La piadina ‘galeotta’ conquista il Belgio

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di Enzo Cecchini

Lì, a pochi metri, sulla bellissima piazza, si trova un locale con un nome familiare: “La Piada”. Aperto da un anno, è meta e ritrovo per migliaia di belgi, olandesi e anche italiani. E’ frequentato da molti personaggi del mondo dello spettacolo. La grande novità ha fatto colpo sulla stampa locale che ne ha parlato molto bene. E’ stato segnalato da giornalisti, che in incognito, sono andati ad assaggiare gli oltre 40 gusti di piadina, farciti con una grande quantità di prodotti tipici romagnoli: salumi, formaggi, vini, caffetteria, dolci…
Ma chi c’è dietro quell’insegna? Chi troviamo ai fornelli? Un gabiccese, Alessandro Galeazzi, 30 anni, coadiuvato dalla sua ragazza, Myriam De Langh, 37 anni, belga. Tutto è iniziato nell’estate del 2000, come una favola balneare.
Alessandro conosce Myriam al mare a Gabicce. La freccia di Cupido li trafigge inesorabilmente: è amore. Insieme decidono come impostare la loro vita. Lei qua, tra Romagna e Marche e trovare un lavoro, o lui là, in Belgio e inventarsi insieme una nuova vita? Si decide per la seconda strada, anche perchè Myriam ha un’appartamento ad Anversa, dove intanto possono stabilirsi.
Alessandro è un ragazzo pieno di idee e creativo, che, oltre ad avere lavorato come arredatore d’interni con Il Prisma di Rimini, ha alle spalle una lunga attività stagionale: barista, cameriere, bagnino di salvataggio… E una passione in testa, e nel palato: la piadina della mamma.
“Anversa è piena di locali, anche nazionali – dice Alessandro -. Ma si va dal ristorante tradizionale, molto costoso, al fast food a prezzi più contenuti, ma di scarsa qualità e senza caratterizzazione; insomma: solite patatine, panini, hamburger e poco altro. Allora bisognava trovare una soluzione intermedia e il piatto nuovo e vincente. La piadina romagnola è stata l’uovo di Colombo!”.
Alessandro e Myriam hanno arredato il locale come una tipica osteria romagnola, l’hanno caratterizzato al massimo, con mobilio e macchinari acquistati in Italia.
“Non siamo scesi a compromessi, mischiando i sapori forti e semplici dei prodotti mediterranei, con quelli della tradizione nordica, fatta di salsine, maionese e oli dai sapori strani. Questa scelta è stata vincente – ci tiene a precisare Myriam”.
Ma da dove arriva la materia prima? “Ogni mese mio padre Onelio prepara la spedizione di decine di chili di prodotti acquistati tra le Marche e la Romagna precisa Alessandro -. Molti ci chiedono anche altri piatti, come i primi. Ma per il momento non se ne parla, perché si rischia di diventare un ristorante italiano normale, dove la piadina perderebbe il suo ruolo centrale. Il lavoro di Myriam è fondamentale, perchè essendo del luogo diventa la persona di fiducia dei belgi e li avvia amorevolmente alle delizie dei gusti della semplicità della cosiddetta cucina povera romagnola. Il risultato? Escono tutti soddisfatti. Lo testimonia il fatto che in appena un anno di attività abbiamo acquisito un 40-50% di clientela fissa”.

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