Amarcord di Dorigo Vanzolini

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/febbraio05/amarcord_febbraio05_1a.jpg[/img]




Serra: “Ricominciare dalla promozione”

– Un consorzio per fare promozione sui mercati. E composto da albergatori, bagnini, commercianti, enti pubblici e privati. E’ stato costituito lo scorso 18 gennaio e dovrebbe essere la leva con la quale cercare di arrestare il declino turistico della perla della Riviera Adriatica. E con questo progetto forte è andato ad iniziare il lavoro del nuovo presidente degli albergatori di Gabicce Mare, forte di 91 soci su 92 alberghi (fuori il Michelacci).
Come Marzio Pecci (riccionese), presidente del Comitato del commercianti, anche gli albergatori hanno scelto alla propria guida un forestiero che da circa 30 anni ha legato il proprio destino lavorativo in questa città.
Sessantuno anni, sposato, un figlio consulente aziendale uscito dalla Bocconi, Angelo Serra dallo scorso giugno è il nuovo presidente degli albergatori. Ha preso il posto di Luciano Scola. Tre lingue (francese, tedesco e l’inglese meno bene) è arrivato a Gabicce come direttore dell’hotel Tre Ville (l’attuale Michelacci). Vi resta 14 anni; poi diventa titolare del San Marco, l’hotel a tre stelle a due passi dal palazzo comunale. Prima aveva diretto un albergo a Rimini e trascorso 12 anni all’estero, sempre nella ristorazione: Svizzera, Belgio Germania.
Cinque i soci fondatori del Consorzio (Angelo Serra, Liliana Filippini, Serafino Bartolucci, Vincenzina Del Prete, Gabriele Salani), perché?
“L’obiettivo è unire le forze e fare promozione e gestire le manifestazioni insieme al Comune. Separati disperderemmo le nostre possibilità. Abbiamo anche altre idee che riguardano la nostra Cooperativa. Questa dovrebbe gestire i servizi: una sala congressi (dovesse nascere), i parcheggi, i campi da tennis, un’agenzia per la ricerca del personale. Insomma, tutte quelle strutture di supporto al fare turismo”.
A suo parere perché il turismo gabiccese è in declino?
“E’ tutta la Riviera Adriatica ad esserlo. In questi anni, Gabicce, grazie alla sua natura, alla sua posizione, non ha mai avuto bisogno di promozione. Il cliente arrivava e si è vissuto di rendita. Oggi, invece, va assolutamente rilanciato, il turismo ed il paese. Nelle ultime due-tre legislature è stato abbandonato a se stesso”.
A suo parere perché pochi gabiccesi hanno investito sulle proprie strutture?
“Perché rendeva anche se superata. Dunque, non c’era l’esigenza del rinnovo”.
Ora è tardi o si è ancora in tempo a recuperare il tempo perso?
“Si fa ancora in tempo, non ci sono dubbi. Però oltre ad investire, va effettuata una programmazione, pensando all’intera città e non semplicemente l’orto di casa”.
Che cosa chiede il turista?
“Una volta il mare e l’ombrellone. Oggi, vuole una vacanza più complessa, combinata: sport, escursioni. Ad esempio io propongo una vacanza fatta di una settimana da me a Gabicce ed una in appartamento a Venezia. Partita la scorsa estate, ci sono già dei riscontri”.
Una nota dolente è la Settimana Ciclistica; può andare avanti così?
“Quest’anno ci sono molte novità. Non saranno solo gli albergatori a gestirla, ma c’è anche il Comune ed un ragazzo con molte idee. Ad esempio, l’apertura viene fatta a Gradara, all’Hostaria del Castello. A Maiolo, ci si fermerà ad assaggiare il pane dei vari forni. Idee nuove anche sotto l’aspetto tecnico”.
Quali sono i punti di debolezza dell’offerta turistica gabiccese?
“Il traffico e la viabilità. La raccolta rifiuti fatta il mattino dalle 6 alle 9, quando ancora si dorme”.
Ed i punti di forza?
“Il monte ed il clima. Da noi le temperature sono più basse rispetto a Rimini e Riccione. Ed il turismo di famiglie, con un livello un pochettino superiore rispetto alle cittadine vicine”.
Tre consigli agli amministratori?
“Isola pedonale, i parcheggi, la sorveglianza notturna”.
Tre consigli ai colleghi?
“Aggiornarsi; qualcuno ancora non conosce bene le potenzialità di Internet; fare unione”.




la Paleda di ‘Barbon’

La svolta – Leggiamo: “Gabicce Mare – Raddrizza la curva e finisce con l’auto in gelateria – L’incidente rinfocola la polemica sui paletti dell’isola pedonale”. Succede sempre così con le svolte troppo brusche. Invece dei paletti prendete, come esempio, le poltrone. La sinistra svolta un po’ a destra e la destra svolta un po’ a sinistra (dipende dalla collocazione delle poltrone: governo oppure opposizione). Ma tranquilli, scriveva il giornale: “Paura ma pochi danni”…

Cume ‘na brèta nova – Il sindaco Curti ha annunciato la soppressione dei posti auto con il progetto di via Del Porto. Qualcuno ha detto: “Tambùr l’ha vù la su galéna”…




Ritorna il grande ciclismo

– Ritorna il grande ciclismo a Gabicce Mare a maggio. Il Gruppo Ciclistico Gabicce Mare allestirà un importante evento dilettantistico: una tappa del Giro ciclistico delle Pesche Nettarine, prestigiosa manifestazione nazionale in cinque tappe riservata agli Under 23; al via 200 atleti in rappresentanza di quaranta team, di cui tre stranieri.
Il Giro ciclistico delle Pesche Nettarine scatterà mercoledì 25 maggio da Riolo Terme per concludersi domenica 29. Tra i vincitori (anno ’99) spicca il nome di Ivan Basso, terzo classificato all’ultimo Tour de France.
Il Gruppo Ciclistico Gabicce Mare, presieduto da Elio Clementi, organizzerà la tappa di sabato 28 maggio: Gabicce Mare – Gradara che si snoderà sullo spettacolare scenario della strada Panoramica, attraversando Gabicce Mare, Gabicce Monte, Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara, Bivio S.S.16 Siligata, Colombarone, Gradara, Gabicce Mare. Il circuito misura circa 22 chilometri e verrà ripetuto ben sei volte, per una distanza di 132 chilometri. L’arrivo sarà posto sotto le mura del Castello di Gradara.
Vale la pena ricordare che Gabicce Mare in passato ha ospitato più volte manifestazioni ciclistiche di alto livello. Inoltre sempre per quanto riguarda l’organizzazione di manifestazioni ciclistiche giovanili, il Gruppo Ciclistico ha inserito in calendario la kermesse tipo pista in notturna, denominata 3° Gran Premio Città di Gabicce Mare sul circuito di Case Badioli il prossimo martedì 9 agosto. Saranno ben sette le categorie in gara per una piacevole serata di ciclismo-spettacolo che ha coinvolto circa trecento atleti dai giovanissimi G5 agli Elite Under 23, richiamando tantissimo pubblico lo scorso agosto.




RACCONTI DEL MARE di Dorigo Vanzolini e Sebastiano Mascilongo

– Angelo Tonnini “Tuzlén” classe 1904, ‘Paron’ della barca di sua proprietà, denominata “Andrea Doria”, tipo lancione con motore Lombardini, classico per la pesca delle sardine. Segno della vela: punta nera con scala in campo giallo. Motorista Luigi Marcolini “Gigio”. Diversi marinai di Gabicce appresero l’arte della pesca delle sardine da “Tuzlén”, valente “Principe Sardellero”, come: Armando Marcolini, Dante Terenzi, Berto Tonti, Mario Bragagna “Mario d’Guio”, Franco Ricci, Mario Balestrieri, Italo Caldari, divenuti col tempo famosi pescatori sardellieri. “Tuzlén” apparteneva alla flotta dei sardellanti fin dagli inizi della pesca della sardina, lo potremmo considerare un pioniere di questa particolare attività peschereccia.




Un concerto per i caduti del maremoto

Sono stati eseguiti brani religiosi ed anche classici riscuotendo un lusinghiero successo.
Il tenore ha commosso i presenti quando ha annunciato che il concerto lo avrebbe dedicato ai deceduti della catastrofe avvenuta nel Sudest asiatico a seguito del maremoto; si è anche osservato un minuto di silenzio. Il tenore Perez ha ringraziato gli amici e tutta la cittadinanza che ha partecipato ad ogni appuntamento con molto spirito ed entusiasmo.




Bilancio 2004, il migliore di sempre

– “La capacità di creare ricchezza per la comunità, partendo dai nostri valori essenziali: fare mutualità”. Con questa immagine Fausto Caldari, presidente della Banca di Credito Cooperativo, sintetizza come mai il bilancio economico 2004 dell’istituto sia il migliore della sua storia.
“E’ stato un anno eccezionale – continua Caldari -, se si considera che è maturato in un contesto difficile, ottenuto fra l’altro, praticando condizioni particolarmente vantaggiose per i soci e per la clientela. Un gran bel risultato che premia tutti noi per il lavoro svolto; ci rende orgogliosi e ci dà la fiducia nel futuro e in tutti i nostri collaboratori. Abbiamo realizzato un utile di circa 7 miliardi di lire ed aperto due filiali, Pesaro e Riccione, grazie all’entusiasmo di tutte le nostre componenti: l’operativa, la direzionale, l’amministrativa. Risultati mai raggiunti nella nostra storia, che significa un dovere economico e sociale importante verso la nostra comunità. Siamo una componente del territorio capace di stimolarne la crescita economica, sociale e culturale. Dietro tale meta ci sono il lavoro, le idee e l’indirizzo del consiglio d’amministrazione della banca: unito non meno che aperto alla discussione per orizzonti alti”.
Caldari guarda al futuro: “Il bilancio 2004 è una base solida per incrementare ulteriormente la nostra operatività, per essere sempre più uno dei punti di riferimento essenziali per lo sviluppo delle nostre città”.
Ecco la chiave di lettura di Luigi d’Annibale, il direttore generale: “Credo che le ragioni del nostro risultato positivo siano due. Una, il territorio dimostra dinamismo ed imprenditorialità anche in un momento difficile. E noi facciamo la nostra parte, attraverso i finanziamenti a progetti di riqualificazione, innovazione, idee. Penso soprattutto al comparto del turismo. L’altra faccia è rappresentata dalla professionalità e disponibilità che i miei colleghi hanno verso la clientela. Il nostro impegno e la nostra sensibilità, tenendo conto che operiamo in un mercato fatto di concorrenti, devono essere rafforzati anche negli anni a venire. Il nostro impegno deve essere costante; lavorare al meglio per gli altri significa lavorare al meglio anche per se stessi. Noi vendiamo idee, prodotti seri, noi stessi”.




Ciampi: “Economia, solidariet√† e partecipazione”

– Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica, già governatore della Banca d’Italia, è un estimatore dell’identità del Credito Cooperativo.
In un suo intervento, ha scritto: “Il Credito Cooperativo, le vecchie Casse Rurali e Artigiane da sempre così presenti ed attive nelle più minime realtà locali, sono veramente un pezzo importante della storia d’Italia, e non soltanto della sua storia economica. I valori di cui è portatore il settore del Credito Cooperativo trascendono il fatto economico, per assurgere ad elementi fondamentali dell’ordinato sviluppo della convivenza e della maturazione di una coesione sociale fondata, soprattutto, sulla solidarietà e sulla partecipazione. Si tratta di valori profondamente radicati nella coscienza e nella storia del nostro Paese, che trovano puntuale identificazione nella tradizione ormai centenaria delle imprese di Credito cooperativo. Far banca in modo cooperativo è stato decisivo per migliaia di comunità, per milioni di famiglie e di imprese”.
“Ancora oggi – continua il presidente della Repubblica – il Credito Cooperativo conserva, pur nel mutato contesto economico e sociale, questi valori fondamentali, ponendosi al servizio delle comunità locali, delle imprese piccole e medie, delle famiglie, delle associazioni, creando occupazione duratura e promuovendo l’economie reali. Di tutto ciò, ho avuto diretta conoscenza fin dalle mie prime esperienze di giovane funzionario della Banca d’Italia impegnato nella vigilanza bancaria. Oggi come ieri il Credito Cooperativo favorisce la promozione dell’imprenditorialità, assecondando una vocazione spesso presente nei giovani occupati nei campi o nelle botteghe artigiane. E’ certamente questo un esempio che il mondo cooperativo deve potere aiutare. E a mio avviso è questa una delle funzioni più importanti della vostra associazione, quello di essere anche un incubatore della voglia di intraprendere. Perché voi sapete bene che il problema delle piccole e medie imprese è quello di trovarsi di fronte a un bivio: o crescere fino a diventare una media e poi magari una industria media-grande o morire per esaurimento o per assorbimento”.




Ciampi: “Economia, solidariet√† e partecipazione”

– Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica, già governatore della Banca d’Italia, è un estimatore dell’identità del Credito Cooperativo.
In un suo intervento, ha scritto: “Il Credito Cooperativo, le vecchie Casse Rurali e Artigiane da sempre così presenti ed attive nelle più minime realtà locali, sono veramente un pezzo importante della storia d’Italia, e non soltanto della sua storia economica. I valori di cui è portatore il settore del Credito Cooperativo trascendono il fatto economico, per assurgere ad elementi fondamentali dell’ordinato sviluppo della convivenza e della maturazione di una coesione sociale fondata, soprattutto, sulla solidarietà e sulla partecipazione. Si tratta di valori profondamente radicati nella coscienza e nella storia del nostro Paese, che trovano puntuale identificazione nella tradizione ormai centenaria delle imprese di Credito cooperativo. Far banca in modo cooperativo è stato decisivo per migliaia di comunità, per milioni di famiglie e di imprese”.
“Ancora oggi – continua il presidente della Repubblica – il Credito Cooperativo conserva, pur nel mutato contesto economico e sociale, questi valori fondamentali, ponendosi al servizio delle comunità locali, delle imprese piccole e medie, delle famiglie, delle associazioni, creando occupazione duratura e promuovendo l’economie reali. Di tutto ciò, ho avuto diretta conoscenza fin dalle mie prime esperienze di giovane funzionario della Banca d’Italia impegnato nella vigilanza bancaria. Oggi come ieri il Credito Cooperativo favorisce la promozione dell’imprenditorialità, assecondando una vocazione spesso presente nei giovani occupati nei campi o nelle botteghe artigiane. E’ certamente questo un esempio che il mondo cooperativo deve potere aiutare. E a mio avviso è questa una delle funzioni più importanti della vostra associazione, quello di essere anche un incubatore della voglia di intraprendere. Perché voi sapete bene che il problema delle piccole e medie imprese è quello di trovarsi di fronte a un bivio: o crescere fino a diventare una media e poi magari una industria media-grande o morire per esaurimento o per assorbimento”.




Umberto Paolucci, socio di prestigio della Gradara

– Umberto Paolucci è il vicepresidente della Microsoft e della stessa azienda è il presidente per l’Europa, per il Medio Oriente e per l’Africa. Originario di Cattolica, residente a Milano, ha casa anche a Gradara dove trascorre le vacanze.
Da tempo è anche socio della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Sulla pubblicazione che raccoglie il Bilancio sociale e di missione è intervenuto con una riflessione intitolata: “Il sociale secondo Microsoft”. Ne riportiamo i passi fondamentali.
Umberto Paolucci: “…noi abbiamo superato l’idea che il nostro compito sia solo quello di vendere prodotti. Noi vogliamo proporre delle soluzioni… Oltre alle aziende a noi interessano anche le persone. Ci interessa che la tecnologia migliori il mondo in cui viviamo e che ci aiuti a realizzare quello che vorremmo per noi e per i nostri figli.
Microsoft si ispira a valori di correttezza e onestà e opera con un atteggiamento di rispetto ed apertura nei confronti degli altri, coltivando e incentivando la diversità come passaporto per il successo personale. Anche la diversità culturale è una forza, e lo è per molte organizzazioni, tra le quali la mia… Al centro della nostra azione sono quindi le persone, al servizio delle quali noi poniamo gli strumenti informatici dai quali speriamo che possano trarre beneficio…
Un progetto che ci sta a cuore è l’asilo… è destinato in egual misura ai figli dei dipendenti e alle famiglie di Segrate e dei comuni limitrofi…
Un altro ambito di forte interazione tra la società e la comunità è quello della promozione e della fruizione più libera del patrimonio artistico italiano, il più grande del mondo…”.