Montefiore, gemellaggio in mongolfiera

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– Domenica 19 ottobre 2003 nel suggestivo borgo medioevale di Montefiore Conca ha avuto luogo la celebrazione del 33° anniversario del gemellaggio Ravenna – Montefiore.
Com’è nata questa iniziativa? In modo del tutto singolare e casuale. Me la ricordo quella domenica del 12 ottobre del ’70 in occasione di una delle quattro domeniche di “Festa della Castagna”, allorchè venne lanciata nel cielo azzurrino pomeridiano la mongolfiera recante un messaggio per il luogo ove il caso l’avrebbe fatta cadere.
Dal febbraio di quel ’70, io e la mia famiglia eravamo diventati montefioresi domenicali di adozione nella vecchia casa colonica che avevamo appena acquistato nella strada della Pedrosa sotto la Rocca ove, con il volto incollato al cielo, seguimmo l’evoluzione di quell’areostato solitario, fino a perderlo all’orizzonte, dietro la sagoma di Gemmano.
L’iniziativa di quell’ottobre faceva parte del quadro delle celebrazioni del Comune per il centenario della liberazione di Roma con la presa di Porta Pia di quel memorabile XX settembre del 1870. Vi è una epigrafe datata ottobre ’70 apposta nella parete del municipio sulla strada.
La mongolfiera atterrò nella località S. Zaccaria della campagna di Ravenna ed il colono che la raccolse la portò al suo sindaco e da allora iniziò il rapporto di amicizia e cultura tra Montefiore e Ravenna con il gemellaggio dei due comuni.
All’incontro di oggi nel piccolo ed affollato teatro di Montefiore, l’assessore alle attività culturali Pietro Cipriani ha introdotto la rievocazione storica degli eventi da quegli anni ad oggi.
Sono poi intervenuti il sindaco di Montefiore Claudio Battazza che ha portato il saluto dei montefioresi ai rappresentanti di Ravenna.
E’ poi intervenuto Vidmer Mercatali, sindaco della città del vecchio esarcato, che ha tra l’altro evidenziato l’importanza dell’iniziativa culturale dell'”Aprile Dantesco” di Montefiore in relazione alle manifestazioni di Ravenna attorno al grande poeta di loro adozione che nel 1321 cessò di vivere nella loro terra ove è sepolto ed ove la città lo conserva gelosamente con giusto orgoglio.
Quindi pare proprio non possa esaudirsi la richiesta dei fiorentini, come quella postulata da Luciano Minarini attuale presidente della Pro Loco montefiorese.
Erano presenti anche l’assessore alla Cultura Enrico Laghi del Comune di Ravenna nonchè il loro sindaco di trentatré anni fa Aristide Canosani che è intervenuto ed ha rievocato la felice iniziativa di allora. Erano pure presenti l’allora sindaco montefiorese Amadori Bonaventura.
Ha rievocato per intero gli eventi di un terzo di secolo di questa storia cittadina l’allora presidente della Pro Loco Tullio Feliciotti e non sono mancati momenti di intensa emozione.
Era pure presente il prefetto di Ravenna Umberto Calandrella che in questo stesso anno è stato pure prefetto di Rimini.
La giornata di questa profiqua domenica di ottobre si è conclusa in serata nello stesso teatrino che, per la sua forma, addobbi e dimensione, appare veramente come una “bomboniera” (come lo ha felicemente definito il montefiorese Giovanni Martelli), con un concerto lirico organizzato dalla Pro Loco del paese. Al pianoforte il maestro Gilberto Del Chierico, direttore del coro “La Regina” della città di Cattolica, ha accompagnato il soprano Sara Baciocchi ed il tenore Raffaele Colella, due giovani promesse del belcanto, che hanno allietato i presenti con arie operistiche e celebri canzoni del passato.

Silvio Di Giovanni

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