Ghigi, dal pubblico miliardi di ‘aiuti’

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Il Consiglio provinciale ha approvato il Pru (Piano di riqualificazione urbana morcianese) tutto imperniato sul recupero della struttura del pastificio Ghigi ed il suo trasferimento a Sant’Andrea in Casale nella seduta dello scorso 23 ottobre. Il Pru è un programma regionale con l’ambizione di “bonificare” i centri urbani e rilanciarli economicamente e socialmente.
E’ stato un Consiglio provinciale caldo, battagliato con la maggioranza che si è spaccata, qualcuno ha votato con qualche dubbio, come Giuliano Novelli (Ds) e Giuseppe Sanchini (Margherita). Adriana Neri, diessina, presidente del Consiglio, ha votato contro. Ha detto: “Il mio è un voto contrario per una serie di motivi. Primo, l’accordo è arrivato in Consiglio provinciale già firmato.
Secondo, noi andiamo ad acquisire uno spazio polivalente che potrebbe essere anche concepibile, mentre non si capisce perché dovremmo acquistare spazio per funzioni pubbliche e magazzino. Terzo, il 15 per cento degli spazi potrebbe cambiare destinazione d’uso; quindi votiamo una cosa ed abbiamo altro.
Capisco però che la partita Ghigi è interessante, però l’atto deliberativo poteva essere presentato meglio: tutti gli acquisti sono motivati genericamente. Noi come Provincia interveniamo con 2 miliardi di lire”.
Giancarlo Rossi, consigliere provinciale di Rifondazione che aveva dato il proprio consenso nella commissione, in Consiglio ha votato contro argomentando. “L’accordo di programma, oltre all’approvazione degli aspetti di carattere tecnico – urbanistico, è sostanzialmente un’operazione di acquisto immobiliare.
La Provincia si impegna a comprare, per 2 miliardi circa, un ufficio, un magazzino ed uno spazio pubblico a proprietà indivisa con il Comune di Morciano.
A cosa servono quegli spazi? A cosa serve il magazzino di 153 metri quadrati, quando a Morciano abbiamo di proprietà una casa cantoniera che ha tutti gli spazi necessari per la manutenzione delle strade?
Cos’altro dobbiamo immagazzinare?
A cosa serve uno spazio per funzioni pubbliche di metri quadrati 109?
Quali sono le funzioni pubbliche che la Provincia vuole decentrare a Morciano?
E ancora, perché acquistiamo una parte di un non ben identificato spazio polivalente?
Per farci cosa?
Nella delibera non vi è nessuna motivazione e noi oggi, con il nostro voto, andiamo ad autorizzare questi acquisti senza sapere il perché e vincoliamo il bilancio 2003 che ancora dobbiamo discutere.
Ho il sospetto ‘luciferino’ che dietro l’approvazione dell’accordo di programma, vi sia in realtà da parte della giunta l’intenzione di essere autorizzata ad un’operazione immobiliare di dubbia utilità e di dubbia legittimità”.

[b]I NUMERI[/b]

Il pubblico acquista sale e spazi vari per oltre 10 miliardi di lire

Con il Pru (Piano riqualificazione urbana) il pubblico, Comune, Provincia e Regione, andranno ad acquistare spazi nel recuperato stabilimento per quasi 10,3 miliardi di lire. Andiamo a vedere che cosa andrebbe a comprare il pubblico.
– Spazio polivalente di 2.807 metri quadrati. Costo complessivo: 3,625 milioni di euro.
– Sala convegni-spettacolo di 1.828 metri quadrati per 2,36 milioni di euro.
– Uffici per 1.000 metri quadrati pari a 1,45 milioni di euro.
– Spazio funzioni pubbliche per 109 metri quadrati per 196.960 euro.
– Magazzino di 153 metri quadrati con un costo di 110.620.
Per il pacchetto sala convegni-spettacolo e uffici il Comune di Morciano ha l’opzione di acquisto.

[b]LA RAGIONI DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI RIMINI[/b]

Fabbri: “La Ghigi non è una semplice impresa”

Nando Fabbri, presidente della Provincia di Rimini, grande sostentitore dell’operazione: “La Ghigi non è una semplice impresa, ma è il principale nucleo produttivo della valle del Conca ed ha alle spalle una storia ed una tradizione di lavoro che molte famiglie in questi anni hanno condiviso. Può vantare, inoltre, un marchio riconosciuto in tutto il Centro’Italia che, qualora esaltasse al massimo la qualità e la tipicità del prodotto, potrebbe occupare stabilmente una importante nicchia di mercato. Inoltre non si deve dimenticare che l’intervento sul cosiddetto “castello” è collegato al Pru (Piano di Recupero Urbano) di Morciano, che la stessa Regione ha giudicato di alto profilo dal punto di vista urbanistico, in grado sia di qualificare la città, sia di dare vita ad un centro di servizi e di attività commerciali utile per l’intera vallata. C’è infine un altro aspetto di grande interesse, collegato all’intera operazione, che riguarda l’area industriale di San Clemente. Essa, infatti, potrà decollare in maniera compiuta se si realizzerà il trasferimento in questo nuovo polo produttivo della Ghigi in tutta la sua interezza (impianti, magazzini, pertinenze).
I DS hanno sollevato alcune osservazioni che mi sembrano legittime e che, a quanto mi risulta, sono state in parte accolte dal Consiglio comunale morcianese. Per quanto riguarda la Provincia, essa non può che riferirsi alla volontà dell’amministrazione locale, che si esprime attraverso atti formali. Questo è il terreno sul quale si sviluppa il rapporto fra enti pubblici. Da parte mia ho comunque insistito con il sindaco della città affinché raccogliesse su un progetto di così vasta portata il più ampio consenso della comunità locale e delle sue forze politiche, in primo luogo i DS che hanno sempre dimostrato grande sensibilità e responsabilità di governo.
Su progetti di così grande spessore e complessità è comprensibile che vi possano essere accenti diversi, i quali non contrastano comunque sugli obiettivi di fondo”.

[b] IL COMMENTO[/b]

Troppi aiuti?

La Ghigi con le proprie forze non ce la fa ad investire in un nuovo stabilimento e riposizionarsi sul difficile mercato della pasta. Così il pubblico gli è venuto in aiuto, comprando roba per oltre 10 miliardi di lire. Ed “aiutandola” ad acquisire 7 ettari edificabili a Sant’Andrea in Casale a 20.000 lire il metro quadrato, quando il prezzo di mercato è molto più alto.
Quello che è stato fatto sarebbe sacrosanto se il principio fosse usato per ogni azienda, dalla più piccola alla più grande. Nella Valconca e nel Riminese ci sono fior di aziende impossibilitate ad espandersi perché la terra costa troppo. Dunque nella partita Ghigi il pubblico ha tradito una delle sue caratteristiche fondamentali: l’equità.
Nel Piano di riqualificazione urbana non si capisce come mai è entrata solo al Ghigi e non il teatro Ronci, o le tipiche case morcianesi a due piani ed i rispettivi giardini-orti interni.

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