Famija Ariunesa, 700 soci per la memoria storica

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[b]di Claudio Saponi[/b]

– Settecento soci aiutano a non perdere l’identità con la propria storia. Mentre una decina danno vita alla caterva di attività della Famija Arciunesa, l’associazione che ogni anno organizza una miriade di appuntamenti per divertire ed a specchiarsi nella storia del proprio pasato per comportarsi meglio.
L’ultimo “lavoro” eseguito è la pubblicazione di un libro: “Riccione, origini e sviluppi di un centro balneare”. Scritto nel ’34 da Giuseppe Borghi, è una pietra miliare per conoscere la storia della città.
Il dinamismo di Famija Arciunesa è lungo 12 mesi. Quest’anno ha organizzato 5 gite. Una, alla prima edizione (idea che verrà rinnovata anche nel 2003) è a sorpresa. Quest’anno si è andati a Cupramontana (Marche) dopo aver imboccato l’autostrada verso nord ed aver fatto l’inversione al casello di Rimini.
A febbraio una cena a base di vongole al ristorante “il Ranch”, con a fine serata una gara di dialetto che consisteva nel sapere il significato di parole oramai in disuso. Ricorda Giuseppe Lo Magro: “E’ stata una serata divertente, con un tifo da stadio”.
Intensa l’attività editoriale: 4 numeri l’anno del giornale (più un numero estivo, “Sotto l’ombrellone”, per i turisti), 6 numeri della testata sportiva. Ancora: la pubblicazione di due libri. Quello già detto ed un secondo per Natale: un dizionario dialetto-italiano.
Una delle anime è Giuseppe Lo Magro, il presidente. Non bisogna assolutamente farsi ingannare dal cognome, che rappresenta quella bella mescolanza di uomini. Il babbo è di origine siciliana, arrivato a Riccione dopo pochi mesi dalla nascita. La madre invece appartiene alla famiglia Angelini-Tirincanti: genealogia riccionese doc. E lui Giuseppe Lo Magro nacque 58 anni fa nell’appartmento sopra il negozio “Minerva” della zia Virginia, dove si vendeva di tutto. L’abitazione è in pieno viale Ceccarini, dove oggi c’è il negozio di Oscar.
Da 20 anni nell’associazione, da due presidente, Lo Magro è un vero e proprio fenomeno. Rappresenta quello che tutti noi vorremmo essere: bellezza mediterranea (cioè fisico nordico ma moro), intelligenza, un certo distacco e la battuta sempre pronta. Quando insegnava Tecnica, proponeva agli allievi teatro, fotografia, scacchi (costruzione, storia, gioco). Tra le sue infinite passioni, forse le maggiori sono tre: cucinare (il pesce naturalmente), scrivere poesie e commedie dialettali (una ventina) e partecipare alle gare di nuoto riservate alla sua età (ha vinto moltissimi titoli italiani).

[b]GLI UOMINI[/b]

Lo Magro presidente

Soci fondatori
Alver Colombari, Celestino Giorgio Piccioni, Enrico Baschetti, Sirio Saponi, Mario Raffaeli, Bruno Cecchini, Alberto Faetani, Adriano Ciavatta, Riccardo Angelini, Remo Rastelli, Giacomo Silvagni, Giancarlo Livi, Mario Faetani Renzo Manaresi, Emanuela Morri
Renzo Manaresi
Presidente onorario
Renzo Manaresi
Presidente
Giuseppe Lo Magro
Tesoriere
Antonio Batarra
Consiglieri
Giovanni Olivieri, Paolo Arcangeli, Giovanni
Morganti, Giuseppe Dimilta, Patrizia Mancinelli, Remo Rastelli, Vittorio Guidi, Teresio Spadoni, Francesco Savino, Rosita Nicoletti, Paolo Santovito.
Sindaci revisori
Franco Baratti, Giovanni Colangelo, Rodolfo Giuliodori

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