Pronto Soccorso, come si sceglie un primario

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Oltre ai curriculum, il direttore generale Carradori consulta i suoi più stretti collaboratori (e del futuro primario) prima di decidere. In competizione 4 pretendenti. Come mai in questi anni i primariati sono sempre stati rinnovati?

– Pronto Soccorso senza primario per l’estate alle porte, all’Infermi? Il dubbio è legittimo poiché, nonostante l’impegno per velocizzare la nomina l’Ausl potrebbe non essere in grado di avere subito le prestazioni di colui che sarà prescelto a sostituire lo stimato dottor Mario Marzaloni, da poco andato in pensione. Per un motivo assai semplice i candidati che restano sono tutti esterni, cioè operanti in altri ospedali. Strutture che potrebbero impuntarsi e richiederne l’operato per ulteriori tre mesi.
Il nuovo primario prenderebbe servizi, allora, solo in settembre. Cosa che per lui si potrebbe anche rivelare positiva. Uno dei suoi compiti sarà infatti quello di risolvere l’endemico problema delle attese infinite prima delle visite. Sul quale hanno fallito sia l’attribuzione dei codici-colore, introdotta nel periodo di Marzaloni, sia i potenziamenti di personale, sia una diversa organizzazione, sia il superticket introdotto dalla Regione. Anche perché, va detto, quello dell’emergenza è un reparto spesso usato a sproposito dai pazienti.
E, come noto, il problema si presenta più in estate che in autunno. Se entrasse in servizio in settembre il neo-primario avrebbe quindi tutto il tempo di studiarsi la situazione e per farsi trovare preparato per la stagione estiva 2004. Se, al contrario, entrasse in funzione subito, non si farebbe certo attendere il battesimo del fuoco. Con connesso rischio di scottatura immediata.
Ma come si arriverà ad individuare il nuovo primario dell’emergenza-urgenza riminese? L’Ausl ha indetto un concorso, e il direttore generale Tiziano Carradori ha già fatto capire chiaramente che al di là del titoli dei vari candidati darà vita anche ad un’ampia consultazione coi più stretti collaboratori (suoi e del futuro primario) prima di decidere. In questo caso è peraltro saltato uno dei capisaldi introdotti da Carradori, per la scelta del personale, e cioè privilegiare le persone che già operano all’interno delle strutture riminesi. Ma, è sempre stato ampiamente specificato, a parità di curricula.
Ne emerge quindi che, in questo caso, quelli esterni di curricula, erano da ritenersi migliori. Sì perché delle 12 richieste di partecipazione alla selezione, inizialmente arrivate sui tavoli di via Coriano, ne sono rimaste 4 e tutte provenienti da fuori Rimini. Tra quelle escluse, la candidatura di Marina Gambetti, già aiuto al Pronto soccorso di Riccione e moglie del primario Nicola Rinaldi, che godeva dei pronostici. Anche a detta dei soliti maligni che, nei corridoi, evidenziavano la sua colorazione politica (centrosinistra) abbastanza chiara. Ma che questa volta paiano davvero smentiti.
Ancora ufficiosi i nomi dei 4 “finalisti”, che attualmente sono al vaglio di una commissione formata dal direttore sanitario dell’Infermi, dottor Paolo Masperi, e da due responsabili di dipartimento. Ci sarebbero, a quanto trapela, due “bolognesi”: Marco Galletti, dell’ospedale Maggiore e Mauro Folloni, del Sant’Orsola, struttura in cui anch’egli ha avuto le sue origine mediche. Di formazione bolognese, ma ora operanti in altre località, anche gli altri due candidati.
La decisione? E’ attesa ormai nel giro di giorni più che di settimane, anche perché non è un mistero che Carradori abbia raccomandato alla “commissione dei tre” di valutare in fretta. Salvo poi sapere che ne pensa l’ospedale che dovrebbe lasciar andare il futuro primario del Pronto soccorso riminese.
Reparto per il quale si stanno facendo ormai quasi tutti i giorni le proteste per le attese, soprattutto per la sala gessi, in seguito ad una riorganizzazione, quella degli accessi diretti, che sta evidenziando le prime crepe dopo più di alcuni mesi di introduzione. Il nuovo primario insomma, chiunque sia, avrà il suo bel daffare.

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