Scacciano, si costruisce un sogno

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– La sistemazione urbanistica della chiesa di Scacciano dedicata a Santa Maria dell’Assunta è ambiziosa quanto fattibile, che va a richiedere alcuni anni ed uno sforzo economico importante. Ha l’ambizione di mettere mano agli spazi interni ed esterni della chiesa con l’intenzione di creare un centro urbano in grado di far incontrare gli uomini, le loro storie, le loro speranze. Di farli uscire dal rifugio delle proprie abitazioni per farne dei cittadini. Dunque, la chiesa come identità di un luogo.
Dietro tale progetto c’è uno tra gli architetti più prestigiosi di Rimini, Marino Bonizzato.
L’esterno
Il sagrato sarà la porta della chiesa ma anche uno spazio urbano pubblico; con l’ingresso principale della chiesa impreziosito da un portale. La strada provinciale deve essere la prosecuzione del sagrato-piazza anche restando carrozzabile: “deve essere come entrare ed uscire da una stanza urbana”.
Sul lato destro della chiesa realizzare una fontana (simbolo di sorgente di vita e purificazione) in rapporto col fonte battesimale interno. E vicino mettere a dimora un albero nobile (come rapporto tra terra e cielo).
Sul lato sinistro dell’edificio religioso edificare un chiostro, da cui si può accedere alla chiesa, alla canonica ed all’archivio-museo al piano superiore.
Altro intervento sul lato destro della chiesa, dove è previsto un giardino ecclesiale; con il fabbricato residenziale della parrocchia che si trasforma in casa per anziani. Anziani depositari di sapienza da trasferire ai giovani che frequentano i luoghi lì vicino. L’area chiesa va legata al paese attraverso la trasformazione delle ex scuole elementari in sala polivalente e biblioteca fino al vecchio caseggiato di via Grotta.
Sul dietro della chiesa si ricava un parcheggio (per eliminare le auto dal sagrato), con il nuovo complesso residenziale che sarà sperimentale per mettere al centro l’uomo e non il cemento.
“Gli arredi degli spazi pubblici saranno della massima semplicità e distribuiti in modo da creare diverse situazioni di passeggio, di interesse, di incontro, di sosta…”. “In questo modo si va a ricomporre – scrive Bonizzato – l’identità e una memoria da rappresentare poi, simbolicamente, negli spazi che gravitano attorno alla Chiesa”.
L’interno
“La chiesa-scrigno, dunque, si aprirà, entrerà in contatto, comunicherà con la città, con la natura, con il mondo che scorre, rappresentando e comunicando la verità che custodisce devotamente all’interno dello spazio ecclesiale più intimo e sacro”. Per entrare in contatto con la comunità si effettueranno lavori di sistemazione anche all’interno, per “dare la sensazione non di luogo chiuso, ma di spazio che capta in ogni direzione luce e suggestioni”. Nel presbiterio vengono riposizionati l’altare, l’ambone (leggio della predica), la sedia dell’officiante. E ancora: il tabernacolo, il fonte battesimale, il confessionale.
L’intervento sarà realizzato con risorse economiche proprie e si spera con l’aiuto delle casse comunali (alle quali potrebbe essere delegate il sagrato-piazza). La nuova sistemazione urbanistica sarà un modello da esportare nella provincia di Rimini dove troppo cemento viene sparso senza troppa riflessione: dalla periferia fino al centro.
Bonizzato: “Lo sforzo più grosso è immaginarsi le cose, non farle. La fatica più grande non è stata costruire le piramidi ma soltanto pensarle. La chiesa come dimensione dell’uomo: aperta, libera, condivisa”.

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