Bellaria decanta la Grecia di Omero

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di ALBERTO BIONDI

alberto biondiChi l’ha detto che i classici sono immortali? Se non fosse per l’opera costante e appassionata di alcuni individui straordinari, sognatori chisciotteschi, folli che lottano contro la crudeltà del tempo, dei classici avremmo già perso memoria. L’arte, la poesia, la filosofia necessitano di cantori che tramandino di generazione in generazione i loro frutti più splendidi, per non lasciarli marcire nella dimenticanza. Chi sceglie di dedicare la propria vita alla nobile missione di “tramandare”, verbo bellissimo, si fa carico del passato in una società che, quando non si avvita sul presente, a stento guarda al proprio futuro; e per farlo ci vuole del coraggio.

A tutti coloro che credono ancora nel valore delle proprie radici (in un’Europa sempre più apolide e omologata), per tutti quelli che vogliono scoprire o ri-scoprire la grandezza della classicità, è sul punto di iniziare un ciclo di tre conferenze dal titolo La Quarta Declinazione, mondo classico e contemporaneità”. Un’occasione per riallacciare quel legame profondo che da quasi tremila anni ci unisce alla Grecia di Omero. Il 29 marzo, il 5 e il 19 aprile (ore 16) alla Biblioteca Panzini di Bellaria-Igea Marina si parlerà di Ulisse, di viaggi, della guerra di Troia e dei moderni conflitti nei Balcani.

L’incontro di questo sabato “Nostos – Le stanze di Ulisse” è dedicato all’Odissea e si propone di rievocare il testo omerico assieme alle sue numerose trasposizioni teatrali e cinematografiche. Alla conferenza saranno presenti il Prof. Roberto M. Danese dell’Università di Urbino e il regista Francesco Puccio, che presenterà la sua nuova riduzione teatrale in collabrazione con il Gruppo di Ricerca Vocale e Sonora di Rimini di Armida Loffredo. Per sapere qualcosa in più abbiamo chiesto ad Armida di spiegarci un paio di cose.

Perché incentrare il Gruppo di Ricerca Vocale su un poema omerico?

Abbiamo scelto l’Odissea perché tutto il mio studio quest’anno, in ogni gruppo di lavoro che seguo, verte sul bacino del Mediterraneo, sui suoni delle lingue dei popoli che lo abitano, sulle parole degli esuli che cercano fortuna per mare e a volte la trovano, mentre altre volte le loro voci finiscono inghiottite dalle onde. Ulisse è il primo uomo, l’archetipo del viaggiatore, del viandante, di chi non si accontenta di ciò che ha e parte. O almeno, costretto a partire, capisce che il viaggio è già una risposta alle proprie inquietudini. Poi è avvenuto l’incontro col regista Francesco Puccio, un classicista esperto di regie in siti archeologici, e così è venuta l’idea di avorarci con il mio gruppo di ricerca vocale, scommettendo su di loro come attori.

Dove risiede, oltre che nei versi, la musicalità dell’Odissea?

“La musicalità dell’Odissea è la voce del Mediterraneo, della natura selvaggia e fiera. Il suono assordante dei sensi di colpa di Ulisse, le urla strazianti di chi ha torturato a Troia, il pianto delle donne che ha lasciato nel suo errare. Il primo incontro de LA QUARTA DECLINAZIONE verte su tutto questo. Il prof. Danese parlerà di Nostos, il film di Franco Piavoli, un esperimento ardito dal punto di vista sonoro ma anche della fotografia, del racconto: un ritorno simbolico, che è quello archetipico di Ulisse ma anche il ritorno che ognuno di noi sogna di fare. Io racconterò delle nostre avventure con LE STANZE DI ULISSE, del viaggio che stiamo cercando di portare in scena in una cornice splendida per presentarlo a Rimini, nella nostra terra. Parleremo di questo testo dal quale non si può prescindere, il classico fra i classici, paradigma ancora insuperabile della condizione dell’uomo”.

Com’è nata la collaborazione con il Prof. Danese?

É una vecchia conoscenza, e la collaborazione con lui su più fronti nasce in seno alla Summer School di Pontignano, Siena, un luogo di utopia realizzata dove università, ministero e scuole superiori si ritrovano e condividono tre giorni per ridisegnare i contenuti dei programmi ministeriali per l’insegnamento del greco e del latino; per ridare vita ai classici, trovare strade per appassionare i ragazzi alle loro radici. Così abbiamo dato vita ad un team pensante che si è posto l’obiettivo di far circolare idee, cultura, creare una rete sul territorio italiano sfatando l’idea che di cultura non si mangia. Abbiamo posto delle basi per una rinascita che parta dalla bellezza e dalle ricchezze italiane, che sono la sua storia, la sua arte, il suo essere crocevia di culture e meraviglioso palcoscenico.

Con quale spirito vi siete lanciati in questa impresa “epica”?

Come sempre nell’ottica non di dare risposte, ma sollevare curiosità, scatenare desideri incontenibili di leggere, guardare, ascoltare. Col supporto del Comune e della Biblioteca di Bellaria-Igea Marina, oltre alle Associazioni KLANGWELT per la ricerca sonora e BURDÈL sia per la creazione che per la logistica di eventi culturali nel territorio della provincia di Rimini.

Sabato 5 aprile è la volta di ILIO_L’ASSEDIO, una lezione tenuta dal Prof. Danese sulla contemporaneità della guerra di Troia in parallelo ai massacri nei Balcani. Verranno proiettati estratti del documentario di Andrea Laquidara (Università di Urbino) “Il tempo di guardare. Il tempo di vedere”, con un intervento del regista. Inoltre verrà presentato il laboratorio teatrale del Liceo Classico Giulio Cesare di Rimini “Ilio_l’Assedio” a cui il Prof. Laquidara e il Prof. Ritrovato hanno contribuito nella stesura del copione. Il 19 aprile si parla della fine degli imperi antichi e della rinascita della cultura, con IL SUO RITORNO. La conferenza, tenuta da Fabrizio Loffredo e Alessandro Agnoletti, analizzerà gli aspetti della crisi che portò alla caduta della civiltà classica per poi indagare il mondo contemporaneo. Uno studio dei classici per meglio comprendere il presente che stiamo attraversado e, perché no, diventare anche noi un po’ immortali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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