Quel fenomeno del rosmarino

– Rosmarino: talento aromatico di prim’ordine e magnifica pianta da giardino: bella ed austera. Un’antica credenza tramanda che i suoi profumi farebbero acquisire forza alla memoria.
La pianta si adatta bene a qualsiasi posto. Averla in giardino è molto facile. Per talea si riproduce con facilità. Insomma, è molto amica dell’uomo e di se stessa. Dunque, si taglia un ramoscello di una ventina di centimetri da una pianta adulta. Alla base, per circa 5 centimetri, si tagliano le foglioline con le forbici. Si taglia anche la punta di altri 5 centimetri. Si piantano nel luogo desiderato ad una distanza di una ventina di centimetri. Nella sua vita richiede pochissimo lavoro, niente potatura e niente acqua. Ed i suoi fiori azzurri sono invernali. Se ce ne fosse una ogni giardino.




Libri scolastici: la Storia non è un’opinione

di come essa viva del libero, perenne confronto tra interpretazioni diverse. Già l’altro giorno il senatore Fisichella di An, che queste cose sa bene, aveva deriso i suoi colleghi di maggioranza, facendo loro presente che stavano sottovalutando le dimissioni dei Rettori perché privi, i senatori della Casa delle Libertà, di dimestichezza con l’Università. Per fortuna, il governo ha dichiarato irricevibile quella proposta. Stranamente, però, questa risposta è stata data da Giovanardi, che non è ministro dell’Istruzione. Giovanardi appartiene all’Udc, il cui segretario Follini, persona colta e intelligente, ha definito quella proposta «una baggianata sesquipedale». Del resto si sa che la proposta è targata Forza Italia, partito sedicente liberale (!), ma per la sua stessa natura padronale caratterizzato da una logica autoritaria.
I membri “finiani” della competente Commissione hanno fatto molto male a votare la risoluzione, perché essi non hanno alcun interesse a riesumare il ricordo del famigerato Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) di mussoliniana memoria. O hanno già dimenticato di aver votato a Fiuggi, il 28 gennaio 1995, la tesi secondo cui «l’antifascismo fu il momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcati»?
Sedicenti intellettuali del centro-destra hanno cercato di mettere, sopra l’aberrante risoluzione, una pezza che, provenendo da persone che si piccano di filosofia della storia, è stata peggio del buco. Essi, infatti, hanno ostentato in televisione il loro stupore dinanzi alle critiche piovute sulla proposta, perché, secondo loro, sarebbe compito della storia raccontare i fatti per quel che sono stati.
Ora, a parte il fatto che esistono nella storia moderna milioni di fatti che costringono a una scelta, all’Università si insegna, sia dagli storici liberali sia dagli storici di tutte le altre tendenze, che compito dello storico è quello non già di raccontare, bensì di individuare i problemi storici e di avanzare delle ipotesi interpretative mediante il giudizio.
Lo storico giudica, in piena libertà, e si assoggetta alla critica di chi offre interpretazioni più convincenti della sua. Per questo la storia si riscrive sempre. Si mettano perciò a scrivere essi stessi, a gareggiare, codesti falsi maestri che, non avendo però voglia alcuna di sgobbare sui libri, preferiscono la scorciatoia del controllo ministeriale. Povera Italia, come stai cadendo in basso!
Quanto ai nuovi democristiani dell’Udc, non si può non chiedere loro fino a quando riusciranno a resistere sulle loro lodevoli posizioni moderate circa i libri di storia, la Rai, la catastrofica devolution, il mostruoso presidenzialismo inteso a defenestrare Ciampi. Cosa faranno se e quando il padrone farà la voce grossa?
*Già professore di Storia contemporanea
all’Università di Ferrara




‘Morciano è Morciano, non c’è niente da fare’

– “Morciano è Morciano non c’è niente da fare”. E’ la frase che meglio riesce a sintetizzare la serata festaiola dei neo-cinquantenni tenutasi al ristorante “Locanda della Luna” di Riccione (guarda caso gestito da un morcianese) lo scorso 6 dicembre. Questa era soprattutto sulla bocca della quindicina della partita che non abitano più nella capitale della Valconca.
All’appuntamento con i ricordi e la candele da spegnere c’erano una quarantina di amici. Ed un gruppetto, tutti “forestieri”, Alberto Arcangeli, misanese, Corrado Rossi, riccionese, Flavio Ciuffoli, riminese e Castiglioni, riccionese, sono rimasti fino alle 4 del mattino, tra un bicchiere e l’altro, a ricordare.
A ricordare la Greppa, i bagni nei gorghi della Conca d’estate (il migliore, quello più frequentato era, e forse lo è ancora, all’altezza dell’abbazia), la scuola al tempo delle elementari (chi dalle suorine, con Maria Del Bene sempre sulla bocca e chi alla statale con Civinelli), delle medie con il mitico professor Dionigi, i preti (don Mario Baffoni e soprattutto don Marino, un formidabile raccoglitore di giovani negli anni sessanta). Ed i tornei, con relativi “tradimenti” (il ragazzino di confine che di volta in volta passava con gli altri) tra i quattro rioni: Campone, Piazza, Ville e Vallerina. Non sono mancate gli aneddoti adolescenziali ed i ritratti di famiglia.
Durante la serata non si è parlato né di lavoro, né di affari. Tutti momenti da mandare a memoria. E’ stato proposto di rivedersi tra 10 anni.
Qualcuno ha detto: “Meglio prima, alla nostra età”. In tanti si sono portati dietro le foto di gioventù.




CIVICA UNIVERSITA’

– 11 (ore 16): “Il Piano Marshall e l’Italia” – Relatore: Giuseppe Vanni.
– 25 (ore 16): “Alcune figure di donne malatestiane” – Relatore: Bianca Orlandi.
– 1 febbraio (ore 16): “Il ruolo dell’agricoltura nella provincia di Rimini” – Relatore: Simeone Piccari Ricci.
– 8 febbraio (ore 16): “Quante storie per un gallo! L’animale nell’arte” – Relatore: Guido Ugolini.
Salone Snaporaz, piazza Mercato. Info: 0541-951111




Risorge il Pace, ora si chiama Bar degli Angeli

Domenico Piselli, presidente della Cooperativa Casa del Popolo (proprietaria del locale), intervistato, ci diceva: “Il bar cesserà di esistere al 98%. Ora il Consiglio sta vagliando diverse opzioni per il futuro di quei locali”. Evidentemente c’è stato un ripensamento in questi mesi, e da alcune settimane il bar è stato riaperto.
Nuova gestione e anche nuovo nome: “Bar degli Angeli”. Oggi a gestirlo sono Santina, Stefania, Milena, Mirco e Michele Burani. Sono tutti di origine pesarese ma si propongono di mantenere la tradizione del locale: 3 biliardi per gli amanti del tappeto verde (sono intenzionati a allestire delle formazioni per difendere i colori e gli allori dell’ex Pace), videogiochi, visione delle partite sulle pay-tv e tutto quello che dà vita e riferimento in ogni bar.
Santina, ci dice che cercheranno di attivare le loro conoscenze con i campioni dello sport pesarese, per portarli ogni tanto ad incontrare i loro clienti. In particolar modo Valentino Rossi e i giocatori della Scavolini Basket. Insomma un bar all’insegna dello sport.
Santina inoltre assicura che il bar organizzerà anche altre iniziative certamente sorprendenti.
Qualcuno troverà qualche stranezza nel percorso dal “Cremlino” al “Pace”, per arrivare al “Bar degli Angeli”. Ma anche questo potrebbe essere un segno dei tempi…




Granchi Rimini, cattolichine le cheerleader

Le cheerleaders, sopranominate granchiette perchè accompagnano la squadra di Rimini dei Crabs (granchio in inglese) con musica e balli le partite casalinghe. Il gruppo di 8 ballerine del centro danza Erika Rifelli di Cattolica, in panta Jazz rossi di pallettes e tuta nera con scritta PARADISO accendono il tifo assieme alla curva “ritrovata” (sparita dopo le delusioni dell’anno precedente) del Palazzo dello Sport di Rimini per creare come negli States un clima di allegria..
Sono le novità della stagione appena iniziata: Camilla, Claudia, Laura , Michela, Nora, Olga, Ilaria e Stefania, studentesse in età compresa dai 16 ai 20 anni , da 10 anni allieve della scuola di danza classica di Cattolica . Hanno debuttato al trofeo Gianluca Sberlati e si esibiscono ad inizio partita e durante i time out di tutte le partite casalinghe della VIP Rimini. Le musiche del genere funky e disco sono scelte da Annamaria Capicchioni ed alcuni DJ del Paradiso con coreografie di Erika Rifelli. “Danno vivacità , colore ed atmosfera all’evento sportivo, come succede negli States” spiega la italo americana Annamaria Capicchioni, loro ideatrice e moglie di Luciano Capicchioni. “Il pubblico si deve divertire, prima di tutto con la squadra , ma anche qualche bella ragazza non guasta. Purtroppo ancora il “sound”, non è perfetto – spiega Annamaria – nel palazzatto nuovo in cui andremo a giocare fra poco la musica dovrà essere veramente spettacolare”.
“Ho scelto la scuola di danza Erika Rifelli di Cattolica – continua Annamaria – perchè oltre a conoscerla personalmente, la ritengo una valida professionista. Le ragazze sono tutte studentesse di Cattolica e sono allieve di Erika da quando erano piccole. Sono state accolte subito bene dal pubblico anche se per Rimini è la prima volta che una squadra di basket ha le sue ragazze pom pom. Fare le cheerleaders è senz’altro più facile che la danza vera e propria, tuttavia una buona base si vede sempre e certo non guasta mai”.




Cattolichinate di AnFi

Ho incòntre ma Bigìn, l’era tut arzulìd; (1)
l’altre dè l’era invece tut trògn. (2)
– U si spòsa la Maìn, ma l’ha n fa un gran ciàp, (3)
lu l’è un valà ca vèngh… (4)
– Ciò ardùste! Cus tò su al bròd sla furzèna? (5)
– Us vèd che stal lavòr t’l’è fat d’arbùff… (6)
– Purètt, la j va ancòra d’ardoss. (7)
– An la vègh cèra, u gni la fà a sfanghèla… (8)
– Ardùste fin che la strèda l’è sùta… (9)
– Nu fam arabiè, si no t’ciàp dù tòzie! (10)
– T’zi lèch, t’è fat la muda nova? (11) T’lè arnuvè
pri Nadèl? T’mi pèr casch t’l’armèrie… (12)
– O d’arùgle o d’aruglòn ai l’avìn fàta. (13)
– U m’ha fat stè tut oz in blènza (14) e pu un
s’è vist pri gnìnt cal fà quajòn… (15)
– Quant caplèt t n’è fat? Sta bòna, un strasèn (16)
– Ui dà un culòr va cant va, (17) perchè mò al
ven dala Casa reale. (18) Un s’arcorda più quànd
l’è vnù stè i quagiù, l’aveva li pèzie mal cul (19)
e l’andèva arcoj la lighiera drì marèna… (20)
– L’ha fat ‘na cudga rosa.(21) Ma l’è stè i lè sal su cul.
– Cus t’è fat? T’è n’abre longh… (22)
– Vai a rènta ma quèla, la s’dà un mànghe… (23)
– Stal scaldèn u m’ha arfatt, a s’era tuta zlèda. (24)
– Che frèd! Ho li mèn tut ingranzulìdie. (25)

(1) Pimpante, in forma
(2) Depresso
(3) Non fa una grande conquista
(4) E’ un pigro, scansafatiche
(5) Persona lenta e inconcludente
(6) Fatto svogliatamente, malamente
(7) Gli va tutto storto
(8) Non ce la fa a superare la crisi
(9) Prima che la situazione si complichi
(10) Prendi due scappellotti
(11) Elegante. Vestito nuovo
(12) Armadio. Eleganza esagerata
(13) In un modo o nell’altro
(14) In attesa
(15) Che prende in giro, approfittatore
(16) Grande quantità
(17) Darsi molto peso, pieno di sè
(18) Origini nobili
(19) Pezze nel sedere dei pantaloni
(20) Arbusti e legni spiaggiati
(21) Arrabbiato
(22) Rattristato
(23) Darsi delle arie, boriosa
(24) Raggelata
(25) Indurite dal freddo




Amarcord di Dorigo Vanzolini

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Cattolica 1939 circa. Tavolata presso l’Osteria ‘dalla Gina’. Da sinistra in senso orario: Tito Ferrari, Virgilio Donati (‘Dinèn’), Mario Prioli (‘Matìn’), Angelo Cavallucci (‘Caplèna’), Arturo Marchini, Pompeo Muccini. Peppino Cecchini (‘Cicciacotta’), Ercolani Raffaele, ?, Domenico Imola, Gino Chelotti, Pietro Scarpetta (‘Piròn Scarpetta’), Mario Prioli, Andrea Ciccoletti, Gianni Della Biancia (‘Bagòn’), ?, Michela Santoni (‘Micalèna’). (Archivio Fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica).




Sindaco, sarà la volta di Alfio Gambuti?

Sulla carta parte in pole position. Sarebbe un avvicendamento quasi naturale: Ivonne Crescentini (non più rieleggibile) si presenta per il consiglio provinciale e Gambuti torna a Coriano come sindaco papabile. Il grosso ostacolo è che all’interno dei Ds ha una bella fetta con cui non va d’accordo. Dunque, la sua non sarebbe una candidatura unitaria. Per non spaccare il partito si punta su un altro. Ultimamente le due anime corianesi diessine sono ritornate a dialogare, rafforzando la carta Ganbuti.




Taverna, poveri abetini