Rimini. Mostra, installazioni di plastica per riflettere su Madre Terra

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Opera di Matteo PerettiOpera di Ferdinando Peretti

FAR | fabbrica arte rimini | moderna e contemporanea presenta PET Island dell’artista Matteo Peretti (Roma,1975), dal 17 febbraio all’1 aprile 2018.
Numerose installazioni, alcune create site specific per l’esposizione riminese. La plastica è il filo rosso della mostra, sia come componente delle installazioni, sia concettualmente. Solchi che vogliono raccontare l’inquinamento, il consumismo e la facile mercificazione.

A cura di Massimo Pulini, si inserisce nell’Arcipelago Peretti, con la presentazione in contemporanea della mostra di Ferdinando Peretti Cuba-Giannutri al piano superiore del Palazzo.
Il FAR prosegue così le sue iniziative di eventi espositivi incentrati sul confronto generazionale tra artisti all’interno della medesima famiglia, iniziata con “Trittico famigliare”, mostra che riuniva le opere di tre generazioni di artisti, Primo Conti, Maria Novella del Signore e Tommaso del Signore.
L’evento terminerà con l’inaugurazione della terza edizione della Biennale del Disegno, importante rassegna dedicata alle opere su carta dall’antichità ad oggi.
Si ringrazia il gruppo ALIPLAST S.p.a. sponsor tecnico dell’evento, precursore e leader europeo nella raccolta e nel riutilizzo dei materiali plastici e dei rifiuti di imballaggio.

Per Matteo Peretti l’isola è un tema sociale, politico. La sequenza delle istallazioni, che occupa tutto il piano terreno della FAR, traccia la sua coordinata spaziotemporale sull’immensa isola di plastica che si è formata nell’oceano Pacifico (chiamata anche Pacific Trash Vortex), ormai grande quanto la Francia.
Attraverso un innesto di oggetti che produce metafore, veri e propri aforismi filosofici, la sfinge dell’artista ci accompagna a riflettere sulle ipocrisie del mondo contemporaneo. Le strutture enigmatiche, quasi a rebus, che si dispiegano lungo la visita, assumono esse stesse la forma di un arcipelago significante. Come un Edipo che dopo la cecità si trasforma in un oracolo, in un profeta, anche il nostro predatorio consumo, ci spingerà a una coscienza postuma. (Massimo Pulini)

Negli anni Sessanta Ferdinando Peretti ha vissuto a contatto, ha condiviso scelte e ha operato con i protagonisti della Pop Art romana. La scelta di una postazione defilata non gli ha impedito di vivere pienamente e di contribuire a una stagione che ha cambiato le sorti dell’arte italiana.
La pittura di Ferdinando si è spesso collocata sul crinale tra una gestualità che impagina simboli e una materia informale che li disgrega. Mentre la scultura, più episodica, ha trovato espressione nella tecnica del calco e di un modellato plastico che torna a rigenerarsi nella compressione materica,
Per lungo tempo Ferdinando Peretti si è dedicato a una parallela e intensa attività artistica e storica, quella di antiquario, di ricercatore e collezionista di pittura, non solo antica, ma anche moderna e contemporanea.
Il suo nome è tra i più stimati di questo particolare e affascinante campo dell’arte e sono note le sue altissime qualità di connoisseur, che gli hanno permesso di scoprire, collezionare e far conoscere una quantità incalcolabile di opere di importanti artisti del passato. In particolare le sue ricerche si sono concentrate sulla pittura italiana dal XVI al XIX secolo. È stato ideatore e promotore della Walpole Gallery di Londra, che negli anni Ottanta e Novanta è stata un punto di riferimento assoluto nel settore dell’arte antica.

Matteo Peretti è nato a Roma nel 1975. Figlio di una famiglia di rinomati conoscitori d’arte antica si trasferisce negli Stati Uniti dopo gli studi classici per conseguire una laurea in arti visive sotto la guida di Jhon Pearson ed Athena Tacha presso l’universita liberale di Oberlin. Nel 1998 la prima personale a New York dove lavora per un anno conoscendo grandi protagonisti come Richard Serra e Cindy Sherman e frequentando Exit Art, lo spazio espositivo di Jeanette Ingberman e Papo Colo. Dalla fine del 1999 è a Londra, nella capitale inglese ottiene un Master in Fine Arts presso la prestigiosa Central Saint Martins School of art, ha come compagni di corso artisti di odierna fama internazionale come Raqib Shaw ed espone in varie gallerie realizzando due personali e partecipando alla Biennale di Venezia del 2003 in un progetto curato da Angela Vettese. Nel 2005 è socio fondatore del GIGA (Gruppo Italiano Giovani Artisti), uno spazio dove espone e cura mostre ed eventi che tendono ad arricchire la proposta artistica italiana in collaborazione a diversi autori e giovani critici di rilievo come Barbara Martusciello e Gianluca Marziani. Negli ultimi anni i suoi lavori sono entrati in molte collezioni internazionali, ha partecipato a diverse colletive e mostre personali in sedi prestigiose come Palazzo Reale di Milano, Palazzo Venezia a Roma, Ex-Aurum di Pescara, Castel Ovo a Napoli, Biennale di Venezia, PAN di Napoli, Museo di Palazzo Chigi in Ariccia e Palazzo Collicola Arti Visive riscuotendo consensi molto favorevoli da pubblico e critica.

FAR Fabbrica Arte Rimini
piazza Cavour, Rimini
17/2/2018-2/04/2018
orari di apertura 10-13 e 16-19, chiusi lunedì non festivi
tel. 0541 704416
http://www.comune.rimini.it/cultura-e-turismo/cultura/far

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