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La data non è ancora nota, ma a Maggio prossimo si voterà in oltre 4 mila Comuni con il peso enorme di quelli, ben 40 nello stivale, commissariati per gravi infiltrazioni della criminalità organizzata. In provincia di Rimini su 26 municipi si cambia in 19.

Ecco l’elenco completo, tra parentesi gli abitanti (se sopra o sotto i 15 mila cambia il sistema del voto): Bellaria-Igea Marina (19.531), Casteldelci (commissariato, dal 21 ottobre scorso c’è il commissario prefettizio viceprefetto aggiunto Patrizia Salvi, 444 gli abitanti), Maiolo (845), Misano Adriatico (12598), Mondaino (1478), Montefiore Conca (2253), Montegridolfo (1036), Montescudo (3357), Morciano di Romagna (7058), Poggio Torriana (5012), Riccione (35862), Saludecio (3091), San Clemente (5403), San Giovanni in Marignano (9100), San Leo (3083), Sant’Agata Feltria (2277), Santarcangelo di Romagna (comune commissariato, governa dal 20 giugno 2013 il viceprefetto vicario dott. Clemente di Nuzzo, 21548 gli abitanti),Talamello (1069), Verucchio (10132).

Fino ai 15 mila abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Ciascun candidato alla carica di sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di consigliere. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato Sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia. Il voto per il sindaco e quello per il consiglio sono uniti: votare per un candidato Sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia. Viene eletto sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Nei comuni superiori ai 15 mila abitanti il sistema cambia.  Si vota sempre con una sola scheda, ma gli aventi diritto al voto si possono esprimere in tre modi diversi: tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest’ultima appoggiato; tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la preferenza per uno dei candidati alla carica di consigliere appartenenti alla stessa lista, e tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”. Infine tracciando un segno solo sul nome del sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate. E’ eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno).

Lettere e commenti a: giovanni.cioria@lapiazzarimini.it

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