La lettera

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– In riferimento all’articolo apparso sulla Piazza il 09/06/03 di Lorenzo Silvagni dal titolo “Centrale elettrica Coriano si mobilita”.
La dichiarazione attribuita al vice presidente di Hera Vichi secondo cui tutti i comuni firmarono un protocollo di intesa…ecc.
Tengo a precisare che il testo deliberato dal Consiglio comunale di Coriano e mi risulta, anche di Riccione, non prevedeva in nessun modo attività per la produzione di corrente elettrica da fonte non rinnovabile.
L’unico testo passato in Consiglio comunale, ed a quello noi dobbiamo fare riferimento (delibera n 22-1 del 05 /06/01), prevede i circa 100 ore di attività produttive, il miglioramento della viabilità di accesso all’area e di raccordo al casello autostradale, la sistemazione idraulica perché attualmente l’area è a rischio di esondazione.
In nessun modo attività per la produzione di energia che non sia quella legata alla termovalorizzazione dei rifiuti, peraltro già definiti dalla legge fonte rinnovabile equiparata, sono previste in quel sito.
Se Vichi fa riferimento al testo sottoscritto il 17 /12 /01 in sede provinciale dai sindaci o loro delegati .. beh, questa è un’altra storia, nel senso che quel testo contiene difformità sostanziali dal testo deliberato in Consiglio comunale tanto che lo si debba ritenere invalido.Se vi interessa consultare i due testi sono disponibili.
Concludo aggiungendo che il Consiglio comunale di Coriano non ha nemmeno votato il piano industriale presentato da Amia e quindi se la centrale sarà autorizzata dal ministero noi la potremo subire ma non condividere.
Stefano Orsi, assessore
del Comune di Coriano

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