Tosi: “Comune, 150 dipendenti su 421 sono di troppo”. Intervista a tutto campo al sindaco di Riccione

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di TERESIO SPADONI

Intervista a tutto campo a Renata Tosi (foto), sindaco di Riccione. Politica. Renzi. Tasse. Bilancio. Turismo. Pala Riccione. Fare impresa. Raibano. Futuro del turismo e della città.

 

Renata Tosi stregata da Renzi? Dopo aver ascoltato il suo intervento al Meeting di CL si dice ammirata dalla capacità che ha dimostrato nel tenere una platea di tre-quattro mila persone parlando a braccio con solo un brogliaccio davanti; ha messo in difficoltà le minoranze, lui oggi non ha i numeri in Senato, ma se cade, di certo non sarà per colpa sua; è un furbone… è veramente capace… anche se alla fine, poi, non ha detto niente… a quelle quattro o cinque domande che gli hanno fatto, praticamente non ha risposto; l’ho capito io perché la politica un po’ la mastico, ma ciò che è passato è stato il taglio delle tasse. Solo che lui l’ha annunciato mentre io la Tasi sulla prima casa l’ho tolta davvero!

 

Allora? Non è serio? “No, se ci fosse stata serietà nell’azione di governo io qui dentro non avrei quattrocentoventidue dipendenti”.

 

Di quanti dipendenti necessiterebbe un comune come Riccione? “Centocinquanta in meno”.

 

E la macchina pubblica funzionerebbe comunque bene? “Benissimo! Ho anche cercato di accelerare i processi di pensionamento; le persone che vanno in pensione io non le sostituisco”.

 

Dal punto di vista professionale qual è il livello della macchina amministrativa? “Migliorabile… nel senso che c’è un modo di ragionare rallentato rispetto all’esterno. Non che non ci siano professionalità, ma c’è un ritmo differente nel dare le risposte. L’imprenditore si muove velocemente e io per dargli le risposte devo imparare a muovermi allo stesso modo. Comunque ho già avuto dei risultati di cui sono molto contenta”.

 

Ha trovato disponibilità nei dipendenti su questa visione? “La disponibilità c’è”.

 

Quanto pesa sul bilancio il costo del personale? ”Diciassette milioni… tutta l’IMU!”.

 

E i mutui? “Io ho settantacinque milioni di euro di mutui da restituire e ne restituisco cinque all’anno”.

 

I settantacinquemilioni non tengono conto del Palas… “Si, si…”.

 

Non sono neanche molti… sono circa di duemila euro… “No, come debito locale procapite, in Italia, noi siamo alti: la media è sui novecento”.

 

L’IMU sulle attività l’avete portata a quanto? “L’IMU sulle attività l’abbiamo lasciata invariata…”.

 

Comunque tra IMU e rifiuti gli imprenditori pagano delle tasse insostenibili… “Il problema degli imprenditori è che l’l’impresa non dovrebbe vivere di muri. La maggior parte si è strozzata con investimenti immobiliari; che non sono investimenti per l’impresa, perché l’impresa vive di rinnovamento”.

 

A proposito di investimenti immobiliari, qual è la posizione di Riccione su Raibano? “Io esco da Raibano… ho già deliberato l’uscita da APEA; e confido e spero che Misano e Coriano mi comprino la quota, se no la faccio fallire… non ci sono le risorse”.

 

Non ci crede in quell’operazione? “È un’operazione che appartiene a vent’anni fa, puramente speculativa, che massacra il territorio. Io ho già via Piemonte da tenere d’occhio, che è ancora lì, tutta da partire. Via Piemonte non sarà mica un’operazione felice? Senza viabilità: l’uscita della Statale 16 al GROS, Rimini l’ha cancellata; non ha un collegamento con la città; è a ridosso dell’aeroporto; con una prospettiva fatta di deroghe”.

 

È solo una questione speculativa; dunque qualcuno ci ha guadagnato… “Le associazioni di categoria ci hanno guadagnato… a mani basse; e qualcuno glielo ha permesso!”.

 

La speculazione edilizia sui capannoni non è stata figlia della legge Tremonti… “L’incentivo Tremonti era sia sui macchinari che sugli immobili: la scelta spettava agli imprenditori. Ma di che parliamo? A Riccione il centrosinistra in Consiglio Comunale ha votato contro l’uscita da una partecipata negativa; credo sia l’apoteosi. Cottarelli e il Governo dicono di eliminare le partecipate: io sono d’accordo, porto in Consiglio l’uscita e il Pd vota contro? Contro… non si è neanche astenuto!”.

 

Si dice che già ci siano divergenze importanti tra lei e Forza Italia; è vero? “Non ci sono divergenze importanti; le visioni sono assolutamente quelle”.

 

Stiamo tranquilli? La legislatura finisce o cambia la maggioranza in Consiglio Comunale? “Nella vita non si può stare tranquilli mai, ma… con chi farei l’alleanza, con il Pd? Beh, no. È mia opinione personale che non si possa prevedere tutto nella vita, ma il nostro è un patto fatto con chi ci ha votato; io credo molto nelle Istituzioni e quindi credo che un patto debba essere rispettato”.

 

Sicuro, ma se uno dei contraenti si defila… “Se vuole inserire una questione che non esiste… Ogni cosa è frutto di compromesso, ma bisogna tener conto che la presenza in maggioranza di una Civica, in una posizione così importante, è il punto di equilibrio di questa avventura. E noi mettiamo Riccione prima e sopra tutto; io sono qui per la mia città, e basta: non ho mire di altro tipo. Domani, per esempio, vado a visitare una decina di alberghi”.

 

E il motivo? “Voglio conoscere il mio prodotto, perché quello devo vendere! La parte pubblica la conosco; ora devo conoscere quella privata. Non posso andare a promettere mari e monti se poi i mari e i monti non li ho; voglio conoscere le criticità, le eccellenze, le suggestioni… c’è sempre da imparare, soprattutto da chi sta tra la gente”.

 

Bisogna riscoprire le radici… “È’ stato l’obiettivo di Riccione Day rinfrescare le radici tipicamente romagnole dell’accoglienza. A Riccione abbiamo cinquemilaquattrocento seconde case; con gli eventi di quest’inverno tantissimi ‘residenti temporanei’, come mi piace definirli, sono tornati a rivivere la città di Riccione. E io sono stracontenta, perché rappresentano una grande risorsa”.

 

A quanto ammonta il gettito delle seconde case? “È enorme: 10,6% di IMU… e la Tasi… che la pagano solo loro. Inoltre, la maggior parte delle seconde case ha una rendita catastale non indifferente”.

 

È ancora convinta che il TRC si possa fermare? “Si fermerà da solo. La riunione convocata per il prossimo 10 settembre è per l’accensione di una linea di credito di tre milioni di euro. È un’opera che non ha più i soldi: non ci sono più i soldi neanche per gli stipendi; ha chiuso il bilancio con due milioni di perdita. Dallo Stato ha ricevuto solo diciotto milioni e con i chiari di luna che ci sono… Agenzia Mobilita ha un debito strutturale con START Romagna, la società che fa il trasporto pubblico locale, di dieci milioni di euro. START Romagna non glieli ha mai chiesti, perciò i dieci milioni dovrebbero essere in cassa; ma in cassa non ci sono perché con quei dieci milioni AM ha finanziato il TRC e io ho fatto mettere a verbale nell’assemblea di START, dove sono socia, che venga chiuso il contenzioso definitivamente con AM”.

 

E in Provincia… come vanno le cose? “La Provincia ha ancora tutte le deleghe di prima: quella turistica, quella scolastica, quella territoriale… il fatto è, però, per dire di una cosa, che ancora si pensa che la palestra del Volta sia del Comune e quando come ora ci piove dentro, la gente viene qui”.

 

Ci piove dentro? Ma perché la Provincia non la ripara? “Io sono stata una defezione; il pensiero che è passato è stato ‘tanto non dura… non fanno cose buone’ Il problema, invece, è che io ci sono, e quindi la ‘guerra’ continua nei nostri confronti”.

 

Aeroporto: qual è il suo pensiero? “Se dovessimo decidere se costruirlo l’aeroporto, io direi no; ma c’è, e mi sembra molto stupido che,
per logiche Bolognesi, non lo si possa mantenere. È’ una struttura che ci consente di guardare ai nuovi mercati emergenti, ai mercati asiatici come Israele, agli Emirati arabi; al Kazakistan, all’Azerbaijan… paesi ricchi, ‘cellule’ ex sovietiche con tanta voglia di riscatto, che
vedono l’Italia veramente come una meta desiderabile”.

 

Quale turismo vede per Riccione? “Riccione è una città che si può permettere turismi diversi. Il turismo sportivo è, ad esempio, una parte sulla quale vogliamo lavorare tantissimo; il turismo balneare è il nostro faro, perché noi siamo prima di tutto una località balneare; il turismo congressuale, dove non si vende solo il palazzo ma la località. Le associazioni di categoria manderanno una lettera, oggi mi sono emozionata nel leggerla, per chiedere agli operatori di tenere aperte di più le strutture perché ci saranno più congressi, ci sarà il Natale, ci sarà una primavera più attiva e, ove non potessero, di dare decoro alle chiusure e metterle a disposizione per l’affissione della pubblicità della Pubblica Amministrazione. Ecco, credo sia questo il ‘fare sistema’ in una città a vocazione turistica. E anche quello del divertimento è un turismo importante, logicamente”.

 

Non crede che i limiti di orario imposti alla musica finisca per nuocere nel medio periodo? I giovani si vogliono divertire, soprattutto quando sono in ferie… non crede che finiranno per indirizzarsi verso altre mete? “Lo stereotipo del divertimento non esiste. Io credo che ci si possa divertire in mille modi; la musica in alcuni contesti cittadini deve necessariamente avere una disciplina tale che le consenta di convivere con altre realtà. Credo che la nostra scelta sul Marano sia una scelta vincente che forse quest’anno non pagherà appieno, ma è sulla strada giusta. Intanto si è riaperto un dialogo con chi si era proposto di aprire un albergo a quattro stelle al Marano. Io le critiche me le prendo – la settimana scorsa sono andata in alcuni locali per verificare le conseguenze dello spegnimento della musica dopo mezzanotte e devo dire che, questo migrare definitivo verso casa, non l’ho visto – ma quello che mi ha infastidito è stata la posizione delle associazioni di categoria, perché non è che hanno voluto partecipare… hanno voluto alzare i toni”.

 

Come si combatte il degrado? I vigili non possono fare solo gli esattori. “Il degrado? L’ho detto nel mio primo Consiglio Comunale e lo ribadirò fino all’ultimo che il più grande sforzo nell’amministrare la città sarà fare comunità; perché quello che manca non è il controllo del vigile; quello che manca è l’uscire dal proprio cancello, perché quello che oggi tutti rivendicano sono i diritti; nessuno sente il dovere e la responsabilità di partecipare ad una comunità. È un lavoro culturale e lo si fa con il coinvolgimento e con al presenza: la gente non si presta più il sale! ok? non te lo presta più!

 

E come si combatte quello urbanistico? Tagliando i fondi per la manutenzione? (-500 mila per le strade; -60 mila per quella straordinaria; -240 mila per il verde…) “Beh, io sono qui perché ci sono delle sfide difficili: se fosse facile non starei qui. Io ho ritenuto una cosa importante stringere la cinghia a “casa mia” anziché andare a “casa dei cittadini”! Si fa senso di comunità e ci si inventano strumenti nuovi. Solo così si vince”.

 

Ha tagliato i famosi sprechi? “Io ho dovuto contenere i servizi; io quest’anno ho avuto tre milioni e mezzo in meno di trasferimenti; e non ho chiesto un euro in più ai cittadini: io ho tagliato!“.

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