Sciròl, la morte della semplicità

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Il critico d’arte
Un piccolo racconto lo voglio dedicare al mio amico Ettore Mariani, detto “Scirol”. Questo piccolo grande uomo non ha mai finito di stupirmi, per non parlare poi di Birbi, il suo fedelissimo cagnolino, che gli somilia in modo impressionante. Scirol è un “senza fissa dimora”, una volta abita qui e una volta abita là, a seconda delle stagioni e delle circostanze.
Prima che acquistassi la casa a San Leone, lui ne aveva fatto la sua “residenza estiva”. In una stanza c’erano un letto, un tavolo, tanti vestiti e bottiglie, una sedia, e stranamente un televisore: stranamente perché non c’era elettricità.
Quando cominciai i lavori di restauro fui costretto ad allontanarlo, cosa che mi dispiacque molto. Lui però, intelligentissimo e furbo com’è, capì che era giunta l’ora di andarsene. Ciò nonostante diventammo buoni amici. Ettore, durante la mia ultima mostra, è venuto a vedere i miei quadri più volte. La prima volta disse al suo cagnolino: “Te sta bon i lè (Tu stai buono lì)”, ed entrò.
Dopo aver guardato i quadri mi si avvicinò e disse – “Ostcia, Cavalli, ac bei quesdre! Ti fe te?” (“Ostia”, Cavalli, che bei quadri! Li fai te?). “Sì, Ettore, ti piacciono?”. “Jè bel!” (Sono belli!).
Ettore è sincero e schietto come il vino che beve. E detto da lui, che di vino se ne intende, devo pensare che forse è stato il miglior critico d’arte che ha visitato la mia ultima mostra.
L’arte
L’arte mostra nuovi volti, nuove lingue, nuovi suoni balbettanti. Una nuova gestualità. Ne ha abbastanza di continuare a parlare la lingua di ieri, vuole per una volta anche ballare, passare il limite, mettersi il cappello di sghembo e andare a zig-zag.
Praticamente tutto quello che fa Ettore Mariani, detto “Sciròl”, quotidianamente, è arte, arte nell’affrontare la vita con il cappello di sghembo, ballare, camminare a zig-zag.
Quando beve un po’ troppo, passa il limite, ma soprattutto mostra ogni volta un nuovo volto, vestendosi in modo fantasioso e comodo, senza badare troppo agli influssi della moda, e agli altri.
“L’inizio di ogni arte è l’amore. Il valore e la portata di ogni arte saranno decisi innanzitutto dalla capacità d’amore dell’artista”.
Hermann Hesse, famoso scrittore svizzero.

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