Cattolica, “Una marina dell’Adriatico”

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– Dai villini estivi per le famiglie borghesi alle pensioni a gestione familiare, ovvero dal turismo d’élite fino all’inizio di quello di massa: da metà Ottocento agli anni trenta del secolo scorso. Con un racconto chiaro, piacevole e curioso grazie a centinaia di immagini.
E’ il tema affrontato da Maria Lucia De Nicolò nel suo ultimo libro: “Una marina dell’Adriatico”. Sottotitolo: “Lido, arenili, bonifiche, verso la città giardino”. Edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, che ne ha fatto il proprio prezioso libro strenna 2003, è stato presentato lo scorso 21 dicembre al Teatro della Regina di Cattolica.
Benvenuto portato dalle note allegre, spensierate ed emozionanti della Banda di Gradara, la sala è stata affollata come si conviene alle grandi occasioni. Sul palco ospiti di prestigio: l’autrice Maria Lucia De Nicolò, l’oncologo di rango mondiale ed appassionato di storia cattolichina Guido Paolucci (presto sarà pubblicato un suo libro su Cattolica), il sindaco Gian Franco Micucci ed i padroni di casa, Fausto Caldari e Luigi D’Annibale (rispettivamente, presidente e direttore generale dell’istituto di credito).
“Come BCC di Gradara – ha sottolineato Caldari – siamo orgogliosi di regalare questa opera alle generazioni future e di continuare ad operare per l’ulteriore riscoperta e valorizzazione dei nostri luoghi, delle usanze e dei costumi. Per noi, recuperare il passato significa guardare con maggior attenzione il futuro”.
Le 168 pagine, partono da una sicurezza intellettuale forte, seria, brillante: Maria Lucia De Nicolò, uno storico rigoroso che ha spulciato e respirato le polveri degli archivi con competenza appassionata. E’ una rarità nei suoi testi, ma questo termina con una lunga citazione letteraria, un frammento di Italo Calvino, tratto da “Le città invisibili”.
C’è molta Cattolica e tanta grande storia. La De Nicolò porta gli orizzonti locali in territori mondiali. Ad esempio racconta il mare nella storia dell’uomo contemporaneo: “Il desiderio delle rive e l’invenzione della spiaggia”. Rive e spiagge che prima di diventare industria turistica sono luoghi di cura. Era il medico che prescriveva di trascorrere del tempo. Una “terapia” lanciata dagli inglesi, che è diventata successivamente divertimento e gioia.
Il libro rappresenta anche il luogo di riflessione per capire dove dovrebbe andare il turismo cattolichino: “Il sogno della città giardino”. Un pensiero elaborato agli inizi del ‘900.

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