Sagra della Pappardella al cinghiale

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/gemmano.jpg[/img] La Sagra delle pappardelle al cinghiale rappresentano la forza, la semplicità delle idee vincenti. Nata sulla proposta di Luciano Tasini, allora attivo presidente della Pro Loco (uomo dinamico ed attivo anche nella vita), grazie al lavoro, all’organizzazione, riesce a far salire sulla torre naturale della Valconca anche i giovani che vanno alla ricerca di profumi e sensazioni particolari.
Da questa fortezza naturale si domina Rimini Sud e parte del Montefeltro. Fino alla seconda guerra mondiale c’era il borgo fortificato (alcune tracce si possono vedere ancora oggi). Per la sua posizione strategica i tedeschi vi piazzarono una postazione di difesa che sorvegliava il passaggio della Valconca. Gli alleati per stanarli rasero al suolo il paese. Inoltre, vi si combattè una battaglia terribile nell’estate del ’44. Della fortezza malatestiana e del borgo che gli stava attorno non resta più nulla. Oggi, Gemmano è l’unico paese dell’entroterra a non avere una presenza forte dell’architettura difensiva dei Malatesta.
Così gli sforzi dell’amministrazione comunale sono stati rivolti alla ricchezza della natura. Il centro è il complesso carsico di Onferno, considerato tra i più importanti in Italia tra le grotte di gesso. Scavate dalle acque di un torrentello che nel corso dei millenni si è fatto strada attraverso la roccia, le grotte di Onferno si aprono alla base del grande e singolare masso gessoso su cui anticamente sorgeva il “Castrum Inferni”. La grotta ha uno sviluppo di circa 400 metri con un dislivello di 64 e una delle sue caratteristiche è rappresentata dalla presenza di cospicue colonie di pipistrelli (oltre ottomila esemplari). Lungo il percorso s’incontrano stanze di diversa grandezza, alcune molto ampie, altre più piccole e ricche di creazioni. La parte più famosa della grotta è la sala Quirina, detta anche Sala dei Mammelloni per le grosse protuberanze coniche di gesso che sporgono dal soffitto. Questi mammelloni, spettacolari per dimensioni e numero sono tra i più grandi d’Europa.

Programma
Giovedì 14 agosto
ore 18 – Apertura stand gastronomici;
ore 19 – Orchestra “Gabriele e Milva”

Venerdì 15 agosto
ore 18 – Apertura stand gastronomici;
ore 19 – Orchestra “Roberta Cappelletti”

Sabato 16 agosto
ore 18 – apertura stand gastronimici
ore 19 – Orchestra “Luca Bergamini”

Domenica 17 agosto
ore 18 – apertura stand gastronomici
ore 19 – Orchestra spettacolo “Renzo il Rosso”

Nelle quattro giornate oltre agli stand gastronomici, giochi vari e mostra merca




Ottocento Festival

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/saludecio_festival.jpg[/img]Tra le mura del borgo, tra viuzze e piazzette, palazzi e scorci che stupiscono si va per mercatini e bancarelle alla ricerca di oggetti e sensazioni andate.
Sensazioni che si ritrovano nelle osterie e caffè aperti per l’occasione. E’ una grande fiera ottocentsca ricca di spettacoli, musiche, con le esibizioni circensi a farla da protagoniste.
Ingresso ?5 sabato e ?6 domenica. Dopo la mezzanotte riduzione 50%. Bambini fino a 10 anni gratuito. Giovedì e domenica è possibile raggiungere Saludecio con il servizio bus Collinea.

L’apripista
Saludecio con Ottocento Festival
è stata l’apripista delle manifestazioni a tema nella provincia di Rimini e non solo. Tutto partì per caso. L’idea, l’organizzazione, il livello degli spettacoli, i mercatini, le osterie. Sulla sua scia è arrivato Mondaino con il Palio del Daino, Monte Cerignone, Gradara, Coriano, tanto per restare alla sola Valconca




Palio del Daino

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/mondaino_daino.jpg[/img]

Un borgo da visitare

LA ROCCA
La rocca malatestiana fu costruita dai Mondainesi nel XIV secolo; i Malatesta la rinforzarono e la munirono di tredici torrioni. Sottoposta a importanti restauri, domina il paese con la sua poderosa mole e ne costituisce il più suggestivo monumento.

SANT’APOLLINARE
Sorge a poca distanza dal paese ed è tra le prime cinque dedicate al santo nonché una delle più antiche chiese romagnole risalendo al VI secolo.

SAN FRANCESCO
Sempre nei dintorni di Mondaino, sul monte detto Formosino, si trova il Convento di S.Francesco, dove vestì l’abito francescano il futuro papa Clemente XIV (noto, fra l’altro, per aver soppresso l’ordine dei Gesuiti nel 1773).

LA PARROCCHIALE
Conserva notevoli opere d’arte e rilevanti testimonianze storiche, fra cui una splendida tela di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (Deposizione, XVI secolo), due pale di Giorgio Picchi (Apparizione dell’Arcangelo Michele e Crocifissione, XVI secolo), una Madonna del Rosario del pittore riminese Soleri Brancaleoni (XVIII secolo) e degli splendidi paliotti d’altare.
La chiesa custodisce inoltre una stele funeraria romana: un legionario romano, Q. Karius Justinus, piange la morte della madre.

LE CLARISSE
All’interno si possono ammirare un magnifico coro ligneo e alcuni crocifissi sempre lignei.

La sfida tra 4 contrade: Montebello (priori: Giovanna Acquaviva e Gabriele Sanchini), Borgo (Dante Roselli e Alfredo Galeazzi), Contado (Massimo Merli e Eugenio Sanchini) e Castello (Rosanna Morri e Aldo Ceccaroli)
E’ una delle rievocazioni storiche più raffinate della provincia di Rimini. Per 4 giorni (dal 14 al 17 agosto), Mondaino diventa un borgo medievale.
Ogni particolare è curato
fin nei dettagli. Centinaia di arti e mestieri. I più intriganti: panettieri e mugnai, soffiatori di
vetro, cordai, armaioli (balestre, armi, scudi, corpetti di cuoio), il forgiatore di raspe (attrezzi per lavorare il legno), cartapecora
Sbandieratori, debuttano i mondainesi
– Una delle grandi novità dell’edizione 2003 del Palio del Daino è il debutto del gruppo sbandieratori di Mondaino. Sono una quindicina di ragazzi che quest’inverno hanno seguito un corso tenuto da imolesi. Grazie al Palio a Mondaino sono state acquisite delle conoscenze che sono poi diventate una tradizione per il paese.

All’assalto del Castello
1988: Montebello
1989: Borgo
1990: Castello
1991: Montebello
1992: Borgo
1993: Contado
1994: Borgo
1995: Montebello
1996: Contado
1997: Castello
1998: Castello
1999: Castello
2000: Castello
2001: Montebello
2002: Castello




Forlani, in bocca al lupo

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/morciano_forlani.jpg[/img]

Massimiliano Forlani (al centro) insieme agli amici di “Studio Immagine”

Il giovane si è mantenuto agli studi utilizzando la sua grande passione: la fotografia. Fin da adolescente è stato uno dei collaboratori di “Foto Studio Immagine” (negozi a Morciano, Cattolica e Gabicce Mare). D’estate faceva la stagione a Gabicce Mare, d’inverno si dilettava con i matrimoni. E’ un affezionato delle torte nuziali: almeno tre fette per ogni occasione.
“Non farla portare via; la mangio io”, raccomandava agli amici di lavoro. Nella sua carriera ha fotografato una caterva di personaggi dello spettacolo: Renato Zero, Ligabue, Alberto Castagna e le donzelle che hanno animato trasmissioni come “Bellissima”, “Disco per l’estate”. Soprattutto ha prestato il suo occhio per due importanti agenzie di modelle: la Riccardo Gai e l’Alessio Sundas.
Dicono gli amici di Foto Studio Immagine: “Gli auguriamo gli stessi successi della fotografia. Anzi potrebbe essere un raffinato fotografo con il prezioso diploma in tasca. Sarebbe un abbinamento fantastico per avvicinare le fanciulle del mondo dello spettacolo.




Europa, ci vorrebbe il Supremo

Il carattere federativo, e quindi non confederativo, anzitutto. Giacché le deliberazioni confederali sarebbero vincolanti per gli Stati membri, ma diverrebbero obbligatorie per i cittadini solo previa loro adozione da parte degli ordinamenti degli Stati membri. Noi condividiamo la visione del Movimento Federalista Europeo, che non a caso si chiama così fin dalla fondazione ad opera di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, i due grandi italiani scomparsi che fin dagli anni della seconda guerra mondiale hanno operato per la nascita dell’unità europea. Non è chi non veda quanto il vincolo federativo sia importante in una materia come il pluralismo dell’informazione, soffocato in Italia, ad onta della sua difesa da parte del presidente Ciampi, dal duopolio Mediaset-Rai e dalla conseguente crisi della stampa, sempre più privata della pubblicità, sua vitale risorsa.
Un progetto di Costituzione è stato già varato dagli specialisti e dai politici dell’apposita Convenzione (tra i quali si è distinto positivamente l’on. Fini), assemblea che ha preso il nome dall’Assemblea costituente francese del 1792. Ora però la parola, in ottobre, passerà alla conferenza intergovernativa di Roma, con il rischio che possano prevalere dei punti di vista particolari di qualche governo nazionale. Soprattutto sarebbe quanto mai opportuno che si stabilisse, per le decisioni dell’Unione europea, il criterio del voto a maggioranza, magari qualificata, particolarmente in materie delicate quali la politica estera, la difesa, l’economia, il fisco.
Si discute molto circa l’opportunità di menzionare Dio e il cristianesimo nella Costituzione europea. Distinguiamo. Ci sono al riguardo illustri e nobili precedenti dei quali occorrerebbe tenere conto.
Dio è menzionato nella Unanime dichiarazione d’indipendenza (1776) che fu alla base della nascita della federazione statunitense, ma lo fu non in assoluto, bensì come «Dio della natura», ossia quale Creatore del cielo e della terra. Si dirà che è la stessa cosa, ma la stessa cosa non è. Rispettosi anche delle credenze non coincidenti con le confessioni religiose, i costituenti americani hanno usato la definizione che è stata poi in sostanza ripresa dai costituenti francesi monarchici del 1791 e dai costituenti repubblicani giacobini del 1793: «sotto gli auspici dell’Essere supremo» e «al cospetto dell’Essere supremo» rispettivamente.
Circa la menzione del cristianesimo, pare a noi che anche gli anticlericali più incalliti dovrebbero riconoscere il ruolo determinante da esso svolto nella formazione delle basi dell’Europa medievale e moderna. E’ una questione di cultura storica, il cui approfondimento non è possibile in questa sede, se non altro per ragioni di spazio.
Più rapidamente trattabile è invece la questione del rapporto tra Europa e Usa. Come stanno dimostrando i fatti (inesistenza delle armi di distruzione di massa irachene, menzogne ammannite a Inglesi e Nordamericani, ingovernabilità dell’Iraq “liberato”), avevano ragione Francia, Germania e Santa Sede a condannare una guerra non omologata in sede ONU. Non si tratta di essere antiamericani, scelta tanto impraticabile quanto stupida. Si tratta di non essere succubi e servi sciocchi. Per esempio: quando gli USA boicottano l’importazione dell’acciaio europeo, l’Europa non può starsene con le mani in mano.
Purtroppo il semestre italiano dell’Unione europea proietta varie ombre sulla questione e desta preoccupazioni nel continente, perché il governo italiano ospita componenti antieuropee come la Lega Nord, il cui leader parlò a suo tempo di Forcolandia, ed anche perché la presidenza italiana è cominciata nel peggiore dei modi, con un attacco sciagurato al rappresentante della socialdemocrazia tedesca, e con una definizione dei deputati del Parlamento europeo («turisti della democrazia») che non può essere definito come un modello di correttezza.
Che l’Essere supremo ce la mandi buona.

*Professore di Storia del Risorgimento
all’Università di Ferrara




La spiaggia ucciderà il turismo?

di Francesco Toti

– Come Saturno mangiava i propri figli, questa caotica nuova ventata di vivere la spiaggia 24 ore su 24, roba da caravanserraglio, con l’accudire il bambino e coloro che tirano a fare tardi, dalle mamme alle cubiste, mettendoci dentro tutto ed il proprio contrario, come ginnastica e massaggi, impoverirà il turismo romagnolo? O ne rappresenta la vitalità economica?
Renato Santi, presidente della Cooperativa bagnini di Riccione, affezionato alla natura, un fotografo subacqueo che per anni ha organizzato in spiaggia proiezioni di diapositive sul mare, raccogliendo 2-300 persone a sera con un semplice passaparola. Dice: “Cercare nuove forme di turismo va benissimo. Andare dietro le tendenze è giusto, ma prima di farlo va fidelizzato il cliente. Altrimenti il gioco non vale la candela. E’ difficile dare dei consigli, naturalmente. A Riccione la zona Marano è stata votata al nuovo. Noi siamo lì da 40 anni ed il nuovo va a disturbare il vecchio. Il turista si lamenta. Prima di fare, vanno pensate le conseguenze ed i benefici. Se con un’operazione si favoriscono due imprenditori a danno della città, che agire è?”.
“Noi come Cooperativa – continua Santi – abbiamo fatto dei questionari ai clienti. Forse stona, ma la spiaggia piace così com’è. E noi non siamo fermi. Abbiamo uno staff di alcune persone che ci organizza concerti e serate di cabaret in spiaggia, almeno 2-3 spettacoli alla settimana. Voglio rimarcare un altro concetto: le regole sul fare. Queste ci vogliono: ora sono troppo poche”.
Terzo Pierani, per 20 anni sindaco di Riccione, spostò i locali da ballo dal centro alla periferia della collina: “C’è un’evoluzione ed è difficile non tenerne conto. Che ci siano dei ristoranti con intrattenimento leggero va bene, ma la musica va fatta lontano dal centro. Col “Florida”, “Savioli” e “Vallechiara” si era arrivati a problemi di difficile gestione. E le discoteche in collina sono diventati locali di fama europea. Queste non devono essere nella zona turistica”.
Ma quale posizione delle associazioni di categoria? Tete Venturini, presidente della Confcommercio provinciale: “Va tutto bene, se serve a migliorare la nostra offerta. Però dobbiamo sempre mettere al primo posto il balneare. Voglio dire che il bagnino deve soprattutto fornire servizi legati alla spiaggia, al mare. Il resto deve essere complementare e non deve prevalere sui servizi di spiaggia. Altrimenti si trasferiscono solo delle funzioni da un posto all’altro. Ma questa è rendita di posizione, non innovazione”.
A chi gli chiede se questa vitalità “forzata” è dettata dalla moda, argomenta Venturini: “Ma quando la moda, e penso a settori come l’abbigliamento, genera fatturati di miliardi, diventa anche sostanza. Sulla spiaggia si sta affermando l’idea di portare divertimento, che è moda. Basta vedere quante modelle partecipano all’inaugurazione di stabilimenti balneari per averne la prova”.
Questo onda romperà gli equilibri economici. Sempre Venturini: “Il turismo è basato su un delicato equilibrio. E’ come un castello di carta, tiene ma non si può togliere un pezzo, altrimenti cade tutto. Ora capisco il singolo imprenditore che persegue un suo diretto e immediato interesse, ma che siano i comuni a sponsorizzare certe tendenze solo per avere qualche passaggio in più sui giornali, mi sembra grave. Ma Rimini e la sua provincia ha una lunga storia alle spalle e sono certo che non ci faremo abbagliare da qualche specchietto e da pochi lustrini”.
Mirco Pari, segretario della Confesercenti provinciale: “La vitalità è sempre un fatto positivo. L’innovazione la chiedono anche i turisti. Solo che questa innovazione a Rimini sta avvenendo senza regole, senza piani. Quando qualcuno può fare ed altri no, si creano preoccupazioni. Penso al ‘Turquoise’, vasche sì, vasche no. Modernizzare per seguire mode e domanda richiedono regole”.
Continua Pari: “Se noi creiamo un sistema di norme condivise dagli operatori, dalle associazioni di categoria, gli imprenditori si adattano e danno il meglio di sé. Ora, si è innescato un meccanismo di concorrenza sleale, con le nuove offerte che vanno a far soffrire le altre attività. Non è possibile che due bagni e due chioschisti si metano insieme e creino uno stabilimento balneare dove si può fare tutto. Rimini da circa 15 anni aspetta un Piano di spiaggia, ma si ha il sospetto che l’amministrazione comunale non lo voglia. La spiaggia è il simbolo del turismo, la nostra argenteria di famiglia, una ricchezza economica ed ambientale, il suo futuro va discusso e regolato, anche litigando, naturalmente”.
Mario Tebaldi, assessore al Turismo di Cattolica e valente albergatore: “Cattolica non ha i problemi di Riccione e Rimini. E’ sempre stata una mèta per le famiglie. Una spiaggia viva che chiuda a mezzanotte fa felice chi viene al mare e non va a disturbare i locali del centro. Però la base è: regole ben precise”.

Bagno 85, c’è chi crede all’ambiente
Promosso dalla Provincia di Rimini

– Il Bagno Giulia, zona 85 di Riccione, tra il porto e viale Ceccarini, gestito da Matteo, vuole rappresentare un modello per tutta la provincia di Rimini e non solo. Parola d’ordine: risparmiare energia (elettricità ed acqua, riciclare ed informare). E’ stato installato un impianto fotovoltaico e solare per produrre energia, un sistema che fa risparmiare il consumo dell’acqua, attrezzature per la raccolta differenziata. All’inaugurazione, per sottolinearne il valore, c’erano anche il presidente di Legambiente, Luigi Rambelli, l’assessore regionale all’Ambiente, Guido Tampieri. Il bagno ecologico è un’iniziativa dell’assessorato provinciale all’Ambiente che attraverso le associazioni di categoria ha contribuito a finanziare il progetto con un contributo di 12.500 euro. Sempre la Provincia dona ai bagnini del Riminese 700 riduttori di pressione che fanno risparmiare il 30 per cento dell’acqua.

E’ crisi, ma solo per quelle tradizionali
– Daniele Baldelli, cattolichino, professione Dj, uno degli artefici del successo della storica Baia degli Angeli di Gabicce Mare, definisce “reale la crisi delle discoteche, almeno di quelle tradizionali. Quelle dove c’è l’esaltazione solo del ballo e propone musica assordante.
Una crisi che deriva da una loro eccessiva diffusione. Poi i costi di gestione fanno il resto. Però si sono aperti spazi importanti per locali di ‘nicchia’, dove prevale l’ascolto e l’originalità musicale. Tra i giovani cresce la domanda di qualità musicale e di locali che facciano ambiente”.

“L’eccezione ci può stare, ma così si producono danni economici e ambientali”
Cesarino Romani, verde, assessore provinciale all’Ambiente
– “Consumare tutto sulla spiaggia è un puro egoismo economico. Per il bagnino è un’opportunità che va a scapito del cosiddetto benessere diffuso”. E’ uno dei pensieri di Cesarino Romani, verde, assessore provinciale al Turismo. E come mestiere professore di ginnastica e bagnino con zona a Cattolica.
“Si sta puntando sull’artificilizzazione della spiaggia – attacca deciso -. Non è un dogma il fatto che la spiaggia sia bella senza nessuno. Però da questo a pensare di modificare radicalmente un modello, ne passa. Mi voglio spiegare meglio. Nella provincia di Rimini con decine e decine d’anni di lavoro è stato creato in spiaggia un modello vincente. Ora lo si vuole stravolgere. Da un punto di vista economico si sa quello che lasci ma non sai a che cosa si va incontro. In un momento poi in cui anche Riccione vuole ritornare ad un turismo per le famiglie. E le famiglie chiedono divertimento ma non spinto. Inoltre, c’è anche un problema ambientale”.
“Tuttavia – continua Romani – in alcuni punti della costa, spiagge di periferia, l’eccezione ci può stare. Far consumare al turista tutto sulla spiaggia è un puro egoismo economico. Per chi vi opera sono opportunità che vanno a danneggiare il cosiddetto benessere diffuso. Si vanno a mettere in crisi le attività commerciale dei centri balneari. E’ questo che si vuole? E non sono d’accordo con chi dice che è il mercato a chiederlo. Se il ragionamento è questo, un albergo costruito sulla spiaggia sarebbe sempre esaurito. Ma con quali danni?”.

Occhio al cannibalismo
– Il mese scorso la Piazza ha ospitato l’intervento della figlia del gestore del mitico Dancing Esedra di Cattolica, ormai chiuso da alcuni anni. La fine dei locali da ballo veniva imputata all’ingordigia degli albergatori con la moltitudine di feste danzanti negli alberghi. Insomma per vendere qualche extra in più hanno causato la chiusura di un pezzo storico dell’economia turistica.
Oggi c’è un equilibrio tra le varie offerte, bar, negozi, ristoranti, mercatini, feste, intrattenimenti sulla costa e nell’entraterra… che se alterato potrebbe creare conseguenze spiacevoli. Ora fare della spiaggia un microcosmo autosufficiente, vivibile 24 ore su 24, dove si sovrappongono offerte già ampiamente presenti a poche decine di metri, e dove si può spendere una buona fetta di soldi a disposizione dei turisti, si rischia di creare una situazione di puro cannibalismo.




Palio del Daino

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/mondaino_daino.jpg[/img]

Un borgo da visitare

LA ROCCA
La rocca malatestiana fu costruita dai Mondainesi nel XIV secolo; i Malatesta la rinforzarono e la munirono di tredici torrioni. Sottoposta a importanti restauri, domina il paese con la sua poderosa mole e ne costituisce il più suggestivo monumento.

SANT’APOLLINARE
Sorge a poca distanza dal paese ed è tra le prime cinque dedicate al santo nonché una delle più antiche chiese romagnole risalendo al VI secolo.

SAN FRANCESCO
Sempre nei dintorni di Mondaino, sul monte detto Formosino, si trova il Convento di S.Francesco, dove vestì l’abito francescano il futuro papa Clemente XIV (noto, fra l’altro, per aver soppresso l’ordine dei Gesuiti nel 1773).

LA PARROCCHIALE
Conserva notevoli opere d’arte e rilevanti testimonianze storiche, fra cui una splendida tela di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (Deposizione, XVI secolo), due pale di Giorgio Picchi (Apparizione dell’Arcangelo Michele e Crocifissione, XVI secolo), una Madonna del Rosario del pittore riminese Soleri Brancaleoni (XVIII secolo) e degli splendidi paliotti d’altare.
La chiesa custodisce inoltre una stele funeraria romana: un legionario romano, Q. Karius Justinus, piange la morte della madre.

LE CLARISSE
All’interno si possono ammirare un magnifico coro ligneo e alcuni crocifissi sempre lignei.

La sfida tra 4 contrade: Montebello (priori: Giovanna Acquaviva e Gabriele Sanchini), Borgo (Dante Roselli e Alfredo Galeazzi), Contado (Massimo Merli e Eugenio Sanchini) e Castello (Rosanna Morri e Aldo Ceccaroli)
E’ una delle rievocazioni storiche più raffinate della provincia di Rimini. Per 4 giorni (dal 14 al 17 agosto), Mondaino diventa un borgo medievale.
Ogni particolare è curato
fin nei dettagli. Centinaia di arti e mestieri. I più intriganti: panettieri e mugnai, soffiatori di
vetro, cordai, armaioli (balestre, armi, scudi, corpetti di cuoio), il forgiatore di raspe (attrezzi per lavorare il legno), cartapecora
Sbandieratori, debuttano i mondainesi
– Una delle grandi novità dell’edizione 2003 del Palio del Daino è il debutto del gruppo sbandieratori di Mondaino. Sono una quindicina di ragazzi che quest’inverno hanno seguito un corso tenuto da imolesi. Grazie al Palio a Mondaino sono state acquisite delle conoscenze che sono poi diventate una tradizione per il paese.

All’assalto del Castello
1988: Montebello
1989: Borgo
1990: Castello
1991: Montebello
1992: Borgo
1993: Contado
1994: Borgo
1995: Montebello
1996: Contado
1997: Castello
1998: Castello
1999: Castello
2000: Castello
2001: Montebello
2002: Castello




Ottocento Festival

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/saludecio_festival.jpg[/img]Tra le mura del borgo, tra viuzze e piazzette, palazzi e scorci che stupiscono si va per mercatini e bancarelle alla ricerca di oggetti e sensazioni andate.
Sensazioni che si ritrovano nelle osterie e caffè aperti per l’occasione. E’ una grande fiera ottocentsca ricca di spettacoli, musiche, con le esibizioni circensi a farla da protagoniste.
Ingresso ?5 sabato e ?6 domenica. Dopo la mezzanotte riduzione 50%. Bambini fino a 10 anni gratuito. Giovedì e domenica è possibile raggiungere Saludecio con il servizio bus Collinea.

L’apripista
Saludecio con Ottocento Festival
è stata l’apripista delle manifestazioni a tema nella provincia di Rimini e non solo. Tutto partì per caso. L’idea, l’organizzazione, il livello degli spettacoli, i mercatini, le osterie. Sulla sua scia è arrivato Mondaino con il Palio del Daino, Monte Cerignone, Gradara, Coriano, tanto per restare alla sola Valconca




Croce di Monte Colombo, Sagra del Pomodoro

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/croce.jpg[/img]

Croce, la chiesa. Qui intorno si tiene la festa

Nei dintorni c’era la patata, lo strozzaprete, il cinghiale, la pasta. Idea: perché non ci leghiamo al pomodoro? Detto, fatto. Così nacque la Sagra del Pomodoro. La si celebra la prima domenica di agosto (quest’anno il 4). Il luogo è la chiesa della frazioncina che nel dopoguerra contava 1.500 abitanti. E l’appuntamento richiama i figli ed i nipoti di chi lasciò l’abitato per cercare fortuna altrove: una bella rimpatriata. Molto bella, molto contadina, la Sagra del Pomodoro a Croce, accanto alla chiesa, propone una serie di piatti a base dell’essenziale ortaggio. Inoltre, vengono anche venduti, i pomodori. Non mancano la musica e i giochi per bambini. E’ soltanto alla sesta edizione. Organizza la Pro Loco e la parrocchia, alla quale va il ricavato della ricca pesca.




Valliano, Festa del santuario

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/montescudo_santuario.jpg[/img] Com’era la provincia di Riminese prima della cementificazione? Come la vallata che ospita il santuario di Valliano. Comune di Montescudo, il luogo incastonato tra Coriano e Montescudo.
L’occasione per visitarlo potrebbe essere la Festa del Santuario, che come tradizione vuole si celebra il 15 agosto. In mezzo a gelsi ed ulivi cenetenari, la chiesolina è stata completamente restaurata. In questo momento si stanno eseguendo i lavori sull’elegante e semplice campanile. L’architetto è Pier Francesco Gasperi, di Croce di Monte Colombo.
Invece da qualche anno, un manipolo di affezionati alla cucina di qualità partecipa alla serata del 14 agosto, proprio davanti al santuario, all’aperto, in un’atmosfera unica Si assaporano i menù a base di erbe che prepara quel genio di Ennio Lazzarini. E’ denominato “Verde a Tavola”.
Il giorno dopo a Valliano c’è la festa religiosa (processione della Madonna) a cui segue quella folcloristica, che si chiude coi fuochi d’artificio. Particolare: il santuario è un monumento religioso da visitare. A poche centinaia di metri si trova una trattoria tipica romagnola: “Zì Teresa”. La gestiscono due giovani sorelle, una cucina, l’altra in sala. Piatti da assaporare.