Pizzagalli: “La vicepresidenza della Provincia spetterebbe a noi”

– Il misanese Sandro Pizzagalli è il capogruppo consiliare di Rifondazione comunista in Provincia. Eletto a sorpresa lo scorso 12-13 giugno. Con lui c’è un altro rappresentante di Rifondazione, Cristian Conti, in rappresentanza di un collegio diviso tra San Giovanni e Cattolica.
Attento, politicamente uno che studia, capace di scendere al compromesso ed allo stesso tempo di rifiutarlo, il compromesso, afferma: “Faccio una riflessione politica. Credo che la vice-presidenza della Provincia di Rimini spetti al secondo partito di maggioranza. In attesa della Margherita, il secondo partito è Rifondazione, dunque il vice di Fabbri non può essere un altro diessino”.
Continua Pizzagalli: “Vorrei precisare che condivido il programma politico del presidente Fabbri, nel quale ci sono più risorse per il sociale. E non condivido questo scelta della Margherita di stare fuori dalla giunta, sull’Aventino. Sta fuori e poi chiede la presidenza del Consiglio. Ho votato Fabio Zavatta per stima alla persona e non per ragioni politiche”.




Margherita, la strana decisione

– Il vento delle urne è diventato tempesta per la Margherita. Che scuote i suoi petali, l’un contro l’altro armati, alla ricerca di una (nuova) identità. Val la pena, per capire la situazione attuale, fare un breve passo indietro. Nei mesi precedenti le elezioni, la Margherita stava già subendo un processo di gemmazione.
Ecco allora che a Rimini città, dove in Consiglio comunale il gruppo del centro era assai ampio e assimilava anche Udeur e Sdi, si creano le fratture. E’ lo Sdi il primo a dare segnali, che culminano con l’uscita di Stefano Casadei dal gruppo. Quanto al consigliere dell’Udeur Mirco Amadori, non si fa tentare dai seguaci locali delle sirene romane Mastella e Martinazzoli: esce dal gruppo della Margherita affiliandosi al Faro, insieme di liste civiche, e resta in maggioranza.
Ma a creare un gruppo di Ap-Udeur ci penseranno proprio due consiglieri della Margherita, Righini e la Vitale. Sono, i due, seguaci di Massimo Foschi, che, nonostante fosse assessore provinciale della Margherita, diventa il vate riminese di Ap-Udeur.
Obiettivo? Visto che la sua riconferma ad assessore dopo le elezioni era fortemente dubbia, Foschi pensava di trattare da una posizione di maggior forza come capo di un partito, pur appoggiando Nando Fabbri. Ma il risultato elettorale non gli ha dato ragione: troppo scarso per ottenere un consigliere, e quindi addio assessorato. Una soddisfazione però Foschi se l’è tolta facendo eleggere il “suo” Pino Sanchini, con una lista civica connotata a centro-destra, a Saludecio.
Va detto, tornando in Comune, che anche Righini e Vitale speravano in un assessorato, ma fino ad ora sono rimasti a bocca asciutta, di qui il loro andirivieni fuori e dentro la maggioranza.
Ma a parte il loro (incerto) destino, i fuoriusciti hanno fatto sì che la Margherita si presentasse ancor più frammentata alle elezioni e al dopo elezioni, cui è giunta con un risultato tutt’altro che buono.
Che fare allora? Accettare (umilmente) di entrare lo stesso nelle giunte, a partire da quella di Nando Fabbri? No. Meglio alzare il tiro (e il prezzo).
Fare un’analisi del voto seria e concreta? No. Meglio dare la colpa al fatto che i Ds hanno negato visibilità al centro che quindi è stato penalizzato. Tesi difficile poi da spiegare visto che nelle giunte uscenti il centro era sempre molto (a volte sovra) rappresentato.
Con queste motivazioni la Margherita ha iniziato a tirare la corda e alla fine non è entrata nella giunta della Provincia. E qualcuno ha anche fatto balenare lo spauracchio di un compattamento del centro alle prossime elezioni (le comunali del 2006) secondo il “modello Parma”.
La motivazione però potrebbe essere più semplice. Tra i patti preelettorali, oltre agli assessorati, si erano ventilati anche panorami parlamentari. A partire proprio da quell’Ermanno Vichi che, secondo i più, della Margherita è il capo indiscusso. Un orizzonte romano però difficile da sostenere, a posteriori, proprio per lo scarso risultato elettorale.
Come fare allora a farsi firmare una cambiale in bianco con destinazione Roma? Convincere il partito a tirare la corda e a non entrare negli esecutivi mettendo in difficoltà gli alleati, per poi farli venire a Canossa. Tanto più che, per il nostro, anche gli scenari bolognesi del post-vicepresidenza di Hera Holding starebbero iniziando a chiudersi tutti senza di lui. Dunque meglio contrattare subito.
Una strategia che però, alla lunga, ha cominciato a creare scontenti anche dentro il partito. Sia nel Riminese, dove varie forze, da Cattolica a Santarcangelo, da Pietro Pazzaglini a Mauro Ioli, hanno iniziato a dire che era un atteggiamento poco ragionevole. Sia a Bologna: chiara la posizione del segretario regionale Monari: bisogna entrare subito.
Ma per Vichi potrebbe esserci anche una partita di riserva: il Comune di Rimini, qualora dovesse andare alle elezioni anticipate, come qualcuno, trasversalmente, auspica (e non solo).
Dinamiche di questo genere presuppongono rapporti di forza, interni, al partito, ben precisi. Quelli, di fatto, emersi dall’ultimo congresso che ha sancito l’alleanza tra Vichi e Maurizio Taormina, allora vicepresidente della Provincia, che si spartirono la maggioranza assoluta, accettando le figure di Roberto Mussoni e Roberto Piva quali portavoce provinciale e comunale del partito. E ora primi inter pares di un (inerme) “comitato politico” composto anche da Vichi, Taormina e dal coriaceo Tiziano Arlotti.
Uno di cui non si può non parlare quando si parla di Margherita, è proprio l’assessore riminese, essendo un impareggiabile collettore di voti oltre che amministratore di primissimo ordine. Sempre a Rimini salta fuori la figura di Samuele Zerbini, giovane rampante, mentre da Santarcangelo ritorna a farsi vedere quel Mauro Ioli che a suo tempo portò all’elezione del sindaco Alberto Ravaioli e al successo elettorale con l’allora Quadrifoglio. Suo alleato storico, nella zona sud, il sindaco di Cattolica Pazzaglini. Mentre salendo nell’entroterra della Valconca si sente ancor più forte la diaspora del centro, un po’ di qua un po’ di là. E’ stato difficile, qui, gestire il dopo Giuseppe Roberti, mago delle tessere e di alleanze.
Repubbliche a parte sono considerabili Riccione e Bellaria. Nella prima i centristi risultano molto concentrati nell’amministrazione, con una lotta interna tra i giovani Cavalli e Berardi per la leadership. Mentre a Bellaria si sta lentamente ricostruendo il partito dopo l’uscita del vate Italo Lazzarini.
Difficile, con questi presupposti, ipotizzare scenari futuri. Certo dipenderanno da cosa succederà a Roma, ma sarà anche ora di dire che forse, la base del centro, comincia ad essere stufa di certi modi di fare politica basati solo sui destini personali piuttosto che su un disegno politico.




Grandezza, guida la Cbr

Cbr
Coop Adriatica
Conad
Car
FirmaTo
Globo Trasporti
Consorzio agrario
Luce sul Mare
Sigla
Assicoop Romagna (Unipol)




Dai servizi ai consumi

– La Legacoop della provincia di Rimini conta 141 aderenti (più 6 unità rispetto al 2002; nel ’98 erano 121) ramificate in 10 settori: 49 servizi, 10 pesca, 19 turismo e balneazione, 8 agricoltura, 12 costruzioni, 12 trasporti e logistica, 4 progettazione e ricerca, 5 abitazione, 3 distribuzione e 20 consumo e circoli culturali.




Le 141 cooperative producono ricavi per 359 milioni di euro

Nel 2002 i ricavi sono stati 292,06. E’ cresciuto il settore delle costruzioni, passato da 67,2 a 117,3 milioni di euro. Un incremento dovuto al fatto che il Car (Consorzio Artigiani Romagnolo) vi è entrato a far parte. I soci sono cresciuti di 4.455 unità, toccando quota 44.898. Mentre gli occupati sono 3.954, 510 gli stagionali.




Cooperative, in 141 battono la crisi

– Fosse un’azienda si potrebbe dire: risultati economici in controtendenza rispetto al polso economico provinciale e nazionale. Così si presentano i numeri 2003 delle 141 cooperative che aderiscono alla Legacoop della provincia di Rimini. Infatti, sale il fatturato, salgono gli occupati (più 0,5 tra i soci, più 11,7 tra i dipendenti), aumentano gli investimenti. I settori trainanti sono due: quello delle costruzioni e quello dei servizi.
” E’ un risultato positivo – dice Giancarlo Ciaroni, il presidente provinciale, passione vera per la terra con uno degli orti-giardini più interessanti della provincia che cura direttamente con un’attenzione di prim’ordine -, anche se ci sono problemi in alcuni settori: la pesca, l’agricoltura ed il balneare”.
“Tutti si meravigliano – continua il presidente – del calo turistico del 2004, ma i sintomi che il Riminese fosse in affanno si leggevano anche l’anno scorso. Invece, ritornando ai nostri numeri il merito va all’attività immobiliare ed ai servizi. E su questo va detto che la cooperazione riesce ad avere la capacità di cogliere quello che arriva dal mercato. In ogni caso, i segnali all’orizzonte si fanno vedere. Ad esempio, la redditività nell’edilizia sta diminuendo. E, rispetto ad un paio di anni fa, quando era difficile reperire personale, oggi sul mercato c’è manodopera che si offre, magari non specializzata”.
Ciaroni entra nelle pieghe dei settori. Argomenta: “L’edilizia non è sostenuta dagli investimenti pubblici, ma dai privati. E tale trend non credo che possa durare all’infinito. Sul turismo invece stiamo perdendo la capacità di essere ospitali. Per frenare la perdita di clienti, pubblico e privato stanno effettuando grossi investimenti. Solo che la Romagna, tirando le somme, è diventata troppo cara. Fare una settimana da noi costa più che in tantissimi posti del Mediterraneo, Mar Rosso e non solo. Piano piano stiamo perdendo quote di mercato. Nel futuro dobbiamo abbandonate la quantità a favore della qualità. Ed a giugno non c’è stata la grande crisi grazie al turismo legato agli avvenimenti: Fiera del Fitness, le manifestazioni sportive. Con l’invecchiamento degli albergatori si stanno trasformando le pensioni in residence. E questo dismissioni degli alberghi potrebbe essere ancora più deleterio e non è certamente la risposta. Una delle soluzioni sarebbe l’accorpamento di più alberghi. Diciamo che la ricreazione è finita, che è ora di tornare alla sostanza, al lavoro”.
“Sul fronte dei servizi – continua Ciaroni – noi avanziamo perché il pubblico arretra, lasciando degli spazi da coprire, da una parte. Dall’altra, una società che invecchia, senza la protezione della famiglia patriarcale, richiede assistenza”.
Quale futuro? Ciaroni: “A livello nazionale si ha bisogno della concertazione tra le varie parti sociali e più investimenti sulla ricerca. L’Italia non può che competere che con la qualità. Spostandoci a livello locale: va proseguita la destagionalizzazione, attraverso la realizzazione del centro congressi, risolvere i nodi che rendono poco accessibile la riviera (viabilità, metropolitana di costa ed aeroporto) e fare degli investimenti una rete a livello provinciale”.




Due riccionesi alle Olimpiadi

– Roba da libro dei record. Due ragazzi di una piccola città alle Olimpiadi capita raramente. I portacolori riccionesi sono: Marco Giungi e Nicola Ciotti. Entrambi fanno atletica: il primo marcia, il secondo salto in alto. Il primo potrebbe ambire ad una medaglia, il secondo, con un pizzico di fortuna in più, anche. Ed entrambi sono stati scoperti da Sebastiano Sciara, che come appassionato di marcia, ha avviato tutti i ragazzi alla nobile disciplina.
Madre finlandese, da alcuni mesi residente a Misano Adriatico, Giungi conta di entrare almeno nei primi 8; il resto è lasciata alla dea bendata.
Il saltatore Ciotti ha un primato personale di 2 metri e 30 centimetri. Sulla carta un po’ pochi per ambire ad una medaglia, ma il fato si diverte a mischiare le carte della vita. In bocca al lupo.




Spigolature dello scrondo

Turismo, è crisi – Era da molti anni che non si vedeva un luglio così, poche presenze turistiche durante la settimana, il solito pienone del sabato e domenica; su alcuni viali nella zona a mare si trova persino la possibilità di parcheggiare l’auto, cosa rara in altri periodi non lontani. Quello che stupisce è che pochi si chiedono il perché e soprattutto come rimediare. Di certo c’è che ai prezzi praticati dagli alberghi (ormai tendenti al ribasso) corrispondono costi alti per ciò che riguarda i servizi di spiaggia e i ristoranti. La crisi economica e di perdita dei redditi è già un buon motivo ma non l’unico, se è vero che altre zone d’Italia catturano turisti a nostro discapito. Che cosa cerca un turista oggi? La qualità della vacanza, intesa come mare, ambiente, città e servizi, il tutto ad un costo sostenibile; ma noi come siamo messi rispetto a queste richieste? Forse a fine stagione, a mente fresca si dovrà riflettere molto sulle scelte da fare, tutti insieme, politici, operatori e cittadini, perché se c’è qualità per i residenti, c’è anche per gli ospiti.

Che pace – La nuova giunta è al lavoro, è stata la prima ad insediarsi dopo le elezioni, quasi a tempo di record; per ora c’è un clima sereno, quasi vacanziero, ma in Italia siamo abituati alle estati bollenti per il clima e agli autunni caldi per la politica, quindi aspettiamoci dopo l’estate un po’ di movimento, quando verranno a scadenza i primi veri impegni della nuova amministrazione. Per ora c’è da registrare solo una presa di posizione di Rifondazione Comunista per l’operazione tra Riccione e S. Patrignano per il concorso ippico (a proposito, perché interviene Gambuti il segretario provinciale e non la segreteria riccionese, forse già inebriata dalla poltrona?) e i Verdi che sollecitano la collegialità concordata con il sindaco. Per il resto dovremo aspettare l’autunno, sperando che non sia troppo caldo; è vero che non ci sono più le mezze stagioni, ma un autunno come si deve è un buon viatico per un ottimo inverno.

Si può anche copiare – Tutti i giovedì sera del mese di luglio a Rimini si sono tenuti ottimi concerti di musica blues con buona partecipazione di pubblico che si è potuto gustare musica, birra e gelato, un mix tipicamente estivo. Perché non proporre un qualcosa del genere anche a Riccione, magari in paese, Piazza Matteotti sarebbe un ottimo luogo di ritrovo se ci fosse un po’ di musica e un banco per spillare qualche birra; sarebbe un modo per far vivere anche di sera una zona che solitamente è poco frequentata, ma a detta di chi ci fa un giro di sera per rinfrescarsi alla fontana, meriterebbe maggiore attenzione e anche qualche occasione in più di movida.




Castello Agolanti, luogo di magia per i bambini

– Al castello degli Agolanti un agosto con spettacoli per i bambini, con gelato finale: gratuiti.

Giovedì 5 agosto
Cos’è Edo-Daigakura spettacolo di animazione-giocoleria con Senmaru Kagami.

Sabato 7 agosto
Teatro del Drago di Ravenna Il rapimento del principe Carlo di e con Mauro e Andrea Ponticelli

Martedì 10 agosto
Laboratori di illustrazione per ragazzi

Giovedì 12 agosto
Compagnia Fratelli di Taglia Storie nel cortile: Alice nel Paese delle Meraviglie di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma

Sabato 14 agosto
Compagnia Fratelli di Taglia Circus Colombazzi di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma

Martedì 17 agosto
Laboratori di illustrazione per ragazzi

Giovedì 19 agosto
Compagnia Fratelli di Taglia L’arpa magica Letture in musica d’arpa e Spettacolo di animazione e giocoleria.

Sabato 21 agosto
Compagnia Fratelli di Taglia Storie nel Cortile: Cappuccetto Rosso di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma

Martedì 24 agosto
Laboratori di illustrazione

Giovedì 26 agosto
Compagnia Fratelli di Taglia L’arpa magica, Letture in musica d’arpa e Spettacolo di animazione e giocoleria

Sabato 28 agosto
Compagnia Fratelli di Taglia La Pescatrice e il genio del’anfora di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma

Martedì 31 agosto ore 21:00
Laboratori di illustrazione per ragazzi.

Gli spettacoli iniziano alle 9 di sera.




Nuoto, 3 medaglie per Lo Magro

Ha vinto il titolo nei 100 rana, mentre si è laureato vice-campione nei 200 metri rana e nei 100 delfino. In tutte e tre le competizioni, Lo Magro ha ritoccato i propri record personali. Lo Magro aveva già vinto l’oro nei 50 metri rana ai campionati italiani Uisp di Chianciano in giugno. Professore in pensione, presidente di Famija Arciunesa, Lo Magro ha una caterva di passioni: tutte positive quanto invidiabili. E tutte fatte a livelli eccellenti: scrive commedie in dialetto, organizzatore di eventi, cuoco da leccarsi i baffi. Inoltre, possiede una battuta folgorante in un tempo di sorrisi avari.