Gabicce Tavollo, filiale dal cuore antico

– “Essere al servizio del cliente. Mai raccontare una cosa e farne un’altra. Insomma, mantenere fede ai vecchi principi della cooperazione. A cavallo degli anni ’70-’80, quando le condizoni si concordavano per un anno intero, i tassi si abbassarono repentinamente, ma noi assicurammo ai nostri clienti gli interessi pattuiti. La serietà fu ripagata da uno straordinario passaparola”. Così Luigi Calesini, da 27 anni impiegato all’istituto di credito di Gradara (il più vecchio come militanza lavorativa) spiega il modo con cui lavora. Aperta due anni fa (dopo un periodo positivo dello sportello automatico) Calesini, ha due collaboratori, Cristina Ferretti e Luca De Nicolò.




Libro strenna, “Una marina dell’Adriatico”

– Il libro strenna 2003 edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara si intitola “Una marina dell’Adriatico: lido, arenili, bonifiche, verso la città giardino”. Scritto da Maria Lucia De Nicolò, sarà presentato il 22 dicembre a Cattolica, al Teatro della Regina, con inizio alle 16. Ai presenti verrà donata una copia del lavoro.

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CONTO GIOVANI, grande successo

– Un successo ben oltre le aspettative ha riscosso l’offerta dei tre nuovi conti rivolti alla clientela giovane della Bcc Gradara (Conto Bimbi, Ragazzi e Giovani). Il direttore Luigi D’Annibale commenta entusiasta il risultato ottenuto: “Le nostre filiali hanno avuto un ottimo risultato grazie a questa iniziativa, dovuta dall’adesione e soddisfazione dei giovani figli della nostra clientela, ma soprattutto dall’apporto della nuova clientela giovane che ha aderito grazie alla campagna informativa che abbiamo attuato presso le scuole, palestre biblioteche nei paesi di nostra competenza territoriale”. Molto apprezzata è stata l’iniziativa di fornire gratuitamente la carta Bancomat sia nazionale che internazionale, tramite la quale i giovani possono ritirare i loro soldi presso qualsiasi sportello in Italia. Ci racconta così Giovanni, un giovane studente di Cattolica: “Mi sento finalmente libero di poter andare alla mia università a Milano e di poter ritirare gratuitamente i miei soldi dove mi è più comodo, sia vicino all’appartamento che nei pressi della stazione o dell’università. E’ come se la banca fosse sempre con me, anche a Milano, la sento più mia, più vicina alle mie esigenze. Per noi studenti non avere spese di tenuta conto e risparmiare sul costo del prelievo Bancomat, è un grande vantaggio. In più grazie all’ottimo tasso d’interesse praticato posso accumulare con i miei risparmi un piccolo capitale per il mio futuro”. Francesca, gradarese, studentessa a Bologna apprezza i servizi gratuiti di banca elettronica: “Quando sono all’università posso controllare sia in aula informatica che in appartamento grazie al servizio di Web Banking, la situazione del mio conto corrente. Mi è stato molto utile anche il servizio Simply sms: dovevo andare a comprare un vestito a Bologna e non sapevo se mia madre mi aveva già fatto un versamento sul conto corrente. Così prima di entrare in negozio ho consultato la mia situazione del conto mandando un sms dal mio telefonino e ho scoperto che proprio un’ora prima mia madre era stata in banca a versarmi i soldi! E’ fantastico sapere sempre, 24 ore su 24, la situazione in tempo reale del tuo conto corrente!!”. Marco, giovane impiegato gabiccese, apprezza molto i servizi convenzionati per i giovani: “Sono molto soddisfatto delle agevolazioni finanziarie del mio nuovo conto giovani, ma ancor di più lo sono di quelle sportive!! Sono infatti un amante dello sport e nel tempo libero amo andare in piscina e in palestra. Ora grazie alla tessera Mela Club posso usufruire del 33% di sconto sull’ingresso alla piscina. In più anche la mia palestra è convenzionata con la BCC Gradara, così risparmio anche sul mio abbonamento mensile!”.
Altre convenzioni e promozioni sono in cantiere per i Giovani correntisti BCC Gradara, e non mancheremo di tenervi informati nelle prossime edizioni del giornale.




BCC Gradara, patti chiari tra banca e clienti

“E’ un accordo preciso che garantisce
comprensibilità e comparabilità dei prodotti.
Un modo nuovo con cui le banche vogliono aprirsi al confronto e al dialogo”

[b][size=medium]ECONOMIA E SOCIETA'[/size][/b]

– “Patti chiari: un vero salto di qualità nei servizi bancari”. E’ stato il tema che il relatore Sergio Gatti, responsabile della comunicazione di Federcasse, ha affrontato alla Civica Università di Cattolica lo scorso 15 novembre. Fausto Caldari, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, ha commentato così l’iniziativa.

– Noi ci riconosciamo in questa attività, come cittadini, e come esponenti di un Istituto bancario i cui principi ispirati alla mutualità e solidarietà, hanno influito profondamente sullo sviluppo socio-economico del territorio.
Come banca della città, come espressione concreta del territorio a cui è profondamente legata, la BCC di Gradara vuole continuare nella sua attività di studio, di approfondimento, di ricerca, su argomenti di attualità importanti.
Coerente con i propri valori, vuole contribuire alla sensibilizzazione, alla crescita culturale, alla valorizzazione professionale e di conoscenza, dell’uomo, alla sua funzione e al suo ruolo nella famiglia, nell’impresa, nella società, nella sua comunità di appartenenza.
“Patti chiari tra banca e clienti” è un accordo preciso che garantisce comprensibilità e comparabilità dei prodotti. Un modo nuovo con cui le banche vogliono aprirsi al confronto e al dialogo. Fatti concreti per semplificare la vita ai cittadini e agli imprenditori, con regole chiare ed informazioni semplici, patti chiari appunto.
E’ un marchio a garanzia del cliente. Un’iniziativa promossa soprattutto dai grandi istituti che hanno sentito in questi ultimi tempi, l’esigenza, forse la necessità, di riacquistare visibilità e credibilità.
Come BCC di Gradara ci sentiamo poco coinvolti in questo processo, anche se ne condividiamo i principi ed i valori. Poco coinvolti perché siamo banche “differenti” legate al territorio, in rapporto continuo e diretto col cliente.
La conoscenza personale, la prossimità al cliente, la personalizzazione di ogni nostra iniziativa, la capacità di rapportarsi dei nostri collaboratori ed impiegati e soprattutto la nostra capacità di ascolto, ha costituito, nel tempo, un rapporto di fiducia profondo e costante, non facilmente intaccabile.
Questa peculiarità costituisce già il nostro marchio di qualità. I patti col cliente per la BCC coincidono con le proprie origini. Sono parte essenziale del loro modo di essere. Fanno parte del loro Dna. Sono state nel tempo, garanzie di successo; fanno parte della loro storia e vengono tacitamente rinnovati ad ogni occasione.




Presepe, 500 figure in ‘palcoscenico’

Alba, tramonto notte. Tuoni, fulmini, nevicate. Effetti sonori e luminosi. Grande 40 metri quadrati. Si trova all’arboreto Cicchetti. Il ricavato a favore del Progetto dono della Famija Arciunesa

[b][size=medium]LA TRADIZIONE[/size][/b]

di Claudio Saponi

– Da neonato (’89), col suo metro quadro scarso, rallegrava le feste natalizie in un angolo di casa di chi l’aveva creato. Poi è cresciuto, si è messo in mostra in locali dell’Abissinia e del Porto, sino ad approdare (’95) “imberbe” ragazzino, alla Famija Arciunesa. Qui si è sviluppato armoniosamente e “l’adolescente” è divenuto un bel “ragazzo” di 40 metri quadrati! I suoi interpreti, da quelli essenziali del primo vagito (Bambin Gesù, Madonna, Giuseppe, bue, asinello, Re Magi e relativi cammelli), hanno raggiunto le 500 unità, tra uomini e animali, animati da migliaia di movimenti.
L’avrete ormai capito, stiamo descivendo il presepe di Maurizio Veterani, un vero capolavoro, senza rivali! Visitarlo sarà una gioia per mille motivi; dalla tradizione da rispettare (ormai ne sono rimaste così poche!), alle meraviglie che susciterà: dal trascorrere del tempo, dall’alba al tramonto sino a notte fonda; dal mutare delle condizioni meteorologiche con tuoni, fulmini e soffici nevicate, il tutto ravvivato da effetti sonori e luminosi.
E poi dai lillipuziani personaggi di un villaggio incantevole, con gli indaffarati maniscalco, fabbro, falegname ,vasaio, arrotino, pescatore, contadino, calzolaio, fornaio, allevatore, vignaiolo, bottaio, tessitore, impagliatore e le donne impegnate negli ordinati lavori domestici e la caotica allegria del mercato all’aperto con le peculiarità tipiche di un caravanserraglio! Si, è vero! C’è di tutto nel presepe di Maurizio, un presepe che andrà avanti nel tempo perché è alimentato da una energia inesauribile; quella solare dell’amore dell’autore.
In mostra il presepe di Maurizio Veterani nell’Arboreto Cicchetti – Via Bufalini, angolo Viale Ceccarini
Orario di visita: mattino 10.30 – 12.30 — *pomeriggio 14.30 – 19.30
Nei seguenti giorni:
Sabato 13 e 20 dicembre 2003 (solo pomeriggio)
Domenica 14 e 21 dicembre 2003 (mattina e pomeriggio)
TUTTI I GIORNI
Da mercoledì 24 dicembre 2003 a martedi 6 gennaio 2004
E poi ancora:
Sabato 10, 17 e 24 gennaio 2004 (solo pomeriggio)
Domenica 11, 18 e 25 gennaio 2004 (mattina e pomeriggio)
Ingresso: adulti euro 2,50, bambini 1,50
Utili a favore del Progetto dono 2004 di Famija Arciunesa




TEATRO DIALETTALE “L’è fadiga magné e pèn senza muliga”

– L’azione si svolge negli anni sessanta e coinvolge una famiglia riccionese alquanto “particolare”. E’ composta da nonno Chilèin, arzillo e mai domo quando si tratta di “occhieggiare” le sottane; suo figlio Sparagnin, antiquario nei sogni, rigattiere nella realtà, sposato con Italia, classica casalinga, rimasta incinta dopo oltre vent’anni; e Gigin – nipote/figlio – ancora mammone e all’oscuro dei piaceri della vita. In casa “deambula” Berto, fratello di Italia, costantemente alle prese con problemi esistenziali.
Mentre marito e moglie sono assediati da problemi economici, l’arrivo di personaggi nuovi nel paese porta una ventata di novità e colpisce alcuni di loro con impietosi strali amorosi. Gli arcieri incriminati sono il prof. Faina, inarrestabile loquace venditore di fumo, con la sua procace compagna di vita e d’avventura, la fascinosa Ondina; Partugala, pazzarellona interprete stradale di miti del cinema e due misteriosi siciliani: Calogero e Immacolato, dal linguaggio assai scarno. In questi intrecci gordiani si inseriscono Ranocia, un povero diavolo che si arrabatta in mille mestieri e un parroco, don Erminio, assai svampito ma con la capacità di arrivare, dopo aver creato enorme caos, alla soluzione pratica di ogni situazione.
Il finale, quando sembra prendere la piega di un “giallo”, volge al “rosa”. Con la nascita di una bella “pisota”.
Personaggi ed Interpreti:
Italia (Patrizia Fabbri), Partugala (Bianca Candiotti), Ondina (Liliana Galli), Immacolato (Elisa Bezzi), Sparagnin (Giuseppe Lo Magro), Chilèin (Giancarlo Bergnesi), Gigin (Iglis Serafini), Fama (Renzo Stefanini), don Erminio (Gianni Piccioni), Ranocia (Giorgio Casadei), Berto (Lele Montanari).
Regia: Giuseppe Lo Magro; suggeritrici: Barbara Amadei e Sabrina Angelini
Teatro del Mare – Via Don Minzoni (ang. Viale Ceccarini) Riccione – Ore 21 – Rappresentazioni: 17, 18, 19 dicembre. Ingresso 9 euro. Soci di Famija Arciunesa: 7.




Politica, Imola contro Imola?

.[b][size=medium]Politica, Imola contro Imola?[/size][/b]
– Sarà l’arcobaleno a far vincere la destra a Riccione? Potrebbe succedere, se il laboratorio politico che riunisce Verdi, Rifondazione comunista, e le associazioni Vecchia fornace, Progetto città, Linea adriatica e Comitato contro il casinò, decidessero di dar vita ad una lista che si presenti alle amministrative della prossima primavera.
Tutto è nato dal lavoro del deputato verde Mauro Bulgarelli, che sulla scia di un movimento parlamentare che riunisce deputati e senatori di varie forze politiche di centrosinistra, ha riproposto a Riccione, per promuovere attività e discussione politica che vada oltre la pura attività amministrativa.
Di ufficiale non c’è nulla per il 2004, il dialogo tra i partiti a sinistra è ancora aperto, anche all’interno del laboratorio ci sono divergenze su cosa fare nella prossima tornata elettorale, ma i più danno per scontato che, almeno nel primo turno, la Lista Arcobaleno ci sarà e potrebbe correre con personaggi di peso, si fanno anche i nomi di Davide Imola, fratello del sindaco ed anche di Terzo Pierani.
Una lista che sembra per ora non impensierire il centrosinistra, dato che già nel ’99 molte di queste sigle si presentarono come liste civiche alle elezioni, portando via ben poco alla coalizione Ds-Quadrifoglio-Sdi-Pdci.
Una squadra con nomi forti come quelli che si sono fatti (tra gli altri anche Albani, Cianciosi, Stacchini, Morri) potrebbe invece essere una forza che porta via consensi, e non pochi, al centrosinitra.
Quali sono i punti che vengono contestati all’attuale maggioranza? Dice Doris Stacchini di Rifondazione Comunista: “Sono l’agire senza un progetto specifico per Riccione, limitandosi a costruire infrastrutture senza avere chiari gli obiettivi, un utilizzo del territorio eccessivo senza discussione nella città”. Prosegue Stacchini: “Le regole dell’Arcobaleno sono meno Palazzo, meno arrivismo, più trasparenza, più democrazia e più società”.
Una sinistra spezzata quindi, con i fratelli Imola che sembra saranno l’uno opposto all’altro. Una spaccattura che potrebbe facilitare l’ascesa del centrodestra che dovrebbe candidare l’attuale capogruppo di Alleanza Nazionale Filippo Airaudo, e che può contare a livello politico di oltre il 40% dei voti, con Forza Italia primo partito nelle ultime politiche. Non è un caso che tra i comuni che Forza Italia punta a conquistare, oltre Cattolica, Coriano, Bellaria e Morciano ci sia anche Riccione.
Certo, il doppio turno potrebbe tornare utile al centrosinistra se si dovesse ricompattare con l’Arcobaleno, ma non accordordandosi al primo turno, non è detto che poi lo si possa fare nel secondo. Una partita aperta quindi, più del ’99, quando il centrosinistra la spuntò già dal primo turno con il 55% dei voti.

di Lorenzo Silvagni




Santa Lucia, millenaria fiera del torrone e delle candele

Organizza il Comune insieme a tutte le associazioni presenti nella città. Piazza Silvagni diventa una bottega all’aperto di artigianato artistico: ferro battuto, ceramica, vetrai, vasai, falegnami.

[b][size=medium]Lucia, santa siciliana portata dai ravennati [/size][/b]
– La vita di Santa Lucia corre tra storia e leggenda. Secondo la leggenda le furono strappati gli occhi; secondo la storia invece è un fatto legato al proprio nome.
Ma andiamola a vedere la vita di un culto antichissimo. Lucia sarebbe nata a Siracusa nel 283 dopo Cristo. Appartiene ad un’importante famiglia della sua città. Nobile, come si conviene, è promessa sposa ad un uomo del suo rango, Timbrione. Dietro la conversione c’è la madre. Questa si ammala e insieme alla figlia va a pregare sulla tomba di Sant’Agata a Catania. Riceve la grazia, guarisce.
Lucia promette la propria vita al Signore. Il fidanzato le denuncia come cristiana al governatore della Sicilia, Pascasio. Imprigionata, viene condannata alla prostituzione: Deve essere portata in un bordello.
I carcerieri, però, non riescono a rimuoverla dalla sua cella. E’ inviolabile. Lucia muore nel 304, dopo lunghe sofferenze in carcere. E’ la protettrice di chi soffre di vista. In Inghilterra prima della riforma durante il suo giorno di festa era proibito compiere qualsiasi tipo di lavoro. Le sue reliquie sono conservate a Venezia. Siracusa ne ha sempre reclamato le spoglie, ma inutilmente. Si festeggia il 13 dicembre.
– Il culto di Santa Lucia venne portato a San Giovanni in Marignano dai monaci benedettini ravennati. Il potentissimo arcivescovado romagnolo aveva molti possedimenti sparsi per l’Italia. Alcuni di questi si trovavano a Siracusa, la città della santa. I monaci, con i coloni, costruirono le prime abitazioni di quella che oggi è l’abitato di San Giovanni.
Non si sa con esattezza l’inizio del culto. Gli storici lo datano attorno al 1000. Fino al 1805 la festa e la fiera di Santa Lucia si svolgevano presso la chiesa del Moscolo, di cui si hanno notizie storiche fin dal 1333. Oggi, appartiene ai privati.
La chiesa di Santa Lucia di piazza Silvagni ha una lunga storia. Prima di essere intitolata alla santa si chiamava: Santa Maria Fuori le Mura, Beata Vergine delle Grazie, della Scuola, Santa Maria Nuova. L’attuale edificio venne ricostruito nel 1786 grazie al lascito di Giulio Antonio Silvagni.




Libro strenna, “Una marina dell’Adriatico”

– Il libro strenna 2003 edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara si intitola “Una marina dell’Adriatico: lido, arenili, bonifiche, verso la città giardino”. Scritto da Maria Lucia De Nicolò, sarà presentato il 22 dicembre a Cattolica, al Teatro della Regina, con inizio alle 16. Ai presenti verrà donata una copia del lavoro.