“Portoverde mi ricorda la Sardegna”

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– “Ci vengo da quando ero una bambina. Mi piace perché è un piccolo porto, raccolto, intimo. Ti alzi il mattino e vedi il mare. Negli altri porti dell’Adriatico c’è un senso di condominio. Per certi versi Portoverde mi ricorda gli approdi della Sardegna”.
A parlare così è Serena Galvani, una signora avvenente non meno che dai modi genuini. Appartiene ad una delle famiglie più importanti di Bologna: i Galvani, capaci di unire cultura ed impresa.
La sua grande passione è il mare e la vela. Ha fondato Arie, l’associazione che si occupa del recupero delle imbarcazioni d’epoca di valore. Afferma: “Il nostro lavoro è volto alla salvaguardia della cultura della marineria italiana.
Abbiamo 800 chilometri di coste ed ogni 100 chilometri cambiano le tipologie delle imbarcazione, causa i fondali, le coste, gli approdi, i venti. Diciamo che il nostro intento è la salvaguardia del nostro patrimonio collettivo, di ciò che ci appartiene”.
“Purtroppo in Italia – continua la signora Galvani – le barche vengono subito associate ad un’élite, invece non è così. Noi si vuol salvare tutte le barche: sia quelle da lavoro, sia quelle da divertimento e regata”.
La Galvani si è fatta promotrice di una legge, passata agli annali come Muratori, sui criteri di salvaguardia delle imbarcazioni d’epoca. Votata il 24 giugno dell’anno scorso, le vecchie imbarcazioni vengono equiparate ai tanti beni culturali della nostra storia.
Così l’Italia è l’unico stato ad avere una simile legge, insieme alla Nuova Zelanda. In teoria si potrebbe attingere ai finanziamenti dello Stato, solo che al momento mancano i decreti attuativi.
Passione, vera, autentica, rigorosa, Serena Galvani ha restaurato una delle barche a vela da regata più belle d’Italia; in Italia ce ne sono 7. Si chiama “Aria”.
Costruita negli anni Trenta in Liguria, l’ha prelevata in un giardino e riportata ai vecchi fasti. Ormeggiata presso il Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli, timonata da Mauro Pelaschier, ha vinto nel ’99 il campionato europeo, nel 2000 è giunta seconda al campionato del mondo. Nel 2001 si è imposta nel Jubileum America’s Cup, gara che si svolge ogni 50 anni. Inoltre, nel 2002 e 2003 ha tenuto alto la vela italiana conquistando, in Francia, il Trofeo Lancel.
Dopo al mare, gli altri suoi hobby sono la fotografia (per 15 anni ha fatto caccia fotografica), leggere ed ascoltare la musica.
Ed ha l’ambizione di fare del proprio grande interesse un’attività imprenditoriale. Infatti, ha creato un marchio di moda: “Aria di mare” (in onore della bella imbarcazione). I capi, maschili e femminili, si ispirano alla storia della marineria. Tessuti di qualità, linee essenziali non meno che eleganti, come logo hanno l’ondoso profilo di una barca a vela. E come in tutti i capi davvero eleganti, il marchio è “nascosto”. In luglio, aprirà un negozio a Bologna: in via San Vitale e si chiama “8-1.17” (il numero velico dell’imbarcazione: sempre la storia ed il sapere che ritornano). Alle pareti quadri che recano asse depositate dal mare in spiaggia: a Cattolica.

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