• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
mercoledì, Gennaio 21, 2026
27 °c
Rimini
27 ° Mar
27 ° Mer
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home Economia

Economia. Dove investire i risparmi?

Redazione di Redazione
4 Giugno 2023
in Economia, Senza categoria
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
A A
Vignetta di Cecco

Vignetta di Cecco

DI RONY HAMAUI, professore a contratto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Nei primi mesi dell’anno le borse mondiali hanno avuto un discreto andamento. Ma l’ottimismo degli operatori sembra eccessivo. Perché restano le spinte inflazionistiche e perché anche un cambio di rotta sui tassi potrebbe non far crescere i listini.

Il mercato azionario in una congiuntura difficile

“Sell in May and go away” recita un classico adagio popolare tra gli operatori finanziari anglosassoni. Significa che se nei primi mesi dell’anno sei riuscito a realizzare un buon risultato, forse conviene liquidare l’investimento (azionario) e aspettare tempi migliori.

In effetti esiste una discreta evidenza empirica che mostra come le borse mondiali tendono ad avere migliori performance nella prima parte dell’anno. La stagionalità potrebbe essere spiegata dai sistemi di incentivi, che incoraggiano i gestori a comportamenti prudenti una volta raggiunti ritorni in linea con i loro obiettivi o alla dinamica delle scadenze di natura fiscale. Tuttavia, come ogni regolarità euristica, anche questa va utilizzata con molta cautela specialmente in un contesto politico ed economico così incerto come quello attuale.

Nei primi mesi dell’anno le borse mondiali hanno avuto mediamente un discreto andamento: il Nasdq è cresciuto del 19 per cento, lo S&P 500 del 7 per cento, il Dax 30 tedesco del 12 per cento e il Ftse-Mib italiano del 10 per cento. Nondimeno, molti operatori rimangono ottimisti sul futuro del mercato azionario, poiché convinti che la fase di restrizione monetaria da parte delle principali banche centrali sia quasi terminata e nella seconda parte dell’anno i tassi d’interesse dovrebbero diminuire, almeno negli Usa.

La tesi ha tuttavia due debolezze. La prima ha a che fare con la persistenza del fenomeno inflazionistico e la conseguente prudenza delle autorità monetarie ad abbassare i tassi ufficiali. Esiste, infatti, una vasta evidenza empirica che mostra quanto l’inflazione core, che esclude il settore energetico e alimentare, sia un fenomeno che rientra molto lentamente, specie in un contesto di politiche fiscali espansive come quelle attuali. Inoltre, l’esperienza passata mostra quanto sia costoso per le banche centrali dover rialzare i tassi d’interesse una volta abbassati. Pertanto, le previsioni degli operatori su una rapida caduta dei tassi americani e a seguire di quelli europei appaiono alquanto ottimistiche.

La seconda debolezza ha a che fare con l’andamento delle borse in un contesto di rientro dei tassi d’interesse. Negli Stati Uniti, ad esempio, nei 14 principali cicli dei tassi d’interesse osservati dal 1929 a oggi, lo S&P 500 è mediamente salito di pochi punti percentuali nei dodici mesi successivi all’ultimo aumento dei tassi ufficiali. Tuttavia, la varianza è stata talmente alta che è difficile considerare questa media un previsore attendibile (vedi figura 1). Ad esempio, se è vero che nel 2018 e nel 2006, a un anno dall’ultimo aumento dei tassi ufficiali, l’indice azionario è cresciuto rispettivamente del 32 e del 16 per cento, è anche vero che nel 1929 e nel 2000 il prezzo delle azioni è crollato rispettivamente del 28 e del 15 per cento. In definitiva, i cambiamenti in senso espansivo della politica monetaria non sembrano accompagnarsi con alcuna regolarità borsistica, né prima né dopo il loro verificarsi.

Leggi anche: Quote di genere nei board delle banche: luci e qualche ombra*
Figura 1 – Andamento dello S&P 500 (migliore, peggiore e medio) prima e dopo l’ultimo aumento dei tassi d’interesse della Fed dal 1929 ad oggi

Più in generale, appare cruciale la correlazione fra corsi azionari e prezzi obbligazionari (l’inverso dei tassi d’interesse). La correlazione sta anche alla base di un’altra regola del pollice particolarmente popolare nei paesi anglosassoni, cioè quella che un portafoglio ben equilibrato debba essere composto per il 60 per cento di azioni e per il 40 per cento di obbligazioni. Ovviamente la proporzione 60-40 è un po’ arbitraria. Ad esempio, Benjamin Graham, mentore del grande investitore Warren Buffet, suggerisce una più salomonica divisione 50-50.

Queste semplici regole hanno certamente alcuni importanti vantaggi. Non ultimo quello di indurre a un continuo ribilanciamento dei portafogli con la vendita delle attività che hanno sopra-performato a favore di quelle che sono rimaste indietro. E svolgono appieno la loro funzione quando l’aumento dei tassi d’interesse e la conseguente perdita di valore delle obbligazioni è compensata da un guadagno dei corsi azionari.

Tuttavia, nel lungo periodo la correlazione fra prezzi dei titoli azionari e obbligazionari è stata tutt’altro che stabile. Come mostra la figura 2, nel caso americano, è risultata mediamente positiva lo scorso secolo e in particolare dall’inizio degli anni Settanta fino al 2000, per poi diventare negativa nell’ultimo ventennio.

Per capire cosa determini il segno della correlazione è necessario comprendere come agiscono i principali driver macroeconomici. Le notizie positive sulla crescita, generalmente, aumentano i flussi attesi prodotti dai titoli azionari e quindi le loro quotazioni, ma anche i tassi d’interesse praticati dalle banche centrali, che provocano una caduta dei prezzi delle obbligazioni. In altri termini, i prezzi delle azioni e obbligazioni hanno una correlazione negativa. Quando, invece, abbiamo un aumento dell’inflazione, la previsione di una crescita dei tassi d’interesse riduce sia il prezzo delle obbligazioni che delle azioni, che solo formalmente offrono un rendimento reale stabile. Così la correlazione fra prezzi delle azioni e delle obbligazioni diventa positiva.

Leggi anche: Così cambia il sistema bancario mondiale
Tutto questo ci aiuta a spiegare perché tra il 1970 ed il 2000, quando gli shock inflazionistici hanno avuto la meglio su quelli legati alla crescita, la correlazione fra prezzi delle obbligazioni e delle azioni è risultata positiva, mentre nei primi vent’anni di questo secolo, con un’inflazione bassa e poco variabile la correlazione è diventata negativa. Così, quando lo scorso anno l’inflazione inaspettatamente è salita, sia il mercato azionario che quello azionario hanno prodotto ritorni fortemente negativi, anzi i peggiori nell’ultimo secolo.

Ovviamente, i prezzi delle attività finanziarie possono essere influenzati da una serie di altre variabili, quali tensioni geopolitiche, pandemie, rischi di default, discussioni sul tetto al debito, che poi vanno a influenzare i dati sulla crescita e l’inflazione.

In conclusione, se si ritiene che le banche centrali abbiano già vinto la loro battaglia sull’inflazione e che i tassi d’interesse siano destinati a scendere rapidamente, è probabile che nei prossimi mesi sia i prezzi delle azioni che delle obbligazioni salgano. Se invece si pensa che l’azione delle banche centrali non sia ancora finita o sia destinata a produrre una recessione e quindi lo shock reale prenda il sopravvento su quello inflazionistico, le borse non sono destinate a salire. In questo caso, un investitore non troppo propenso al rischio preferirà puntare sull’obbligazionario che, oltre garantire un onorevole flusso di cedole, magari farà guadagnare qualcosa in termini di plusvalenze.

 

Lavoce è di tutti: sostienila!
Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molti altri siti di informazione, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

SOSTIENI LAVOCE

Articolo precedente

Misano Sbk: oltre 70mila spettatori ad assistere ai trionfi della Ducati

Articolo seguente

Cantieri Statale 16, una nuova fase dal 7 giugno

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

Economia

San Giovanni in Marignano. Beatriz Colombo: “Crisi Aeffe, assunzione di responsabilità del privato”

21 Gennaio 2026
Andrea Gnassi
Cattolica

San Giovanni in Marignano. Gnassi: “Crisi Aeffe, il ministro Urso intervenga”

20 Gennaio 2026
Economia

Rimini Fiera, Sigep: una grande annata. Operatori da 160 nazioni

20 Gennaio 2026
Attualità

Rimini. Polizia Locale, bilancio 2025: 82.518 i veicoli sottoposti a controllo

20 Gennaio 2026
Schiavoni e Battistini
Economia

Rimini. Camera di commercio della Romagna, Fabrizio Schiavoni segretario generale. Arriva dalle Marche

20 Gennaio 2026
Cattolica

Valconca, gli eventi dal 19 al 25 gennaio

20 Gennaio 2026
Vignetta di Cecco
Economia

Economia. I mercati credono ancora nella Fed

20 Gennaio 2026
Economia

Rimini. Economia, contributi alle imprese per crescere all’estero

19 Gennaio 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente

Cantieri Statale 16, una nuova fase dal 7 giugno

Tempietto di Sant’Antonio tornerà a splendere grazie a Bonfiglio Mariotti

RiminiWellness 2023, grande successo

Un altro femminicidio ma ancor più atroce

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • Pesaro. Pier Paolo Pasolini e Pesaro, “Città dove si respira cinema”. Ricordo a 50 anni dalla morte 21 Gennaio 2026
  • Cattolica-San Giovanni. Incendio di Crans Montana, Eleonora Palmieri trasferita al Bufalini di Cesena 21 Gennaio 2026
  • San Clemente-Rimini. Cultura del Vino, con la cantina Enio Ottaviani cambia racconto il 24 gennaio 21 Gennaio 2026
  • Cattolica. Salone Snaporaz, Giornata della Memoria il 27 gennaio alle 21 con un concerto 21 Gennaio 2026
  • Rimini. Le proposte culturali della settimana tra archeologia, cinema e arte contemporanea 21 Gennaio 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-