingo Salotti, crescita nella crisi

– “Il futuro? Malgrado abbia il lavoro non lo vedo bene. Negli anni addietro anche nei momenti bassi c’era la fiducia negli anni che dovevano venire”. La riflessione è di Piero Antonelli, titolare di Domingo Salotti e della catena Grandi Magazzini del Mobile. Il suo è uno stato d’animo che si allarga agli imprenditori ed agli italiani più in generale. La sua azienda negli ultimi anni è cresciuta tra il 6 ed il 10 per cento e le proiezioni 2005 sono ottime per un settore in crisi: balzo del fatturato attorno al 10 per cento.
Marignanese, amico fin da bambino di Mario Magnanelli, un grande quadro del pittore che reca una spiaggia innevata è appeso davanti alla sua scrivania, Antonelli è riuscito a trovare il bandolo di dove e come andare. Dice: “La nostra svolta è stata una decina di anni fa quando ci siamo rivolti al contract; oggi, il settore vale il 70 per cento della produzione. Una paio di anni fa, invece, si attestava attorno al 50 per cento”.
Sede a Colombarone (Pesaro), Domingo Salotti esporta il 23 per cento della produzione.
Ma che cosa richiede la clientela contract? Antonelli: “Assodato che il manufatto sia lavorato a regola d’arte, si domanda la rapidità nelle consegne. Noi, su disegno, riusciamo a rispondere alle esigenze in 15 giorni”.
Un’altra delle svolte importanti della Domingo è avvenuto con l’ingresso in azienda di Filippo, il figlio. “Io di idee – racconta Antonelli padre – non ne ho quasi più; sono troppo vecchio”.
Filippo ha proposto al mercato che passa attraverso gli architetti, gli arredatori, i progettisti, due idee forti attraverso altrettanti marchi.
Il primo si chiama “Adrenalina: we are differenti” e si rivolge agli appassionati delle tendenza, senza dimenticare la qualità, La filosofia: “…proposte innovative, dinamiche, capaci di osare con forme inusuali che oggi fanno tendenza nel mondo del contract, così come nella casa dove si sono inserite rapidamente trovando un nuovo territorio d’espressione”. Il salotto dove Enrico Mentana, Canale 5, intervista è firmato “Adrenalina”.
Il secondo marchio si chiama “Black Block”; si tratta di un catalogo formato dai pezzi che hanno fatto la storia del design: i classici del secolo scorso. Alcuni nomi dei progettisti: Aalto, Saarinen, Wright, Bertoia, Van Der Rohe, Le Corbusier, Breuer, Mizutani. A parere degli Antonelli un solo pezzo in un arredo tagliato sui propri gusti esalta gli spazi.
Un’altra attività, ma collaterale, di Piero Antonelli sono i negozi di arredamento: Grandi Magazzini del Mobile. Specializzati nel classico, impostati sullo stock, il segreto del successo sono le notevoli superfici (non meno di 2.000 metri quadrati che spiazzano il negozietto), l’esaltante rapporto tra la qualità ed il prezzo ed il vasto assortimento. Ne ha 7, e tutti nel Centr’Italia. Il più a nord è nella provincia di Rimini.
Passione per le automobili, collezionista delle lire di metallo, dal dopoguerra al 2000, passione per le ceramiche Cantagalli (Firenze), non è raro vedere Antonelli con la stoffa sulle spalle da caricare. “I clienti vanno trattati da clienti”.




Centro della Ceramica, sponsor del Dalai Lama

– Ci sono cose che capitano senza apparenti perché. Il Centro della Ceramica ha abbinato il proprio nome ad uno degli avvenimenti più importanti accaduti a Rimini negli ultimi anni: la visita del Dalai Lama, il capo spirituale dei tibetani, lo scorso 29-30 luglio.
“Tutto è avvenuto per puro caso – racconta Loris Casalboni, insieme al fratello Euro, titolare del marchio -. So da un amico, a sua volta amico di uno degli organizzatori, della tappa riminese del Dalai Lama. Dico che mi piacerebbe vederlo, incontrarlo. Lo apprezzo come uomo di pace, per lo straordinario senso etico, per la tranquilla forza che trasmette. Insomma, per la semplicità con cui racconta di armonia tra esseri viventi”.
“Ancora più casualmente – continua Casalboni – il marchio Centro della Ceramica arriva vicino all’appuntamento riminese. Mi ha molto colpito quando ha parlato dell’arte della felicità sul lavoro, della felicità verso i collaboratori, verso i clienti. Una cultura della positività, nella trasparenza e nella solidarietà. E che c’è una bella via al lavoro: svolgerlo in modo corretto, nel rispetto dell’altro. Tale spirito viene colto da chi ti sta attorno: si tratta della responsabilità sociale; il fare impresa in modo etico e sostenibile”.
Proprietari misanesi, sede a San Giovanni in Marignano, il Centro della Ceramica è partita con tre addetti; oggi sono una decina. Ed hanno firmato progetti importanti. Gli ultimi: un prestigioso albergo a Pesaro (con le camere affrescate da artisti diversi), il residence “Levante” a Misano, la Cereria Terenzi a San Giovanni, le villette di Portoverde, le cantine del Tempio Antico, il Centro federale di squash a Riccione. Centro della Ceramica vuol dire mattonelle, ricerca, innovazione, nuovi materiali. Vuol dire il cotto toscano, il cocciopesto, la pietrapece siciliana (materiale che giunge da una piccola cava), le mattonelle in pvc con liquido al proprio interno che crea un piacevole effetto a camminarci. Ed ancora: prodotti biologici, lampadari in vetro soffiato, oggetti in bronzo e rame, camini (anche antichi). E’ un negozio che suggerisce materiali all’avanguardia, arte e design. Dove si mischia l’arte con la progettazione. L’ultima proposta sono le cucine in stile country della Minacciolo.
Casalboni: “Credo che sia piacevole andare in un posto dove oltre alla mattonella, si possa scegliere un oggetto di arredo, un quadro: un bel pezzo con un’anima, con dell’intelligenza dentro. Noi cerchiamo di trasmettere la cultura del materiale, la sua storia. Dietro una mattonella ci sono sensazioni, uomini, fatica, riflessioni”.
La storia dei Casalboni e la mattonella inizia col nonno. Che a Misano Mare produce formelle di graniglia che hanno montate negli alberghi di mezza riviera.




Economia provinciale, lievi segnali di ripresa

– Lievi segnali di ripresa per l’economia del Riminese a leggere i portafogli ordini fermi allo scorso giugno; lo afferma un’indagine effettuata da Assindustria provinciale.
Le imprese che esprimono sensazioni positive (buono-molto buono) sono il 2,9 per cento in più rispetto a marzo; più 1 per cento quelle che esprimono un giudizio sufficiente. Calano le imprese con una valutazione negativa (insufficiente – gravemente insufficiente) meno 1,8 per cento. E scendono anche le imprese che esprimono una valutazione negativa (insufficiente – gravemente insufficiente: meno 1,8 per cento.
Invariata la percentuale di coloro che rimangono “soddisfatti” (considerando, cioè, coloro che esprimono un giudizio sufficiente, buono o molto buono) rispetto a marzo scorso.
La chiave di lettura di Assindustria: “La sensazione prevalente è che si stia navigando a vista, senza una chiara prospettiva di crescita solida e stabile. Infatti, ad una crescita delle prospettive di produzione non corrisponde, ad esempio, un contestuale aumento delle previsioni sugli ordini. Inoltre, il clima di preoccupazione è confermato dal fatto che tra i maggiori ostacoli agli investimenti delle imprese, risulta l’insufficiente livello della domanda attesa”.
Ordini
All’insegna dell’incertezza le previsioni relative all’andamento degli ordini luglio-settembre rispetto al trimestre aprile–giugno.
Export
Molto positive le previsioni delle imprese sull’andamento dell’export per il trimestre in corso.
Occupazione
Buone anche le prospettive sull’andamento dell’occupazione luglio-settembre.
Cassa integrazione
Stabili le previsioni di utilizzo della cassa integrazione per luglio-settembre, con il 69,09% di imprese che ne esclude il ricorso.
Settori
Buona la situazione rispetto a marzo 2005 dell’agroalimentare così come le previsioni per il trimestre in corso. Positiva la situazione nell’industria del legno anche per quanto riguarda le prospettive future. Si conferma qualche segnale positivo nell’abbigliamento (ordini). Ancora incertezza nel metalmeccanico con andamento a macchia di leopardo.
Investimenti
Nei prossimi dodici mesi, le imprese investiranno maggiormente in ricerca e innovazione (21,47% sul totale delle risposte pervenute) e nella realizzazione di nuove linee di produzione (15,34%); il 14,11% delle aziende non prevede alcun tipo di investimento e sono previsti investimenti pari al 10,43% rispettivamente per informatica di gestione, nuovi immobili o ampliamento dell’esistente e altri tipi di investimento.
Ostacoli
Per le imprese, i maggiori ostacoli alla realizzazione degli investimenti risultano essere il livello insufficiente della domanda attesa (20,42%), la difficoltà nel reperire risorse umane qualificate (19,72%), altri tipi di ostacoli per il 17,61%, difficoltà amministrative e burocratiche (11,27%), investimenti molto elevati effettuati nell’anno precedente (8,45%), impossibilità di dedicare persone o ore lavorative alla progettazione/realizzazione degli investimenti previsti, difficoltà di reperimento di risorse finanziarie (7,04%), difficoltà nel reperire terreni o immobili (7,04%).
Circa il 36,36% delle imprese incontra difficoltà elevata o molto elevata a reperire personale e solo il 6,36% non trova difficoltà. Il 43,64% riscontra difficoltà media.




Spigolature dello Scrondo

Gli esclusi di Villa Mussolini… – Spettacoli di teatro e cabaret nel giardino di villa Mussolini, peccato che i posti erano pochi e una volta esaurite le sedie non si poteva entrare; quindi tutti con la faccia tra le inferriate del giardino, con la sensazione di essere degli esclusi, o di essere degli intrusi. Sono diversi i curiosi o nostalgici che cercano nella villa qualche segnale del passato, facciamo un gioco, cominciamo a identificare quel posto con un nome diverso, magari villa Pertini e giardini dei Partigiani, confonderemo le idee a qualcuno.

Imola ha fatto bene… – Come tutti gli anni in piena estate, esce su qualche giornale una recensione non sempre buona sulla riviera e Riccione; questa volta è stato la Frankfuert Allgemein Zeitung (il Corriere della sera tedesco); sotto accusa il sistema turistico nel suo insieme e il sindaco Imola ha subito reagito e ha fatto bene, perché non può essere generalizzato un giudizio che non tiene conto delle diverse opportunità che la riviera offre. In questi casi è interessante però verificare le reazioni degli interessati, il più delle volte solo difensive (se non offensive); chi pensa che i tedeschi siano un popolo da wuerstel e crauti si sbaglia di grosso, l’offerta turistica in Germania è molto raffinata, diversa dalla nostra, ma di gran qualità. Su questo giornale, soprattutto negli ultimi numeri, chi è intervenuto nel dibattito sul turismo ha puntato sulla qualità e sulla tipicità, gli elementi per rendere vincente la nostra offerta. Se questa sarà la strada, saremo inattaccabili.

Il tempo… – Ha piovuto sul bagnato, verrebbe da dire; non si ricorda una stagione meteorologica così impazzita come quest’agosto, una vera catastrofe per chi voleva trascorrere al sole le proprie ferie. Non solo la riviera, ma anche montagna e altri lidi. Mal comune mezzo gaudio? Assolutamente no, l’attesa su questa stagione turistica era forte, si sarebbe misurata la “pressione” della nostra economia, soprattutto in previsione di un inverno che per congiunture nazionali e oltre, non si prospetta per niente bene. Il tempo ha recato danni rimediabili, vedi allagamenti o altro, speriamo che non siano irreparabili quei danni a media e lunga scadenza, vedi posti di lavoro e stabilità economica.

Zanzare… – Con l’abbondanza delle piogge, sono tornate le zanzare, inferocite come non mai, forse perché tenute a bada fino a circa Ferragosto. Poi l’apoteosi, pizzichi, bozzi, festival degli zampironi e sbornie di citronella sono stati l’accompagnamento degli ultimi giorni d’agosto. Mortacci loro.




Nuoto, sempre soddisfazioni

– Straordinario risultato per la Polisportiva Comunale di Riccione.
Elisa Celli diventa campionessa italiana dei 50 e 100 rana Juniores.Uno splendido stato di forma ha consentito alla giovane ondina della sezione nuoto della Pol Com Riccione nelle gare dei Campionati Italiani di Categoria appena svoltisi di conquistare il titolo di Campionessa Italiana sia nei 50 che nei 100 rana con i tempi rispettivamente di 33″0 e 1’11″50 un tempo, questo, migliore di quello che le è valsa la medaglia d’argento nella stessa gara agli Europei Juniores. L’atleta,classe 1990 è allenata da Bernardi Fabio e Corsetti Luca presso lo stadio del nuoto della perla verde. Nei 100 rana bella prestazione anche per Matteini Maria Giovanna, 1988, che con il tempo di 1’14″80 ha ottenuto il proprio record personale.
Occhi puntati anche Bianchi Marco, classe1986, che nei 1500 stile libero sta lavorando in preparazione della trasferta a Bled, dove vestendo la maglia della Nazionale Assoluta di Fondo,parteciperà alla tappa della Coppa Europa di Fondo cercando punti utili per la finale di Berlino del 21 di agosto.
Lo Magro
Missione compiuta per Giuseppe Lo Magro. Unico atleta della Polisportiva Comunale a rappresentare Riccione al 10° Campionato di nuoto Master (Stoccolma 16-21 agosto) Giuseppe Lo Magro cat M. 60 può ben dire “Missione compiuta”. Partito con la speranza di inserirsi nei “top ten” (primi dieci) della rana continentale, confortato dai tempi di iscrizione che lo vedevano al 10° posto nei 200 mt. e al 14° nei 100 mt ha compiuto due bei balzi in avanti. Si è infatti, con somma soddisfazione, classificato 7° nella distanza lunga (col nuovo record personale) e 9° in quella più corta risultando primo degli italiani e in coda ad atleti gi? campioni in gioventù (alcuni ex olimpionici), lui che non ha un passato agonistico e ha iniziato a far gare “solo” all’età di 40 anni. Un altro merito al coach Fabio Bernardi che, pazientemente lo sta “sgrezzando” e con allenamenti personalizzati lo ha portato a livelli mai raggiunti.




“Turismo, il merito รจ dei riccionesi non di Mussolini”

– Il sindaco Daniele Imola, diessino, ha inaugurato la ristrutturazione di quella che fu Villa Mussolini lo scorso 17 luglio. Inaugurazione avvenuta sotto una caterva di polemiche. L’edificio ospita il Museo del Turismo.

LA RISPOSTA

– Rispondo a GB (sig. Giampaolo Bazzocchi, oltranzista del campanilismo riccionese).
1) L’abitazione riccionese di Mussolini sarebbe stata, secondo lui, “causa principale della nascita e del consolidamento della imponente e prestigiosa struttura turistica [attuale]. Prima Riccione era solo un borgo di pescatori miseri ?”. Questa è grossa. Per rendersene conto, legga GB Gli occhiali d’oro di Giorgio Bassani, che descrive persino il garbino respirato a Riccione. Forse che negli anni trenta anche in Cesenatico, Cervia, o anche nella Cattolica “che si lasciò scappare i Mussolini” (la frase si commenta da sé: siamo alle chiacchiere da bar sport) non si svilupparono ampiamente le strutture turistiche?
Mussolini attirò a Riccione alcuni gerarchi fascisti e al massimo qualche centinaio di curiosi. Riccione, ricca di bravi albergatori, non aveva bisogno dei Mussolini per gareggiare con Rimini e Cattolica. Contarono molto di più i Ceccarini.
2) Autocelebrazione, la mia, “di un libro monocorde e monotematico”. Conosce GB qualche biografia che non sia monotematica? Ma forse gli ha dato fastidio la mia precisazione circa l’anteriorità del mio contratto con la Mondatori rispetto al passaggio della medesima a Berlusconi. E’ berlusconiano, GB? Se così fosse, sarei ancora più lieto di dissentire da lui.
3) GB definisce “davvero corposa” la “pubblicistica sul ventennio”. Certo! Ma forse GB voleva dire “storiografia”. Conosce GB la differenza tra “pubblicistica” e “storiografia”? Ne dubito assai.
4) “Quello scritto [mio] appare ? un discorso da comiziante”. Era semplicemente l’accoglimento di una richiesta rivoltami dalla “Piazza” dopo avere avuto, essa, l’impressione che Mussolini non fosse ben noto agli organizzatori dell’inaugurazione del “museo (ma quale “museo”: fatemi il piacere, avete idea di che cosa sia un museo?).
5) Le pubblicazioni di De Felice. Di lui, della sua statura di storico vero (non pubblicista!) ho detto più volte nelle sedi scientifiche (che evidentemente GB non frequenta né conosce).
Ma ho detto anche della discutibilità di certi suoi giudizi. Sì, De Felice ha creato una scuola di storici. Ma sa GB che il migliore dei suoi allievi, Emilio Gentile, ha capovolto il giudizio del maestro circa la natura semplicemente autoritaria del regime fascista, ed ha ampiamente dimostrato che quello fascista è stato un “regime totalitario”? No, non lo sa, altrimenti non avrebbe scritto ciò che ha scritto.
6) Il mio sarebbe “spocchioso insegnamento piovuto dall’alto”. E’ colpa mia se le cattedre stanno, ovunque, anche all’ università, più in alto dei banchi? Non mi interessa minimamente l’opinione di GB. Mi bastano l’affetto e la gratitudine di centinaia di miei ex allievi.

di Alessandro Roveri Professore di Storia contemporanea all’Università di Ferrara




Prima era solo un borgo di pescatori

Cara Piazza,
strana idea di concepire la storia. Nelle accoglienti pagine della “Piazza” Alessandro Roveri firma il suo editoriale. Questo avviene dopo la polemica inaugurazione di un museo in quella che fu l’abitazione estiva della famiglia Mussolini. Molti hanno sentenziato che non è conveniente per attirare uno sparuto gruppo di curiosi, far emergere i fasti popolareschi del dittatore romagnolo. Qualunque sia il giudizio morale e politico sull’uomo, quella presenza fu la causa principale della nascita e del consolidamento della imponente e prestigiosa struttura turistica così come anche oggi appare a tutti noi.
Prima Riccione era solo un borgo di pescatori miseri che poterono alleviare la loro condizione grazie alla munificienza dei Ceccarini. Il medico garibaldino dall’esilio americano era tornato con una moglie ricca e generosa, che tanto amò la gente della nuova patria. Forse un rimorso può averlo Cattolica che già aveva ottenuto decenni prima l’autonomia da San Giovanni e si lasciò scappare i Mussolini, che dopo qualche estate, approdarono nella Perla verde.
Da queste vicende viene tratto lo spunto per dispensare un compendio sul fascismo. Nell’autocelebrazione di un libro monocorde e monotematico. Lontano da me il desiderio di indossare la toga del pubblico ministero o dell’avvocato difensore, vorrei sommessamente ricordare che la pubblicistica sul ventennio è davvero corposa. Quello scritto appare più un discorso da comiziante sul palco delle celebrazioni del 25 Aprile, anziché un equilibrato ed imparziale ragionamento di un docente di Storia, quella con la iniziale maiuscola.
Non sto aggrappandomi alla moda del “revisionismo” che è sempre ben accetto se contribuisce a portare nuovi elementi per la conoscenza di un’epoca. Voglio solo ricordare che esistono pubblicazioni, che si possono considerare o meno, ma che sono prestigiose e autorevoli come quella di Renzo De Felice, da tutti riconosciuto come pugnace e instancabile indagatore, il quale ha pure creato un metodo e una scuola di storici.
Chi ha dimestichezza con le più fornite librerie delle maggiori città italiane, trova intere pareti di volumi dedicati al fascismo delle più svariate correnti di pensiero. Trovo nelle nuove generazioni una maggiore consapevolezza nel voler sapere e conoscere, anziché lasciarsi dominare delle passioni come fu tipico dei loro padri e nonni.
Pertanto sostengo (mettendomi nei panni di Alessandro Roveri) che sono gradite tutte le reminiscenze del passato regime da far visitare, specie ai giovani, non per allargare falangi di novelli avanguardisti, ma con lo spirito con cui sono visitati i campi di concentramento. Inculcando nei visitatori una tensione critica individuale e non per spocchiosi insegnamenti piovuti dall’alto.

Giampaolo Bazzocchi