Amarcord – Batzo’t, il marinaio di Marconi

– Giuseppe Andreatini ‘Batzo’t’ a bordo del suo battello ‘Adria’ agli inizi degli anni Trenta. Il caratteristico personaggio della marineria di Cattolica che, durante l’inverno, col solo ausilio della sua maestria nelle cose di mare e di uno ‘scaldino’ di brace come riscaldamento, si dedicava alla pesca cosiddetta di ‘valle’ per la leggera brezza serale che lo sospingeva dall’altezza del fiume Conca al sottomonte gabiccese. Guglielmo Marconi, durante i soggiorni nella sua villa nelle vicinanze del porto, lo aveva eletto suo marinaio personale per le soventi gite in mare.
Batzo’t possedeva l’abilità di indovinare, sempre, le previsioni del tempo basandosi sul vento, le nubi, il volo dei gabbiani, fino all’osservazione dell’umidità contenuta all’interno dei rami di tamerici che spezzava. Tale abilità veniva sfruttata dagli amici e, da pensionato, ritrovandosi abitualmente con altri pescatori anziani nei giardini presso il Kursaal, continuava a fornire sempre azzeccate previsioni metereologiche.

di Sergio Tomassoli




Palazzate di Cecco

La molletta – Pietro Pazzaglini ce l’ha fatta: è il nuovo sindaco! Ma il 26 e il 27 giugno, in occasione del ballottaggio, a Cattolica non si trovava una molletta. Che siano state usate dagli elettori di sinistra nel segreto della cabina elettorale?…

Il nuovo che avanza – La Margherita ha eletto due consiglieri comunali: Luciano Marzocchi e Giuliano Giulini. Classico esempio del nuovo che avanza…

Tutti al mare – In occasione del ballottaggio tra Pazzaglini e Bulletti, Rifondazione comunista ha invitato gli elettori ad andare al mare. Se il messaggio sul piano civico lascia qualche dubbio, in compenso la Rifondazione cattolichina, ha il merito di avere trovato, finalmente, la terza via: la sinistra balneare…

Incidenti – Finalmente vengono smontati i tabelloni elettorali! Nei due mesi di campagna elettorale dicono che ci siano stati numerosi incidenti stradali. Vittime soprattutto i pedoni. La causa? Appunto quei tabelloni elettorali posti negli incroci stradali dove campeggiavano numerosi manifesti con l’incauta scritta. “Andiamo avanti”…

La battigia – “Per chi ama Cattolica” di Carlo Bulletti ha fatto flop. Più che una lista elettorale sembrava una fiction televisiva. Ma lui non demorde. Questa estate pensa ad una riedizione di “Medici in prima linea”. E visto che Cattolica è una città balneare, la prossima lista-fiction si chiamerà: “Medici sulla battigia”…

Il nuovo – Dicono che la coalizione Arcobaleno sia il “nuovo che avanza”. Il dubbio che affiora in qualche maligno è se sia proprio un ‘nuovo-nuovo’ o solo lavato con Perlana…

Lo Stato e il cittadino – Durante la campagna elettorale le categorie economiche sono state le protagoniste, incalzando i candidati a sindaco con richieste, sollecitazioni e lamentele. Nessuno che gli abbia ricordato la frase di J. F. Kennedy: “Prima di chiedere quello che lo Stato può fare per te, chiedi quello che tu puoi fare per lo Stato”…

Rebus – In una recente intervista Pietro Pazzaglini, il neo sindaco, ha detto che sul comodino tiene la Settimana Enigmistica e il libro della Mazzantini “Non ti muovere”. Che la sua giunta sarà tutta un “rebus”, lo si sapeva, ma il ‘non ti muovere’ è già un bel cambiamento di ritmo col suo slogan “Andiamo avanti”…

La lotta – “Inizia una nuova stagione di lotta”. E’ il titolo del manifesto affisso da Rifondazione comunista a commento delle elezioni comunali. Visto che a Cattolica l’Arcobaleno ha visto sfumare il ‘colpaccio’ per soli 139 preferenze, viene da pensare che per il lottatore “Doc” sia sempre necessario, prima, creare le condizioni per una lunga stagione di sconfitte, come unica premessa per poi iniziare, poi, una nuova stagione di lotte…




SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

– Cal burdel l’è sech spint, cus ti dè da magnè i raganac? (1)
– Ciò, t’fè ‘na bela ploja longa (2)
– Izza fora! (3)
– La me costa ‘na bela sbiedla (4)
– La t’fa sempre ‘na pandengla longa quand la t’incontra… (5)
– Lu u s’elza che an’è nè dè nè ora, ma me invece um pies da cughlé tal let (6)
– La voja a des tut cal pés, mo anche lu l’ha al cul in du pachie cume i cuntaden (7)
– Gira, mesta, bréla, l’è sempre cla mnestra (8)
– A so bona, a so tut, ma an voj es gnenca ciapeda p’la serva ad Zoffoli (9)
– Quand a simie burdel a simie pin ad brughle, avimie li bucarolie e d’inverne avimie li men sli bughenzie (10)
– A no savù più gnint, ne puza ne brusadez (11)
– U jè da sguazè poc, i che us fa li budelie stilie (12)
– L’è ned tal bumbes… cal prega pu santadura… (13)
– Mal znen dai la bumbona, mal non dai al bumbo (14)
– L’è ‘na stalìa bona (15)

– (1) Troppo magro per cattiva alimentazione
– (2) Persona noiosa, lagnosa
– (3) Alla larga! – disgustoso
– (4) Cara, pesante
– (5) Persona lamentosa
– (6) Crogiolarsi (cughlè)
– (7) Si dà importanza, ma è come tutti gli altri
– (8) Stessa situazione
– (9) Voglio considerazione
– (10) Brug-le (croste da escoriazioni); bucarolie (herpes ai lati della bocca); bughenzie (geloni)
– (11) Perdere ogni traccia
– (12) Situazione di miseria
– (13) Nato negli agi
– (14) Al bimbo la caramella, al nonno un bicchiere di vino
– (15) Buona sistemazione




Amarcord di Dorigo Vanzolini

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Cattolica, 1939-40: le operaie della fabbrica conserviera Ampelea. In alto da sinistra: Maria Lisotti, Giuseppina Marchini, Zore Ronci, Lina Pierpaoli, Lola Rodella, Daria Grandicelli, Adele Leardini, Angelina Tura, Tina Della Biancia, Vincenza Nicolini, Concetta Franchi. In basso da sinistra: Maria Ghiandoni, Maria Piemonti, Olga Pagnini, Lidia Medri, Pierina Astolfi, Ottavia Lazzari, Antonia Ercoles, Caterina Tomassini, ?, Ida Antimi. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)




Conoscere i venti per non affondare

– Racconto di Luigi Tomassini (Luisen Trancet), sulla navigazione con barche a vela, venti e brezze tipiche della nostra costa.
Cattolica e Gabicce Mare come è noto sono città turistiche situate sulla costa adriatica, famose per la salubrità del clima e per la presenza delle colline vicine di Gabicce Monte e Gradara. Durante l’estate, nelle ore pomeridiane della giornata, domina il vento di scirocco; col tempo buono, al mattino si caratterizza col cosiddetto “giro di vento” a 360°: la gradevole brezza mattutina, detta anche vento di terra o di valle, poi nella mattinata inoltrata “gira” con una leggera brezza da Nord che si sposta sempre più verso Nord/Est, e dal primo pomeriggio arriva lo scirocco che si intensifica durante il corso pomeridiano, per cessare nelle ore serali con uno scorcio di bonaccia di tre-quattro ore, per lasciare poi il posto alla brezza di terra che continua così il suo giro.
Questo fenomeno nasce in seguito alla temperatura del mare e della terra; la terra durante la notte si raffredda e dà origine a questa brezza di valle, che poi via via scompare durante il giorno in seguito al riscaldamento provocato dal sole, fino a trasformarsi in vento da Sud/Est, vale a dire lo scirocco. Questo fenomeno è caratteristico specialmente in vicinanza di valli, oltre a Cattolica e Gabicce Mare, anche a Pesaro, Fano… e lungo la costa adriatica in genere.
Gli abitanti che hanno popolato queste zone e che si sono dedicati alla pesca, venivano chiamati i battellanti, in gergo locale i “batlent”. Avevano delle piccole barche a vela che sfruttavano soprattutto il vento di valle. Questo vento è presente dalle ore 22-23 fino alle 7-8 del mattino, e fa il cosiddetto giro della bussola: al mattino soffia da Sud/Sud-Ovest (vento di valle), più tardi da Nord (bèva sù), poi da Nord/Nord-Est (bèva fora o furesta), per arrivare quindi allo scirocco pomeridiano.
Quando il tempo atmosferico si presenta in queste condizioni, le piccole barche a vela devono fare molta attenzione e osservare attentamente il ponente e il maestrale: se le nubi si spostano verso terra, bisogna cercare di guadagnare il più presto possibile la terra e il porto, perché questo movimento di nubi può portare un vento molto forte (rifuléda).
D’estate si può anche verificare che il cattivo tempo sia preannunciato dal garbino, specialmente se nasce di primo mattino, un vento da Sud che si nota perché è più intenso e rende l’aria più secca del vento di valle.
Il garbino determina tempo pericoloso per la navigazione, specialmente quando si vedono dal largo i monti di San Marino in maniera molto nitida; ciò significa che il garbino è molto intenso e rinforza all’improvviso, così come può calare, determinando quelle folate di vento che sono insidiose per il navigante.
Aumenta il moto ondoso e in questo caso si deve cercare di restare sempre sopravento dei porti e vicino alla costa per potere guadagnare il porto il più presto possibile. Inoltre con il garbino il vento può cambiare molto rapidamente trasformandosi in tramontana (la vultura).
Un altro vento tipicamente estivo è la “savieda” che si forma da ponente/maestro al mattino, quando il barometro si alza dopo che durante la notte si sono verificati molti lampi. D’estate quando si vede all’orizzonte il formarsi di un “groppo” di vento, bisogna adoperarsi per tempo con accorta manovra, e mettersi in salvo prima che si formi un forte moto ondoso.

di Dorigo Vanzolini e Sebastiano Mascilongo

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1954, circa: cutter “Nord/Est” di Lino Bacchini (‘Ciandrec’) e Umberto Cecchini, costruito a Gabicce Mare nel cantiere navale di Cola Francesco e Riziero (‘Badil’). (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)