Gas, risparmiare consumando di più

– Consumare di più e pagare di meno. Sgr (acronimo di Società Gas Rimini) ha offerto ai clienti che utilizzano molta energia anche nei mesi caldi una tariffa “speciale” rispetto a quella base.
La riduzione, valida dal 1° maggio al 30 settembre, è di 3,5 centesimi ogni metro cubo, per tutti coloro che escono dal primo scaglione.
A costoro, dall’1 ottobre al 30 aprile, verrà applicato un aumento di tariffa di 0,15 centesimi al metro cubo. L’offerta è della durata di un anno; al termine del periodo l’utente può confermare o no il “contratto”.




Mangianti nuovo presidente del Consiglio

L’8 maggio, il candidato dei gruppi consiliari di maggioranza è stato eletto con 26 voti favorevoli, 3 schede bianche ed una nulla. Il gruppo di Forza Italia non ha partecipato alla votazione uscendo dall’aula.
Mangianti, cinquantacinquenne, insegnante di lettere e storia all’istituto Alberghiero, proviene dal gruppo consiliare di Rifondazione comunista dove ricopriva la carica di capogruppo. Sostituisce Maria Teresa Casadei, recentemente scomparsa.




Rotary, Gualtieri nuovo presidente

Succederà a Giuseppe Galizia, un torinese arrivato in Romagna quale dirigente dell’industria Aeffe di San Giovanni in Marignano. La cerimonia ci sarà il 30 giugno al ristorante “il Mulino”, sede del club, di Misano Adriatico.
Professore universitario, noto avvocato, Piero Gualtieri è un cattolichino.




Poteri dello Stato, dal re alla separazione

Questa equazione ci rimanda al passato, quando erano riuniti nelle mani di una sola persona.
Questa persona era il re della monarchia assoluta, che deteneva per diritto divino il potere legislativo (fare le leggi), il potere esecutivo (costringere a rispettare le leggi) e il potere giudiziario (giudicare chi non rispetta la legge).
Diritto divino, s’è detto. Sì, l’investitura scendeva dall’alto, da nella natura) e Meleto (forse il panorama vista-mare più bello del Riminese), due borghi fortificati del comune di Saludecio che non hanno nulla da invidiare alla Toscana ed all’Umbria, saranno completamente recuperati, con interventi milionari. La buona borghesia inglese capitata a Gradara per caso afferma che le Marche devono essere solo scoperte.
A Montegridolfo, forestieri, hanno investito 5 milioni di euro per la costruzione di un villaggio con 36 appartamenti ed una sala conferenze. Domenica 25 maggio il sindaco di Montescudo Ruggero Gozzi ha inaugurato il recupero urbanistico di Albereto. Mentre la domenica precedente il sindaco Claudio Battazza, Montefiore, ha tagliato il nastro di un teatro all’aperto capace di ospitare migliaia di persone ed altri lavori.
Questo rinascimento è cominciato una decina di anni fa, quando la Regione ha iniziato a finanziare il restauro delle bellezze storico-architettoniche. A Gemmano sono stati investiti 5 milioni di euro, circa 8 a Montefiore, molti milioni di euro anche a Saludecio, Mondaino e Montegridolfo. Lo stesso ragionamento vale per la Valmarecchia.
Afferma Guerrino Renzi, sindaco di Montegridolfo: “Con il recupero urbanistico diciamo che abbiamo costruito il nostro hardware, ora bisogna passare a concretizzare. Dobbiamo lavorare per un’offerta turistica unica, da Torriana fino a Montegridolfo, lavorando con l’Apt (Azienda promozione turistica) e gli albergatori. Ma come entroterra anche da soli. Insomma, ci dobbiamo presentare come il tour dei Castelli Malatestiani”.
Dilvo Polidori, sindaco di Saludecio: “Ora noi dell’entroterra ci crediamo. Il patrimonio storico recuperato diventa una ricchezza per far crescere le attività della ristorazione ed artigianali. Dalla costa ci attendiamo la stessa disponibilità che ci sta mettendo il sindaco di Riccione Daniele Imola”.
Cesare Ferri, sindaco di Gemmano, che non potendo contare su un borgo di pregio, ha “sfruttato” la natura di Onferno. Ha creato una riserva naturale di livello europeo, dove giungono molti finanziamenti comunitari. E sta mettendo in moto un circolo virtuoso ed un certo tipo di turismo. Afferma: “Chi viene da noi è di livello medio-alto. Abbiamo molti stranieri, particolarmente dalle nazioni del nord. Da noi, come entroterra, mancano soprattutto imprenditori. Intendo gente che ha voglia di investire”. Spesi: 5 milioni di euro.
Col recupero dei borghi, però, qualcosa si sta muovendo. Sono nati bed&breakfast, sono sorte botteghe (appena inaugurata una di restauro a Mondaino), si è alzato il livello dei prodotti agricoli, con aziende che hanno puntato sui vini, olii e formaggi. Insomma, non è che un inizio.
C’è la battuta che Montefiore ha tappezzato le strade d’oro, grazie ai circa 7,5 milioni di euro di investimenti effettuati nell’ultimo decennio. Il 18 maggio, davanti a 2.500 persone, ha festeggiato con i Nomadi 2,5 miliardi di lavori. Dice il sindaco Battazza: “In assoluto i numeri sono poca cosa, ma potrebbero essere indicativi. Nei primi 4 mesi di quest’anno i visitatori alla nostra rocca sono raddoppiati. Dobbiamo solo completare quanto è stato progettato. Ci sono turisti che vengono a Montefiore e che vogliono dormire. Si pensa di ristrutturare alcune case dentro il borgo e fare 30-40 camere in tinta con il nostro ambiente. E stiamo pensando ad un camper-service con 52 posti. Il nostro obiettivo è intercettare quel turismo itinerante che se ne va per borghi e natura”.
Ruggero Gozzi, sindaco di Montescudo: “Regione, Provincia e Comuni hanno fatto un grosso passo avanti nel reperire le risorse per il recupero dei borghi. Fossimo partiti prima, sarebbe stato meglio. Noi abbiamo bisogno di un altro 1,5 milioni di euro per ricostruire le mura malatestiane di Montescudo crollate nel ‘700. Negli ultimi anni tra Albereto ed il capoluogo abbiamo investito quasi 3 milioni di euro”.
Nell’ultimo decennio anche a Mondaino si sono spesi circa 5 miliardi di lire. E per riportare alla vita i camminamenti è stato programmato un investimento di un milione di euro. Luigino Casadei, il sindaco: “Si stanno muovendo i privati. Ad esempio a Mondaino apriranno due agriturismo. In uno la proprietà è torinese (già titolari di una enoteca in Piemonte), l’altro è morcianese”.




La Notte delle Streghe

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Dalla sua prima edizione un maestoso crescendo di pubblico. L’anno scorso circa 40.000 visitatori. Il borgo malatestiano allestito con scenografie di una bellezza intelligente, diventa il teatro naturale per spettacoli e musica di strada. Sette i “teatri”: Arena Spettacoli, Piazza Silvagni, Alveo del Ventena, Corso XX Settembre, Giardino Teatro, Piazzetta Artemisia e Piazzetta della Vite.
Artisti provenienti da 7 nazioni. Osterie, con giusto rapporto qualità prezzo, dove mangiare
Nella notte di San Giovanni riti propiziatori legati al raccolto agricolo, alla salute, all’amore.
Era anche la notte delle streghe. La credenza era che le megere si riunissero per propiziare la cattiva sorte. Tra gli espedienti difensivi: la scopa di saggina dietro la porta. L’appuntamento marignanese, al 14° anno, è
di grande successo
Solstizio
“Nella notta di San Giovanni si viveva un momento magico perché essa cade appunto nei giorni solstiziali quando, secondo un’antica credenza, il sole si sposa con la luna e dal suo sposalizio si riversano energie benefiche sulla terra e specialmente sulle erbe bagnate dalla rugiada che si trasforma in un farmaco potente a guarire ogni guisa di malattie cutanee. Si riteneva addirittura che il bagno causato dalla rugiada, a chi passeggiasse durante questa magica notte, riuscisse a difendere la persona da ogni tipo di corruzione”.

Cartellone spettacoli

Giovedì 19 giugno

Arena spettacoli 21.30 Teatro Glimt La cena –
23.00 Circo Xiclo Picante
Piazza Silvani dalle 21.30 Quetzalcoati Percussioni – Miss Geni Danza del ventre – Judith Lanigan The swan death
Alveo Ventena 23.00 Quetzalcoati Percussioni
Corso XX Settembre dalle 21.30 Boris Betzov L’albero degli Elfi – Leighton Stephens The pole show
Mago Costrini – Tomate/Foorman Solo shows
Giardino Teatro 21.30 Fratelli di Taglia Storie nel cortile: Cappuccetto Rosso
22.45 – 23.45 Altai Khirkhan In concerto
Piazzetta Artemisia 23.30 – 00.30
Arkana Morgana Il rito della Terra
Piazzetta della Vite 21.30 – 22.30 – 23.30
Speedfire Una strega al rogo

Venerdì 20 giugno
Arena spettacoli 21.30 Quetzalcoati Percussioni – 23.00 Circo Xiclo Picante
Piazza Silvani dalle 21.30 Mago Costrini Solo show – Miss Geni Danza del ventre – Judith Lanigan The swan death
Alveo Ventena dalle 22.30 ATR Riccione Genius – Quetzalcoati Percussioni
Corso XX Settembre dalle 21.30 Boris Betzov L’albero degli Elfi – Leighton Stephens The pole show – Tomate/Foorman Solo shows
Giardino Teatro 21.30 Fratelli di Taglia Storie nel cortile: Cappuccetto Rosso – 22.45 – 23.45 Altai Khirkhan In concerto
Piazzetta Artemisia 23.30 – 00.30 Arkana Morgana Il rito della Terra
Piazzetta della Vite 21.30 – 22.30 Speedfire Una strega al rogo
23.30 – Miss Geni Danza del ventre

Sabato 21 giugno
Arena spettacoli 21.30 Quetzalcoati Percussioni 23.00 Circo Xiclo Picante
Piazza Silvani Dalle 21.30 Tomate Solo show – Miss Geni Danza del ventre – Judith Lanigan The swan death
Alveo Ventena Dalle 22.30 ATR Riccione Genius – Quetzalcoati Percussioni
Corso XX Settembre Dalle 21.30 Boris Betzov L’albero degli Elfi – Leighton Stephens The pole show – Mago Costrini/Foorman Solo shows
Giardino Teatro 21.30 – Fratelli di Taglia Storie nel cortile: Cappuccetto Rosso – 22.45 – 23.45 Altai Khirkhan In concerto
Piazzetta Artemisia 23.30 – 00.30 Arkana Morgana Il rito della Terra
Piazzetta della Vite 21.30 – 22.30 Speedfire Una strega al rogo 23.30 – Miss Geni Danza del ventre

Domenica 22 giugno
Arena spettacoli 21.30 Quetzalcoati Percussioni – 23.00 Circo Xiclo Picante
Piazza Silvani dalle 21.30 Foorman Solo show – Miss Geni Danza del ventre – Judith Lanigan The swan death
Alveo Ventena dalle 22.30 ATR Riccione Genius – Quetzalcoati Percussioni
Corso XX Settembre dalle 21.30 Boris Betzov L’albero degli Elfi – Leighton Stephens The pole show – Mago Costrini/Tomate Solo shows
Giardino Teatro 21.30 Fratelli di Taglia Storie nel cortile: Cappuccetto Rosso – 22.45
23.45 Altai Khirkhan In concerto
Piazzetta Artemisia 23.30 – 00.30 Arkana Morgana Il rito della Terra
Piazzetta della Vite 21.30 22.30 Speedfire Una strega al rogo – 23.30 Miss Geni Danza del ventre

Lunedì 23 giugno
Arena spettacoli 21.30 Teatro Glimt La cena – 23.00 Circo Xiclo Picante
Piazza Silvani dalle 21.30 Quetzalcoati Percussioni – Miss Geni Danza del ventre – Judith Lanigan The swan death
Alveo Ventena dalle 23.30 THE FINAL SHOW
Corso XX Settembre dalle 21.30 Boris Betzov L’albero degli Elfi – Leighton Stephens The pole show – Mago Costrini/Fooman Solo shows
Giardino Teatro 21.30 Fratelli di Taglia Storie nel cortile: Cappuccetto Rosso – 22.45
23.45 Altai Khirkhan In concerto
Piazzetta Artemisia 23.30 – 00.30 Arkana Morgana Il rito della Terra
Piazzetta della Vite 21.30 – 22.30 Speedfire Una strega al rogo




Garattoni, orto botanico mondiale

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Ricavato attorno all’abitazione (anche questa da raccontare), ci sono centinaia di specie: tra cui 8 varietà di ortensie. Nergli anni ha regalato molte piantine agli amici. Cura anche un orto

Un orto botanico di livello mondiale si trova a Morciano in via degli Ulivi (termine per via della nobile piante che ombreggia il marciapiede). E’ il frutto di 30 anni di passione di Mario Garattoni, che ha nella musica classica l’altro suo grande hobby.
L’orto botanico il morcianese lo ha costruito attorno all’abitazione; anzi per certi versi è la prosecuzione della casa, progettata da Matteini, allora giovane architetto che sarebbe diventato famoso.
I fiori all’occhiello di Garattoni sono di certo 8 varietà di ortensie; tra cui l’ortensia quercifoglia: fiori bianchi e foglie che diventano rosse. Poi c’è un corbezzolo alto almeno 5 metri che a novembre, quando la natura tende a riposarsi, mostra tutta la propria bellezza con fiori bianchi e frutti. Di fronte al corbezzolo, attaccato al muro, un’altra pianta romagnola cara alla cascina (era usanza metterla giù tra la casa e la concimaia), il melograno: gigantesco ed affascinante.
Tra le curiosità c’è il philadelfia. Bianco, profumo d’arancio, il fiore veniva usato dalle spose romagnole come surrogato del più prezioso fiore d’arancio. Naturalmente il suo splendore è in maggio.
Alla rinfusa cosa si trova da Garattoni: meli da fiori, un melo con sopra tre varietà di mele (varietà che si sono autoinnestate negli anni), viburno, aceri giapponesi, azalee, gardenie, agrifoglio, abutilon, amarena, magnolia che perde le foglie (detta anche albero dei tulipani), nerina (arbusto), aucupa japonica, amelanchier (dai fiori bianchi in grado di sopportare il freddo), le felci (le fa seccare e le utilizza per concimare le piante acide, come gardenie, azalee, gerani), fursitia, wagelia (arbusto dai fiori rosa), spiree, melograno nano, sphora (con al quale ha fatto un gazebo naturale, lo spino (pianta invernale che dà da mangiare e agli uccelli in caso di neve), camelie, nespoli, ninfee…
Garattoni trascorre almeno 3 ore al giorno nel suo orto botanico. Oltre alle piante ed ai fiori cura un orto con attenzione maniacale. Dice: “uso pochissimi concimi. Il potato lo metto sotto le piante; col tempo diventa concime e lo utilizzo, naturalmente”.
La sua presenza ha inciso nel paesaggio morcianese. E’ stato Garattoni a suggerire la piantumazione in via degli Ulivi, via Boccioni, via Forlani. Ma la cosa di cui va più fiero è del Parco Avis, ingresso di Morciano, da San Giovanni in Marignano. Nel ’99 furono piantati 56 tigli, in onore dei bambini morcianesi nati. Anche nel suo giardino svettano due piante che sfideranno i secoli: sono state piantate alla nascita dei due nipotini.




Rifondazione – Micucci, è scontro!

di Ecci

– Giona Di Giacomi e il suo partito, Rifondazione comunista, sono in aperto scontro col sindaco Gian Franco Micucci. Il secondo accusa il primo di essere “scorretto” e “inaffidabile”. Di Giacomi accusa Micucci di fare operazioni “con passaggi oscuri” e di essere portatore di una linea di destra. Sullo sfondo la fibrillazione nei Ds e le alleanze per le prossime elezioni comunali.
In queste ultime settimane abbiamo assistito ad un innalzamento dello scontro politico tra Rifondazione e Micucci. Quali sono le cause? Lo chiediamo a Giona Di Giacomi, segretario di Rifondazione.
“Tutto ha avuto origine da due operazioni che noi riteniamo poco chiare: la donazione della Mercedes e il Bus Terminal. La conferma ci è stata fornita dalle ricadute che ci sono state all’interno dei Ds di Cattolica. E’ dovuto intervenire il segretario provinciale per tentare di sedare gli animi”.
Partiamo dalla donazione della Mercedes. Micucci l’accusa di aver agito in modo scorretto.
“Innanzitutto voglio precisare che Micucci mi mostrò la lettera con il nome del benefattore della Mercedes, non per farmi un piacere personale, ma perché obbligato dalla legge. Infatti, avevo presentato, in qualità di consigliere comunale, richiesta scritta di una copia del documento, come prescrive la normativa. Il mio errore è stato quello di accettare di visionare la lettera nello studio di Micucci, invece di impuntarmi e di esigerne una copia. Mi ero poi riservato di valutare, alla luce delle nuove rivelazioni, l’intera operazione e poi decidere se rendere pubblico il nome del “benefattore”. In realtà, in questi mesi, i dubbi sulla donazione si sono accresciuti, poi, parlando con alcune persone, mi sono reso conto di essere caduto in una trappola: il mio silenzio conferiva una legittimazione politica all’intera operazione Mercedes. Se fossi stato veramente scorretto avrei potuto rivelare subito il nome, senza attendere tanti mesi. In realtà mi sono dimostrato un ingenuo, mi sono fidato delle rassicurazioni di Micucci”.
Ma cosa c’è che non la convince nell’operazione Mercedes?
In realtà tutta l’operazione presenta un vizio di forma: è giustificabile che un imprenditore riccionese possa tirare fuori 125 milioni di vecchie lire solo per lo sfizio personale di vedere il sindaco di un’altra città girare con una Mercedes? Esistono altri casi simili in Italia? Di solito i benefattori donano ambulanze, apparecchiature mediche, edifici, elargizioni delle quali possano usufruire tutti i cittadini. La Mercedes rappresenta invece una donazione ad un ente pubblico, ma con un utilizzo personale: il sindaco”.
Passiamo al progetto del Bus Terminal. Quali sono le vostre critiche?
“L’operazione Bus Terminal presenta numerosi passaggi oscuri. Le deliberazioni del Consiglio comunale e della giunta sono state stravolte dagli accordi presi tra il rappresentante dell’amministrazione comunale e la società che dovrà realizzare il Bus Terminal e gestire i parcheggi cittadini. Con questo tipo di accordi le scelte urbanistiche di Cattolica, per i prossimi 30 anni, saranno pesantemente condizionate dagli interessi di una impresa privata. Prevediamo ripercussioni negative sia per i cittadini, sia per il futuro dei conti pubblici”.
Il segretario provinciale dei DS vi ha rimproverato di fare una opposizione che vi potrebbe precludere futuri accordi elettorali per le amministrative del prossimo anno.
“Il problema di un accordo elettorale con i Ds non è così semplice. Il vero nodo della questione è: entrare in giunta per fare che cosa? Ci dicono: per spostare a sinistra l’asse politico dell’amministrazione. Noi ci chiediamo: c’è la volontà politica di risolvere il drammatico problema della casa, degli spazi sociali, assenti nella nostra città, di potenziare l’assistenza sociale e l’istruzione pubblica? Più di una volta abbiamo sollevato il problema del licenziamento dei lavoratori dell’ospedale. Che cosa è stato fatto? In questi giorni abbiamo appreso che sono stati licenziati tutti. Su questi temi vogliamo delle risposte chiare. Noi e i DS abbiamo concezioni diverse del fare politica. Rifondazione Comunista, a Cattolica, è un partito la cui principale risorsa sono i suoi giovani che lavorano con entusiasmo nel sociale, tra la gente. Nessuno di noi sta studiando da assessore”.
Cosa pensate di fare nelle prossime settimane?
Sulle questioni che abbiamo sollevato andremo fino in fondo. Siamo l’unico partito che non ha posti da difendere, abbiamo le mani pulite e quindi non siamo ricattabili; inoltre, da più di un decennio ci battiamo per un obbiettivo chiaro a tutti: far cadere Micucci e sconfiggere la sua politica”.




Centrale elettrica Raibano: un coro di no

di Lorenzo Silvagni

– Tutti uniti a Riccione contro la centrale termoelettrica di 230 megawat prevista da Hera spa, la nuova società bolognese-romagnola per la gestione dei servizi ex municipalizzati, e che alla Provincia non dispiace.
Dai Ds a Forza Italia passando per Verdi e Alleanza Nazionale, e oltrepassando i confini riccionesi, la centrale non è vista di buon occhio. Anzi, il segretario dei Ds Fabio Galli, ha detto che il no del suo partito e della giunta non è una supplica, ma un no categorico.
E anche Forza Italia e Alleanza Nazionale non sono da meno. Franca Mulazzani (FI), parla dei problemi legati all’inquinamento e al polo produttivo che nascerà sempre nell’area di Raibano a breve.
Problemi di viabilità ed inquinamento a cui si aggiunge l’incognita della costruzione della quarta linea dell’inceneritore. Per Forza Italia, se questo vuol dire sostituire gli altri se ne può parlare, se è puro ampliamento no.
Lo stesso coordinatore provinciale degli Azzurri, Giuliano Giulianini, va giù duro, soprattutto per la mancanza di una politica di coordinamento.
“Dobbiamo partire da un dato – dice Giulianini – che indica che la nostra provincia non è autosufficiente nei consumi di energia. Quindi io posso affermare che la centrale possa anche servire da questo punto di vista, per non essere costretti ad importare energia da altri.
Detto questo, manca anche uno studio serio e approfondito su fonti di energia alternative, come l’energia eolica o solare. Ci sono esempi di paesi che sfruttano quell’energia, da noi nemmeno si hanno dei dati su cui ragionare. Inoltre dalla Provincia non viene quella politica di coordinamento che le spetta. Mi sembra che ci sia molto timore in questo negli amministratori provinciali.
Se poi si individua un’area diversa e più consona al progetto e questo comporterà costi aggiuntivi, credo che sia possibile anche farli pagare agli utenti, se poi questo vuol dire miglior qualità ambientale ed anche sanitaria”.
Ma contro questa scelta di Hera, si scagliano anche i Verdi, che ricordano anche come due anni fa i consiglieri comunali votarono a scatola chiusa il piano industriale di Amia, che prevedeva la costruzione di entrambi gli impianti nella zona di Raibano. Ora è tardi, dicono in pratica i Verdi, tesi che anche Filippo Airaudo (AN) sostiene.
Sulla centrale arriva anche il no di Confesercenti e di altre categorie economiche, di Progetto Città, del Prc e dei Comunisti Italiani.
Il no fermo alla centrale, che ha unito tutti i capigruppo riccionesi in Consiglio comunale, non si riflette sulla quarta linea dell’inceneritore.
Qui infatti, i Ds sono più possibilisti, fermo restando che deve trattarsi di miglioramento degli impianti esistenti e non di un ampliamento. Il rischio è che Riccione possa trovarsi l’inceneritore della Romagna a due passi dal mare, vicino ad una zona industriale che si va ad espandere, e in un’area che interessa da vicino il comune di Coriano, che da parte sua non è stato spettatore della faccenda, ma esprimendo la propria contrarietà totale alla centrale termoelettrica.
Anche il Consiglio comunale ha votato un ordine del giorno per impedire la costruzione della centrale e cercare soluzioni alternative.
Alla fine Forza Italia non ha votato il documento e si è tirata addosso le critiche per aver “tradito” la città di Riccione. Il partito degli azzurri ha però ribadito che la centrale è necessaria per risolvere il problema dell’autosufficienza energetica.
Il dubbio sulla quarta linea dell’inceneritore poi, potrebbe venire risolto da Roma: il sottosegretario Berselli ha annunciato che una decisione del genere potrebbe rientrare nelle competenze del ministero dell’Ambiente (guidato da Alemanno, collega di partito di Berselli) che quindi toglierebbe Riccione e Coriano da una posizione di minoranza rispetto Provincia ed altre amministrazioni locali riminesi.




Arpesella: ‘Mi ribello alla vecchiaia’

di Claudio Saponi

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Pietro Arpesella, figura storica e nobile della storia del turismo della nostra riviera, ha deciso di staccare la spina della propria vita. Lo ha deciso il 24 maggio all’età di 95 anni. Una scelta sua, perentoria, schietta (come tutte quelle che hanno caratterizzato la sua esistenza), con un colpo di pistola al cuore… volendo, così, farsi trovare vivo al cospetto della “signora con la falce”.
Una delle testimonianze più complete e suggestive di Pietro Arpesella la si ritrova nel libro-intervista “Diario di bordo” fatta da Giuseppe Chicchi (ex sindaco di Rimini e oggi presidente Apt regionale) nel 2000 (Pietroneno Capitani Editore – presentazione di Sergio Zavoli). Un libro che invitiamo alla lettura.
Arpesella parla dello sviluppo turistico della Riviera e della sua creatura, il Grand Hotel, che ha gestito e avuto in proprietà per 35 anni: “Il Grand Hotel. L’astronave bianca”. Poi “La guerra”: il suo ruolo nell’Aviazione e poi nelle file della Resistenza. Poi ancora “L’America”: lui, ragazzino, emigrato clandestinamente negli Stati Uniti. Infine “Mi ribello alla vecchiaia”: una coraggiosa analisi della propria esistenza arrivata a 92 anni e l’approccio con la morte.
Arpesella, schietto e provocatorio dice sul nostro turismo: “Io penso che il 30-40% degli alberghi esistenti a Rimini dovrebbe essere demolito. Naturalmente ciò comporta processi di trasformazione lenti, ma dobbiamo dirci con chiarezza che 1.350 alberghi a Rimini, con una dimensione media in posti letto di non più di 40 camere per albergo che farebbe sorridere qualunque tour-operator d’Europa, rappresenta un punto di debolezza, non un punto di forza”.
Domanda Chicchi: il Grand Hotel cosa può insegnare per il futuro del turismo riminese?
“Quasi tutto – risponde Arpesella -. Non è un problema di stelle, è un problema di qualità dentro ciascun campo d’azione… la ricerca della qualità, l’atteggiamento mentale dell’albergatore, la ricerca di segmenti di mercato e di prodotti nuovi”.
Pietro Arpesella, figlio di Guido, caporeparto navale, socialista turatiano, antifascista, esiliato in Argentina, non poteva che fare propri i valori e i principi solidi trasmessi dal padre. “Il fascismo – dice – fu un tentativo fallimentare e disastroso dell’Italia di uscire dai confini dell’Italietta. Questo fallimento costò la perdita della democrazia ma soprattutto costò il prezzo enorme della guerra e della morte di milioni di italiani. … La Resistenza salvò la dignità dell’Italia e fu importante per gli anni della ricostruzione perché aiutò a far nascere un sistema di regole condivise (la Costituzione Italiana) e aiutò a farle rispettare dagli alleati vittoriosi”.
Nell’ultima parte del libro Chicchi chiede della sua grande vitalità, della sua esistenza avventurosa, ma che si avvicina a fare i conti con la morte. Qui viene fuori tutto la forza, la lucidità del personaggio Arpesella. “Sarei un pazzo se dicessi che la morte possiamo controllarla. Essa verrà per ognuno di noi e dovremo accettarla. Io mi ribello all’idea della morte, al fatto che essa possa condizionare la mia vita, che debba confinarmi in un atteggiamento di attesa. Magari seduto davanti al fuoco con una coperta sulle ginocchia ad aspettare il grande momento del trapasso. Non posso impedire alla morte di prendermi quando verrà quel momento, ma posso impedire alla morte di possedere il mio essere, di paralizzarmi finché sono vivo.
…Esiste una vecchiaia fisiologica che è storicamente relativa, che slitta in avanti con il miglioramento delle condizioni di vita. Poi esiste una vecchiaia ‘mentale’, culturale, prodotta dalla società e dalla Chiesa, a cui molti cedono per debolezza, per insicurezza.
Mi rendo conto che sono pochi gli anziani che rifiutano il loro ruolo; i più accettano supinamente la protezione della società in cambio del silenzio, della ghettizzazione. A questa subalternità io mi ribello, perchè toglie una parte importante della vita; quelli sono diventati vecchi non perchè il loro corpo non possa funzionare, ma perché la società ha deciso così. Qui si compie un altro errore grave, perché la felicità degli anziani darà risultati sociali straordinari, sarà un beneficio per tutti”.




Valmarano Bike, la forza dell’organizzazione

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Foto di gruppo delle Saline, l’organnizzazione

Lo scorso 25 aprile hanno portato 600 ciclisti all’ottava edizione della Valmarano Bike. Spettacolare, come sempre, il percorso di gara, veloce con un ottimo fondo con continui saliscendi tipici delle colline dell’entroterra.
Ha vinto uno straniero, ed è stata la prima volta. Con un gran finale il russo Serghej Mikhailovski si è aggiudicato la corsa
L’atleta della Durantini si è presentato al traguardo con una manciata di secondi sul casentino Maurizio Angelici. Tanta sfortuna invece per l’autraliano della Mapei 3G Taberlay, terzo, appiedato da una foratura al 17 km. (a metà percorso) quando era solo al comando con 3 minuti di vantaggio sui due inseguitori. Purtroppo la foratura gli ha fatto perdere tutto il vantaggio. Quarto con un ottima prestazione Michele Ghiselli, consocio del vincitore, e quinto il il quarantenne modenese, olimpionico di Los Angeles, ClaudioVandelli.
Solo decimo il primo dei romagnoli in gara, il faentino Denis Coverini, della Staff Bike.
Tra le donne netta vittoria della Veneta Monica Squarcina della Bike Benati, già azzurra, sulla bolognese Andreani.
Cinque romagnole si son piazzate al 4^, 6^,7^,8^ e 10^ posto: sono Roberta Bandini (atletica Faenza), Donatella Cortini (Cà Bionda), Paola Rossi (Asse Team), Licia Fariselli (Surfing Shop), Nicole Lasagna (Atletica Faenza).