Ghigi, pasticcieri dal 1861

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– “Ho pensato ai sacrifici di mio babbo Luigi, morto nel 1970. Un premio simile consegnatomi da Sergio Zavoli mi inorgoglisce e ti dà la spinta per continuare a dare il meglio di sé. Come tutti coloro che hanno un’attività in proprio è sempre più difficile quanto avvincente”. Così Gianenrico (per tutti Gianni) Ghigi, 63 anni, ha vissuto il Premio della Bottega di Tradizione più Antica della provincia di Rimini ritirato lo scorso giugno a Rimini. “Commosso e contento. Quello che è stato fatto è tutto merito del babbo”, il commento di Carlo, 57 anni, il fratello di Gianni.
I due dal ’79, insieme alle mogli, Gabriella e Mina, sono gli eredi ed i depositari di una tradizione artigianale di pane e dolci che parte 144 anni fa: dal 1860. Il capostipite fu Luigi (nato nel 1834) che sposa Rosa Sabattini, una ragazza morcianese (il nome Luigi è vivo ancora oggi).
Cognome di prestigio, importante, riconosciuto, Ghigi a Morciano, in Valconca, nel Riminese ed in quel Pesarese che fa perno su Morciano, significa pane e pasta. Se il pastificio negli anni sessanta va in crisi e viene ceduto dalla famiglia, il forno pasticceria Ghigi (un altro ramo), grazie allo spirito di intraprendenza di Luigi ed ai suoi 5 figli, Gigliana, Tommaso, Amato, Gianni, e Carlo inizia una stagione di espansione ed investimenti. Il forno-pasticceria da via Ronci, nel cuore del borgo di Morciano, si sposta in via Roma, in una zona allora poco abitata. Siamo nel 1961. Doveva traslocare nella centrale via Bucci, ma poi non se ne fece nulla. Luigi (affettuosamente, Luisèn, Luigino) dal dopoguerra è uno degli uomini che ha caratterizzato la vita del paese. Svolge attività sociali a 360 gradi. Si occupa del Morciano Calcio (e tifa Bologna); è presidente del Teatro Ronci. Attivo nella combriccola che fa uscire l’Ape del Conca.
I figli continuano l’espansione. Nel ’70 aprono una pasticceria a Cattolica; pochi anni dopo altra apertura: Gabicce Mare. Dal ’79, il forno-pasticceria-gelateria è rilevato da Gianni e Carlo. Attenti alla tradizione e con un occhio vigile sul futuro, i due fratelli all’attività giornaliera di pasticceria, affiancano le tipicità delle ricorrenze: il pane di San Gregorio (marzo), la pagnotta e la colomba (a Pasqua), la pagnotta dei morti (novembre), il panettone (Natale). La morcianesità è un altro dei loro aspetti. Nell’ufficio, accanto alle foto dei familiari che non ci sono più, recano manifesti di San Gregorio, foto e documenti della città, il Mercurio alato. Sposato, due figli (Rinaldo e Gianluca, quest’ultimo è in laboratorio), ex calciatore di pregio (4 anni a Forlì, 2 a Senigallia), Gianni colleziona oggetti e documenti che raccontano la storia di Morciano.
Invece, Carlo, sposato, due figli (Daniele e Cecilia) continua la tradizione di famiglia, dando una mano al Morciano Calcio.
Nel bel marchio retrò di bottega del ’79, realizzato da Franco Casadei, c’è anche il Mercurio alato, il senso forte dell’appartenenza.
Il forno- pasticceria-gelateria non è stata l’unica attività morcianese ad essere stata premiata. Infatti, l’anno scorso il riconoscimento andò alla drogheria Mancini ed una menzione alla gioielleria Mancini ed alla profumeria Adriana Pecci Bastianelli. Mentre quest’anno menzione anche per il Lanificio Ceccolini.

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