Riccione. Libri, Daniela Sapone presenta “In zir per la Romagna” al Bagno 81 il 21 agosto

A chi ama Riccione, i borghi Malatestiani ed i grandi personaggi del Riminese, appuntamento il 21 agosto, ore 21, Bagno 81, per la presentazione del libro di Daniela Sapone “In zir per la Romagna”.  Presenta Alessandro Formilli, la serata è impreziosita da  inserti musicali.




Misano, bagno di folla con i filosofi

Bagno di folla “impressionante” per l’apertura di “Conosci te  stesso”, la rassegna estiva con intellettuali di livello assoluto.  Vito Mancuso, il 21 giugno, ha alzato il sipario.  Ha tenuto una lezione dal titolo: “Diventa ciò che sei”..

Questa sera, 22 giugno, ore 21, sempre nel giardino della biblioteca,  si replica con un cervello d’oro, Quirino Principe: “Ho indagato me stesso”. Si chiude il 23 giugno, setsso luogo, stessa ora,  con lo psichiatra Paolo Crepet: “Il coraggio di essere se stessi”. Insomma, la cultura mette in moto cose meravigliose. Tra le tante, anche il piacere di stare insieme.




Religioni, bella conferenza com Gallizioli-Giorgetti

Sala rossa gremita  per il Tema della serata Le metamorfosi delle religioni nella contemporaneità, una lectio tenuta dal professor Marco Gallizioli , pesarese e docente presso l’Università di Venezia e l’intervento finale e provocatorio del teologo e biblista don Giorgio Giorgetti. L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri Le metamorfosi contemporanee, a cura del giornalista Paolo Montanari e organizzate dall’associazione culturale Pegasus e dall’Assonautica di Pesaro e con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Pesaro, Regione Marche assemblea legislativa, Provincia di Pesaro e Urbino, Università agli studi Carlo Bo di Urbino, Amat, Biblioteca Bobbato, Comune di Mombaroccio e Pro loco di Candelara. Marco Gallizioli ha subito evidenziato due grandi modalità del credere oggi: la fondamentalista e quella soggettivistica.” Per comprendere in che modo oggi si crede,é necessario arrestarsi e cercare di comprendere qual’è l’humus culturale e filosofico entro cui si sviluppano anche i discorsi religiosi . Che cosa percepisce di sé l’uomo contemporaneo occidentale? Per il professor Terrin vi sono due grandi espressioni del filosofo francese Lyotard, che sono capaci di condensare in maniera sorprendentemente efficace i termini di autopercezione, che anche noi dobbiamo assolutamente adoperare per far luce sul nostro percorso ancora in ombra. In primo luogo, “ognuno è rinviato a sè”. La modernità con la sua fede nella ragione, nell’indagine conoscitiva basata sul metodo scientifico, con la sua pretesa illuministica di squarciare le tenebre dell’ignoranza, con le sicurezze delle sue speculazioni di matrice economicistica, ha finito con l’erodere tutte le certezze, i miti fondanti, le identità dell’uomo occidentale. Ciò ha provocato l’abbandono del soggetto alla deriva di se stesso e stordendolo in un individualismo, che è anche narcisismo ed egocentrismo, su cui è fiorita un’ampia letteratura sia nell’ambito sociologico che in quello psicologico e filosofico. La seconda folgorante espressione che Terrin cattura a Lyotard, è “il sé è poca cosa”. L’individuo lasciato a se stesso sperimenta un profondo senso di impotenza, che consiste proprio nel non essere più capace di organizzare grandi significati, nel faticare a orientarsi grazie ad un sistema etico di riferimento, nel non riuscire a riconoscere il valore dell’alterità , sperimentando proprio quello smarrimento che il Minotauro di Durrematt vive. ”

Riprendiamo le due più grandi modalità di credere oggi: il fondamentalismo e il soggettivismo religioso. “Da un lato, ha proseguito Marco Gallizioli, vi è chi va alla ricerca di nuove e incrollabili certezze, guardando indietro e immergendosi nel passato. Cioè il credente oggi cerca di riscrivere un vocabolario minimo del suo credere, ricercando in modo ossessivo le radici del proprio mondo, ossia tuffandosi all’indietro per riemergere dal passato con il salvagente dei fondamenti. La modernità viene negata e l’esperienza di Dio, coincide con una riscoperta del letteralismo interpretativo delle scritture, con l’appiattimento sulla tradizione, sconfessando le provocazioni continue della contemporaneità nella sua proteiformica essenza. Il fondamentalismo viene strumentalizzato, strattonato e tirato in ballo per avallare visioni politiche e ideologiche non in quanto fenomeno autenticamente religioso, bensì in forza della suapotenzialità. Nel mondo globalizzato si è sviluppata un’anima fondamentalista che non coincide con i fondamentalismi religiosi, ma che si impianta e si sviluppa anche sul fusto delle grandi religioni, fra cui il Cristianesimo e l’Islam . Dall’altra parte il soggettivismo religioso, che è una modalità secondo la quale è necessario mettere a frutto la frammentarietà nella quale si vive, intesa come policroma rifrazione di una verità profonda e armonica di un Tutto in relazione, fino ad individuare quel filo rosso che aiuti il soggetto a recuperare il proprio essere frammento di una totalità. ”
Da un punto di vista antropologico l’intervento del professor Gallizioli  ha spaziato fra gli autori e studiosi contemporanei più autorevoli. Partendo da Radcliffe-Brown, che lanciava una grande accusa al mondo delle religioni. “Tutte le società producono ideologie  che sono in funzione del mantenimeto del gruppo sociale stesso- Se tale visione è intollerabile per un credente, è tuttavia altresì importante che ogni credente tenti di confrontarsi con essa, perché indubitabilmente contiene un’intuizione notevole. La religione è anche figlia di un compromesso politico, culturale e dunque tutte le religioni rappresentano una sorta di appropriazione indebita del reale quando tentano di dclinare nel tempo e nello spazio quell’esperienza di assoluto di cui dichiarano di farsi mediatrici. Allora se in parte tutto ciò è vero, tutti abbiamo in noi un quid fondamentalistico che ritiene di poter sbalzare fuori da sé la differenza,l’estraneità. Nella contemporaneità il problema della lettura del mondo si acutizza e si complica, generando un sentimento diffuso di ansietà, smarrimento, paura e tensione. Per un verso il mondo si complica e ci stana dalle nostre abituali sicurezze,destrutturando le ideologie culturali e religiose e dall’altro la frenesia  che sottoponiamo le nostre biografie impedisce di aver tempo di pensare, producendo così un senso di smarrimento generale. Ignoranza come sottolinea Morin, che deriva da un’ottusa cecità della conoscenza, cioè di quell’atteggiamento di chiusura e auto-soluzione che impedisce alle scienze umane di interroegare il proprio tempo.
Allora che fare, si chiede Gallizioli. “Se si vuole invertire questa rovinosa deriva fondamentalistica della cultura e delle religioni, occorre produrre nuovo pensiero in grado di vestire il nostro tempo di idee interpretative nuove. Nel campo delle religioni è necessario che le teologie si aprano al rischio dell’eresia, tornando ad esplorare le zone di confine, per individuare nuovi possibili varchi affinché le religioni possano dialogare senza delegittimarsi vincendevolmente. Bisogna riprendere i fili interrotti delle ricerche di ad esempio, di Dupuis, Pannikar, Bruni. Oggi con papa Francesco vi è questo tentativo di apertura, di uscita della Chiesa, che deve coincidere anche con una nuova pagina teologica nella quale la questione del pluralismo religioso venga messa al centro del sistema. Dobbiamo riscoprirci eretici alle nostre convinzioni più superficiali, quelle dettate dalla paura e dal senso del rischio, per fondare ideali in cui la condivisione e la collaborazione siano i nuovi imperativi. Si tratta di estendere al mondo del sacro quella che, nella vita quotidiana, è esperienza di tutti. Crescere nell’esercizio dell’ascolto, consentendo all’altro di essere se stesso senza saltare a conclusioni frettolose, non significa dimenticare il proprium religioso. A rischio di sconfinare nell’utopia occorre rilevare che l’autentico obiettivo del dialogo interculturale e interreligioso dovrebbe essere quello di favorire una crescita personale, emotiva, culturale e religiosa all’interno del proprio mondo di riferimento, comprendendo che esiste una parte del proprio universo pienamente svelabile solo attraverso l’alterità.”
La religione dell’abbandono e della nudità dei significati.
Il professor Gallizioli, ha di nuovo ripreso il tema di una “sorta di nebbia fondamentalistica che avvolge il mondo religioso contemporaneo. Al di là di questa interpretazione, c’è ne un’altra metaforica, cioé di una religiosità della spoliazione, della decostruzione e del silenzio, ossia di una modalità di esperire il divino che si declina come deriva mistica e apofatica, nuda di parole, ritualità esibite e dogmatismo. Il mondo religioso contemporaneo sembra oscillare proprio fra due sponde linguistiche: tra il linguaggio stentoreo, assertivo,rivendicativo, chiaro e insindacabile di un fondamentalismo più o meno consapevole, ed un linguaggio più sommesso,intimo, intuitivo e sfumato. Allorasiamo ad un bivio: o liberarsi da una religiosità che serve a qualcosa, ad esempio a contenere le paure e le angosce. Oppure vivere in profondità la propria fede che conduce a prendere coscienza di quante volte si usa la religione per nascondere la propria paura della relazione e della sessualità.”
Sulla mancanza di nuove idee teologiche si è soffermato don Giorgio Giorgetti, teologo e biblista dell’Arcidiocesi di Pesaro.”Nella nostra regione le Marche, siamo fermi agli anni ’80, per un confronto serio con quelle poche voci che possono dare nuove interpretazioni della Bibbia e dei Vangeli. Lo stesso cardinale Martini, quando fu invitato in quel periodo dai vescovi marchigiani, riscontrò questa chiusura di pensiero. Oggi mi pongo questo interrogativo : è più importante per il sacerdote per la chiesa andare incontro ai giovani, ai trentenni, quarantenni fino a 60 anni, sentire le loro esigenze e dialogare fra loro, o difendersi con una cultura religiosa tradizionale e conservatrice?”
Paolo Montanari



Fare ricerca sul turismo tra accademia e storie di vita

Il Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna Campus di Rimini (CAST) organizza per venerdì prossimo 30 settembre (19–20.30 Palazzo Ruffi-Briolini, Corso d’Augusto 237– Rimini Aula 4 – per info 3245809189)  in occasione della Notte Europea dei Ricercatori 2016,  un incontro informale sullo stile del workshop ascoltando le storie di vita dei ricercatori membri del Centro di Studi Avanzati sul Turismo. Cosa significa fare ricerca sul turismo tra accademia e storie di vita? Il turismo è un settore inter- e multidisciplinare. È possibile osservarlo attraverso numerosi saperi e diverse metodologie. Quanti percorsi di ricerca sono possibili? Come si diventa esperti di turismo? Durante questo evento sarà possibile ascoltare le storie di vita di una serie di ricercatori che collaborano con il Centro di Studi Avanzati sul Turismo per imparare qualcosa in più sul mestiere della ricerca, di base e applicata, dei tourism studies.

 

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L’evento è parte del progetto “SOCIETY In Search of Certainty – Interactive Event To inspire Young people” che porta la Notte Europea dei Ricercatori a Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Obiettivo del progetto SOCIETY è presentare la ricerca quale uno dei migliori e più efficaci strumenti per raggiungere soluzioni ed idee innovative utili ad affrontare le sfide che la società deve affrontare e portando così ad un tangibile miglioramento nella qualità della vita quotidiana.  Per ulteriori informazioni:  http://nottedeiricercatori-society.eu/edizione2016/programmi/rimini/




Pier Giorgio Pasini condurrà Oltre il venticinquesimo. Il Museo e la sua Città.

piergiorgiopasiniSabato 6 febbraio 2016 alle ore 17, nella Sala del Giudizio del Museo della Città “Luigi Tonini” (Via L. Tonini, 1 Rimini) Pier Giorgio Pasini (foto), storico dell’arte e profondo conoscitore del patrimonio culturale riminese, condurrà una conversazione sul tema Oltre il venticinquesimo. Il Museo e la sua Città. L’anno scorso il Museo della Città è stato intitolato a Luigi Tonini, molto opportunamente, perché la sua fondazione nell’anno 1872 è dovuta proprio alla volontà di questo insigne storico e archeologo, vero padre degli studi riminesi. A ripercorrere le tappe della lunga storia del Museo, che per molto tempo non è stato altro che una sezione della Biblioteca Civica e che dopo le distruzioni della guerra per molti anni ha cercato invano una sua stabile collocazione, sarà Pier Giorgio Pasini, che ha fatto parte del suo “comitato di gestione” dal 1963 al 1990 ed in seguito ha provveduto a studiare l’attuale ordinamento scientifico del suo materiale medievale e moderno negli ambienti settecenteschi della nuova sede. L’incontro si propone dunque di ripercorrere l’intera storia del nostro museo, di evidenziarne la formazione, lo sviluppo e la rinascita; ma nello stesso tempo anche il rapporto che ha avuto con la città e le iniziative promosse per lo sviluppo della cultura e della memoria cittadine nell’ultimo quarto di secolo. Ingresso libero.




Ernesto Galli della Loggia e il regista Manfredi Lucibello al Cinema Astra

Grande chiusura di 2015 per il Cinema Astra di Bellaria Igea Marina, che lunedì 21 dicembre ospita l’editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia e il regista Manfredi Lucibello, vincitore del Premio Italia Doc al Bellaria Film Festival nel 2014. A pochi giorni dall’uscita in sala presentano insieme Il Paese perduto, film che hanno realizzato a quattro mani ed è prodotto da Madeleine in associazione con Istituto Luce Cinecittà e Rai Cinema.

galli-della-loggiaDove sta andando l’Italia? Dove sta andando il nostro Paese, il Paese della storia, della bellezza, dell’arte, della cultura, il luogo che ogni intellettuale europeo sentiva di dover visitare? Da questa domanda ha inizio il viaggio di Galli della Loggia e Lucibello: un grande intellettuale e il suo giovane allievo seguono le tracce di Carlo Levi e parlano dell’Italia in cui non riescono a riconoscersi più e che sembra scomparire da tutti i palcoscenici che contano. Il loro è un viaggio nel passato, arricchito da rarissime immagini d’archivio del dopoguerra. Ma in questo percorso non c’è traccia di compiacimento: solo la volontà di trovare qualche idea per un futuro diverso.  Si parte dalla Basilicata, esempio perfetto dell’Italia di ieri e di oggi: da un lato le terre arcaiche descritte in Cristo si è fermato a Eboli , dall’altro i centri di estrazione del petrolio che punteggiano oggi il paesaggio lucano, simboli di una modernità che mastica e sputa in nome del progresso. “Il nostro viaggio non poteva non partire da qui” racconta Lucibello “perché questo luogo in cui bellezza e degrado convivono riassume bene il dualismo che anima il film, che è anche un dialogo tra due generazioni lontane”. Aggiunge il regista, già autore dello splendido Centoquaranta. La strage dimenticata: “Ho intrapreso questo viaggio nel passato dell’Italia per comprendere meglio il mio Paese, in un periodo in cui lo smarrimento e la sfiducia sono sentimenti comuni in molti dei miei coetanei. Le preziose discussioni con Ernesto, alimentate dalla visione di numerosi filmati d’archivio, mi hanno permesso di scoprire un’Italia molto diversa da quella in cui sono cresciuto: Il Paese perduto. Un Paese costruito dalla passione e dal senso di comunità, di cui adesso rimangono soltanto poche tracce, soprattutto nella memoria della mia generazione”.

 

Del film Galli Della Loggia non è solo coprotagonista ma anche autore. E così descrive l’origine del progetto: “Sentire a un certo punto della vita il bisogno di tirare una riga e fare un bilancio. Ma accorgersi che quel bilancio è per mille versi anche un bilancio della storia del proprio Paese: dell’Italia odiata/amata, della Repubblica conosciuta quando aveva ancora addosso il profumo della povertà e poi cresciuta di una ricchezza sempre più vuota, sempre più fragile”.




A che punto è la green economy in Italia?

Saranno il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e la quarta edizione degli Stati Generali della Green Economy ad aprire il grande appuntamento di Rimini Fiera coi saloni, ECOMONDO in testa, dedicati alla sostenibilità ambientale e in programma dal 3 al 6 novembre. Lo stato della green economy in Italia: è questo il titolo della sessione di apertura degli Stati Generali della Green Economy, organizzati in collaborazione con Rimini Fiera dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi.

 

E’ una edizione attesa quella di quest’anno, che vedrà nella prima giornata la presentazione della Relazione sullo stato della green economy in Italia. Si tratta infatti di un documento mai realizzato prima in Italia, che contiene una fotografia delle imprese green a livello nazionale e un’analisi dell’andamento della green economy nei principali settori, con uno sguardo alle prospettive e alle aspettative nel prossimo futuro. L’edizione 2015 si caratterizza anche per una forte impronta internazionale. Il Consiglio Nazionale della Green Economy, con il Ministero dell’Ambiente, dedicherà, infatti, un momento di approfondimento alla collaborazione ambientale Italia-Cina e un confronto su Parigi 2015. In particolare, in vista della Conferenza internazionale sul clima, sarà possibile sottoscrivere a Rimini l’appello delle imprese green per l’Accordo globale sul clima, che sarà sottoposto poi all’attenzione del Ministro dell’Ambiente in quanto contributo del settore della green economy italiana.  “Ora che la recessione è alle spalle – sottolinea Edo Ronchi del Consiglio Nazionale della Green Economy – l’Italia può puntare sulla green economy per qualificare e rafforzare la ripresa. Un buon accordo internazionale, necessario per contrastare il cambiamento climatico, potrà dare un nuovo impulso alla green economy anche nel settore delle rinnovabili che in Italia ha recentemente subito una forte battuta di arresto”.

 

Nelle quattro giornate si svolgeranno, su tutto il quartiere fieristico: 19° ECOMONDO, fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile. KEY ENERGY sull’Energia e della Mobilità Sostenibile in Italia, KEY WIND l’evento italiano di riferimento per le aziende del settore eolico, KEY ENERGY WHITE EVOLUTION sull’efficienza energetica, SA.LVE il salone biennale del veicolo per l’igiene, H2R Mobility for Sustainability con le auto macchine alimentate a metano, GPL, elettriche o ibride, COOPERAMBIENTE il salone del sistema cooperativo legato all´ambiente, CONDOMINIO ECO con le soluzioni tecnologiche per rendere meno energivori gli immobili residenziali.




Riflettere sul potere per cambiare se stessi

massimo-cacciari-gustavo-cecchiniSarà il potere nelle sue diverse forme il filo conduttore della nuova rassegna filosofica pensata da Gustavo Cecchini (nella foto a destra con Massimo Cacciari) e promossa dalla Biblioteca Comune di Misano. Nove incontri a partire da venerdì 2 Ottobre dove si alterneranno sul palco del cinema-Teatro Astra illustri filosofi, scrittori e pensatori del nostro tempo. Ma che cos’è per davvero il potere? Siamo sicuri di non averne un concetto così grossolano da non riconoscerlo proprio là dove ci assedia? Il potere infatti non si presenta mai come tale, ma indossa sempre i panni del prestigio, dell’ambizione, dell’ascendente, della reputazione, della persuasione, del carisma, della decisione, del veto, e dietro queste maschere non è facile riconoscere le due leve su cui si fonda e che consistono nel controllo assoluto delle condizioni e nella massima efficienza delle operazioni. Posse existere – dice Spinoza – potentia est: Potere ed essere sono la stessa cosa. Il potere, infatti, pone in essere, amministra, conduce a termine. È comando, ma anche servizio; può essere, perciò, arbitrario o previdente. Può essere detenuto in scala e con gradi diversi: essere di qualcuno, di pochi, di molti. Può essere esercitato per virtù propria – autorità, – in nome d’altri – potere sacrale –, o può essere espressione della potenza di tutti: la multitudo. Può, inoltre, essere esercitato per delega oppure diffuso nella società tramite forme molteplici e differenziate di autorganizzazione. Ma come si determina il potere? Chi lo esercita? Come si caratterizzano le forme di subordinazione? E’ possibile un modo di esercitare il potere che non sia soltanto vessazione dell’Altro, dominio, tirannia, dispotismo, ma condivisione, entusiasmo, apertura mentale, ascolto, leadership come servizio, empatia, senso estetico, persuasione, autorevolezza, capacità di cogliere il momento opportuno, intuizione, riflessione, concentrazione?

 

Oggi la nostra teologia è l’economia e nella sua incarnazione economica il potere agisce attraverso la persuasività delle sue idee, e la civiltà che ne nasce è tenuta insieme non dalle idee di bellezza, di verità, di giustizia o di destino, ma dalle idee di commercio, proprietà, prodotto, scambio, valore, profitto, denaro che in modo conscio o inconscio governano la vita dell’uomo occidentale e per imitazione dell’ uomo del pianeta. Nelle
nostre società “democratiche”, la convinzione comune è di poter controllare l’esercizio del potere attraverso le istituzioni e la regolamentazione del consenso. Invece proprio gli aspetti più drammatici dell’attuale crisi economica in atto, che ha condotto sull’orlo della miseria ampi strati
delle popolazioni del cosiddetto occidente evoluto, hanno evidenziato il ritorno del potere nel suo aspetto più rude e barbarico. Nove serate per riflettere sul potere per cercare di cambiare se stessi.

 

IL PROGRAMMA. Venerdì 2 Ottobre. DIEGO FUSARO: “Non avrai altra società all’infuori di questa: ideologia e potere”. 9 Ottobre. MARCO
GUZZI: “Il Potere spirituale”. 16 Ottobre. ALBERTO BAGNAI: “La tecnica al potere: intellettuali e democrazia al tempo della crisi”. 23 Ottobre. MICHELA MARZANO: “Le trappole del cuore: le dinamiche del potere nei rapporti affettivi”. 30 Ottobre. MAURIZIO VIROLI: “L’illusione del potere”. 6 Novembre. ROBERTA DE MONTICELLI: “Il potere e la realtà: il nuovo volto del realismo politico”. 13 Novembre. MASSIMO CACCIARI: “Il potere che frena”. 20 Novembre. LUIGI ZOJA “Potere e paranoia”. 27 Novembre. CARLO SINI: ”Il Potere della conoscenza”. Tutti gli incontri si tengono al teatro Astra (Via Gabriele D’Annunzio) con inizio alle 21 e ingresso libero.




Finanza etica, convegno: “Terra Viva: finanza ed economia al servizio del pianeta”

Andrea Baranes

Andrea Baranes

Si svolgerà mercoledì 23 Settembre 2015 a Castel Sismondo (Piazza Malatesta) ore 21.00 il convegno dal titolo “Terra Viva: finanza ed economia al servizio del pianeta”. L’attuale sistema finanziario – spiega una nota degli organizzatori – arriva a speculare persino sul prezzo di cibo e materie prime, mentre dall’altra parte milioni di contadini sono esclusi dall’accesso al credito. Occorre cambiare radicalmente strada, da una finanza intesa come un fine in sé stesso per fare soldi dai soldi a uno strumento al servizio dell’economia e della società.  Interverrà Andrea Baranes Presidente della Fondazione Banca Etica (foto). Conduce Nelson Bova: giornalista TG3 Emilia Romagna.

 

Il convegno è preceduto dall’assemblea annuale dei Soci della Provincia  di Rimini  e della Repubblica di San Marino di Banca Popolare Etica con un  incontro, aperto al pubblico, sugli obiettivi e le priorità della finanza etica. Si dibatterà di come la finanza etica può conciliarsi con l’economia e la finanza tradizionale, partendo proprio dall’esperienza concreta di Banca Popolare Etica. A condurre la riflessione, gli interventi di: Nazzareno Gabrielli (Vice Direttore Generale di Banca Etica) che aggiornerà gli intervenuti su Banca Etica, mentre il Banchiere Ambulante, Gigliola Ricci riporterà numeri e risultati specifici a livello locale. Ivan Pesaresi (Responsabile Culturale Area Nord Est), illustrerà le iniziative socio culturali in atto, farà una panoramica circa gli obiettivi e le prospettive del Gruppo di Iniziativa  Territoriale dei soci di Banca Etica della Circoscrizione di Rimini-RSM. Chiuderà l’incontro la presentazione di una realtà riminese socia di Banca Etica, la Bottega Poco di Buono. Ad oggi in Provincia di Rimini e Repubblica di San Marino Banca Etica ha circa 400 soci, per un totale di oltre 400 mila euro di capitale sociale, una raccolta di quasi 5,5 milioni di euro ed impieghi per circa 6 milioni.

 

A fine serata è previsto, in anteprima nazionale, il monologo prodotto da Roberto Mercadini, “Noi siamo il suolo, noi siamo la terra”. Il monologo si rifà al documento Terra Viva promosso da Banca Etica, Etica SGR, Navdanya International e Cascina Triulza, il quale indica una nuova strada per superare la crisi ambientale ed economica che colpisce il pianeta.  Il manifesto “Terra Viva” è frutto del lavoro e dell’elaborazione guidata dall’ambientalista Vandana Shiva, di un panel di ricercatori ed esperti provenienti da tutto il mondo.

 

 

 

 

 




Doc in tour festeggia 25 anni e riparte da Rimini

doc-in-tour-rimini-25anniParte il 12 settembre dal Grand Hotel di Rimini per proseguire poi in tutta Italia, il tour dei 25 anni di Doc Servizi, la cooperativa italiana dei professionisti dello spettacolo.  Dopo Rimini toccherà Milano, Bari, Venezia, Firenze, Verona, passando anche per, fra gli altri, l’Urban Eco Festival, il Busker’s Festival di Catania, il MEI di Faenza e la manifestazione “Da Sud” alla Casa del Jazz di Roma, prevede per tutte le tappe una conferenza-focus on sui temi più caldi dal mondo del lavoro, un cocktail party e un live show finale. Partner del tour è Rimini Fiera. Il focus on (ore 17) verterà sui cambiamenti in atto del mondo del lavoro nello spettacolo e sulle nuove opportunità professionali: interverranno Demetrio Chiappa (Presidente Doc Servizi), Fabio Fila (RSPP e Ufficio Sicurezza Doc Servizi) e Gigi Tagliapietra (Vice Presidente Doc Educational), con la partecipazione di varie istituzioni e addetti ai lavori. Alle ore 19 cocktail party con dj set a cura di Mr Tamburino, alias Alessandro Capizzi, e alle ore 21 il live show d’eccezione dell’orchestra futurista EXTRALISCIO, nuovo progetto musicale della label bolognese Garrincha Dischi (Lo Stato Sociale) in collaborazione con La Casadei Sonora.

Il progetto, che verrà presentato in anteprima in occasione della tappa riminese del tour dei 25 anni di Doc, inaugura un nuovo genere musicale: canzoni da ballo della tradizione folklorica di Secondo Casadei, proiettate nella balera del futuro. Extraliscio nasce dall’incontro tra Mirco Mariani (Vinicio Capossela, Enrico Rava, Stefano Bollani, Paolo Fresu) e Moreno “il Biondo” Conficconi (Orchestra Raoul Casadei, Orchestra Grande Evento). Al Labotron – Laboratorio Bologna Mellotron, tra mellotron e primordiali drum machine, brani della tradizione vengono rivestiti con nuovi suoni e nuovi arrangiamenti che fondono passato e presente in un mix sperimentale. Extraliscio esordisce con un 45 giri, un ri-arrangiamento in chiave Rumba di un brano scritto da Secondo e Raoul Casadei e un Cha Cha Cha inedito, entrambi interpretati dalla “voce di romagna” Mauro Ferrara. Nell’album, che sarà pubblicato il 27 novembre, troveranno spazio anche Polka e Valzer, un Fox Trot, una Beguine, una Cumbia Rock ed un Dixie Boogie, trombe mariachi e un brano in dialetto romagnolo.
Doc Servizi, con 20 punti in Italia tra cui una sede anche a Rimini, quasi 30 milioni di fatturato annuo e 80 collaboratori, è il punto di riferimento per oltre 4.500 soci lavoratori. In 25 anni Doc ha dato un contributo importante alla diffusione della conoscenza dei tecnicismi del mondo dello spettacolo, allargando i propri orizzonti alla cultura e all’arte, ora anche al di là dei confini nazionali. Il sistema Doc è articolato, unico in Europa, sia per tipologia di servizi resi nel settore, sia per contatti e presenza capillare sul territorio. Ingresso a invito. Info: 045 823 0796