Foto, concorso di livello nazionale

– Si chiama “Città Morciano di Romagna”. Negli ambienti degli appassionati della fotografia è considerato uno tra i premi più importanti d’Italia. All’ottava edizione, vanta una giuria di 9 componente di valore assoluto, con dei premi molto importanti (6-7 milioni). Il tema fisso di quest’anno è “Fauna della nostra terra”, mentre quello libero è diviso in due sezioni bianco/nero e colore.
Chi volesse partecipare, dovrebbe presentare le opere entro il 13 febbraio. La mostra si aprirà per la fiera di San Gregorio. Premiazione il 9 marzo. Organizza il Circolo fotografico morcianese, il Comune e la Pro Loco. Racconta Carlo Pari, il presidente: “L’anno scorso ci sono stati 280 partecipanti, con ben 1.800 immagini. Soprattutto molte foto sono state pubblicate sul catalogo della Fiaf, la Federazione, che raccoglie le foto più belle scattate in Italia. Ed è nostra intenzione crescere”.
A Morciano ci sono ben due circoli. Quello che organizza ha 45 soci, 11 dei quali sono iscritti alla Federazione. Il vice di Pari è Eugenio Pandolfi. Il consiglio: Andrea Magnani, Lucia Bachiocchi e Daniele Buscetto.




Foro Boario

BPV, la banca rosa – Sei donne contro tre uomini. Nella filiale di Morciano della Banca Popolare Valconca la presenza femminile è maggioritaria. Le fanciulle sono precise, efficaci e professionali. Visto che si è in banca oramai tutti i giorni per “pagare, pagare, pagare”, il loro sorriso aiuta ad addolcire le tensioni.

Mamme sfrattate – Una quindicina di donne morcianesi, in dolce attesa del pargolo, in via Bucci, in un locale comunale, si incontravano per la cosiddetta ginnastica pre-natale. Il corso era molto frequentato. Solo che dalla sera alla mattina si sono ritrovate senza il locale. Adesso devono andare a Cattolica. Insomma, sembra che qualcuno remi contro il lieto evento. Il marmocchio qualche volta con le grida dà fastidio, meglio frenarne le nascite…




“PresenterĂ² una mia lista”

Tuona: “La sinistra morcianese in questi mesi è stata da zero assoluto. Si sono accartocciati
su se stessi”

– Ex segretario dei Ds, ex vice-sindaco nella scorsa legislatura dal ’95 al ’99 e consigliere comule con un proprio gruppo oggi, “Alternativa democratica”, dopo aver abbandonato i Ds. Ennio Tagliaferri, 48 anni, 2 figli, afferma, sicuro: “Alle prossime elezioni credo che mi presenterò con una mia lista. La gente mi contatta affinché si vada avanti con le cose che io affermo. Spero che ci sia la stessa disponibilità al momento della formazione delle liste. Al momento non faccio nomi”.
Continua: “La sinistra morcianese in questi anni è stata da zero assoluto. Si è accartocciata su se stessa. Non hanno avuto nessun contatto con la gente. E le già precarie condizioni di consenso si sono acuite. Sembra che a Morciano la politica sia solo la Ghigi. I diessini ed anche le altre forze politiche hanno preso posizione solo su questo. Io credo che la sinistra debba dire senza timore, con trasparenza, dove sta. Siamo arrivati al punto che Morciano ha una classe politica che non fa gli interessi di Morciano. Noi avevamo una peculiarità fondamentale, Morciano Città del Commercio, ma scelte inopportune lo stanno affossando. La comunità protesta ma chi amministra è sordo”.
I rapporti coi Ds? “Ho ottimi rapporti solo con Atos Berardi”.
A chi gli chiede se presentarsi solo è un suicidio politico e che si indebolisce la sinistra, afferma: “Sotto l’Ulivo c’è un sommovimento forte, che vuole cambiare e che condivido. Con costoro un accordo è possibile trovarlo. E’ possibile mettersi attorno ad un tavolo e discutere. Ma lasciare il campo a Giorgio Ciotti senza fare opposizione non ci sto. Intendo opposizione seria, che è sempre difficile ed impegnativa. Ciotti nel nome della Ghigi ha tralasciato tutto.
Invece, andava individuato nello sviluppo commerciale il fulcro. La nostra amministrazione aveva lasciato nei cassetti il raddoppio del padiglione fieristico, ma quei soldi sono stati gettati per piazza del Popolo.
Avevamo lasciato Fiera Eventi in settembre, dove in ogni strada c’erano momenti di interessi e di attrazione. Invece, Ciotti ha pensato bene ad una viabilità scompaginata ed assurda.




Della Chiara, signore della maratona

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/immagini/gennaio/foto6.jpg[/img]

– Angelo Della Chiara ha 67 anni e la voglia di correre di un ragazzino appassionato. Per preparare le sue adorate maratone, si allena due volte la settimana la sera dalle 6.30-7 in poi, con qualsiasi tempo e con qualsiasi livello di stanchezza. Dice: “L’importante è trovare la forza per uscire di casa. Una volta fuori, è bellissimo e le energie ritornano come per incanto”. I suoi tragitti sono verso lo stadio, Santa Maria in Pietrafitta, per un totale di 15-20 chilometri, a sera.
Due figli, professione elettricista, marignanese purosangue, come ama sottolineare, con nonni di Tavullia, ha corso una cinquantina di maratone, comprese due a New York, ’94 e ’98. L’ultima, all’Avana, Cuba, lo scorso 17 novembre, non l’ha terminata e la “sconfitta” l’ha contrariato non poco. Racconta: “Le maratone prima che con le gambe si concludono con la testa. Se si ha la convinzione di finirla, è molto difficile deludere. A Cuba mi sono alzato con la svogliatezza, senza sapere il perché, dato che fisicamente stavo benissimo. Forse mi ha vinto una pioggia tropicale”.
Ma a che cosa si pensa quando si corre? “Mi piace osservare il paesaggio e non disdegno neppure qualche battuta con una bella ragazza ai ristori. Invece, quando si va in crisi penso a cose strane”.
Ex ciclista dilettante per 4 anni del glorioso Velo Club Cattolica, Della Chiara ha iniziato per caso nell’85, per seguire il figlio che faceva corsa e per tenersi in forma in vista delle gare di ciclocross. Da qui è nata la passione. Oltre alle maratone ha partecipato ad una serie di gare sulla lunga distanza: Pistoia-Abetone, Passatore (100 km), la 50 Km di Romagna, Porretta Treme-Corno alle Scale (arrivando quinto della sua categoria). Prima dell’incidente del ’98, riusciva a percorrere la maratona sotto le 4 ore; da allora sempre sopra questo tempo-soglia. Il suo sogno è correre una maratona nel deserto.




Pratelli – Angelini, trionfo

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/immagini/gennaio/foto5.jpg[/img]

Le due coppie finaliste

la gara di biliardo a coppie libere organizzata al G.S. Santa Maria nello scorso mese di dicembre. In finale si sono imposti sulla giovane coppia Alex Galli e Massimo Guidi. Quarantotto le coppie partecipanti a questa edizione. Terze le coppie Andruccioli – Sarti e Carloni-Giaperoli. Durante il trofeo è stato ricordato anche Nicola Capellini, giocatore del G.S Santa Maria recentemente scomparso.




Commercio, arrivano quelli di San Giovanni

di Gino Muccioli

– Morciano, Cattolica e Riccione sono avvertite: nel pianeta commercio cerca di farsi avanti anche San Giovanni in Marignano. Altro che antico Granaio dei Malatesta e fabbriche.
Il campanello la neonata associazione dei commercianti, lo ha suonato con forza lo scorso Natale. Dagli associati sono stati raccolti alcune decine di milioni e investiti sul mercato. Per invogliare ad andare a San Giovanni a fare compere è stato messo in palio un viaggio ad Eurodisney (estrazione lo scorso 5 gennaio).
Nella neonata associazione dei commercianti ci sono una trentina di iscritti e costoro sperano che ne possano aderire anche altri.
A far da volano a questa onda commerciale c’è l’amministrazione comunale che da alcuni anni si è impegnata nell’organizzare manifestazioni sul territorio per fungere da richiamo immediato, da una parte e da promozione, dall’altra. L’ultima strada battuta, ad esempio, è ridare nuova linfa a Santa Lucia. Dunque: puntare sulla caratterizzazione, individuando nel torrone l’elemento forte. A San Giovanni, non c’è un mese senza eventi.




Appuntamenti del mese




la Paleda di ‘Barbon’

Manifesti (1) – La classe politica gabiccese è molto educata, infatti per le feste natalizie l’Amministrazione comunale e quasi tutti i partiti hanno affisso manifesti di auguri alla cittadinanza. Qualcuno, però, è rimasto dubbioso: sono le Buone Feste o ci vogliono fare la “festa”?…

Manifesti (2) – Forza Italia ha affisso un manifesto dal titolo: “Il governo Berlusconi con le Marche”. Per i marchigiani si preannuncia un 2003 inquietante…




La piadina ‘galeotta’ conquista il Belgio

di Enzo Cecchini

Lì, a pochi metri, sulla bellissima piazza, si trova un locale con un nome familiare: “La Piada”. Aperto da un anno, è meta e ritrovo per migliaia di belgi, olandesi e anche italiani. E’ frequentato da molti personaggi del mondo dello spettacolo. La grande novità ha fatto colpo sulla stampa locale che ne ha parlato molto bene. E’ stato segnalato da giornalisti, che in incognito, sono andati ad assaggiare gli oltre 40 gusti di piadina, farciti con una grande quantità di prodotti tipici romagnoli: salumi, formaggi, vini, caffetteria, dolci…
Ma chi c’è dietro quell’insegna? Chi troviamo ai fornelli? Un gabiccese, Alessandro Galeazzi, 30 anni, coadiuvato dalla sua ragazza, Myriam De Langh, 37 anni, belga. Tutto è iniziato nell’estate del 2000, come una favola balneare.
Alessandro conosce Myriam al mare a Gabicce. La freccia di Cupido li trafigge inesorabilmente: è amore. Insieme decidono come impostare la loro vita. Lei qua, tra Romagna e Marche e trovare un lavoro, o lui là, in Belgio e inventarsi insieme una nuova vita? Si decide per la seconda strada, anche perchè Myriam ha un’appartamento ad Anversa, dove intanto possono stabilirsi.
Alessandro è un ragazzo pieno di idee e creativo, che, oltre ad avere lavorato come arredatore d’interni con Il Prisma di Rimini, ha alle spalle una lunga attività stagionale: barista, cameriere, bagnino di salvataggio… E una passione in testa, e nel palato: la piadina della mamma.
“Anversa è piena di locali, anche nazionali – dice Alessandro -. Ma si va dal ristorante tradizionale, molto costoso, al fast food a prezzi più contenuti, ma di scarsa qualità e senza caratterizzazione; insomma: solite patatine, panini, hamburger e poco altro. Allora bisognava trovare una soluzione intermedia e il piatto nuovo e vincente. La piadina romagnola è stata l’uovo di Colombo!”.
Alessandro e Myriam hanno arredato il locale come una tipica osteria romagnola, l’hanno caratterizzato al massimo, con mobilio e macchinari acquistati in Italia.
“Non siamo scesi a compromessi, mischiando i sapori forti e semplici dei prodotti mediterranei, con quelli della tradizione nordica, fatta di salsine, maionese e oli dai sapori strani. Questa scelta è stata vincente – ci tiene a precisare Myriam”.
Ma da dove arriva la materia prima? “Ogni mese mio padre Onelio prepara la spedizione di decine di chili di prodotti acquistati tra le Marche e la Romagna precisa Alessandro -. Molti ci chiedono anche altri piatti, come i primi. Ma per il momento non se ne parla, perché si rischia di diventare un ristorante italiano normale, dove la piadina perderebbe il suo ruolo centrale. Il lavoro di Myriam è fondamentale, perchè essendo del luogo diventa la persona di fiducia dei belgi e li avvia amorevolmente alle delizie dei gusti della semplicità della cosiddetta cucina povera romagnola. Il risultato? Escono tutti soddisfatti. Lo testimonia il fatto che in appena un anno di attività abbiamo acquisito un 40-50% di clientela fissa”.




Cartoline di Gabicce nel mondo

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/immagini/gennaio/foto4.jpg[/img]

Gabicce Mare 1948-’49. L’edicola di Renato Buosi in via C. Battisti. Da sinistra: Renato Buosi, ?, Alberto Galvani (suocero di Alberto Marchi). Foto Archivio C.C.P. di Cattolica

di Dorigo Vanzolini

“Le cartoline turistiche furono, dalla fine della guerra, le protagoniste della nostra storia locale, seguendo l’onda del boom del turismo balneare. Anche questa volta entrò in ballo la concorrenza fra i negozi ed esercizi commerciali: ricordo le edizioni di Luigi Berti ‘Al Bi’ che racchiudeva nel suo negozio l’attività di tabacchi, osteria, alimentari, e quella di Maria Fronzoni Edizioni.
Mio padre Renato per personalizzare al meglio le sue cartoline, si recava insieme al fotografo vedutista sui luoghi di ripresa ritenuti più suggestivi, per ricreare la luce migliore per realizzarle. Particolare cura era rivolta allo studio della didascalia, anche questa doveva essere la più altisonante, poetica e ricercata possibile. Il suo pensiero durante la giornata era rivolto a questo fine, all’attimo fuggente che veniva catturato con rapidità di lapis su di un foglio di carta, che ora ritrovo ingiallito e che era sempre a sua portata di mano. Lo ricordo con spirito di intraprendenza, acquistare interi lotti di cartoline rimasti in esubero dalla concorrenza.
Ci fu un periodo che gli stessi commercianti locali acquistavano le cartoline direttamente da noi avendo una nutrita fonte di scorte, anche se ogni anno le nostre cartoline (la Renato Buosi Edizioni) venivano rifatte a nuovo. Da diverso tempo questo tipo di cartoline storiche ho smesso di venderle per tenerle a testimonianza e ricordo dell’attività di famiglia. I nostri fornitori erano: Alterocca di Terni, Fotocelere di Torino e in particolare Foto Galvani. Già prima della guerra, Alberto Galvani, fotografo e tipografo di Medicina (BO), aprì a Cattolica un’attività fotografica estiva, la Foto Galvani, appunto.
Passata la guerra, l’attività continuò a Gabicce, condotta dai figli Milka, Dario e Welma e dal futuro genero Alberto Marchi. Dopo un anno (1946) Foto Galvani tornò di nuovo a Cattolica e l’attività estiva divenne annuale. Nacque così nel 1947 Foto Galvani dei fratelli Alberto e Dante Marchi. L’attività fotografica era in gran parte orientata a riprese di vedute e panorami destinati alla produzione di cartoline illustrate. Nella Riviera Adriatica le fotografie del fratelli Marchi si trovavano in vendita ovunque: venivano stampate dalla Rotalfoto di Milano e dalla Bromofoto di Torino su carta fotografica bianco-nero lucida e poi smaltata.
Non esisteva ancora la stampa a colori, che talvolta veniva simulata tingendo le stampe bianco-nero con le aniline. Mio padre Renato Buosi, con la sua edicola fu tra i primi clienti dei fratelli Marchi a Gabicce Mare. A quell’epoca apparvero anche le prime cartoline che raffiguravano alberghi e pensioni. Era la prima forma di pubblicità e di promozione del settore alberghiero. Tutt’ora la mia edicola vende a Gabicce cartoline prodotte dalla ditta Marchi & Marchi. E’ un segno che, anche col passare del tempo, la cartolina illustrata resta un articolo legato al turismo e alla vacanza”.
Sul prossimo numero Glauco Buosi ci racconterà della storia, degli avvenimenti e delle persone che hanno portato Gabicce Mare a diventare una delle perle del turismo internazionale.