Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali

[b]Organizza la Pro Loco ed il Comune di Coriano. E’ la riscoperta di: olive nostrane, olio extravergine, tartufo, funghi, vino nuovo, miele e derivati, formaggio di Fossa, prodotti naturali e macrobiotici, frutta, piante e fiori.
In rassegna anche artigianato: vimini, ferro battuto, terra cotta, rame, legno. E ancora: attrezzatura da giardino e per lo sport[/b]
– Puntuale come nelle passate edizioni, anche quest’anno è in arrivo la tradizionale fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali, che si svolgerà sempre a Coriano di Rimini nelle domeniche 17 e 24 novembre, organizzata dalla Pro-loco e dal comune di Coriano.
Ancora una volta sarà riproposto agli amanti dell’autunno, un paese ricco di profumi e di prodotti accuratamente selezionati, quali: olive nostrane, olio extravergine di oliva, tartufo, funghi, vino nuovo, miele e derivati, formaggi di fossa, prodotti naturali e macrobiotici, frutta, piante e fiori, artigianato del vimini, del ferro battuto, della terra cotta, del rame, del legno, attrezzatura da artigianato e per lo sport.
Diverse saranno anche le iniziative collaterali: mostre fotografiche sulla civiltà contadina romagnola, mostra dei vini ed esposizioni di attrezzature agricole, rievocazione degli antichi mestieri romagnoli, convegni e dibattiti sulle problematiche olearie.
Il territorio corianese è uno dei più consistenti produttori di olive, e nel suo territorio sono in funzione quattro frantoi, di cui alcuni di antica origine; altri frantoi si trovano nelle sue vicinanze, tutti visitabili: una vera occasione per conoscere il procedimento che porta sulle nostre tavole il prezioso e gustoso olio extravergine di oliva.
Non mancheranno i tradizionali stands gastronomici, gestiti dalla Pro loco, nei quali si riproporranno antiche ricette culinarie a base di oliva, alcune delle quali rispolverate per l’occasione. Sarà anche una vera opportunità per degustare i tipici vini romagnoli quali: il Sangiovese, il Trebbiano, l’Albana, il Pagadebit e la Cagnina, questi ultimi difficilmente reperibili altrove.
La fiera sarà allietata da spettacoli di ogni genere: banda musicale, piano bar e canterini romagnoli. I graditi ospiti saranno accolti da immagini raffiguranti i più noti personaggi storici romagnoli nei tipici costumi, tra i quali il Passator cortese. Per i bambini diversi sono gli spettacoli proposti: burattini, trampolieri, clown, mangiafuoco ed un piccolo luna park.
Una vera occasione per visitare la graziosa cittadina di Coriano, con i suoi musei, i resti dei castelli malatestiani, le chiese sparse nell’inalterata e profumata campagna: veri contenitori di capolavori pittorici e scultorei; per la circostanza saranno aperte le botteghe artigianali e ovviamente le invitanti trattorie, ideali per soddisfare i più esigenti palati.
Informazioni si potranno ottenere presso l’ufficio della Pro Loco: tel/fax 0541-656255, www.prolococoriano.it




Coriano, chiuso il contenzioso con S. Patrignano

– Comune di Coriano e comunità di San Patrignano si stringono la mano, dopo un braccio di ferro lungo una decina d’anni. Il centro fondato da Vincenzo Muccioli doveva al Comune gli “oneri di urbanizzazione” per tutto il costruito negli anni.
La Finanziaria 2001 ha messo una pezza, stanziando 5 miliardi di lire a livello nazionale a favore della comunità di recupero. A Coriano sono andati ben 3,3 miliardi. Ha detto il sindaco Ivonne Crescentini: “Siamo soddisfatti per il fatto che il ministro dell’Interno Pisanu abbia mantenuto gli impegni assunti dal governo di centro-sinistra. Questi fondi, già nel bilancio preventivo del 2002, saranno utilizati per la costruzione di opere pubbliche a favore della comunità corianese”.
Nella casse comunali arriverà il primo versamento, circa 2,5 miliardi di lire. Il restante arriverà l’anno prossimo.
Un ruolo importante per chiudere il contenzioso lo ha svolto il parlamentare Sergio Gambini, che presentò un emendamento alla Finanziaria del 2001. L’anno prima si era mossa il sindaco Ivonne Crescentini con una lettera al presidente della regione Emilia Romagna ed al presidente del Consiglio, con la quale si chiedeva di chiudere la partita degli abusi edilizi di San Patrignano. Partita apertasi nel ’94.




“Dormitorio altro che sano sviluppo edilizio”

– “Un dormitorio altro che positivo incremento del numero degli abitanti”. L’accusa contro il sindaco Ruggero Gozzi è di Gilberto Lucchini, riminese arrivato a Montescudo dopo un soggiorno a Coriano, dove è stato anche assessore. Candidato a sindaco per i Comunisti italiani alle ultime comunali tuona: “La nostra è una crescita urbanistica che non mi sfagiola. Si costruisce in modo irrazionale, a macchia di leopardo. Dove delle case coloniche diventano dei condomini. Vi sembra mai possibile. Una casa di campagna dell’800 alta pochi metri è diventata un palazzo. Altro esempio, a Trarivi hanno spianato il Montagnolo per tirar su un condominio. Io chiedo, ma quale miglioramento c’è stato per la cittadina di Montescudo? Il nostro è un semplice dormitorio. C’erano due negozi e continuano ad esserci due negozi. Voglio aggiungere che il mercato immobiliare di Montescudo è nelle mani di pochissime imprese, è possibile? La comunità aveva bisogno di servizi avanzati, di una zona artigianale. Io queste cose le dico in Consiglio comunale, solo che la legge Bassanini ha creato dei podestà più che dei sindaci”.




Una jeep per la dottoressa Pesaresi

– Marilena Pesaresi lavora in un povero ospedale africano dello Zimbabwe da una ventina d’anni. Il suo è un volontariato molto speciale: svolgere la professione in mezzo agli ultimi del mondo.
Riminese, la signora ritorna in Italia un paio di volte l’anno. Steve Baker è un inglese sposato con una signora italiana e con l’abitazione ad Albereto (comune di Montescudo). Il medico ed il commerciante di camion Mercedes, casualmente, qualche anno fa, si incontrano al ristorante “Malatesta”, allora gestito dalla famiglia Cavalli.
Steve Baker e signora sono i motori di una raccolta di aiuti che permette di spedire in Zimbabwe una jeep 4X4 nuova (quella della foto). Ora Marilena Pesaresi avrebbe bisogno anche di un fuori-strada capace di trasportare una decina di persone. Sempre in prima fila nel campo del volontariato, la coppia montescudese è di nuovo all’opera.




An, Di Monte presidente

Trentanove anni, sposato, 3 figli, culturalmente di destra, pugliese di origine, da 12 anni a Coriano, ha iniziato a fare politica 3 anni fa per la prima volta. Allora venne eletto consigliere comunale. Artigiano con un’impresa di 20 persone, la sua grande passione è andare in barca in mare.
La Casa delle Libertà ed An al loro interno sono spaccate, con Angelino Gaia titolare del simbolo. A chi gli chiede come si muoverà dice: “I nostri nodi si stanno sciogliendo.
Entro quest’anno risolveremo tutto. Ne abbiamo parlato ed anche Gaia entrerà nella Casa della Libertà.
Gli uomini della presidenza. Mario Bruscaglia (vice-presidente), Roberto Boldrin e Stefano Del Bianco (consiglieri), Carlo Urbinati (tesoriere).




Del Bianco, luogo speciale

La settimana della sala polivalente infatti è carica di eventi; si comincia il lunedì con il ballo latino dei maestri Claudia e Piero di Torino che istruiranno i loro allievi ai ritmi di salsa, merengue, bachada e altro. Il martedì si balla ancora il liscio coi maestri Claudio e Paola e replica il giovedì. Nei pomeriggi di mercoledì e venerdì ginnastica antalgica, con l’istruttore Fonti Francesco. Per le serate dei prossimi giovedì lezioni di chitarra, basso e solfeggio del maestro Galanti che potrà personalizzare le lezioni per adulti o bambini su corsi ancora in definizione. E poi i sabati e le domeniche danzanti organizzate dal Centro sociale Valconca.




Ds, Villa e Cannini segretari

la difesa intransigente dei principi e dei valori della Costituzione Repubblicana;
ferma opposizione al progetto di governo di smantellare i servizi pubblici fondamentali quali sanità, previdenza, assistenza e istruzione;
sostegno alle lotte per l’ occupazione e la salvaguardia dei diritti e delle tutele dei lavoratori;
attenzione alle iniziative di base promosse per difendere le regole della convivenza civile e democratica;
a livello locale, accentuazione del dibattito interno e con i cittadini; ricerca di convergenze politiche per rafforzare l’ azione di contrasto ai progetti della destra.
Il comitato direttivo inoltre esprime il suo apprezzamento per l’operato della giunta (di cui Massimo Villa fa parte) e del gruppo di maggioranza nel Consiglio comunale ed in queste sedi “è auspicabile che vengano favorite tutte le occasioni di dialogo e di convergenza con i gruppi di minoranza finalizzate al superiore interesse dei cittadini”.
In qualche modo questa elezione crea una discontinuità nella linea del partito: il ruolo di solito riservato a qualche giovane di belle speranze viene ricoperto da due personaggi esperti della politica locale. Liviana Cannini ha ricoperto numerosi ruoli nel partito fin dai tempi del Pci ed è stata sindaco due volte del comune governato da un quasi monocolore diessino; il percorso politico di Massimo Villa è stato più variopinto e una vita da sindacalista bancario ne garantiscono le indubbie capacità; nello scarno comunicato oltre all’enunciazione di principi dal loro punto di vista validi per tutte le stagioni, da sottolineare la ricerca di convergenze politiche, segno evidente che i partiti si stanno movendo per tempo in preparazione delle prossime elezioni.
Claudio Casadei




San Clemente, il 13° apostolo

– Un santo importante. Tanto importante da essere considerato da San Girolomo, uno dei padri della chiesa, come il 13° apostolo. E’ San Clemente, patrono, dell’omonimo paese. Si festeggia il 23 novembre.
San Clemente era romano di nascita ma di famiglia ebrea. Proveniva dalla tribù di Giobbe. La storia racconta che a convertirlo furono i santissimi Pietro e Paolo. E per tutta la vita fu l’assistente premuroso dei due apostoli. Seguì San Paolo a Roma e San Pietro lo nominò vescovo.
Una decina d’anni dopo il martirio di Pietro e Paolo, Clemente venne scelto come il vescovo di Roma (allora, 81 o 91 dopo Cristo ancora non era detto papa). La sua reggenza del soglio pontificio fu contrassegnata da un evento importante: la divisione all’interno della chiesa di Corinto (Grecia). San Clemente inviò due lettere ai Corinzi dove invitava alla riconciliazione ed al reciproco rispetto negli insegnamenti di Cristo.
Sulla sua fine c’è il mistero. Due le tesi: una dice che subì il martirio; l’altra invece racconta che morì sereno sotto l’imperatore Traiano (imperatore col quale Roma raggiunse la massima estensione territoriale). Parte delle sue reliquie sono conservate nella chiesa di San Clemente a Roma.




Ferri, l’arte di trovare i finanziamenti

– E’ il sindaco in carica da più tempo, dal 1989, più di re Micucci, ed è bravissimo nel raccogliere finanziamenti dagli enti superiori, Europa compresa. Parliamo del sindaco di Gemmano, Cesare Ferri, classe 1961, sposato con Cristina con un figlio, Francesco, di 10 anni.
Come riesce a raccogliere tutti quei finanziamenti dagli enti superiori?
“Credo che – dice Ferri – siamo stati bravi dagli anni ’90 a dare una connotazione a Gemmano basata sull’ambiente e sulla natura, che se nel breve periodo non ha avuto effetti come quelli che ha per esempio il mattone, nel medio – lungo periodo sia stata una scelta vincente”. “Abbiamo avuto finanziamenti – prosegue Ferri – dalla Regione, dalla Provincia, dallo Stato ed anche dalla Comunità Europea”.
Quali sono i progetti che sono stati finanziati?
“Innanzi tutto le grotte di Onferno, con tutta la riserva naturalistica intorno e gli interventi legati turismo di tipo ambientale che ne è derivato, come la ristrutturazione di quello che ora è il centro visite, ottenuto grazie al progetto degli Insediamenti Malatestiani, ma anche la foresteria all’interno delle mura di Onferno, ottenuta con i Programmi d’Area di Regione e Provincia, che ci hanno permesso di restaurare anche il Santuario della Madonna di Carbognano, ed infine i finanziamenti europei del progetto Life per le aree Sic (Sito di interesse comunitario) per il potenziamento e l’allargamento della riserva naturalista, ambiente puro e adatto al sostentamento dei chirotteri, i pipistrelli, una colonia tra le più numerose in Italia.
Grazie a questo ogni anno abbiamo circa 15.000 visitatori annuali, che per un paese come il nostro sono tanti.
Solo ambiente quindi?
“Naturalmente no, abbiamo anche aumentato il patrimonio pubblico di Gemmano, con l’ex Chiesa e alcuni edifici del castello di Onferno, funzionali alla riserva, come dicevo prima, ed il Palazzo Pilitteri, nel centro storico di Gemmano, che adibiremo a centro culturale e ricreativo per la collettività.
Abbiamo anche risolto il problema dell’approvigionamento idrico, grazie al rapporto con Ridracoli e Amir, ora a Gemmano l’acqua c’è, mentre solo pochi anni fa vi era scarsità”.
Progetti per il futuro?
“Per Gemmano un filone turistico legato agli eventi della II^ guerra mondiale, quando il nostro comune fu duramente colpita, prendendo spunto dal libro di Amedeo Montemaggi sulla battaglia dei primi di settembre del ’44 (Gemmano, la Cassino dell’Adriatico, 1998).
L’idea è quella di recuperare i percorsi di guerra più significativi, allestire un museo ed organizzare eventi per ricordare sempre ed a tutti, giovani ed anziani, l’importanza di una pace duratura”.




Scarpigno e tarassaco, le erbe classiche della cucina romagnola

– Scarpigno (in dialetto scarpègn) ed il tarassaco (sufiòn o pesalèt) sono le due erbe di campagna classiche della storia dei sapori della Romagna. Se ne fa un largo uso dalla notte dei tempi.
Scarpigno
Viene usato per le insalate rustiche crude. Soprattutto, in Romagna, è lessato e poi saltato in padella, diventando fondamentale per la piadina. I boccioli gialli, sotto sale, possono sostituire i capperi. Gli è sempre stato riconosciuto di favorire la produzione di latte nei bovini. Ha proprietà digestive, colagoghe, depurative, diuretiche, ipoglicemizzanti e lassative.
Tarassaco
La parola è di origine greca e significa turbamento. La credenza popolare afferma che nel Cinquecento strofinandosi con i suoi fiori si carpisse la benevolenza del prossimo. Nel ‘600 le foglie erano portate al collo a mo’ di amuleti. Altra curiosità. Le fanciulle per sapere quanti anni mancassero al matrimonio, contavano i soffi per disperdere il palloncino.
Pianta perenne, cresce dappertutto: incolti, giardini, lungo le strade, sia in campagna, sia in città (insomma: l’inquinamento gli fa un baffo).
In cucina se ne fa un uso del tutto simile allo scarpigno: sia in insalata, sia lesso. E a differenza di molte altre erbe è entrato nella nostra cucina soltanto dal 1400. Le sue proprietà: diuretiche e depurative. Inoltre, è un ottimo coadiuvante nel trattamento della cellulite ed un depurativo nelle diete dimagranti.