Quanta intelligenza negli oggetti scartati

– Nella sobrietà e nell’accontentarsi sempre del meno. Qui sta una delle chiavi di salvezza dell’uomo e che forse risponde anche alla domanda: che cosa ci passiamo a fare in questo mondo? Questo il messaggio dell’arte di Gabriele Geminiani. “Polvere rossa” è il titolo della sua mostra che si tiene dall’8 al 17 luglio al Mulino Canepa, San Marino. Catalogo di Raffaelli Editore, è aperta tutti giorni, dalle 14 alle 20, salvo il lunedì. All’inaugurazione avvolgente concerto di organetti con Umberto Giovannini e Stefano Bonato.
Poco più di quarant’anni, originario di Mercatino Conca, residente a San Clemente, lavoro a San Marino, Geminiani raccoglie gli oggetti “persi” trovati ovunque (i suoi preferiti li preleva sulle spiagge) e li rielabora fino a farne delle opere d’arte, rinnovandoli in una nuova vita. La roba scartata come ferrovecchio subisce una purificazione intellettuale. Rappresentano un simbolo forte della vita: nulla deve essere sciupato perché, a suo modo, contiene un’anima: propria e delle persone che le hanno possedute.




Assindustria, 60 anni portati benissimo

– Un anniversario è sempre importante ma quello del sessantesimo ha un fascino tutto suo.
L’Associazione Industriali di Rimini lo festeggia il 14 luglio ed il bilancio presentato in conferenza stampa dal presidente Adriano Aureli e dal direttore Franco Raffi fotografa un lavoro a favore di tutto il territorio riminese.
E questo accade dal 1945, sempre con la logica dello sviluppo. Oggi le imprese associate sono 400 aziende con un fatturato di tre milioni di euro, una vera e propria business community locale con enormi potenzialità di sviluppo che non possono prescindere dal contesto in cui risiedono.
Dunque la relazione con il territorio, ha ricordato Adriano Aureli, è sempre all’ordine del giorno e mai facile in particolare con la pubblica amministrazione a cui non sempre corrisponde il pragmatismo e l’intraprendenza tipica degli industriali.
Viabilità, aree di riconcentrazione produttiva, aereoporto, Fiera Spa, Centro Congressi, innovazione, ricerca, cultura, formazione, università. Sono tutti temi e ambiti dove risiede la mente e la voglia di fare dei vertici di piazza Cavour.
Senza dimenticare l’impegno sociale. Sono appena stati stanziati, proprio in occasione dell’anniversario, 50 mila euro (il 50 per cento del budget a disposizione) per due progetti uno in Italia l’altro all’estero, in Africa.
Un altro appuntamento previsto per il 60° anniversario è un convegno (che si svolgerà in autunno) sul ruolo sociale delle imprese organizzato in collaborazione con la Onlus Figli del Mondo. E poi, sempre per festeggiare, anche due opuscoli, “Le quattro sfide per i prossimi dieci anni” e “60 anni di storia dell’Associazione Industriali di Rimini” realizzati dal giornalista Silvano Cardellini.

D. C.




Legacoop, crescono i soci

Dal settore agricolo, alla pesca fino all’edilizia e l’industria, i soci cooperatori sono risultati in 44.950 (+6,55 per cento rispetto al 2003), suddivisi in 144 cooperative, in 10 settori dell’economia riminese. Fatturato 2004 a 389 milioni di euro con un incremento pari a quasi il 10 per cento ed una presenza importante nel settore Servizi (52 cooperative), Consumo (20), Turismo (19), Edilizia e Industria (12).
“Tutto bene? No!”, ha commentato immediatamente Ciaroni.
Un’analisi intensa, dettagliata, pratica in cui il presidente ha sottolineato tutti i problemi che incombono, e sono molti. Come ad esempio nella pesca (fatturato +3,53) e nell’agricoltura (+2,81) in cui vuoi per i margini sempre più ridotti e la mancanza di ricambio generazionale si intravedono importanti tassi di abbandono delle imprese.
“Un vero peccato. Poi – ha continuato Ciaroni – la crescita non è omogenea. Certi settori vanno forte, altri annaspano pesantemente fino ad un dato negativo, il settore Turismo, con un –0.78 per cento”. Inoltre i fatturati sono realizzati principalmente dalle Cooperative di maggiori dimensioni.
Scorrendo i singoli dati del fatturato si nota come la crescita aggregata sia stata determinata dal comparto delle abitazione (+72,87), dalla progettazione e ricerca (+ 7,38), edilizia ed industria (+ 17,43). Complici i bassi tassi di interesse e lo scarso interesse verso altre forme di investimento, il settore immobiliare continua a spadroneggiare. Sul tema Ciaroni ha aperto una parentesi importante perché si chiedeva (con ironia) dove fossero certi politici riminesi (quelli che oggi dicono stop alla cementificazione e parlano di sviluppo sostenibile) quando si decidevano le strategie di lungo termine.
“Ora – ha detto il Presidente- non si possono fermare le cose così all’improvviso. Grandi preoccupazioni arrivano anche dal settore agroalimentare (cresciuto del 2,81%), dove arrivano produzioni estere con costi di produzione molto più bassi. Nel commercio sui consumi il dato è positivo (+ 0,78 ), ma diminuiscono gli scontrini medi, del 6-7 per cento e si nota un sempre maggior ricorso a sconti e promozioni. Buono il fatturato del settore dettaglianti (+6,36 per cento), Servizi (+7,18) e Trasporto e Movimentazione (+5,38).
D. C.




Invasione della tipicità

– I prodotti tipici e locali stanno per invadere i supermercati di Rimini e provincia con oltre 400 specialità di un centinaio tra fornitori e aziende romagnole. L’iniziativa, realizzata da Coop Adriatica nei propri punti vendita (13 ipercoop, e 120 supermercati) già da settembre è il frutto di una lunga ricerca che ha coinvolto i soci della cooperativa e i consumatori riminesi per individuare i prodotti cuore dell’enogastronomia locale.
E’ emersa una prima lista fatta di 50 specialità, singoli prodotti ma anche piatti, preparazioni e accessori per la cucina, scelte fatte dal vissuto dei consumatori come il bustrengo, la piadina, il formaggio di fossa, il raveggiolo, il cassone, il miacetto, il bisulà, il Sangiovese (sull’elenco completo Coop mantiene ancora un certo ‘riserbo’).
Il progetto è stato presentato dai vertici di Coop Adriatica il 10 giugno ed approfondito il giorno stesso con il convegno “L’impegno di Coop per la valorizzazione dei prodotti riminesi e della Romagna”.
Presenti tra gli altri l’assessore provinciale alle attività economiche Mauro Morri, il presidente di Legacoop Rimini Giancarlo Ciaroni e il vicesindaco di Rimini Maurizio Melucci. Si tratta di un lavoro sviluppato e realizzato in chiave integrata con il più ampio consenso sul territorio. Quindi insieme ai soci, i consumatori, la collettività, le istituzioni, il mondo dell’associazionismo, le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, i fornitori di prodotti e servizi. Una vera politica del territorio.
Coop, primo operatore italiano della grande distribuzione con quasi 37.000 soci in provincia (+ 35 per cento rispetto al dicembre 2004) conosce bene la nostra zona: oggi acquista produzioni agroalimentari nel riminese per un fatturato di circa 360 milioni di euro e tra i fornitori, oltre ai grandi, ci sono piccole e medie aziende fortemente specializzate, una ricchezza economica del territorio ma anche un elemento in più per i consumatori che sono sempre più attenti ai temi della qualità. Non solo. Consumatori che con tali acquisti difendono e valorizzano il patrimonio culturale collettivo.

di Domenico Chiericozzi




Vacanze, studenti in fabbrica col babbo

“Porte aperte ai giovanissimi”. Questa la denominazione di un progetto in casa dell’Ifi di Tavullia (azienda leader a livello europeo per la produzione e tecnologia di banchi bar). Quest’anno, 10 ragazzi per 7 settimane, regolarmente retribuiti, affiancheranno i genitori nel lavoro. Sono: Mattia Albertini, Alessandra Albertini, Simona Alessandri, Roberto Cesaroni, Fabio Fabi, Elisa Marinelli, Vincenzino Patti, Fatoumata Sylla, Federico Tornati, Marco Tonucci.
Per sé, i giovani avranno il mese di agosto.
Al sesto anno, è aperta a tutti i figli dei dipendenti che lo richiedono, a partire dalla fine della scuola fino alla chiusura dell’azienda per ferie.
E’ un rapporto di reciprocità tra genitori e figli. Da una parte i ragazzi possono verificare sul campo che cosa fanno i padri; dall’altra, padri orgogliosi di vedere i figli nel proprio ambiente di lavoro. Inoltre, l’esperienza è anche un modo per valutare le strade da percorrere. Dietro c’è la filosofia dell’azienda che crede nell’asse: formazione-lavoro.




Pianoforti, i riminesi primeggiano nell’usato

– Sono due fratelli riminesi i maggiori commercianti di pianoforti usati d’Italia, con Piano Sound. In un mercato che muove circa 5.000 pezzi l’anno, la loro fetta è attorno ai 1.200 strumenti. Si chiamano Atanasio e Orazio Cecchini. Oltre a commerciare ne hanno anche la passione, sia per l’oggetto, sia per la musica. Intrecciano il senso degli affari al non meno accorto senso del sapere.
Azienda completamente a gestione familiare, nasce per puro caso nell’82. Restauratori, trovano un pianoforte inglese, Collard & Collard. Arricchito da intarsi, i due fratelli se ne innamorano. Pensa Atanasio, il più grande, due figli, uno in azienda: “Perché non cercare di vendere piani usati?”. Allora la patria dell’usato è la Gran Bretagna. Inizia l’importazione; è successo.
I due fratelli hanno la sensibilità per il commercio. Di quegli inizi, scrive Atanasio: “Era una vita di avventure e di sacrifici, ma quando i pianoforti arrivavano in Italia si provava una grossa soddisfazione. Allo scarico del tir, i commercianti e i negozianti di strumenti musicali si accalcavano attorno al camion per individuare i pezzi migliori, poi con mani sapienti smontavano le meccaniche per controllarne la funzionalità.
Quando dal tir veniva scaricato uno strumento raro, tipo uno Steinway, si innestava un interesse sacrale. Le attenzioni erano rivolte tutte a lui che conscio del suo prestigio si mostrava come un pavone con i suoi intarsi e avori, con i suoi legni preziosi e sonori. I commercianti lo toccavano, lo suonavano, lo smontavano controllandone ogni sua parte, poi si negoziava il prezzo e alla fine mi rimaneva in mano un assegno e il ricordo di uno strumento prestigioso che se ne andava”.
Buzzo per gli affari, associazioni di idee, capacità di capire le tendenze, i Cecchini successivamente si rivolgono al Giappone per gli usati. E diventano gli esclusivisti per l’Italia dei pianoforti tedeschi Hermann; ma nuovi. Da cosa nasce cosa, e da alcuni mesi hanno un loro proprio marchio: Clement (in onore di un prestigioso pianista italiano, Clementi, 1752-1832). Gli strumenti nuovi, sia l’Hermann, sia il Clement, vengono prodotti in Cina, ma con la qualità della storia occidentale. Ad esempio, sono montate le migliori corde tedesche.
I due fratelli diventano anche collezionisti. Hanno una decina di strumenti antichi; alcuni di molto pregio, come un John Broadwood del 1805, o uno Yamaha del 1923 (l’azienda giapponese inizia a costruire pianoforti nel ’21).
Atanasio ed Orazio lanciano quest’idea. Dicono: “Ci vorrebbero dei concerti, dove la musica dei grandi autori venga suonata sugli strumenti del loro tempo. Il pianoforte di oggi è un’altra cosa rispetto a quello di Mozart, Chopin. Magari all’interno della Sagra Musicale Malatestiana”.
Hanno anche proposto al Liceo Musicale Lettimi di Rimini di studiare la storia del pianoforte come strumento e la creazione di un laboratorio per il restauro. E magari abbinarvi un piccolo museo di pezzi storici.
La vivacità intellettuale dei due fratelli riminesi, residenti a Misano da alcuni anni, dove hanno anche il magazzeno, si tramuta anche in un libro. Titolo “Piano dream” (Sognare un pianoforte), racconta la storia commerciale dello strumento. Scritto da Atanasio, è in italiano ed in inglese. Rilegato, 208 pagine, bellissime foto a colori, è venduto in 4 nazioni. Oltre all’Italia, il Giappone, la Grecia e l’Inghilterra.




Anche una vetrina di grandi libri

– Bisogna ripartire dalla coscienza critica. Da quell’intreccio di etica della responsabilità avvinghiata all’etica della convinzione. Darsi la forza di pensare ad una comunità meno ingorda, meno aggressiva, meno cialtrona. Altrimenti, con passo allegro e gli occhi bendati, si finisce nel baratro del nulla.
Tutto questo si legge in un cartellone di incontri con gli autori, di libri: una chiacchierata seria non meno che piacevole, capace di deliziare. Un cartellone al quale si è lavorato a partire dallo scorso Natale. Gli autori, e che autori, vengono a Riccione e non prendono neppure una lira (l’esatto contrario della velinetta di turno). E’ proprio vero, come ha detto il filosofo inglese Bertrand Russell che il mondo è degli intelligenti, solo che i coglioni se lo godono.
Con questo spirito, da alcune estati, dieci, a Riccione, gli autori presentano i propri libri. Un programma impegnato, con qualche pennellata leggera, l’esatto contrario dell’immagine che gli italiani hanno di Riccione e della riviera romagnola.
Dietro c’è la mano sapiente di Ilio Pulici: rigore e riservatezza, un approccio con le cose profonda, senza fronzoli.
Un ciclo iniziato con Gerardo D’Ambrosio, “La giustizia ingiusta”, in giugno e che termina con il giornalista Ennio Remondino il 31 luglio.
In mezzo, autori per molti palati: esigenti, di intrattenimento, divertenti.
Una delle serate clou, da pelle d’oca, da inquietudine, da esserci, è il 9 luglio. Due giornalisti con molto coraggio Saverio Lodato (l’Unità) e Marco Travaglio (la Repubblica) presentano “Gli intoccabili”. Il libro racconta gli intrecci tra la mafia e la politica.
10 luglio – Massimo Russo, magistrato direzione distrettuale antimafia di Palermo: “Il senso della memoria e della presenza”.
15 luglio – Ennio Cavalli: “I quattro errori di Dio” (finalista Premio Campiello).
16 luglio – “Copyleftando”.
19 luglio – Clara Nubile: “Io ti attacco nel sangue” (Editore Lain Fazi).
22 luglio – Don Andrea Gallo: “Angelicamente anarchico” (Mondadori). Conduce la serata padre Benito Fusco.
23 luglio – Claudio Brachino: “Top secret” (Mondadori).
24 luglio – Melissa P.: “L’odore del tuo respiro” (Editore Fazi).
25 luglio – Albertino DJ: “Vaaaa bene!” (Editore Kowalski).
30 luglio – Paolo Crepet: “Dannati e leggeri” (Einaudi). (Questa chiacchierata si tiene al Block 60).
31 luglio – Ennio Remondino conversa con Francesco Cavalli, assessore alla Cultura del Comune di Riccione.
“Parole tra noi…” si tengono sul Lungomare della Repubblica al Bagno 88 (una bella cornice), con inizio alle 21.15 Ha organizzato il Block 60 con la collaborazione del Comune di Riccione, l’Associazione onlus medico chirurgica “Gnazzi”, la Concessionaria Cesarini, la Locanda Girasoli e Duke.




Mostra da esportazione

– Pasquale D’Alessio ha una scrittura veloce, viva, attraente. E fa un sacco di cose. Funzionario Ufficio Politiche Sociale del Comune di Riccione, scrive testi teatrali e ne è anche il regista. E’ anche il presidente dell’Associazione Ilaria Alpi Comunità Aperta. Sposato, due figlie, all’interno del premio giornalistico televisivo dedicato ad Ilaria Alpi, insieme a Giuditta Lughi, ha allestito al Palazzo del Turismo una mostra dal titolo “Il giornalismo che non muore: viaggio nel giornalismo d’inchiesta attraverso la storia di 14 testimoni”: da Piero Gobetti a Enzo Baldoni, passando per Carlo Casalegno e Walter Tobagi. Su pannelli (due metri per un metro): foto e biografia degli sfortunati. La mostra riccionese viaggerà per mezz’Italia: Cesena, Bologna, Palermo.




Un anno di sport, premiazioni con gli ippocampi

Organizzazione della Consulta e dell’assessorato allo Sport, sono stati premiati con gli i cavallucci di cristallo: Nicola Ciotti (salto in alto), Marco Giungi (marcia) per la partecipazione alle Olimpiadi di Atene; Lorenzo Ronci e Carlotta Casadei (pattinaggio artistico) per il 2° posto agli Europei; Mattia Pasini (partecipazione al mondiale 125).
Cavallucci d’oro per: Fabio Bernardi (nuoto master), campione del mondo 50 e 100 delfino; Elisa Celli (nuoto) campionessa italiana 100 rana; Mauro Salvatori (pesca canna naturale) componente squadra campione del mondo; Lenza Club (canna da natante) campione d’Italia.
Pergamene a: Giulio Ciotti (salto in alto) 2° al campionato italiano); Marco Carnemolla (nuoto) 3° campionato italiano 100 rana; Giuseppe Lo Magro (nuoto master) 1° campionato italiano 50 e 100 rana; Davide De Gregorio (pattinaggio artistico) 2° classificato campionato italiano); Cecilia Fabbri (ginnastica artistica) 1^ al campionato italiano.
Premi speciali a: Marco Bianchi (nuoto) 3 campionati italiani di fondo e convocazione in Nazionale; Carlotta Canavese (equitazione) 2^ campionato italiano e 4^ all’Europeo. Infine, riconoscimento al Gruppo Folk (pattinaggio artistico), vincitore per la 6^ volta della rassegna nazionale Uisp




Spigolature dello Scrondo

Casinò… – A caval donato non si guarda in bocca, ma se il dono proviene da un’attività moralmente discutibile come il gioco d’azzardo, che solidarietà è? Oppure non è che per aprire un casinò in deroga alle leggi nazionali occorra dare una pennellata di solidarietà? A queste domande molti cittadini si sono dati delle risposte e quello che emerge è che la città è in ogni caso divisa, chi a favore e chi contro il casinò. Comunque a poche persone è piaciuto l’abbinamento casinò e solidarietà; il gioco d’azzardo produce guasti sociali, quei guasti per i quali sono necessari avere poi dei servizi, a volte di solidarietà dei privati, per aiutare chi rimane intrappolato nel vortice del gioco. L’apertura, o meglio il tentativo di aprire il casinò in viale Ceccarini è servito a collaudare i fronti dei favorevoli e dei contrari, ma ha dimostrato anche la leggerezza iniziale con la quale l’amministrazione ha trattato la questione. Probabilmente se non ci fosse stato l’intervento della Guardia di Finanza, del Questore, del Comitato per la Pubblica Sicurezza con a capo il Prefetto, questa struttura sarebbe aperta e funzionante.

Elezioni, un anno dopo… – E’ passato un anno dalle elezioni amministrative e si possono fare alcune valutazioni sulla situazione a un anno dall’insediamento della nuova giunta. Gran dinamismo del sindaco Daniele Imola molto impegnato a promuovere in Italia e all’estero (Cina compresa) quanto Riccione ha da offrire e soprattutto quella che considera la sua scommessa personale, il Palacongressi. Brillanti alcune idee di promozione della città all’interno di eventi, ma questo ha creato alcuni conflitti con il suo vice Lucio Berardi, seccato di passare sempre in secondo piano e sacco delle botte delle categorie economiche. Castellani ha brillato più per le panchine segate alle ucraine e per i suoi problemi edilizi a Cattolica che per altro. Sparito Stacchini di Rifondazione, mentre Galasso che si è dato un gran da fare per i rifiuti e contro la centrale, molto probabilmente si ritroverà con la quarta linea dell’inceneritore e la nuova centrale elettrica. Gli altri assessori sono tutti tra il 5 e il 6, promossi ma con qualche debito.

Elezioni, un anno dopo… gli altri – Opposizione che non brilla, ha le potenzialità ma potrebbe fare meglio, proprio come a scuola. Nessuna battaglia significativa se non quelle scaramucce che in Consiglio comunale si rendono inevitabili; non ci sono più quelle tensioni che avevano caratterizzato i primi anni della scorsa legislatura, con il sindaco al quale ogni tanto saltavano i nervi: tutto è più soporifero. E’ la calma prima della tempesta o la calma e basta? Spariti dalla scena politica Lele Montanari e la sua lista civica, segno che di sostanza dietro quell’operazione, ce n’era ben poca.