Adrialegno, l’arte del tetto in legno

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[b]di Francesco Toti[/b]
– Tecnologia? Ufficio tecnico? Partner austriaco per i grandi lavori? No. La chiave di volta è un’altra: gli errori commessi nel passato. Argomenta Maurizio Bernardi, titolare di Adrialegno, l’azienda di Morciano leader nella provincia di Rimini per la costruzione dei tetti in legno, settore da qualche anno a questa parte al centro di un autentico boom: “La nostra forza sono le conoscenze, il know how, che vai ad acquisire anche sbagliando di tuo. E noi veniamo da una storia del tetto di legno iniziata una quindicina d’anni fa in una zona priva di tale cultura. Oltre a questa forza, abbiamo la filiera completa della materia prima: l’approvvigionamento del legno, il suo controllo, la realizzazione”.
Ma andiamola a vedere l’Adrialegno, sita a Morciano di Romagna, iniziando da Maurizio Bernardi.
Quarantaquattro anni, sposato, due figli, è un cattolichino con genitori morcianesi. Se la cava, come dice lui, in tedesco, francese ed inglese. “Le lingue le ho imparate per strada, sul lavoro, grazie anche ad uno zio. Io lavoro molto con la Germania, l’Austria, la Russia, la Scandinavia, l’Africa, l’America, l’Estremo Oriente. Dunque: le lingue diventano uno semplice strumento di lavoro”.
Passione per l’arte, l’architettura ed i viaggi come istruzione, la sua azienda ha 25 anni di vita. Si presenta bene, curando i particolari. Nella hall le piante sono vere e stanno in vasi di coccio (chi commercia legno non ama la plastica); con sul tavolino d’attesa il settimanale americano “Time”, l'”Espresso” e “Panorama”. Alle pareti due stampe di Franco Azzinari che raccontano la natura. Naturalmente il pavimento è di legno.
L’azienda nasce come commercio di legname per l’edilizia e la falegnameria ed ancora oggi ne è il core-business. Oltre che nel Riminese, è molto attiva a Pesaro, Ancona, Bologna, con toccate ad Arezzo e a Perugia. Va direttamente sui mercati ad acquistare. Questo le consente una flessibilità che si può tradurre anche nel fatto che si può cambiare tetto in corsa.
Il tetto in legno è stata una conseguenza naturale. Bernardi: “Noi siamo stati tra i primi a partire nella nostra provincia. Ma fino a 2-3 anni fa la sua quota di mercato era piccola. Ora siamo arrivati tra il 20 ed il 30 per cento. Tre almeno le ragioni del successo: è il prodotto ecologico per eccellenza, a conti fatti si risparmia ed è anche piacevole alla vista”.
Continua Bernardi: “Il boom, come avviene in qualunque altro settore, ha richiamato molte imprese, non proprio preprate. Queste, poiché è difficile distinguere, hanno impoverito i materiali e montato con pressappochismo”.
Uno dei primi lavori realizzati nella provincia di Rimini, ed eseguito da Adrialegno, è stato l’ex lavatoio a Cattolica (oggi sala cinematografica). Bernardi: “Invece, uno tra i nostri più belli è stato realizzato a Numana (Ancona). E’ un’esecuzione molto articolata che va ad unire la precisione dell’artigianato e le soluzioni della tecnica”.
L’Adrialegno copre sia le fasce di mercato legate alle civili abitazioni, sia le grandi strutture (capannoni e palazzi dello sport, ad esempio). Per quest’ultime si avvale della collaborazione di un’importante azienda austriaca, con un supporto produttivo e tecnologico di prim’ordine. I suoi collaboratori hanno appena trascorso una settimana di training in Austria.
Nella crescita continua Adrialegno ha problemi di spazi, come molte aziende. Primo passo nel futuro: un centro di taglio a controllo numerico.

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