Acqua bene pubblico, incontro e diretta streaming

Domani, lunedì 1° luglio, alle 20.30 incontro organizzato dal Comitato Acqua Pubblica Rimini alla Casa della pace di Rimini (in via Luigi Tonini, 5 – centro storico) per seguire la diretta del dibattito “La costituente dei beni comuni” con Stefano Rodotà e Ugo Mattei dalla Sherwood Festival in corso di svolgimento a Padova.

Il Comitato s’incontra forte di due risultati. Uno locale, uno europeo. Il 25 giugno scorso il Comitato è riuscito a far approvare al Consiglio Provinciale di Rimini un ordine del giorno sulla costituzione del tavolo ABC Romagna (con la presenza dei 3 comitati Atersir locali delle 3 Province della Romagna). L’incontro si terrà l’8 luglio alle 15 a Forli’. In Europa, invece, hanno già superato il milione di firme coloro che hanno firmato a favore dell’iniziativa “per l’acqua diritto umano” per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione. Risultato ottenuto, visto che proprio  venerdì scorso il Commissario Europeo Michel Barnier ha dovuto prendere atto di questa grande mobilitazione sul tema dichiarando che il servizio idrico verrà stralciato dalla direttiva concessioni.

Ecco il testo dell’iniziativa a cui è sempre possibile aderire. “Esortiamo la Commissione europea a proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti. Obiettivi principali: La legislazione dell’Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Chiediamo che: 1. le istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri siano tenuti ad assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari; 2. l’approvvigionamento in acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle “logiche del mercato unico” e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione; 3. l’UE intensifichi il proprio impegno per garantire un accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.” Per maggiori informazioni: www.acquapubblica.eu

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




I mitici anni ’80 in mostra per tutta l’estate

I mitici anni ’80. Non c’è praticamente nulla nei giorni nostri che non abbia origine in quella decade. Dopo i ’70, duri e di ‘piombo’, gli ’80 sono anni spensierati, “del postmoderno, dell’edonismo, della moda, del culturismo, del rampantismo, dell’eccesso, del fluo”. E’ l’atomic generation citata da Pier Vittorio Tondelli in “Dinner party”: “Tutto fu un trascorrere da un’emozione all’altra” nei mitici anni ’80. Per rendergli omaggio, la città organizza “Cattolica ’80”. Lo fa, spiegano gli organizzatori, attraverso il luogo iconico che, accanto alla catwalk delle top model, è davvero il simbolo di quegli anni: la discoteca. Negli anni ’80’ la Riviera romagnola diventa meta di giovani che da tutta Italia arrivano in massa per i party in discoteca. In quel periodo Cattolica diventa la Regina della notte. Locali come Champagne, Tana, Insomnia, Tabù, Taxi, Casanova, Rock’o ko, Play Time, Baia Imperiale e Aleph diventano i templi della club culture,  luoghi in cui i giovani esprimono creatività e stili, dove si abbandona l’ordinario e il quotidiano per vivere il tempo della notte e sperimentare look diversi e identità nuove.

Gli organizzatori. A "guidare" il sindaco di Cattolica Piero Cecchini e come co-pilota l'assessore Anna Sanchi. (foto Fucina798 comunicazione )

La finalità della mostra è fissare “nero su bianco” l’intrattenimento e l’atmosfera unica di quegli anni. I 26 grandi e colorati pannelli di Cattolica ’80 (delle dimensioni di 190×80 centimetri) raccontano proprio questo attraverso 65 gigantografie selezionate fra le foto originali del periodo. Dal 29 giugno al 15 settembre in viale Bovio saranno protagonisti i volti, i personaggi, i deejay, i look, il design, gli ambienti e le storie che hanno segnato a Cattolica l’epoca più giusta, esagerata e alla grande del nostro recentissimo passato. In agosto sono inoltre in programma tre venerdì di concerti in piazza 1° Maggio con le band dance: il 2 i Moka Club, il 9 i Joe di Brutto e il 16 agosto i Cialtronight, per una divertente festa in stile ’70 e 80′. I concerti saranno preceduti dall’intramontabile musica italiana d’annata di deejay Michele. Saranno coinvolti commercianti e bar del centro per animazioni e la proiezioni di video. “Questa mostra – dichiara Anna Sanchi, assessore alla Cultura Comune di Cattolica – tocca i ricordi legati anche alla mia giovinezza, quando in alcuni locali i miei genitori non permettevano ancora di entrare perché destinati ad un pubblico di ragazzi più grandi. Io stesso sono stata ingaggiata quale aiuto scenografa nel film girato a Cattolica nei primi anni ottanta. La cultura non è solo quella blasonata ma è anche quella legata all’intrattenimento, ai locali di quegli anni che sono una parte fondamentale della storia di questa città”.

La mostra è organizzata dalla società Fucina798 comunicazione con il patrocinio del Comune di Cattolica, il supporto di Banca di credito Cooperativo di Gradara, Sis, Pesce Azzurro, Birra Ronzani, Victoria Palace e Vita spa, Oltremateria – Centro della Ceramica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 




Alessandro Borghese, “animale sociale” in cucina

di MILENA ZICCHETTI

Alessandro Borghese

Intrattenitore nato. Alessandro Borghese (foto), chef multimediale, tant’è che è stato definito l’unico social chef italiano per la gestione in prima persona dei suoi canali web, si è esibito ieri sera in uno show cooking presso l’ippodromo di Cesena in occasione dell’evento culinario “Cuochi in pista – Notti stellate”, una serie di serate dedicate alle stelle locali della ristorazione, di cui Alessandro è stato l’apripista e padrino d’eccezione. Che dire: Ale è Ale! Questa volta l’intervista l’abbiamo fatta ad un vero e proprio Master Chef, Alessandro Borghese.

Classe ’76, è entrato a far parte di milioni di famiglie a partire dal 2004 quando inizia la sua carriera di chef televisivo. Fidanzato e figlio ideale di molte donne, la sua è una cucina ricercata ma con un occhio alla tradizione, “perché è alla base di tutto, anche dell’alta cucina”, dice alla piazzarimini.it. Sono passate da poco le ventitrè e nonostante “la fame allucinante”, si è reso disponibile per alcune domande, ma non prima di aver espressamente chiesto una “bottiglia di vino bianco ghiacciata, un Franciacorta possibilmente e secco”… perché il suo motto è: vino rosso d’inverno e bollicine tutto l’anno!

Gli chef sono diventati personaggi televisivi di grande fama, cosa mi dice a tal proposito? Mah, io credo che non siamo noi chef gli attori di questo nuovo palcoscenico, ma forse è la cucina stessa che è diventato un nuovo teatro!

Sulla scia di questo, ora sono tanti i ragazzini che vogliono intraprendere questa strada. Lei cosa si sente di consigliare?

Io dico che se è quello che vogliono fare, lo devono fare, ma non partendo con l’idea di voler fare il cuoco televisivo. Cucinare deve essere una passione, è un lavoro che deve piacere davvero perché è faticosissimo. Non si finisce mai di imparare e non esiste un cuoco arrivato, nemmeno quando hai anni e anni di esperienza… è un mondo in continua evoluzione e bisogna avere anche tanta umiltà.

Lei quando ha capito di voler fare questo mestiere?

In realtà io a lavorare in cucina ho iniziato a 16/17 anni, ma da lavapiatti sulle navi da crociera. Guardando i cuochi al lavoro, mi sono appassionato del mestiere e da lì è nato tutto. La passione per la cucina invece, bhé quella è nata prima e ce l’ho sin da piccolo, grazie al mio papà. Da buon napoletano, la domenica faceva il ‘pacchero con la pummarola’ e io gli stavo vicino per vedere e capire come faceva. La vedevo come una cosa ludica domenicale: ci si svegliava la mattina e si iniziava a dedicarsi al pranzo, poi ci si sedeva a mangiare e si chiacchierava tutti insieme.

Oltre all’Italia, c’è un paese che uno chef dovrebbe assolutamente visitare?

Non uno, ma bensì tre: Francia, Giappone e i Paesi Scandinavi. E’ importante non limitarsi solo alla nostra cultura culinaria, ma avere un panorama molto più ampio e questi sono paesi guida. Bisogna saper cogliere le varie sfumature e le culture anche di altri paesi e cercare di prendere quello che c’è di buono per integrarlo nella nostra cucina.

La sua è una cucina innovativa…

Si, ma alla base di tutto è molto importante la tradizione, avere delle solide basi della nostra cucina tradizionale. Da qui poi si può partire e arrivare anche a piatti elaborati. Spesso nei miei corsi mi capita di avere dei ragazzini che si cimentano in piatti particolarissimi e molto articolati, ma che poi non mi sanno fare una semplice tagliatella alla bolognese. Ecco, questo non va bene!

A differenza di altri chef, lei però non ha un ristorante suo, come mai?

La possibilità di aprire un ristorante mio ce l’avrei. L’ho anche aperto, a Milano. Ma ho voluto intraprendere una strada diversa, puntando su un altro tipo di cucina e di attività e ho aperto una società di Banqueting e Catering (il lusso della semplicità, ndr). Mi piace molto di più e si avvicina molto al mio carattere e al mio modo di lavorare. Io sono un animale sociale, mi piace stare tra la gente, muovermi, viaggiare, proporre sempre piatti nuovi in base alla località dove vado e utilizzare sempre i prodotti del posto. Mi piace che il lavoro sia dinamico! Sono un ambizioso, ma non ho mai avuto l’ambizione per la stella. Mi piace cucinare e sono molto apprezzato. Questo mi basta.

Ha parlato dell’utilizzo di prodotti locali, quindi è molto attento alla materia prima…

Assolutamente si, è fondamentale. Mi piace scoprire i prodotti del posto in cui vado a lavorare, gli abbinamenti che si possono fare. E’ stimolante e divertente. Quando mi hanno detto ‘Devi andare a Cesena’ mi sono chiesto: bene, cosa c’è a Cesena? Quali sono i prodotti che offre? E in base alla mia ricerca ho creato dei piatti da proporre per l’occasione, utilizzando solo ed esclusivamente prodotti della vostra zona. Lo stesso quando mi capita di dover fare catering in vari posti in Italia: prima mi informo, poi studio e quindi elaboro il menù più adatto.

Un ottimo chef come lei, oltre che con bellezza, fascino e simpatia, avrà sicuramente conquistato la moglie con l’arma della cucina…

Eh no, non l’ho presa per la gola, ma con un buon bicchiere di Merlot! Comunque mia moglie è una buongustaia e cucina bene e spesso.

Ci può dare qualche anticipazione sui suoi prossimi lavori televisivi?

Presto condurrò l’edizione italiana di Junior Masterchef, stanno terminando le selezioni. Ragazzini di 12/13 anni con la passione per la cucina che si cimenteranno in gare culinarie. A questa età i ragazzini, se hanno la passione per la cucina, iniziano ad imparare il territorio, a conoscere i prodotti, lavorarli, abbinarli tra loro. Io sono dell’idea che la cucina è un’arte che andrebbe insegnata a scuola!

Se si potesse identificare in un piatto, quale sarebbe e chi vorrebbe fosse il suo chef?

Io sono un pastasciuttaro, anche se devo limitarmi perché ingrasso a vista d’occhio. Sarei sicuramente un piatto di spaghetti, pomodoro e basilico con abbondante parmigiano, che per me è comfort food per eccellenza! Lo chef? Mia moglie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’evento “Cuochi in pista – Notti stellate” continuerà per altri 9 sabati consecutivi

Alessandro Borghese

L’evento “Cuochi in pista – Notti stellate” continuerà per altri 9 sabati consecutivi in cui altrettanti tra i più famosi Chef stellati del nostro territorio, si esibiranno presso il ristorante Trio dell’Ippodromo di Cesena, in veri e propri show cooking. Ecco i prossimi protagonisti: Fabio Rossi del Ristorante Vite di San Patrignano, Riccardo Agostani del Ristorante Il Piastrino a Pennabilli, Raffaele Liuzzi della Locanda Liuzzi a Cattolica, Antonio Palmisani della Locanda i Girasoli di Misano, Davide Pontoriere dell’ Hotel Lungomare di Riccione, Marco Cavallucci del Ristorante La Frasca a Milano Marittima, Luigi Sartini del Ristorante Righi RSM e Alberto Bettini della Locanda da Amerigo a Savigno (BO). (m.z.)

 

 

 

 




Giù le saracinesce del Balnea Museum

Sono tornate tutte blu le bandierine sulla nostra Riviera. Rimane il divieto solo alla foce del Marecchia. Insomma, si può tornare anche a fare il bagno. Non era così nei giorni scorsi quando invece erano scattati tutti i divieti di balneazione (per il monitoraggio in tempo reale QUI). Singolare protesta per il Balnea Museum , il museo virtuale del turismo balneare fondato nel 1997, che il prossimo 1° luglio chiuderà i battenti. Non un giorno qualsiasi. Ma in quello del centosettantesimo compleanno della Riviera di Rimini. Lo farà, come scrivono  nella loro laconica nota i diretti interessati “in segno di solidarietà con il mare e la spiaggia feriti dallo scarico in mare delle fogne dei giorni 24 giugno scorso” (giorno del nubifragio, ndr).

DIVIETO Con l'apertura degli scarichi fognari a mare scatta il divieto temporaneo di balneazione. Foto lapiazzarimini.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

DIVIETO Con l'apertura degli scarichi fognari a mare scatta il divieto temporaneo di balneazione. Foto lapiazzarimini.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

E così farà nel futuro per ogni apertura di scarichi che si ripeterà. Chiuderà i battenti anche ad ogni prossimo convegno di quei “chiacchieroni che continuano a radunarsi per parlare di turismo senza produrre né soluzioni né decisioni. Venditori di parole che continuano a nascondere polvere sotto il tappeto, cospargendo la costa di qualche effimero belletto che dura al massimo una stagione. I riminesi, presi dalle loro apprensioni stagionali, di certo non si accorgeranno della serrata di Balnea, ma tra le migliaia di visitatori d’ogni continente che giornalmente visitano le centoventi sale del museo virtuale riminese, qualcuno forse sì. Serrata Turisticaly uncorrect? Certo. Comunque non quanto il continuare a raccontarsi bugie e accettare sorridendo, senza nulla fare, il degrado che sta pervadendo questa nostra bella riviera. Che merita più intelligenza, più coraggio e più qualità.”

Un problema enorme quello del sottosuolo riminese inteso come sistema fognario. La questione, letteralmente recentemente riesplosa. “Il nubifragio – scrive il consigliere di opposizione Eraldo Giudici (Pdl)  – ripropone l a “doppia questione” sottesa al sistema fognario riminese. Da una parte il problema degli sversamenti a mare , dall’altra il problema della salvaguardia idraulica della zona urbana. Purtroppo nonostante gli appelli autorevoli di “all’erta idraulica”, proposti da organismi deputati alla tutela idrogeologica del territorio, e da esperti ingegneri, sembra che Rimini preferisca far girare “la ruota della fortuna” piuttosto che affidarsi ai lumi della ragione. Per questo – scrive Giudici rivolgendosi al Sindaco – Le ripropongo la necessità di completare la deviazione delle acque piovane provenienti dal forese verso le aste fluviali principali , per alleggerire la pressione idraulica sulla zona urbanizzata, e di ripristinare, nel tratto urbano, le sezioni delle fosse consortili pregiudicate da un’espansione urbana inconsulta. Le segnalo altresì, per l’ennesima volta, l’urgenza di dotare i sottopassi riminesi di sistemi semaforici automatici di blocco della circolazione in caso di allagamento. Infine per entrambe le questioni “sversamenti a mare” e “salvaguardia idraulica” la sollecito, come ha fatto nel 2012 il Comune di Milano, ad adottare un (PUGSS) Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo di utilità più generale, ma che comporta l’analisi razionale della situazione attraverso una ricognizione quali-quantitativa delle infrastrutture sotterranee, esperibile anche con indagini georadar. In tal modo si potrebbe sopperire a quel che pare un difetto di conoscenza del sottosuolo riminese che, per il reiterarsi periodico di allagamenti, sembrerebbe privo di una adeguata rete fognaria dotata di scolmatori delle portate idrauliche, dai tratti più carichi a quelli meno carichi, per prevenire dal rischio di allagamenti le zone urbane ed evitare sversamenti intempestivi a mare.”

La rabbia e la protesta è scattata anche sulla rete e sui social network. “Mi sono letto tutti i quotidiani locali di oggi 26 giugno 2013 – ha scritto Sergio Giordano presidente di Basta Merda in Mare. – Dal momento che non ci sono stati interventi fognari ancora risolutori della merda in mare il diluvio che c’è stato su Rimini aveva quindi i medesimi sfoghi a mare degli anni precedenti. Quindi il mare si stava trovando ad accogliere merda come ha sempre fatto e che abbiamo sempre segnalato in questi 30 anni. Vale quindi forse il discorso ad esempio dell’ imbuto strapieno con il collo bottiglia (scarichi a mare) troppo stretti per la massa d’acqua che arrivava? L’unica cosa che non mi convince in questo disastro è l’apertura alle 17,35 dello scarico Ausa (dove arriva lo sfogo del centro storico) e il fatto che l’effetto risucchio lavandino nella zona del Club Nautico sia arrivato, sembra, solo verso le 20. Bisognerebbe (perché non ero sugli scarichi, dal momento che stavo tutelando contro la piena la mia casa questa volta e ci sono riuscito perché ho le dotazioni di emergenza da 25 anni) che qualcuno ci dicesse se le paratie a mare degli scarichi, già prima della pioggia prevista, erano libere dalla sabbia che preme sulle paratie (i Salvataggi in loco lo potrebbero sapere ) mentre Hera ci deve spiegare bene e tecnicamente, con una conferenza stampa e in presenza di tecnici esterni, se l’apertura è stata tempestiva su tutti gli scarichi oppure no! Solo così si potrà essere sereni nel dividere il sacro dal profano.” Un tema complesso, certo, ma che va affrontato. Tutti i riminesi si sono fatti un nodo al dito. La questione non è più rinviabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 




Boy George e Taboo Special Guest alla Molo Street Parade

di MILENA ZICCHETTI

TALENTI Davide Nicolò, art director e pr storico di locali italiani ed esteri che si divide tra Riccione e Ibiza

Boy George, Taboo dei Black Eyed Peas, Marc Vedo, Saturnino, Kay Rush e Frankie hi-nrg. Questi sono i special guest di questa edizione della Molo Street Parade, che quest’anno bissa con la sua originale e indovinata formula “musica&sardoncini”. Saranno 12 i pescherecci che domani, sabato 29 giugno dalle ore 18:00, si trasformeranno in vere e proprie “consolle” galleggianti. Ormeggiati a 100 metri di distanza l’uno dall’altro, ospiteranno Deejay di fama nazionale e internazionale che si alterneranno in performance all’insegna dei vari generi musicali.

Due gli ospiti d’onore di questa edizione. L’attesissima icona internazionale del pop degli anni ’80 Boy George, che si esibirà come dj per far vivere una serata indimenticabile a generazioni di fan e, per la prima volta in Italia come dj live, Taboo dei Black Eyed Peas, un artista capace di galvanizzare il pubblico di mezzo mondo con le sue performance, oltre ad essere anche un abile ballerino, attore, autore e… designer di scarpe! Ha già anticipato che durante la sua esibizione proporrà anche alcuni dei suoi pezzi.

Non mancheranno poi altre celebrità del djset come Marc Vedo, tra i djs electro più talentuosi della nuova generazione; la bellissima e affascinanzte Kay Rush, lanciata da Claudio Cecchetto negli anni ’80 e ora grande dj e conduttrice radiofonica; Frankie hi-nrg, definito il padre del rap italiano, sulla scena da oltre 20 anni, vanta anche numerose collaborazioni con grandi artisti e cantanti italiani come Giorgia, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Pacifico, Niccolò Fabi…; Saturnino, il bassista di Jovanotti e considerato dalla critica più accreditata, uno dei migliori bassisti a livello internazionale, che si esibirà con il suo live djset. Presenti anche i deejay di punta di Radio 105 Giuseppe e Fabiola e Molella di Radio M20.

Ad esibirsi anche deejay nati o lanciati in Riviera come il riminese Ricky (Riccardo) Montanari; l’innovativo e amante della sperimentazione Andrea Arcangeli; il trio dei Pastaboys e il loro “voler accompagnare l’ascoltatore in un viaggio alla scoperta e consapevolezza che l’house music è prima di tutto una felice, felicissima e sensuale categoria dello spirito”; Massimo Lippoli, che deve la sua svolta, negli anni 80, a Riccione; Niconote (Nicoletta Magalotti), capace di incantare chi già la conosce e sedurre chi invece ancora non ha avuto il piacere di ascoltarla; Filippo Nardi, direttamente dalla seconda edizione del Grande Fratello, dj e produttore discografico nel panorama della musica house internazionale.

Poi i giovani talenti come Athletic Duo, Bartolomeo e Frankie Dos. Assieme a loro si alterneranno ai piatti anche Ivan Iacobucci, Kelly Joyce, Franco Moiraghi, Matte Botteghi, Davide Ruberto, Luca Signorini, Rangzen, Machines, O.P.S. Live, Luca Belloni, Alex Nocera, Rudeejay, Holly, Rafael Nunez, Mauro Catalini, Romoletto, Polin, Jean & La Plastique + Kd.one, Nizzo + Crimson, Bizio + Burla2222 + Dr.Fitz, Sauro Cosimetti, Vincenzo Viceversa, Andrea Mattioli, Simson, F.T.G., Lenny, Andrea Speed, Pakkio Sans, Eugenio Conti, Paolino Zanetti, Chicco Giuliani, Dj Kambo + Richie, Eron, Davide Nicolò, Dj Fabiana, Andrea Conti, Paolo Nhe, Ghigo, Magi, Tommy e Seve, Lupo, Capoz, Lollo, Andrea Cardillo, Dade, Flows, Spider Pussy, Francesco Elle, Game Over.

“La Molo Street Parade è un kermesse per chi ama la musica, una enorme discoteca a cielo aperto, un melting pot di stili e contaminazioni sonore per tutti i gusti e palati musicali” dichiara Fabiana Acquisti, alias Dj Fabiana, imprenditrice toscana di successo che presenzierà all’evento e farà da apripista a Saturnino “Dopo la bella esperienza della prima edizione ho accettato al volo l’invito di quest’anno. Sono sicura che sarà un grande divertimento per tutti, coscienti che la musica a Rimini può essere un importante polo d’attrazione e momento di aggregazione giovanile anche per il bene del nostro turismo”.

Sulla Boat#3 “Viviana” troveremo ad aprire l’evento a partire già dalle 17:30 Davide Nicolò (foto), art director e pr storico di locali italiani ed esteri che si divide nelle sue performance tra Riccione e Ibiza “Spero che quest’anno vada bene come l’anno scorso” ci dice Davide “Sono appena tornato da Ibiza e proporrò nuovi suoni amalgamati a del funk rock e vecchie musiche da film, qualche stranezza veramente assurda… del resto il mio dj set è famoso per questo… di tutto un Po’P!”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 




Chiesto lo stato di calamità naturale

Chiedere è metà dell’avere. Ma se il Governo dovesse riconoscere, ma soprattutto finanziare, lo stato di calamità naturale per quello che è successo lunedì scorso allora chi ha subito dei danni potrà essere risarcito dallo Stato. Solerte, oggi stesso l’amministrazione comunale ha presentato al Governo e alla Regione Emilia Romagna ufficiale richiesta dello stato di calamità naturale, confidando anche nel supporto di tutti i parlamentari riminesi . Per questo motivo – scrive il Comune – si consiglia ai cittadini di raccogliere fin da adesso fotografie, fatture e tutto quello che potrà essere utile in un secondo momento per poter dimostrare l’entità dei danneggiamenti.

Sul sito internet dell’ente e presso l’Ufficio Relazioni col pubblico del Comune di piazza Cavour, sono disponibili i moduli attraverso cui segnalare i danni subiti da privati e imprese. I moduli si possono inviare via fax al numero 0541.704157, oppure via mail all’indirizzo danninubrifagio@comune.rimini.it. Per ulteriori informazioni di carattere generale è possibile invece telefonare al numero verde 800.106.300 dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 17.

 

 




Diluvio, le categorie: “Rimini si piega ma non si spezza”

Rimini si piega ma non si spezza. Le categorie economiche del nostro territorio  AIA , CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti (del Comune di Rimini ) ci tengono a sottolineare un concetto importante: In una situazione economica così pesante e difficile da sostenere come quella attuale, tutti gli operatori si stanno tirando su le maniche con un atteggiamento positivo e costruttivo che abbia un unico obiettivo, salvaguardare l’unica ricchezza del nostro territorio, l’economia del turismo. Il nubifragio che si abbattuto sulla nostra citta ha dimostrato come grazie a una task force messa in atto con soggetti pubblico- privati, la città di Rimini si è presentata al turista il giorno dopo nel suo aspetto di quasi normalità fatto di accoglienza e ospitalità.

Nonostante sia partita la conta degli ingenti danni, in molti casi non coperti da assicurazione, da parte di tutti i cittadini e degli operatori (tanto che giustamente e stata fatta la richiesta di calamita naturale), quello che non dobbiamo fare in questo momento è  mettere in discussione le politiche turistiche legate ad eventi e manifestazioni e altro, che rappresentano uno strumento mediatico per attirare presenze sul territorio. Tutti coloro che pensano di risolvere il problema con azioni di puro dileggio stanno solo facendo del male al nostro sistema;  non dimentichiamo che in una stagione così difficile la nostra ancora di salvezza sono proprio le presenze che riusciamo ad attirare.

La stessa forza lavoro operante nel nostro territorio è strettamente collegata con i milioni di presenze che si riversano sulla riviera. Quindi non serve piangerci addosso, trovare il capo espiatorio e guardare solo agli aspetti di criticità, basta con azioni di disturbo e dietrologie, con i se non siamo in grado di costruire la storia, ora abbiamo tutti la consapevolezza che le criticità vadano risolte una volta per tutte, gli interventi sul sistema fognario  non possono essere più rimandati e hanno la priorità assoluta. Il messaggio di tutte le categorie economiche  unite ribadisce attraverso l’azione dei propri associati che il sistema turismo deve restare compatto e deve insistere nel dare impulso e rilancio al motore degli eventi che lo sostiene. Il problema fognario non è un problema della categorie economiche ma di tutta la città.

 

 




Affrontiamo l’emergenza, ma basta dare la colpa alla Natura

di DOMENICO CHIERICOZZI

Non è un momento felice per Rimini. La bella stagione ha fatto una gran fatica ad arrivare, fino quindici giorni fa faceva freddo e si dormiva col piumino e sulle spiagge non c’era anima viva. Poi all’imporvviso 30 gradi. Lunedì la bomba d’acqua. Imprevista, imprevedibile. Dicono i più. Sarà. La Natura matrigna ha colpito ancora. Assassina, crudele.

L’ultima che leggiamo riguarda la richiesta, legittima e ragionevole, avanzata dal Comune di Rimini affinchè in relazione ai danni subiti dal nubifragio si riconosca lo status di “calamità naturale”. Che in buona sostanza significa: richiesta di risarcimento danni. Tutti gli interessati potranno compilare un modulo prontamente messo a disposizione sul sito del Comune. E chi paga? Lo Stato, cioè tutti. Prendo l’Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (2007) cerco la voce “Calamità naturali” e leggo:  “Calamità naturale deve intendersi ogni fatto catastrofico, ragionevolmente imprevedibile, conseguente a eventi determinanti e a fattori predisponenti tutti di ordine naturale, e a loro volta ragionevolmente imprevedibili”. Questa definizione – leggo ancora per amor del vero – tende a sottolineare il fatto che “la locuzione calamità naturale può essere fuorviante, in quanto non sempre la responsabilità delle conseguenze calamitose può essere attribuita a eventi naturali: se si accerta l’incidenza di cause determinanti e di fattori predisponenti ricollegabili all’attività umana ‒ come accade il più delle volte ‒ occorrerà valutarne gli effetti sui processi risultanti, prima di attribuire all’evento naturale la responsabilità dei fatti accaduti. In altri termini, un evento naturale normale, che in sé non ha niente di calamitoso, in quanto fa parte del normale gioco delle forze della natura e opera al fine di realizzare certi inarrestabili equilibri naturali, può indurre conseguenze calamitose proprio perché l’uomo, con la scarsa imprevidenza che spesso lo distingue, ha creato le premesse perché ciò accada.”

Si poteva evitare quello che è successo? Se ne parlerà. La stessa Procura ha aperto dei fascicoli d’indagine per “disastro colposo”. E ironie a parte, è certo che le colpe non siano del sindaco Andrea Gnassi. E’ evidente che non può essere così. Ma a lui toccherà affrontare la questione. Perchè ha scelto di andare a Palazzo Garampi e quello è lo scranno del dovere, non certo del piacere. E per piacere, finiamola di dare sempre la colpa alla Natura. A pagare sia chi ha sbagliato. Quindi ai deputati Emma Petitti e Tiziano Arlotti, che tanto si spendono a Roma per Rimini, un invito: meglio aprire l’ombrello e girare chiedendo spiegazioni sull’accaduto. Bussando però alle porte a queste sfortunate latitudini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




Concerti, in arrivo Zucchero con la travolgente Sesion Cubana

di MILENA ZICCHETTI

“Era un’idea che avevo in testa da molti anni, un sogno a cui non volevo rinunciare”. E’ così che Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero ha spiegato che il sogno che inseguiva e che finalmente è riuscito a realizzare era proprio quello di registrare un intero album a l’Avana (Cuba).

Il risultato è stata la nascita del suo nuovissimo capolavoro “La Sesión Cubana”, con cui è attualmente in Tour. La Sesiòn Cubana World Tour 2013 ha visto il Sold Out per le tre date all’Arena di Verona dove ha avuto il suo debutto mondiale con oltre 30.000 biglietti venduti. Ora i suoi ritmi calienti e passionali travolgeranno anche la città di Rimini, con tappa al 105 Stadium il prossimo sabato 29 giugno (info biglietti Pulp Concerti tel. 392-3900212). Un concerto-evento rigorosamente live, in cui il cantautore proporrà il nuovissimo repertorio insieme ai suoi più grandi successi di sempre, quelli che lo hanno reso una star di livello internazionale. Ma nonostante questo, Zucchero tiene a ricordare la sua provenienza e lo fa anche in una intervista rilasciata alla stampa qualche anno fa: “Io vengo dalla strada, lo sanno tutti. Fra amici usiamo le parolacce praticamente con affetto. Così a me viene naturale elevare un po’ il tono e il ritmo ai concerti e dire alzate un po’ il culo e venite a ballare. È il mio stile, piaccia o no. Ai miei fan piace. Sarebbe molto più facile fare lo spettacolo normale con un piatto buonasera signore e signori, grazie dell’applauso, arrivederci alla prossima estate”.

Ed è così.  Zucchero, così lo soprannominò la sua maestra delle elementari, ne ha fatta di strada, da quando è partito dalla piccola frazione di Reggio Emilia dove è nato, nel 1955. Fonda negli anni ’70 la sua prima band, ma è solo negli anni ’80 che iniziano ad arrivare le prime soddisfazioni con partecipazioni a festival e vincite di premi. Ed è alla fine di quegli anni che, durante il suo primo tour internazionale, raggiunse un altro grande traguardo: il primo artista occidentale a cantare al Cremlino a Mosca.

Tante sono anche le collaborazioni, sia a livello nazionale che internazionale, che può vantare nella sua lunga carriera. Solo per citarne qualcuna: Ray Charles, Joe Cocker, Sting, Bono, Eric Clapton, Tom Jones, Bryan Adams, Mark Knopfler e gli italiani Andrea Bocelli, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Mina, Mogol, Ennio Morricone, Mia Martini, Vasco Rossi, Ligabue, Luciano Pavarotti… L’ultimo premio ricevuto? Il “Los Angeles Italy Excellence Award” per l’enorme successo ottenuto nel corso della sua carriera in tutto il mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 




NUMERO VERDE EMERGENZE PROTEZIONE CIVILE RIMINI 800-422233

11.30 – Secondo le previsioni del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, le condizioni peggiori dovrebbero verificarsi venerdì quando, tra le 6 e le 9 del mattino, è previsto un forte temporale con nuove possibili grandinate. Ancora pioggia anche per gran parte della giornata di domani giovedì 27 giugno con schiarite temporanee.

© RIPRODUZIONE RISERVATA