Il Ministro Martina a Rimini per la 33esima edizione di Macfrut. Acquistati 3,47 milioni di tonnellate di ortofrutta

Il Ministro Maurizio Martina ha inaugurato questa mattina la 33esima edizione di Macfrut a Rimini Fiera, la fiera internazionale dell’ortofrutta, a Rimini Fiera fino a venerdì prossimo. Presenti, tra le tante autorità, Sandro Gozi sottosegretario alle Politiche Agricole, Stefano Bonacini presidente della Regione Emilia Romagna, Paolo Lucchi sindaco di Cesena, Renzo Piraccini Presidente di Cesena Fiera. “Siamo il primo paese in Europa per produzione di ortofrutta con 12 miliardi di euro di fatturato, quasi il 20% dell’agricoltura italiana – ha esordito il Ministro Martina – Da Macfrut vogliamo ribadire che questo settore è centrale non solo per il settore primario, ma per l’economia nazionale. Abbiamo una bilancia commerciale positiva con l’estero è un export che arriva a 8 miliardi con il trasformato.”

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“Nonostante le contingenze e le difficoltà – prosegue il Ministro – dobbiamo continuare a lavorare per sviluppare la leadership in questo campo. Con un obiettivo prioritario: tutelare il reddito dei produttori ortofrutticoli. Per questo dobbiamo vincere una sfida fondamentale come quella dell’aggregazione. Meno organizzazioni e più organizzazione. Per farlo abbiamo davanti due strumenti che intendiamo usare fino in fondo: la riforma delle organizzazioni dei produttori e l’aggiornamento della strategia nazionale per la programmazione delle Op. I nostri agricoltori iniziano sempre di più a mettersi insieme, ad aumentare la loro forza di mercato. Serve fare di più soprattutto in alcuni territori, accompagnandoli in questo percorso anche attraverso il confronto con le esperienze forti e positive che abbiamo. Servono strumenti nuovi anche sul fronte della gestione delle crisi di mercato sul fronte europeo. Ci stiamo battendo a Bruxelles, ingaggiando alleanze con Francia e Spagna, per arrivare a risultati attuali e concreti. Uno dei primi risultati operativi e’ stato l’aumento dal 2017 dei prezzi di ritiro dell’ortofrutta che erano fermi dal 2011. Allo stesso tempo dobbiamo essere attenti agli accordi internazionali che troppo spesso in passato hanno penalizzato soprattutto l’agricoltura mediterranea”.

 

Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Tanta soddisfazione per il messaggio che viene da Macfrut e che ci parla di un grande futuro e un obiettivo ambizioso, quello di divenire una delle cinque rassegne d’eccellenza a livello mondiale per l’ortofrutta. Macfrut non ha sbagliato campo di gioco. Ce lo dimostrano i numeri generali, i padiglioni ampliati, i buyer e operatori internazionali in crescita. Credo che Expo debba essere il paradigma del successo italiano nel mondo, l’Italia ci ha creduto. Anche Macfrut sta dimostrando di crederci perché ha saputo andare oltre l’ombra del proprio campanile, ha voluto aprirsi al mondo, sapendo essere negoziatore esigente e al tempo stesso partner affidabile come deve fare questo Paese e questo governo”.

Stefano Bonaccini presidente della Regione Emilia Romagna ha esordito ricordando l’impegno solidale della Regione verso le popolazioni vittime del terremoto del centro Italia: “E’ un debito di solidarietà, per restituire quello che ricevemmo solo poco tempo fa. Ma credo anche che sia il giusto commento in occasione dell’inaugurazione di questa rassegna sulla filiera ortofrutticola: solidarietà e lavoro comune sono infatti il valore aggiunto che caratterizza anche il comparto agricolo. Siamo convinti che ogni euro investito in agricoltura – di cui l’ortofrutta rappresenta una fetta importante – dia un ritorno in crescita generale e in occupazione: gli ultimi dati dell’Emilia Romagna parlano di 46.000 posti in più, molti di questi sono nati nel nostro sistema agroalimentare, innovativo e vivace come dimostra questa edizione di Macfrut”.

 

“Modernità e capacità di innovare mantenendo radici molto profonde. Credo sia questo il segno di una fiera che mettiamo a disposizione non solo della Romagna ma di tutta la Regione – così il sindaco di Cesena Paolo Lucchi – Una rassegna che ha deciso di fare scelte importanti ad iniziare dalla location, una decisione inizialmente non semplice ma che, grazie alla lungimiranza del Consiglio comunale ed al lavoro collettivo portato avanti con determinazione dal Presidente Piraccini e dallo staff di Cesena Fiera, ha dimostrato tutta la sua validità strategica”.

Renzo Piraccini, Presidente di Cesena Fiera, ha annunciato una iniziativa a favore delle aziende ortofrutticole colpite dal terremoto. “Macfrut intende promuovere una iniziativa di solidarietà a favore del mondo agricolo dell’area del terremoto, coinvolgendo visitatori ed espositori, oltre ad un contributo di Cesena Fiera. Con il pragmatismo che contraddistingue il nostro operato, intendiamo “adottare” una azienda agricola colpita dal terremoto per aiutarla a rialzarsi e a ripartire. Abbiamo installato due urne, negli ingressi di Macfrut, per la raccolta delle offerte dei visitatori e chiederemo agli espositori che vogliono aderire all’iniziativa, un piccolo contributo. L’obiettivo è raccogliere un minimo di 20.000 euro che entro la fine di ottobre intendiamo consegnare nelle mani del titolare di una delle aziende agricole colpite dal terremoto che insieme individueremo”.

 

I consumi

Per quanto riguarda i consumi questi continuano a crescere. Secondo il Macfrut Consumers’ Trend sui primi sei mesi 2016 che evidenziano un +2% rispetto allo spesso periodo dell’anno precedente. Le famiglie italiane hanno acquistato 3,47 milioni di tonnellate di ortofrutta, un dato di periodo che “si posiziona ad un livello assente da diversi anni nei database”, evidenzia il rapporto. Un buon viatico in vista di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta, a Rimini Fiera dal 14 al 16 settembre. I dati evidenziano come sia la frutta a trascinare quest’andamento positivo con il +3% dei volumi del 2016 sul gennaio-giugno dello scorso anno. Nello specifico sono state messe nelle borse della spesa circa 2,18 milioni di tonnellate di frutta, mentre gli ortaggi con un timido +1% raggiungono 1,88 milioni di tonnellate. Nel contesto descritto determinanti i prezzi medi di acquisto che risultano essere invariati rispetto allo scorso anno: per l’ortofrutta si è passati da 1,70 a 1,69€/kg, diminuzione che non raggiunge il punto percentuale, fermi a 1,59€/kg i prezzi per le specie frutticole, mentre gli ortaggi che diminuiscono dell’1% attestandosi a 1,81€/kg. I dati sono una elaborazione Cso su dati Gfk nell’ambito del Macfrut Consumers’ Trend.

La Frutta. Entrando nel merito delle principali specie protagoniste della prima metà dell’anno, le mele raggiungono le 461 mila tonnellate, in leggero aumento sul 2015; arance a 406 mila tonnellate (+1%). Migliori performance arrivano dalle pere: rispetto al primo semestre dello scorso anno sono state acquistate 12 mila tonnellate in più raggiungendo un totale di 185 mila. In termini assoluti anche le clementine vedono una movimentazione superiore di 12 mila tonnellate (+11%), arrivando a quota 127 mila. Piccola nella frutta, ma grande nei risultati, è la fragola che spunta un deciso +5% sul primo semestre 2015, con poco meno di 80 mila tonnellate hanno appena concluso un’ottima annata, almeno per quello che riguarda gli acquisti da parte delle famiglie italiane. Probabilmente complice del successo di questo semestre è l’andamento dei prezzi medi di acquisto delle specie della top five: sono infatti inferiori del -2% quelli di mele, arance e clementine, -1% per le fragole e stabili per le pere.

Ortaggi. Se la frutta sorride, gli ortaggi esultano, almeno per quello che riguarda le cinque specie prese in riferimento per il periodo gennaio-giugno 2016. Fatta eccezione per le patate che confermano i volumi del 2015, ossia circa 280 mila tonnellate, i pomodori evidenziano i primi aumenti (+4%). Dopo anni che potremmo definire impegnativi, i pomodori conquistano con +10mila tonnellate quota 268 mila. Le cipolle sono una sorpresa per il comparto: con 106 mila tonnellate sottolineano un +8% dei volumi. Entrando nell’ambito dei grandi-piccoli ortaggi partiamo dai radicchi a quota 37 mila tonnellate con un +10% sul primo semestre 2015. Concludiamo la top five con gli asparagi, ortaggio decisamente in ascesa con il +13% che li porta a oltre 20 mila tonnellate. Prezzi medi superiori per le patate che passano da 0,81 a 0,86€/kg (+6%), e per le cipolle (+1%) a 1,31€/kg. Inferiori i prezzi medi del -3% per pomodori e radicchi, mentre gli asparagi segnano un -1% scendendo nel 2016 a 4,35€/kg contro i 4,39 del primo semestre 2015.

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