Sagra della Pappardella al cinghiale

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/gemmano.jpg[/img] La Sagra delle pappardelle al cinghiale rappresentano la forza, la semplicità delle idee vincenti. Nata sulla proposta di Luciano Tasini, allora attivo presidente della Pro Loco (uomo dinamico ed attivo anche nella vita), grazie al lavoro, all’organizzazione, riesce a far salire sulla torre naturale della Valconca anche i giovani che vanno alla ricerca di profumi e sensazioni particolari.
Da questa fortezza naturale si domina Rimini Sud e parte del Montefeltro. Fino alla seconda guerra mondiale c’era il borgo fortificato (alcune tracce si possono vedere ancora oggi). Per la sua posizione strategica i tedeschi vi piazzarono una postazione di difesa che sorvegliava il passaggio della Valconca. Gli alleati per stanarli rasero al suolo il paese. Inoltre, vi si combattè una battaglia terribile nell’estate del ’44. Della fortezza malatestiana e del borgo che gli stava attorno non resta più nulla. Oggi, Gemmano è l’unico paese dell’entroterra a non avere una presenza forte dell’architettura difensiva dei Malatesta.
Così gli sforzi dell’amministrazione comunale sono stati rivolti alla ricchezza della natura. Il centro è il complesso carsico di Onferno, considerato tra i più importanti in Italia tra le grotte di gesso. Scavate dalle acque di un torrentello che nel corso dei millenni si è fatto strada attraverso la roccia, le grotte di Onferno si aprono alla base del grande e singolare masso gessoso su cui anticamente sorgeva il “Castrum Inferni”. La grotta ha uno sviluppo di circa 400 metri con un dislivello di 64 e una delle sue caratteristiche è rappresentata dalla presenza di cospicue colonie di pipistrelli (oltre ottomila esemplari). Lungo il percorso s’incontrano stanze di diversa grandezza, alcune molto ampie, altre più piccole e ricche di creazioni. La parte più famosa della grotta è la sala Quirina, detta anche Sala dei Mammelloni per le grosse protuberanze coniche di gesso che sporgono dal soffitto. Questi mammelloni, spettacolari per dimensioni e numero sono tra i più grandi d’Europa.

Programma
Giovedì 14 agosto
ore 18 – Apertura stand gastronomici;
ore 19 – Orchestra “Gabriele e Milva”

Venerdì 15 agosto
ore 18 – Apertura stand gastronomici;
ore 19 – Orchestra “Roberta Cappelletti”

Sabato 16 agosto
ore 18 – apertura stand gastronimici
ore 19 – Orchestra “Luca Bergamini”

Domenica 17 agosto
ore 18 – apertura stand gastronomici
ore 19 – Orchestra spettacolo “Renzo il Rosso”

Nelle quattro giornate oltre agli stand gastronomici, giochi vari e mostra merca




Ottocento Festival

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto/saludecio_festival.jpg[/img]Tra le mura del borgo, tra viuzze e piazzette, palazzi e scorci che stupiscono si va per mercatini e bancarelle alla ricerca di oggetti e sensazioni andate.
Sensazioni che si ritrovano nelle osterie e caffè aperti per l’occasione. E’ una grande fiera ottocentsca ricca di spettacoli, musiche, con le esibizioni circensi a farla da protagoniste.
Ingresso ?5 sabato e ?6 domenica. Dopo la mezzanotte riduzione 50%. Bambini fino a 10 anni gratuito. Giovedì e domenica è possibile raggiungere Saludecio con il servizio bus Collinea.

L’apripista
Saludecio con Ottocento Festival
è stata l’apripista delle manifestazioni a tema nella provincia di Rimini e non solo. Tutto partì per caso. L’idea, l’organizzazione, il livello degli spettacoli, i mercatini, le osterie. Sulla sua scia è arrivato Mondaino con il Palio del Daino, Monte Cerignone, Gradara, Coriano, tanto per restare alla sola Valconca




Palio del Daino

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Un borgo da visitare

LA ROCCA
La rocca malatestiana fu costruita dai Mondainesi nel XIV secolo; i Malatesta la rinforzarono e la munirono di tredici torrioni. Sottoposta a importanti restauri, domina il paese con la sua poderosa mole e ne costituisce il più suggestivo monumento.

SANT’APOLLINARE
Sorge a poca distanza dal paese ed è tra le prime cinque dedicate al santo nonché una delle più antiche chiese romagnole risalendo al VI secolo.

SAN FRANCESCO
Sempre nei dintorni di Mondaino, sul monte detto Formosino, si trova il Convento di S.Francesco, dove vestì l’abito francescano il futuro papa Clemente XIV (noto, fra l’altro, per aver soppresso l’ordine dei Gesuiti nel 1773).

LA PARROCCHIALE
Conserva notevoli opere d’arte e rilevanti testimonianze storiche, fra cui una splendida tela di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (Deposizione, XVI secolo), due pale di Giorgio Picchi (Apparizione dell’Arcangelo Michele e Crocifissione, XVI secolo), una Madonna del Rosario del pittore riminese Soleri Brancaleoni (XVIII secolo) e degli splendidi paliotti d’altare.
La chiesa custodisce inoltre una stele funeraria romana: un legionario romano, Q. Karius Justinus, piange la morte della madre.

LE CLARISSE
All’interno si possono ammirare un magnifico coro ligneo e alcuni crocifissi sempre lignei.

La sfida tra 4 contrade: Montebello (priori: Giovanna Acquaviva e Gabriele Sanchini), Borgo (Dante Roselli e Alfredo Galeazzi), Contado (Massimo Merli e Eugenio Sanchini) e Castello (Rosanna Morri e Aldo Ceccaroli)
E’ una delle rievocazioni storiche più raffinate della provincia di Rimini. Per 4 giorni (dal 14 al 17 agosto), Mondaino diventa un borgo medievale.
Ogni particolare è curato
fin nei dettagli. Centinaia di arti e mestieri. I più intriganti: panettieri e mugnai, soffiatori di
vetro, cordai, armaioli (balestre, armi, scudi, corpetti di cuoio), il forgiatore di raspe (attrezzi per lavorare il legno), cartapecora
Sbandieratori, debuttano i mondainesi
– Una delle grandi novità dell’edizione 2003 del Palio del Daino è il debutto del gruppo sbandieratori di Mondaino. Sono una quindicina di ragazzi che quest’inverno hanno seguito un corso tenuto da imolesi. Grazie al Palio a Mondaino sono state acquisite delle conoscenze che sono poi diventate una tradizione per il paese.

All’assalto del Castello
1988: Montebello
1989: Borgo
1990: Castello
1991: Montebello
1992: Borgo
1993: Contado
1994: Borgo
1995: Montebello
1996: Contado
1997: Castello
1998: Castello
1999: Castello
2000: Castello
2001: Montebello
2002: Castello




Forlani, in bocca al lupo

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Massimiliano Forlani (al centro) insieme agli amici di “Studio Immagine”

Il giovane si è mantenuto agli studi utilizzando la sua grande passione: la fotografia. Fin da adolescente è stato uno dei collaboratori di “Foto Studio Immagine” (negozi a Morciano, Cattolica e Gabicce Mare). D’estate faceva la stagione a Gabicce Mare, d’inverno si dilettava con i matrimoni. E’ un affezionato delle torte nuziali: almeno tre fette per ogni occasione.
“Non farla portare via; la mangio io”, raccomandava agli amici di lavoro. Nella sua carriera ha fotografato una caterva di personaggi dello spettacolo: Renato Zero, Ligabue, Alberto Castagna e le donzelle che hanno animato trasmissioni come “Bellissima”, “Disco per l’estate”. Soprattutto ha prestato il suo occhio per due importanti agenzie di modelle: la Riccardo Gai e l’Alessio Sundas.
Dicono gli amici di Foto Studio Immagine: “Gli auguriamo gli stessi successi della fotografia. Anzi potrebbe essere un raffinato fotografo con il prezioso diploma in tasca. Sarebbe un abbinamento fantastico per avvicinare le fanciulle del mondo dello spettacolo.