Renata Tosi ci riprova, nel 2009 soffiò sul collo di Pironi

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renatatosiriccione2014-2di DOMENICO CHIERICOZZI

Nel 2009 la competizione elettorale si svolse tra tre candidati (tra parentesi le liste a sostegno): Massimo Pironi (Pd, Idv, Partito Socialista, Fed. dei Verdi-Sinistra Democratica, Lista Civica Alleanza per Riccione, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista) che conquistò la fascia tricolore con 12.090 voti (56,9%); Renata Tosi (Pdl, Lega Nord-Civiche, Udc, La Destra) che ne prese 8.701 (41,0%); Wilma Delbianco (Sinistra Critica) con 439 voti validi (2,1%). Su 28.605 aventi diritto, in cabina elettorale si recarono 21.739 cittadini (76,00%). Tra schede bianche e non valide, 509 voti andarono nel nulla.

Per le prossime amministrative, domenica 25 maggio (urne aperte solo domenica dalle 7 alle 23), in totale i candidati a primo cittadino saranno cinque: Francesco Anemoni (Noi per la Romagna), Vincenzo Cicchetti (M5S), Franca Mulazzani (Ncd), Renata Tosi (Forza Italia e centro-destra) e Fabio Ubaldi (Pd e centro-sinistra). La competizione più accesa si pronostica tra Renata Tosi e Fabio Ubaldi. La vittoria del Pd al primo turno, data sempre per certa, questa volta non scontata tant’è che il ballottaggio sembra, al momento, lo scenario più realistico.

Renata Tosi, perché si ricandida?

La decisione è nata da una lunga riflessione, soprattutto dalla consapevolezza che Riccione sta attraversando un momento difficile, che ha bisogno di trovare capacità e professionalità disposte ad assumersi la responsabilità di traghettarla fuori dalla crisi. Abbiamo costruito un progetto, l’abbiamo condiviso con alcune forze politiche, coinvolto le migliori energie professionali della città, che come noi si sono posti l’obiettivo di rilanciare la città e il suo futuro. Ci poniamo come alternativa al Pd e alla sua logora egemonia. Essere stata chiamata a rappresentarli mi riempie d’orgoglio.

Secondo lei Riccione oggi è una città ….? La descriva.

Riccione oggi è una città in forte difficoltà. Prigioniera di una crisi che che sta spazzando via tante certezze e garanzie. L’immobilismo e l’incuria hanno preso il sopravvento sulla bellezza e l’attrattiva che sono sempre state i nostri punti di forza. Non c’è una visione lungimirante sul suo futuro. In questi anni si è scelto di trovare soluzioni che invece di rinnovarla l’hanno ulterioremente penalizzata. Opere faroaniche dai costi esorbitanti, come il palzzo dei comgressi, il TRC, la megapiscina, non hanno fatto altro che acuire questa crisi di visione. E lasciare la città aperta solo al turismo mordi e fuggi e alla speculazione edilizia.

Quindi?

Riccione è stanca di questo purgatorio. Vuole e ha bisogno di trovare nuove idee e nuove energie. Progetti realizzabili, sostenibili che l’aiutino a trovare quel protagonismo che gli apparteneva. Ha bisogno della cura delle piccole cose, di dare sicurezza e serenità ai suoi cittadini , di renderli partecipi delle decisioni e soprattutto di rimettere in moto la sua grande passione verso l’innovazione e la bella ospitalità, quelle che l’ hanno reso famosa in tutto il mondo.

Tre cose che “non perdona” a Pironi?

Solo tre? La più imperdonabile è stata quella di non aver governato con la città. Ha sasunto decisioni importanti senza tenere conto del volere della sua città, a cominciare dal TRC, che la città non voleva e non vuole e che lui nonostante questo ha lascito che arrivasse a sconvolgerla, offendendola come una ferita mortale. Non gli perdono l’immobilismo con cui ha trascinato molti problemi della città, uno fra tutti la soluzione della gestione del palazzo dei congressi, che per metterlo in sicurezza ha dovuto caricare il bilancio comunale di un debito di oltre 25 milioni di euro. La terza cosa, la sua arroganza di politico che guarda pensa di poter essere l’uomo solo al comando. Quell’arroganza morale che lo ha costretto a una lotta intestina all’interno della sua stessa maggioranza che ha prodotto solo incertezza e tanta tanta incapacità.

La prima cosa che farà se indosserà la fascia tricolore?

Non c’è alcun dubbio, farò in modo che Riccione esca dall’accordo di programma del TRC e andrò al Ministero delle Infrastrutture per far sentire forte la nostra voce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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