1963, a Misano si alza la vela di Portoverde

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portoverde63internoTre poderi solcati dai filari delle viti e prode coltivate soprattutto a pomodori con tre case coloniche; attorno 28 ettari di terra arate dai buoi bianchi. Sopra tre famiglie di mezzadri che hanno fatto la storia di Misano: Fantini, Gambuti e Balestrieri. La proprietà è dei Ceschina, la famiglia milanese che ricevette dallo Stato italiano centinaia di ettari di terra e sabbia da Cattolica a Rimini… a compenso delle forniture dell’esercito durante la Prima guerra mondiale. Gaetano Ceschina prima di morire ai figli: “Quel terreno daghel a lù”. Quel lù sono i riccionesi Luciano Spadini, un albergatore con la passione della vela e Claudio Tentoni, medico condotto a Misano. Più tardi si aggiungerà Potito Randi, industriale di Teramo.

I due riccionesi su quei 28 ettari immaginano un porticciolo turistico: Portoverde. Ci volevano orizzonti alti e fantasia per tale scenario nel 1963. Quest’avventura lunga 50 anni è stata raccolta e raccontata in un signor libro: “Portoverde 50: 1963-2013” (96 pagine, impreziosite da moltissime fotografie). Autore Giancarlo Mantellato, commercialista in Riccione, amico dei “visionari”. Scrive Mantellato su quel 1963: “ Un luogo allora anonimo che, con un grande intervento, caso unico nel panorama degli insediamenti balneari lungo il litorale romagnolo, grazie alla lungimiranza, forza di volontà e capacità di tre imprenditori coraggiosi, attraverso complesse vicende finanziarie e in un periodo di forti turbolenze economiche, è stato trasformato in un Centro Turistico di alta qualità con un Marina di buona e sicura ospitalità generatore di rilevanti riflessi su tutto il territorio in termini di riqualificazione del turismo, dello sviluppo delle attività imprenditoriali e dell’occupazione”.

“Portoverde – continua Mantellato – rappresenta quel fenomeno di trasformazione socio-economica che ha vissuto l’Italia nel periodo storico che viene comunemente definito miracolo economico: il libro si propone di riportare alla memoria i ricordi di chi era presente e di far conoscere, a chi non c’era, la storia dell’approdo e del complesso residenziale nati da un’intuizione in un particolare momento storico, in una regione, la riviera romagnola dove spirito d’impresa e tenacia vincono sfide impossibili”.

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