Servizio alle imprese in crescita

Fino a pochi anni fa si andava fuori a trovare le competenze necessarie per crescere sui mercati. Invece, negli ultimi anni, grazie ai giovani, nel Riminese sono sorte società in grado di competere con i grandi centri come Milano, ad esempio. Anzi, spesso sono più qualificate le nostrane rispetto a quelle che si “vendono” con la patinatura da grande capitale.




SB, al servizio delle aziende

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Dai seminari di sicurezza ed integrazione; dalle paghe online all’Umts; dalla riorganizzazione commerciale al software. Seminari per dirigenti, corsi per venditori e centraliniste. Fino alla ricerca di fondi. Questi sono alcuni dei servizi che offre Start Business, una giovane società di servizi con sede a Gabicce Mare.
E’ stata fondata da due “giovani” professionisti, Viviana Callea e Guido Covotta. I due coordinano uno staff di cervelloni specializzati in più settori.
Laurea in Economia e commercio, originaria di Ancona, Viviana Callea ha maturato la propria esperienza in un Centro di assistenza fiscale. Guido Covotta invece arriva dal settore commerciale. Alle spalle esperienze professionali maturate in settori quali: abrasivi, gioielli, alimentare. Dove è andato ha sempre raggiunto i vertici.
In una multinazionale alimentare di prestigio diventa uno dei 5 maggiori venditori in Italia. Poi diventa direttore commerciale di un’impresa di spedizioni. Successivamente passa, sempre nel commerciale, a guidare un’azienda che si occupa di software. Successo anche qui.
Raccontano i due: “Le vecchie situazioni di lavoro ci andavano strette; così grazie all’esperienza acquisita ed alla professionalità abbiamo creato questa società di servizi. Ci rivolgiamo alle aziende come affidabili compagni di viaggio, consapevoli di possedere le competenze per risolvere i loro problemi. Oltre il sapere professionale, abbiniamo prodotti tecnologici come hardware e software. Una volta in contatto con l’azienda si cerca di aiutarla a capire il suo problema. Spesso non cosa ci chiedono è il tema reale da risolvere”.




Giacche verdi a cavallo,per difendere la natura

– “Distruggere la natura è un po’ come distruggere noi stessi. Ogni persona deve prendersi le sue responsabilità e nel suo piccolo fare qualcosa perché questo non avvenga”. Questo è lo spirito che anima le Giacche Verdi, sezione di Rimini. E’ animato da: Irene, Giulia, Tamara, Giorgia e Raffaella.
Scrivono le ragazze dell’associazione: “Là dove le persone non arrivano a capire, allora intervengono i volontari, che segnalando i luoghi e i posti dove si evidenza qualche cosa fuori norma, si documenta con fotografie e cartine che indicano il giusto punto di riferimento segnalando il tutto al comune di appartenenza. Infatti, è insolito che le forze dell’ordine possano notare discariche abusive nei boschi o nelle macchie, inquinamenti dei fiumi, o chiusura di sentieri per chi pratica sport come trekking o passeggiate”.




Pronto Soccorso, come si sceglie un primario

Oltre ai curriculum, il direttore generale Carradori consulta i suoi più stretti collaboratori (e del futuro primario) prima di decidere. In competizione 4 pretendenti. Come mai in questi anni i primariati sono sempre stati rinnovati?

– Pronto Soccorso senza primario per l’estate alle porte, all’Infermi? Il dubbio è legittimo poiché, nonostante l’impegno per velocizzare la nomina l’Ausl potrebbe non essere in grado di avere subito le prestazioni di colui che sarà prescelto a sostituire lo stimato dottor Mario Marzaloni, da poco andato in pensione. Per un motivo assai semplice i candidati che restano sono tutti esterni, cioè operanti in altri ospedali. Strutture che potrebbero impuntarsi e richiederne l’operato per ulteriori tre mesi.
Il nuovo primario prenderebbe servizi, allora, solo in settembre. Cosa che per lui si potrebbe anche rivelare positiva. Uno dei suoi compiti sarà infatti quello di risolvere l’endemico problema delle attese infinite prima delle visite. Sul quale hanno fallito sia l’attribuzione dei codici-colore, introdotta nel periodo di Marzaloni, sia i potenziamenti di personale, sia una diversa organizzazione, sia il superticket introdotto dalla Regione. Anche perché, va detto, quello dell’emergenza è un reparto spesso usato a sproposito dai pazienti.
E, come noto, il problema si presenta più in estate che in autunno. Se entrasse in servizio in settembre il neo-primario avrebbe quindi tutto il tempo di studiarsi la situazione e per farsi trovare preparato per la stagione estiva 2004. Se, al contrario, entrasse in funzione subito, non si farebbe certo attendere il battesimo del fuoco. Con connesso rischio di scottatura immediata.
Ma come si arriverà ad individuare il nuovo primario dell’emergenza-urgenza riminese? L’Ausl ha indetto un concorso, e il direttore generale Tiziano Carradori ha già fatto capire chiaramente che al di là del titoli dei vari candidati darà vita anche ad un’ampia consultazione coi più stretti collaboratori (suoi e del futuro primario) prima di decidere. In questo caso è peraltro saltato uno dei capisaldi introdotti da Carradori, per la scelta del personale, e cioè privilegiare le persone che già operano all’interno delle strutture riminesi. Ma, è sempre stato ampiamente specificato, a parità di curricula.
Ne emerge quindi che, in questo caso, quelli esterni di curricula, erano da ritenersi migliori. Sì perché delle 12 richieste di partecipazione alla selezione, inizialmente arrivate sui tavoli di via Coriano, ne sono rimaste 4 e tutte provenienti da fuori Rimini. Tra quelle escluse, la candidatura di Marina Gambetti, già aiuto al Pronto soccorso di Riccione e moglie del primario Nicola Rinaldi, che godeva dei pronostici. Anche a detta dei soliti maligni che, nei corridoi, evidenziavano la sua colorazione politica (centrosinistra) abbastanza chiara. Ma che questa volta paiano davvero smentiti.
Ancora ufficiosi i nomi dei 4 “finalisti”, che attualmente sono al vaglio di una commissione formata dal direttore sanitario dell’Infermi, dottor Paolo Masperi, e da due responsabili di dipartimento. Ci sarebbero, a quanto trapela, due “bolognesi”: Marco Galletti, dell’ospedale Maggiore e Mauro Folloni, del Sant’Orsola, struttura in cui anch’egli ha avuto le sue origine mediche. Di formazione bolognese, ma ora operanti in altre località, anche gli altri due candidati.
La decisione? E’ attesa ormai nel giro di giorni più che di settimane, anche perché non è un mistero che Carradori abbia raccomandato alla “commissione dei tre” di valutare in fretta. Salvo poi sapere che ne pensa l’ospedale che dovrebbe lasciar andare il futuro primario del Pronto soccorso riminese.
Reparto per il quale si stanno facendo ormai quasi tutti i giorni le proteste per le attese, soprattutto per la sala gessi, in seguito ad una riorganizzazione, quella degli accessi diretti, che sta evidenziando le prime crepe dopo più di alcuni mesi di introduzione. Il nuovo primario insomma, chiunque sia, avrà il suo bel daffare.




L’elogio della semplicit√† in due libri

– Basterebbero i Dieci Comandamenti ed uno sbirciata al cielo per avere un mondo migliore. Per ritrovare la gioia della semplicità ci sono due piccoli grandi libri: “Pane vino e mortadella” e “Poeta anch’io”. Il primo lo ha scritto il morcianese Emilio Cavalli. Si tratta di una biografia di Francesco Andreini, un girovago nato a San Clemente, spoglie nel cimiterino di Croce di Montecolombo, molto amato da chi in Valconca lo ha conosciuto. Viveva chiedendo monetine da 10 lire. Era un uomo capace di emozionare. Era luogo comune pensare che attraverso le piccole monetine portasse fortuna. Le pagine sono una lunga fila di frammenti di vita, con la forza di creare un mosaico fatto di valori, semplicità ed un certo gusto per la vita: atteggiamenti attualissimi. Grazie ad una scrittura vivace e ricca di “immagini”, Cavalli ha reso il personaggio vivo quanto attuale. Il libro reca le presentazioni di Massimo Foschi, assessore all’Agricoltuta della Provincia di Rimini e dei sindaci dei paesi battuti da Checco: Giorgio Ciotti (Morciano), Dino Pala (Montecolombo) e Luca Cerri (assessore alla Cultura a San Clemente). Il libro è molto apprezato. Cavalli viene fermato in ogni dove; in tanti gli chiedono una dedica. Chissà non possa portare fortuna. Il sindaco di Montecolombo, Dino Pala, lo ha regalato agli anziani della propria comunità. Insomma: profumo di piadina d’altri tempi.
Questo è il suo secondo lavoro. Qualche anno fa il morcianese residente a Saludecio ha dato alle stampe la sua autobiografia: “La cometa variopinta”.
Edizioni la Piazza, 5 euro, il libro si trova in tutte le librerie ed edicole della Valconca.
“Anch’io sono un poeta” raccoglie le poesie dei ragazzi delle classi quarte, quinte e medie di Misano Adriatico. Le composizioni sono molto belle, in grado di emozionare: sentimento difficile in un universo votato alla scaltrezza. Il volume, anche questo Edizioni la Piazza, è stato presentato lo scorso 4 giugno al cinema “Astra” di Misano Adriatico. L’attore Marcello Franca ha letto qualche poesia. Il volume contiene anche i disegni del concorso di disegno, riservato ai ragazzi della stessa età. Naturalmenmte è intenzione della scuola replicare l’anno prossimo.