Enogastronomia, due debutti e due successi

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Il centro storico di Faenza nel corso della manifestazione enogastronomica

Fine settimana intenso quello appena trascorso per gli amanti del buon cibo. E per la gioia degli organizzatori, sia la tre giorni a Rimini del “Festival della Cucina Italiana” sia “Tutti Pazzi in Città” a Faenza hanno registrato un buon successo di pubblico. La prima, tenutasi al Parco Terme Galvanina (ex Bandiera Gialla), si è chiusa con oltre 32mila presenze giunte a Rimini per assaporare il meglio dei prodotti del nostro Paese in compagnia di diversi protagonisti della cultura enogastronomica italiana. Pienamente soddisfatto Rino Mini, presidente della Galvanina che ha dichiarato: “Il successo è stato al di sopra di ogni più rosea aspettativa, a testimonianza che alla città di Rimini mancava un evento come questo: popolare e di qualità. La nostra intenzione è quella di ospitare anche la prossima edizione, la quattordicesima e su questo stiamo già lavorando per ampliare area e offerta”. La sfida è stata accolta da Elsa Mazzolini, da 13 anni ideatrice e curatrice del Festival in giro per l’Italia. Ora, all’organizzazione non resta che attendere la tanto attesa conferma. All’interno della manifestazione è stato conferito il Trofeo Galvanina, a quattro testimonial eccellenti nei settori della cultura (Pier Luigi Celli), imprenditoria (Leonardo Spadoni), giornalismo (Gioacchino Bonsignore di Gusto su Canale 5) e gastronomia (lo chef Niko Romito). Premiato con il World Wide Chef anche Lorenzo Cogo (classe 1986), il giovanissimo chef stellato vicentino che è risultato il più innovativo nella comunicazione “per la ricchezza di mezzi con i quali il team è riuscito a comunicare l’identità del ristorante in modo coinvolgente e mai banale utilizzando anche social network come Twitter, Istagram e Facebook”.

Ma anche ‘fuori porta’ si è tenuta, in contemporanea, una grande manifestazione dedicata al buon gusto a tavola. A Faenza, la prima edizione di “Tutti Pazzi in Città” è stato un grande successo. Tre giornate interamente dedicate alle trattorie d’Italia e alla riscoperta della cucina popolare. Grande soddisfazione per Giorgio Melandri, ideatore e curatore dell’evento. “Un buon successo – ha dichiarato – che diventa il punto di partenza per aggregare le esperienze culturali della città – MIC, museo Carlo Zauli, scuola di musica, strade blu, distretto A, degusti – su un progetto condiviso che sappia essere laboratorio di idee. Vogliamo costruire insieme il futuro di questa città con entusiasmo e visione”. Una “sfida vinta” secondo Massimo Isola, vicesindaco della città, che ha così commentato dicendo. “Tutti pazzi non è stato solo un evento in centro ma un progetto che vuole crescere nel dialogo della comunità. Una edizione zero davvero importante che ci da fiducia: unire qualità e innovazione premia, anche nel grande mondo dell’enogastronomia”. (M.Z.)

 

 

 




Lavoro, pronti 130 mila euro ‘sperimentali’

disoccupazione_rimini fondo sindacatiNonostante qualche indicatore macroeconomico nazionale muova all’insù, la crisi è ancora tutta nella carne di migliaia di famiglie. A risentirne di più determinate fasce di donne e uomini che, troppo ‘anziani’ per un primo impiego e troppo ‘giovani’ per la pensione, hanno enormi difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro. Così la formazione diventa fondamentale. Anche se la nota ufficiale di Palazzo Garampi non spiega come e dove verrano utilizzate le risorse e per quali fasce di lavoratori, il fondo da 130 mila euro frutto di un protocollo d’intesa tra amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) presentato questa mattina (foto), rappresenta certamente un’opportunità “per chi ha perso il lavoro travolto dalla crisi economica”. Paradossale, tuttavia, il fatto che, giunti al terzo anno abbondante (conclamato) di crisi siamo ancora costretti a ‘registrare’ iniziative a carattere ‘sperimentale’.  Il Comune spiega così: la fase sperimentale durerà un anno e l’accordo potrà essere rinnovato se si otterranno i risultati sperati. Ma quali siano (in numeri) i risultati attesi, non è noto. Piuttosto ovvie le considerazioni. “Anche nel nostro territorio è in aumento il numero di aziende costrette a chiudere i battenti – commenta il vicesindaco Gloria Lisi – e quindi cresce il numero dei lavoratori che spesso da un giorno all’altro si ritrovano senza più un’occupazione. Il protocollo che abbiamo firmato con i sindacati è dedicato a quei lavoratori che faticano a reinserirsi nel mondo del lavoro. Seguendo l’impostazione in cui crediamo fortemente di un welfare delle capacità che va oltre l’assistenza e i meri interventi a pioggia, questo fondo nasce per fornire strumenti utili a reintegrarsi in un mondo del lavoro che cambia, attraverso attività formative e favorendo le aziende affinché stipulino nuovi contratti di lavoro”. Il punto di vista dei sindacati. “Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale un impegno per cercare di dare una risposta concreta a chi ha perso il lavoro, rimettendolo in pista – commenta il segretario della Cgil Graziano Urbinati – Attraverso tirocini e incentivi alle imprese proviamo non solo a ridare un lavoro, ma anche un’identità e una dignità a chi si trova in situazioni difficili. Con le politiche attive proviamo a fare un salto di qualità”. “Non è un fondo destinato all’assistenza – aggiunge in rappresentanza della Uil Antonello Cimatti – Il primo obiettivo di questo protocollo è farci trovare pronti, quando l’economia ripartirà, per favorire il reinserimento dei lavoratori. Altro elemento di novità è la creazione di un tavolo di raccordo, che consentirà ai soggetti firmatari di verificare ed eventualmente aggiustare il percorso”. “E’ un sistema diverso di affrontare i problemi rispetto al passato – conclude il segretario della Cisl Massimo Fossati – Insieme vogliamo costruire una rete di politiche attive, per trovare nuove strade da percorrere e affrontare un problema sempre più pesante sul nostro territorio. Avvieremo percorsi che guardano alla situazione complessiva dei soggetti, per valutare le azioni più adatte”. Il fondo, a cui il Comune destina i 130mila euro con risorse di bilancio, saranno aggiunti ulteriori 20mila euro di residuo. Prossimamente. (D.C.)

 

 




Fellini all’opera nelle fotografie scattate dal ‘re’ dei paparazzi

di ALBERTO BIONDI

La storia la fanno i grandi, penserà qualcuno. É vero: ci sono personalità che hanno il potere di incarnare lo spirito di un’epoca al punto da arrivare a definirlo per antonomasia. Eppure c’è sempre bisogno di qualcuno che “racconti” la storia dei grandi, poco importa se per farlo deve incidere su tavolette d’argilla o usare la macchina fotografica. Non esistono eroi senza un Omero; e se giocassimo a considerare Federico Fellini una sorta di personaggio mitologico, non potremmo passare sotto silenzio il nome di Tazio Secchiaroli che per una vita ha raccontato il Maestro e il suo mondo attraverso l’obiettivo.

felliniatwork_internoGli scatti di Tazio Secchiaroli non hanno immortalato solo il personaggio Fellini, con i suoi vizi e manie, ma un’intera epoca artistica che dal cinema è entrata a far parte della nostra storia. Se del concittadino regista sappiamo tutto o quasi, magari a molti (soprattutto ai più giovani) il nome Secchiaroli non dice niente. Nato a Centocelle, Roma, nel 1925, Tazio intraprende giovanissimo il percorso del fotogiornalismo e a trent’anni fonda la Roma Press Photo che presto diventerà famosa per gli scatti clandestini ai vip di Via Veneto. La mondanità romana è, anche grazie a lui, sotto i riflettori di mezzo mondo e l’incontro con Fellini non tarda ad arrivare. I due si conoscono, il regista la vuole nel backstage per immortalare il dietro le quinte dei suoi film e nasce una collaborazione che durerà per decenni. Secchiaroli diventa il primo fotografo cinematografico d’Italia, nel ’63 il suo obiettivo viene scelto da Sophia Loren e dopo di lei attori e registi se lo contendono.

É sui set di Fellini, però, che il re dei paparazzi romani ha modo di esprimere al meglio il suo sguardo artistico. “Fellini at work” è una mostra che raccoglie una trentina di stampe vintage dell’archivio di Secchiaroli scattate sui set de La Dolce Vita, 8 e mezzo, Satyricon e La città delle donne. Lo spazio espositivo è l’openspace NFC in via XX Settembre 32 e le foto saranno visibili sabato 14 settembre dalle ore 19.00. La mostra è organizzata da Photology Milano, che nel 1996 ha acqisito le stampe.

Come scrive Davide Faccioli, di Photology: “Fellini ha praticamente inventato una identità alla cinematografia italiana, oggi riconosciuta in tutto il mondo. I suoi film diventano luogo di esaltazione autobiografica, dall’ossessione per le donne alla poetica della provincia italiana. Ma é proprio sul lavoro, tra le scene di Cinecittà con gli attori, o intorno a una scrivania con uno sceneggiatore e finanche coi giornalisti per una conferenza stampa, che Fellini mantiene fede al suo naturale carattere guascone: “un fantastico bugiardo con una fanciullesca visione della vita” come diceva qualche collega. Domani mercoledì 11 settembre, come preludio alla mostra, verrà presentato presso l’agenzia NFC il volume “Guarda Fellini. Guarda Secchiaroli.” curato da Paola Spinozzi, docente all’Università di Ferrara, con illustrazioni di David Parenti. Dopo l’inaugurazione di sabato 14, la mostra sarà visitabile solo attraverso prenotazione al numero 331 4552165 oppure scrivendo a amedeo.b@agenzianfc.com

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Premio Ilaria Alpi 2013, speciali in tv e on line

ilariaalpiLa XIX edizione del Premio Ilaria Alpi va in tv e on line. Si comincia questa sera, martedì 10 settembre, a mezzanotte, su Rai3 con lo speciale a cura della redazione del Tg3 che in 50 minuti racconterà le cinque giornate del premio. Sul canale Youtube, invece, sono in caricamento tutti i video con le interviste agli autori e agli ospiti. Infine, sul sito premioilariaalpi.it sono disponibili tutti i video finalisti e vincitori. Per quanto riguarda il web si è aggiudicata il primo posto nella categoria ‘Miglior inchiesta televisiva italiana delle web tv’ è stata Vittoria Iacovella, giornalista di Repubblica.Tv, con l’inchiesta ‘Vaccinati a morte’. La controversa questione riguarda l’uranio impoverito sui campi di battaglia dei Balcani e vaccini inoculati ai giovani militari italiani e sulla quale sta indagando anche una commissione del Senato.

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