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“Chiusura Cantina sociale, le avevamo dato 10 anni. Ne sono bastati 9”

– “Nell’ultima assemblea dei soci della Cantina sociale Valconca dissi che la sede di Morciano sarebbe stata chiusa. Che si sarebbe smantellato l’imbottigliamento. E che in 10 anni tutta l’area sarebbe stata venduta. La mia previsione non si è avverata, di anni, per la chiusura, ne sono bastati 9”. A rievocare un pezzo di storia agricola della Valconca è Domenico Gabellini, uno tra i maggiori agricoltori di San Giovanni, nonché uno dei soci fondatori della Cantina negli anni Sessanta e dirigente della Coldiretti di Morciano.
Ma andiamo con ordine. Si è nei primi anni Novanta e tra i soci della Cantina sociale Valconca, circa 800, si inizia a parlare di una eventuale fusione con la sorella di Rimini. Tutt’e due le strutture, allora, hanno dei debiti: 1,4 miliardi di lire Rimini ed 800 milioni Morciano.
Il consiglio d’amministrazione morcianese composto da 9 persone, a maggioranza, nelle chiacchiere informali è contro. Un giorno sul tavolo del consiglio arriva la delicata questione. Ricorda Gabellini: “A parole erano tutti contro. Si va a votare e mi ritrovo che la maggioranza è favorevole alla fusione, qualche incerto, ed uno solo a puntare i piedi: io”.
Continua Gabellini: “Facciamo fare uno studio sulla nostra fusione. E questo sottolinea che il futuro potrebbe essere positivo se avessimo prodotto 350.000 ettolitri di vino, una cifra lontanissima dalla nostra produzione; altrimenti sarebbe stato meglio restare piccoli”.
Ricorda Gabellini: “Restato da solo nel consiglio a difendere la mia posizione, mi dimetto e sono uno dei promotori di un Comitato anti-fusionisti. Abbiamo tenuto botta per un anno. Alle assemblee dei soci dove si doveva votare la fusione mancava sempre il numero legale. Però, ad un certo punto, anche le associazioni agricole raccolgono le deleghe. Così attraverso la presenza diretta dei soci e le deleghe si raggiunge il numero legale e si vota la fusione con voto palese. Ci venne negato il voto segreto adducendo questo motivo: i contrari possono essere individuati e liquidati in base alle proprie quote. Cosa poi non avvenuta. Durante quelle battagliate assemblee molti soci contrari restarono fuori dalla sala per protesta contro il voto palese. In quella del voto finale agli anti-fusionisti non fu permesso la permanenza nel piazzale della sede, ma si venne lasciati in strada. Credo proprio che non fosse stato giusto. Denunciammo i fatti, tuttavia successivamente ritirammo la querela”.
“Purtroppo – argomenta Gabellini – si può dire che avevamo ragione noi. Lo scorso novembre i 7.000 metri quadrati di area della cantina sono stati venduti per quasi 2,3 milioni di euro. Sono tutt’oggi convinto che la fusione sia stata sbagliata. E non vorrei che la stessa sorte, la vendita dell’area, toccasse anche alla struttura riminese. La fusione che doveva risolvere i problemi economici di entrambi non ha fatto altro che aggravarli”.
A chi gli chiede se non fosse stato meglio avere una struttura sola, risponde Gabellini: “In effetti, nelle discussioni c’era anche l’ipotesi di vendere le aree di Rimini e Morciano e costruire una nuova cantina baricentrica a Coriano”.
La Cantina sociale Valconca venne fondata negli anni Sessanta da una settantina di soci fondatori coordinati da Nazario Battistini, responsabile della Coldiretti. Gabellini: “La nascita fu il frutto di un grosso sacrificio. Vennero firmate dai promotori anche le cambiali. Oggi, è stato tutto vanificato. E la situazione della nuova cantina da un punto di vista economico è pesante. Speriamo che i nuovi dirigenti possano far bene”.




Morciano, comunità o dormitorio?

Rimane il vuoto, il silenzio: dopo, ci accorgiamo che si è rotto qualcosa.
Cerchiamo di correre a i ripari, di ricostruire, qualunque sia il risultato di questo faticoso nostro affanno manca e mancherà sempre qualcuno e qualcosa, se n’é andato.
In un paese o grande o piccolo che sia l’insieme della vita cittadina è fatto di una moltitudine di elementi che uniti costituiscono una umanità fatta di uomini, donne, lavori, mestieri, feste, avvenimenti allegri o tristi, di incontri, di interessi di rivalità e solidarietà mescolati in una realtà che la storia, la geografia, il clima, la CULTURA hanno nel tempo costruito avvalendosi di un protagonista unico ed irripetibile: L’ UOMO ed il suo lavoro.
Viviamo in tempi di cambiamenti: non sempre capiamo dove stiamo andando, resistere serve a poco: solo a farsi travolgere e sparire.
Ma proprio perché quello che siamo ed abbiamo fatto è frutto di una storia, abbiamo il dovere morale e l’obbligo materiale di governare quanto avviene intorno a noi.
L’ intelligenza serve a far sì che non prevalga la spietata legge darwiniana dell’evoluzione .
Governare è far sì che l’evoluzione avvenga in sincronia con una crescita economica che coinvolga tutte le componenti della comunità in una logica di ridistribuzione delle opportunità e di soddisfazione del bisogni non solo economici (cultura).
Chi governa amministra le risorse di tutti i cittadini, investirle oggi in maniera corretta e lungimirante (vedesi il quinquennio 1999 – 2004 dell’amministrazione Ciotti) serve a tutelare e far crescere la comunità inserendola nel contesto che ci circonda in un ottica di condivisione paritetica del progresso.
L’esclusione, le opportunità non condivise generano traumi sociali e divisioni non facilmente riassimilabili.
Ecco perché una comunità ha bisogno di non disperdere le sue componenti.
Queste componenti non sono altre che quelle citate prima: l’uomo, il suo lavoro, la sua cultura, il suo risiedere in quel luogo.
Il luogo sia esso paese, frazione o città deve potere offrire le situazioni e le opportunità perché la catena socio-economica culturale non si spezzi, un anello che viene a mancare determina uno scadimento e l’inizio di una tendenza regressiva della qualità della vita difficilmente recuperabile.
Un paese come il nostro non può permettersi di perdere i pezzi, servizi buoni li abbiamo, residenti anche ed in crescita, ci servono infrastrutture atte a propiziare insediamenti di nuclei lavorativi ed offrire spazi per la crescita a quelli esistenti.
Forse non grandi insediamenti, ma attività artigiane o piccole aziende legate al territorio che usufruiscano dei servizi locali e diano sostegno ed incremento alla microeconomia locale: negozi, bar, banche, ecc.
Creare le condizioni perché questo avvenga è superare un concetto vecchio che vede un territorio frammentato fra città, campagna, paesi e frazioni; per approdare ad un altro concetto molto più adeguato ai nostri anni: “Città diffusa” ed aggiungerei compiuta.
Io credo che questa soluzione sia l’unica in grado di reggere le innovazioni della globalizzazione: immigrazione, nuove tecnologie, mobilità, senza perdere la cognizione di un passato e di valori che saranno il collante necessario per integrare ed integrarsi nel nuovo senza perdere la propria identità, ma arricchire noi e gli altri con la certezza che insieme è meglio che contro.

di Giordano Leardini




Solidarietà è: Amici di Mondaino

– Un amico sfortunato, Maurizio Bertuccioli, da 20 anni colpito dalla sclerosi multipla e da 10 ricoverato a Luce sul Mare ad Igea Marina, che ha la fortuna di trovare un gruppo di amici ricchi di semplicità ed umanità: merce rarissime in tempi di triste ed inspiegabile ingordigia. Gli stanno vicino, lo vanno a trovare nella struttura Luce sul Mare. Nasce l’associazione gli Amici di Mondaino.
Che cosa sono lo ha raccontato Davide Guidi lo scorso 17 luglio durante la festa Cuore & Fantasia, la serata dedicata al volontariato con spettacolo musica e giochi. Il tutto è nato casualmente, per presentare un cd.
“Noi spiritualmente – dice Guidi – siamo maturati grazie a Maurizio. Ora seguiamo altri casi, altri ragazzi. Abbiamo messo in piedi la sede della Caritas interparrocchiale. Il senso del nostro agire è divertire i ragazzi disabili. Insieme. Il volontariato non è pietismo; è allegria, è scuola di vita. Ed è anche sensibilizzare chi sta fuori. Ritornando alla serata è stato bello perché Mondaino si è stretta in un forte abbraccio attorno ai ragazzi. Non avremmo mai immaginato un risultato simile”.
Organizzata dagli amici di Mondaino, in collaborazione col Comune, dalla contrada Borgo e dalla Pro Loco, la serata ha avuto lo scopo di raccogliere fondi per l’Aism (l’associazione che fa ricerca sulla sclerosi multipla) ed all’associazione “Misericordia” che sta raccogliendo la cifra che servirà ad acquistare un automezzo per disasbili da mettere a disposizione della comunità di Mondaino, Saludecio e Montegridolfo. Ai donatori andava la bella autobiografia di Maurizio Bertuccioli ed il cd prodotto in 2.000 copie grazie alla sensibilità di Mauro Galanti. Le parole del disco, dedicate ai ragazzi di Luce sul Mare, sono di Davide Guidi, le musiche di Fabio Masini ed il disegno di copertina (selezionato attraverso un concorso scolastico) dei ragazzi di Mondaino.
Invitate le associazioni di volontariato della Valconca, da mandare a memoria, la serata è iniziata alle 9 di sera con la musica della Banda di Mondaino. A seguire un gruppo di musicisti diretto da Fabio Masini. Ed ancora: spettacoli del mago Gabriel, le canzoni dei Nomadi interpretate da Alberto Garavelli (un artigiano di elettronica che da giovane guidava una band anche di successo). Infine, l’incendio della Rocca, come durante il Palio del Daino e fuochi d’artificio.




“Quando si è giovani si compiono azioni folli”

Montegridolfo era ritenuto dai tedeschi di notevole importanza strategica; basti ricordare che avevano stabilito un posto di osservazione nel punto in cui oggi sorge il Museo della Linea dei Goti, posizione dalla quale si potevano controllare la Valle del Foglia e le colline fino a Rimini. Pertanto avevano predisposto la difesa su una linea avanzata, verso la cima del valloncello che risale dal Padiglione tra il Botteghino e la via Carpineta, guarnendola di postazioni di mitragliatrici.
Ciò non ostante, Montegridolfo fu il primo caposaldo collinare liberato dagli Alleati. Avvenne la sera del 31 agosto 1944 grazie all’atto di coraggio individuale compiuto da Gerard Ross Norton, allora tenente di un plotone del Reggimento inglese Hampshire al quale era stato affidato lo sfondamento in quel punto: dopo che i suoi soldati erano stati bloccati per tutta la giornata sotto il sole torrido dal tiro delle mitragliatrici tedesche, si gettò da solo contro le difese nemiche con bombe a mano e mitra, eliminando la prima postazione di tre mitraglieri e conquistando una casamatta con altri due mitraglieri e 15 fucilieri. Poi, ferito, venne raggiunto dai suoi soldati e andò a ripulire dai tedeschi la casa bianca in cima alla collina, aprendo la strada per la liberazione del Castello. Norton non vi giunse perché fu trasportato al posto di infermieria e quindi all’ospedale militare di Roma.
In seguito gli giunse la comunicazione della decorazione con la Victoria Cross, la massima onorificenza militare britannica, e la promozione al grado di capitano.
Un’altra medaglia militare l’aveva conquistata per essere riuscito ad evadere dopo che era stato fatto prigioniero dagli italo-tedeschi a Tobruk nel 1942, insieme a tutto il Reggimento sudafricano nel quale si era arruolato volontario. E pensare che, quando era bambino, la madre lo chiamava “Toys”, traducibile con la nostra parola “Bambolotto”, perché era piccolo e minuto.
Il valoroso Norton ha oggi 89 anni e vive nello Zimbabwe presso una figlia; proprio in questi giorni ci ha comunicato che non se la sente di affrontare una così lunga distanza per ritornare sul luogo dove si comportò da eroe; lui, personaggio schivo, ci ha anche scritto: “Quando si è giovani si compiono azioni folli”.
Ma Montegridolfo vuole onorarlo e ricordarlo proprio per la sua “azione folle”, una di quelle che non sono previste in alcun manuale di addestramento militare. Lo farà anticipando la celebrazione a domenica 29 agosto per consentire una larga partecipazione. Il sindaco, Nadia Fraternali, annuncerà gli onori resi al liberatore di Montegridolfo: conferimento della cittadinanza onoraria, donazione della chiave della città e intitolazione di una via. La motivazione: “Per aver assicurato, con il suo supremo eroismo, il riuscito sfondamento della Linea dei Goti in questa località, dimostrando indomito coraggio, il 31 agosto 1944”.
Di lui parlerà la dottoressa Katia Del Baldo; quindi su alcuni aspetti della Linea dei Goti parleranno il dottor Terzo Maffei e il professore Gian Paolo Moretti, mentre il signor Tiziano Casoli farà il punto sul Museo della Linea Goti.
Il coro Città di Morciano e la Banda Musicale di Mondaino presenteranno musiche e canti del periodo. (Terzo Maffei)




Notti Malatestiane, nella magia di Mondaino

La bella bandiera sventola sugli spalti del castello e non ci saremmo stupiti affatto se Ariel fosse volato giù dai tetti e, “prendendoci per mano”, ci avesse invitato a cantare aspri ritornelli. Nello spazio dei suoni l’orchestra è in primo piano nel gusto del capovolgere per coinvolgere.
Personaggi, gesti, ombre incatenano nel mistero-miracolo del Teatro. La storia è raccontata in dinamica di sensualità e purezza, virtù e vizio, fede incrollabile nella parola che diventa suono e viceversa. La tecnica di lettura è sapiente: stupefatta nell’esclamazione, libera nel sogno, disinvolta nel contemplare. Elena Bucci sorprendente e Marco Sgrosso galvanizzano l’ottima compagnia de “Le Belle Bandiere”. Maria Massetti da bellissima voce di soprano e presenza maestosa a Giunone. Il maestro Manlio Benzi è l’abile nocchiero nonché direttore artistico della rassegna che ha avuto con la Tempesta di Shakespeare-Sibelius la serata inaugurale a Mondaino. Emilio Sala -consulente artistico – ha scelto di concludere la programmazione di quest’anno con un’altra Tempesta: il concerto di Vivaldi op. X n.1 in Fa maggiore RV 98. Così da Villa Mattioli a Covignano, da Montefiore a Gradara e ancora a Mondaino, il cerchio si chiuderà in elegante coerenza. Nel cuore i musicisti Amintore Galli e Antonio Draghi: quest’ultimo con la Sacra rappresentazione “Il libro con sette sigilli”.
Quali notti riminesi dunque?
Malatestiane, naturalmente! E l’alba ? Classica!-

di Carla Chiara




Un castello di voci

– “Un castello di voci” a Montegridolfo, piazza Matteotti il 10 e 12 agosto. Realizzata a cura dell’associazione culturale Cappella Musicale di Santa Lucia, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, in cartellone due momenti musicali: il 10 agosto “Scene d’Opera” con 15 giovani artisti statunitensi diretti da Johan Patenaude-Yarnell; il 12 agosto, la Adriatic Dixieland Jazz Band (jazz anni ’20 e ’30). Concerti dalle 21.




Saludecio Ottocento Festival atmosfere spensierate

– In un mondo magico e fascinoso nuovi personaggi animano le serate della XXII edizione di 800 Festival. Artisti provenienti da ogni parte del mondo conosciuto saranno a Saludecio fino all’8 agosto per entrare a far parte del prestigioso “Circolo dei Saltimbanchi”, ma soltanto coloro che riceveranno il plauso degli astanti verranno ammessi e chiamati a dare sfoggio delle proprie virtù l’ultima notte nella pubblica piazza, personaggi che sembrano usciti dai romanzi d’avventura di Stevenson, dalle fantasie gotico-grottesche di Poe e vivi come i colori dei quadri di Delacroix.

Murales
Seguendo una tradizione inaugurata nel 1991 e in virtù dell’appartenenza al club nazionale “Paesi dipinti”, Saludecio celebrerà le invenzioni dell’800 con tre nuovi Murales che vanno ad arricchirne il patrimonio storico-artistico. Realizzati durante il festival dagli artisti di Ar.Per.C, appariranno sulle pareti del paese “Il Borsalino”, “Il Rosolio di agrumi” e perfino “La carta igienica”, inventata nel 1857 negli Usa da Joseph Gayetty.

Mostre
Per la sezione mostre, infine, una esposizione che appassionerà gli astrofili o, più semplicemente, coloro che amano scrutare il cielo: “Dalla terra al pianeta rosso” è infatti il titolo della mostra dedicata a Marte, studiato nell’800 dal noto astronomo Schiapparelli. Percorrendo la scala in legno verso la sommità della torre, scenograficamente allestita con immagini e antichi strumenti di misurazione forniti dall’osservatorio N. Copernico di Saludecio, sembrerà di avvicinarsi al cielo?

SPETTACOLI

“Attori” – Fratelli di Taglia presenta Cappuccetto Rosso con Giovanni Ferma e Marina Signorini

Claudia Palombi (ITA) – presenta Ottocento delle meraviglie con la complicità di Giovanni Moretti, in collaborazione con Massimo Maioli

“Equilibristi” – Lars Gregersen (DAN) presenta Fili

La Compagnia dell’Astronauta (GER/ITA) presenta Viaggio nello spazio con Andreas Hecker e Franca Pampaloni

Senmaru Kagami (JAP – presenta What is “Edo-Daikagura”? Japanese traditional juggling

Compagnia Le Loop (ARG) – presenta Orbita Le Loop con Fernando Jorge Melki e Emiliano Sanchez

Teatro Glimt (DAN/CILE) – presenta Due minuti, e apriamo! con Lars Gregersen e Camilla Sarrazin

Andreas Hecker (GER) – presenta Cicliciclici

Valentina Kohan con la complicità di Roquecycle (ARG) presenta L’angelo

“Fenomeni” – Compagnia delle scimmie (BUL/ITA) presenta Affe (Scimmia) con Boris Iordanov Betzov e Elena Bacelli

“Musicanti” – Ensemble ‘800 (ITA)

Musica classica e… dintorni – Massimo Ghetti (flauto) – Roberto Marchionni (clarinetto) – Matteo Metalli, Ximena Aimex (violini) – Roberta Tempesta (viola) – Fabio Pecci (violoncello) – Jean Gambini (contrabbasso)

Duo uzza zà (ITA/COLOMBIA) presenta Suoni dal mondo con Ximena Jaime (violino) e Jean Gambini (contrabbasso)

Quetzalcoatl (MEX) presenta Indios con Anibal Canolik, Omar Arreguin Velasquez, Raul Somarriba Hernandez, Francisco Vellez Cosgalla.

Franca Pampaloni (ITA) presenta Altisuoni

La Clique sur mer (FRA) presenta V’la la Fanfare! con Mathieu Dubois (percussioni e voce), Jean-Jacques Luteau (banjo e voce), Pascal Rousseau (tuba e voce), Bruno Texier (sax soprano), Patrick Viaud (sax tenore e voce), Luc Zalay (tromba e voce), Vincent Boisseau (sax e clarinetto), Eric Groleau (gran cassa).

EVENTO SPECIALE

– Venerdì 6 agosto ore 21.15, Chiostro del Convento dei Frati Gerolomini Emilia Romagna Festival presenta Suoni Di-Vini con Miguel Proença (pianoforte)

Tutte le sere dalle ore 18
Ingresso al festival 5 euro. Sabato e domenica 6 euro. Dalle riduzione del 50%. Bambini fino a 14 anni: ingresso gratuito

Info 0541-981345/0541- 981621

Direzione generale e organizzazione Comune di Saludecio
Direzione artistica spettacolo Fratelli di Taglia




Saludecio Ottocento Festival atmosfere spensierate

– In un mondo magico e fascinoso nuovi personaggi animano le serate della XXII edizione di 800 Festival. Artisti provenienti da ogni parte del mondo conosciuto saranno a Saludecio fino all’8 agosto per entrare a far parte del prestigioso “Circolo dei Saltimbanchi”, ma soltanto coloro che riceveranno il plauso degli astanti verranno ammessi e chiamati a dare sfoggio delle proprie virtù l’ultima notte nella pubblica piazza, personaggi che sembrano usciti dai romanzi d’avventura di Stevenson, dalle fantasie gotico-grottesche di Poe e vivi come i colori dei quadri di Delacroix.

Murales
Seguendo una tradizione inaugurata nel 1991 e in virtù dell’appartenenza al club nazionale “Paesi dipinti”, Saludecio celebrerà le invenzioni dell’800 con tre nuovi Murales che vanno ad arricchirne il patrimonio storico-artistico. Realizzati durante il festival dagli artisti di Ar.Per.C, appariranno sulle pareti del paese “Il Borsalino”, “Il Rosolio di agrumi” e perfino “La carta igienica”, inventata nel 1857 negli Usa da Joseph Gayetty.

Mostre
Per la sezione mostre, infine, una esposizione che appassionerà gli astrofili o, più semplicemente, coloro che amano scrutare il cielo: “Dalla terra al pianeta rosso” è infatti il titolo della mostra dedicata a Marte, studiato nell’800 dal noto astronomo Schiapparelli. Percorrendo la scala in legno verso la sommità della torre, scenograficamente allestita con immagini e antichi strumenti di misurazione forniti dall’osservatorio N. Copernico di Saludecio, sembrerà di avvicinarsi al cielo?

SPETTACOLI

“Attori” – Fratelli di Taglia presenta Cappuccetto Rosso con Giovanni Ferma e Marina Signorini

Claudia Palombi (ITA) – presenta Ottocento delle meraviglie con la complicità di Giovanni Moretti, in collaborazione con Massimo Maioli

“Equilibristi” – Lars Gregersen (DAN) presenta Fili

La Compagnia dell’Astronauta (GER/ITA) presenta Viaggio nello spazio con Andreas Hecker e Franca Pampaloni

Senmaru Kagami (JAP – presenta What is “Edo-Daikagura”? Japanese traditional juggling

Compagnia Le Loop (ARG) – presenta Orbita Le Loop con Fernando Jorge Melki e Emiliano Sanchez

Teatro Glimt (DAN/CILE) – presenta Due minuti, e apriamo! con Lars Gregersen e Camilla Sarrazin

Andreas Hecker (GER) – presenta Cicliciclici

Valentina Kohan con la complicità di Roquecycle (ARG) presenta L’angelo

“Fenomeni” – Compagnia delle scimmie (BUL/ITA) presenta Affe (Scimmia) con Boris Iordanov Betzov e Elena Bacelli

“Musicanti” – Ensemble ‘800 (ITA)

Musica classica e… dintorni – Massimo Ghetti (flauto) – Roberto Marchionni (clarinetto) – Matteo Metalli, Ximena Aimex (violini) – Roberta Tempesta (viola) – Fabio Pecci (violoncello) – Jean Gambini (contrabbasso)

Duo uzza zà (ITA/COLOMBIA) presenta Suoni dal mondo con Ximena Jaime (violino) e Jean Gambini (contrabbasso)

Quetzalcoatl (MEX) presenta Indios con Anibal Canolik, Omar Arreguin Velasquez, Raul Somarriba Hernandez, Francisco Vellez Cosgalla.

Franca Pampaloni (ITA) presenta Altisuoni

La Clique sur mer (FRA) presenta V’la la Fanfare!? con Mathieu Dubois (percussioni e voce), Jean-Jacques Luteau (banjo e voce), Pascal Rousseau (tuba e voce), Bruno Texier (sax soprano), Patrick Viaud (sax tenore e voce), Luc Zalay (tromba e voce), Vincent Boisseau (sax e clarinetto), Eric Groleau (gran cassa).

EVENTO SPECIALE

– Venerdì 6 agosto ore 21.15, Chiostro del Convento dei Frati Gerolomini Emilia Romagna Festival presenta Suoni Di-Vini con Miguel Proença (pianoforte)

Tutte le sere dalle ore 18
Ingresso al festival 5 euro. Sabato e domenica 6 euro. Dalle riduzione del 50%. Bambini fino a 14 anni: ingresso gratuito

Info 0541-981345/0541- 981621

Direzione generale e organizzazione Comune di Saludecio
Direzione artistica spettacolo Fratelli di Taglia




Palio del Daino

Un borgo da visitare

LA ROCCA
La rocca malatestiana fu costruita dai Mondainesi nel XIV secolo; i Malatesta la rinforzarono e la munirono di tredici torrioni. Sottoposta a importanti restauri, domina il paese con la sua poderosa mole e ne costituisce il più suggestivo monumento.
SANT’APOLLINARE
Sorge a poca distanza dal paese ed è tra le prime cinque dedicate al santo nonché una delle più antiche chiese romagnole risalendo al VI secolo.
SAN FRANCESCO
Sempre nei dintorni di Mondaino, sul monte detto Formosino, si trova il Convento di S.Francesco, dove vestì l’abito francescano il futuro papa Clemente XIV (noto, fra l’altro, per aver soppresso l’ordine dei Gesuiti nel 1773).
LA PARROCCHIALE
Conserva notevoli opere d’arte e rilevanti testimonianze storiche, fra cui una splendida tela di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (Deposizione, XVI secolo), due pale di Giorgio Picchi (Apparizione dell’Arcangelo Michele e Crocifissione, XVI secolo), una Madonna del Rosario del pittore riminese Soleri Brancaleoni (XVIII secolo) e degli splendidi paliotti d’altare.
La chiesa custodisce inoltre una stele funeraria romana: un legionario romano, Q. Karius Justinus, piange la morte della madre.
LE CLARISSE
All’interno si possono ammirare un magnifico coro ligneo e alcuni crocifissi sempre lignei.

Giovanni Muzarelli e Isabella Gonzaga come Paolo e Francesca

– Il Palio del Daino è l’omaggio di Mondaino al poeta mantovano Giovanni Muzzarelli ed Elisabetta Gonzaga. La loro è una storia per certi versi simile a quella di Paolo e Francesca.
Il Muzzarelli è un poeta di buona famiglia. La nobile Gonzaga va in sposa a Guidobaldo da Montefeltro, signore di Urbino. Il giovane per stare il più vicino possibile alla sua bella, si fa nominare dal papa Leone X dominus di Mondaino. L’uomo è giovane quanto dispostico. Una congiura di mondainesi lo uccide. Non ha che trent’anni. siamo nel 1516. Oggi, Muzzarelli si è preso la propria rivincita.

L’ALBO D’ORO

Castello, l’ultimo vincitore

Sul palazzo comunale
per un anno sventolerà il vessillo del borgo trionfatore

1988: Montebello
1989: Borgo
1990: Castello
1991: Montebello
1992: Borgo
1993: Contado
1994: Borgo
1995: Montebello
1996: Contado
1997: Castello
1998: Castello
1999: Castello
2000: Castello
2001: Montebello
2002: Castello
2003: Castello

E’ una delle rievocazioni storiche più raffinate della provincia di Rimini. Per 4 giorni (dal 19 al 22 agosto), Mondaino diventa un borgo medievale.
Ogni particolare è curato
fin nei dettagli dai mondainesi. Centinaia di arti e mestieri. I più intriganti: panettieri e mugnai, soffiatori di vetro, cordai, armaioli (balestre, armi, scudi, corpetti di cuoio), il forgiatore di raspe (attrezzi per lavorare il legno), cartapecora. Arrivano migliaia di appassionati.




Palio del Daino

Un borgo da visitare

LA ROCCA
La rocca malatestiana fu costruita dai Mondainesi nel XIV secolo; i Malatesta la rinforzarono e la munirono di tredici torrioni. Sottoposta a importanti restauri, domina il paese con la sua poderosa mole e ne costituisce il più suggestivo monumento.
SANT’APOLLINARE
Sorge a poca distanza dal paese ed è tra le prime cinque dedicate al santo nonché una delle più antiche chiese romagnole risalendo al VI secolo.
SAN FRANCESCO
Sempre nei dintorni di Mondaino, sul monte detto Formosino, si trova il Convento di S.Francesco, dove vestì l’abito francescano il futuro papa Clemente XIV (noto, fra l’altro, per aver soppresso l’ordine dei Gesuiti nel 1773).
LA PARROCCHIALE
Conserva notevoli opere d’arte e rilevanti testimonianze storiche, fra cui una splendida tela di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (Deposizione, XVI secolo), due pale di Giorgio Picchi (Apparizione dell’Arcangelo Michele e Crocifissione, XVI secolo), una Madonna del Rosario del pittore riminese Soleri Brancaleoni (XVIII secolo) e degli splendidi paliotti d’altare.
La chiesa custodisce inoltre una stele funeraria romana: un legionario romano, Q. Karius Justinus, piange la morte della madre.
LE CLARISSE
All’interno si possono ammirare un magnifico coro ligneo e alcuni crocifissi sempre lignei.

Giovanni Muzarelli e Isabella Gonzaga come Paolo e Francesca

– Il Palio del Daino è l’omaggio di Mondaino al poeta mantovano Giovanni Muzzarelli ed Elisabetta Gonzaga. La loro è una storia per certi versi simile a quella di Paolo e Francesca.
Il Muzzarelli è un poeta di buona famiglia. La nobile Gonzaga va in sposa a Guidobaldo da Montefeltro, signore di Urbino. Il giovane per stare il più vicino possibile alla sua bella, si fa nominare dal papa Leone X dominus di Mondaino. L’uomo è giovane quanto dispostico. Una congiura di mondainesi lo uccide. Non ha che trent’anni. siamo nel 1516. Oggi, Muzzarelli si è preso la propria rivincita.

L’ALBO D’ORO

Castello, l’ultimo vincitore

Sul palazzo comunale
per un anno sventolerà il vessillo del borgo trionfatore

1988: Montebello
1989: Borgo
1990: Castello
1991: Montebello
1992: Borgo
1993: Contado
1994: Borgo
1995: Montebello
1996: Contado
1997: Castello
1998: Castello
1999: Castello
2000: Castello
2001: Montebello
2002: Castello
2003: Castello

E’ una delle rievocazioni storiche più raffinate della provincia di Rimini. Per 4 giorni (dal 19 al 22 agosto), Mondaino diventa un borgo medievale.
Ogni particolare è curato
fin nei dettagli dai mondainesi. Centinaia di arti e mestieri. I più intriganti: panettieri e mugnai, soffiatori di vetro, cordai, armaioli (balestre, armi, scudi, corpetti di cuoio), il forgiatore di raspe (attrezzi per lavorare il legno), cartapecora. Arrivano migliaia di appassionati