Gabicce Monte, presepe vivente

COMUNTITA’

- L’emozione della Natività nelle vie del borgo di Gabicce Monte il 24 dicembre (dalle 21 alle 23) e 26 dicembre (dalle 15,30). Eventi realizzati dai quartieri di Gabicce Monte, Gabicce Mare, Ponte Tavollo e Case Badioli. Gli appassionati potranno ammirare i vari quadri della Notte di Natale. Inoltre, ci saranno i vecchi mestieri grazie alla raccolta del cavaliere Angelo Cucchiarini. I bambini potranno accarezzare gli animali, sempre del cavalier Cucchiarini: somari, caprette e altro…




Amarcord Gabicce





Danilo Badioli si scusa con Angelo Serra

[b]PERSONE[/b]

Il fatto: una donna in stato interessante sarebbe stata invitata a scendere dalla macchinina elettrica a disposizione degli ospiti in vacanza in quanto l¹appartamento turistico, affittato appunto dall¹Agenzia Immobiliare Badioli non aveva aderito al servizio gestito dal Gruppo Albergatori Multiservizi.
Era nato così un acceso scontro tra lo stesso Danilo ed il Presidente degli albergatori Angelo Serra il quale sosteneva che la donna era stata comunque invitata a rimanere sulla navetta per proseguire la risalita dalla spiaggia pur essendo stata informata che l¹Agenzia Immobiliare Badioli non avendo
aderito al servizio, non avrebbe potuto garantire il trasporto gratuito.
E ora le scuse di Badioli il quale con una lettera indirizzata a Serra scrive: “Essendo venuto a conoscenza dei fatti riferiti dai turisti presenti e quindi testimoni dell¹accaduto mi rammarico e desidero quindi presentare le scuse più sincere. Mi rendo disponibile a collaborare con il servizio navetta da e per la spiaggia che riconosco prezioso per l¹aiuto che offre alle persone in difficoltà”.




Vallugola, la Conferenza dei servizi lo boccia

NATURA & SOCIETA’

- L’ampliamento del porto di Vallugola non si farà. Lo ha bocciato la Conferenza dei servizi lo scorso 18 novembre. Il Comitato cittadino Vallugola Terra Nostra che da anni si batte per il no ha festeggiato lo scorso dicembre. Una sconfitta invece pe ril sindaco Corrado Curti e il Pd gabiccese (l’assessore di Rifondazione Giuseppe Cucchiarini ha votato contro, mentre l’assessore del Pdci Vittorio Annibalini si è astenuto). Le ragioni della proprietà.
“La bocciatura definitiva del progetto di ampliamento del porticciolo di Vallugola da parte della Conferenza di servizi – afferma il Comitato cittadino – ha messo finalmente la parola fine all’assalto al territorio tentato da Sviluppo Marittimo e sostenuto fino all’ultimo istante dall’ottusa miopia politica-ammmnistrativa del sindaco Curti e del gruppo consigliare del Pd. Gli stessi che ancora ieri, con le loro firme in calce ad un indecente e schizofrenico manifesto, rivendicavano con orgoglio il voto espresso in Consiglio comunale a favore del progetto, accusando il comitato Vallugola Terra Nostra di demagogia, strumentalizzazione e falsità”.
“Sapevamo bene – continua il Comitato – che chi non ha argomenti avrebbe cercato con ogni mezzo di delegittimarci, rappresentando una realtà distorta dei fatti. Sapevamo bene che chi per ben quasi tre anni ha colpevolmente sottratto energie e competenze dell’amministrazione comunale dai veri ed urgenti problemi di Gabicce Mare, anteponendo gli interessi privati agli interessi e ai diritti della comunità, non avrebbe posto limiti etici alla proprie azioni pur di raggiungere l’obbiettivo prefissato. Niente e nessuno però ha fermato la determinata volontà del comitato di lottare in difesa del bene comune contro il potere economico e l’arroganza di chi pensa che il voto degli elettori sia una cambiale in bianco valida cinque anni”.
“Noi e soltanto noi, contrariamente a quel che cerca di arrogarsi a proprio merito il sindaco Curti – chiude la rifgessione il Comitato – abbiamo fatto nascere un grande dibattito nella città attorno al tema di Vallugola, sensibilizzando e coinvolgendo la cittadinanza, esperti e studiosi. Noi e soltanto noi abbiamo sostenuto e sosteniamo che un’altra via per lo sviluppo è possibile, nel rispetto dell’ambiente, del territorio, delle persone. Oggi davvero è un buon giorno. Oggi è finito il tempo della menzogna e della politica politicante. La cittadinanza vuole esprimersi, vuole essere ascoltata, vuole contare. Il deprecabile comportamento di questa amministrazione ha accentuato invece il distacco tra il “palazzo” e i cittadini. Oggi, dopo la sonora sconfitta, il sindaco Curti con temerarie e funamboliche giravolte plaude alle conclusioni della Conferenza di servizi, asserendo che la bocciatura del progetto altro non è che l’accoglimento dei vincoli posti nella delibera del consiglio comunale che, aggiungiamo noi, approvava il progetto. Sbagliamo, o questa è la stessa persona che ieri rivendicava con orgoglio il suo sostegno al progetto? Si è la stessa persona. Sempre lui, il sindaco Curti, che se avesse almeno un minimo di onestà intellettuale, dovrebbe prendere atto con umiltà della sonora sconfitta subita e chiedere scusa alla cittadinanza”.
“Sviluppo marittimo” è la società proprietaria del porticciolo. Afferma che senza l’ampliamento la darsena è destinata al fallimento. I costi di gestione sono troppi alti rispetto alle poche barche che può accogliere. E che l’ampliamento del porticciolo avrebbe significato anche la messa in sicurezza il promontorio sovrastante.




Bar Sorelle Scola, incontri con la cultura

10 sabato – ore 17,30. About… viaggi.
13 martedi – ore 19. Cinema contemporaneo a cura di Carlo Masini,
16 venerdi – ore 16,30. Merende animate da Marcello Franca.
22 giovedi – ore 21. Teatro da bar dei Cinquequattrini, Corpi poetici.
29 giovedi – ore 21. About… astri a cura di Maria Pia Cenci, “L’Anno che verrà”.




Corte Malatestiana, i sentimenti della memoria

TRADIZIONI

- La Corte Malatestiana e il Gruppo Mangiafuoco di Gradara rappresentano il sentimento della memoria. L’associazione nasce nel 1982; è composta da oltre 50 figuranti divisi tra: nobili, dame, gonfalonieri, guardie, castellani e tamburini. Fanno rivivere l’antica Gradara, riproponendo lo stile di vita dei Malatesta che dominarono su tutto il territorio (Marchigiano-Romagnolo).
Il corteo storico dei nobili è stato il primo nucleo della Corte malatestiana, dove nel corso degli anni si è sempre di più raffinata la ricerca storica, adattando gli abiti iniziali (a dire il vero piuttosto folcloristici) fino ad ottenere riproduzioni sempre più rigorose rispetto all’originale.
I nobili formano il suggestivo “Corteo Storico” che sfila sia a Gradara, nei consueti appuntamenti, sia nelle numerose manifestazioni di rievocazione storiche in varie zone d’Italia accompagnati dal Gruppo dei musici (tamburini) con il ritmo dei loro tamburi. che dopo la Corte è il gruppo più numeroso, svolgono una funzione essenziale poiché accompagnano sia le sfilate dei nobili sia gli spettacoli dei mangiafuoco con il ritmo dei loro tamburi.
Con il loro incedere elegante riescono a rendere ancora più solenne e suggestiva la sfilata dei nobili e nel momento dello spettacolo dei mangiafuoco, scandiscono i tempi e creano l’aspettativa per i numeri di giocoleria.
Il Gruppo Mangiafuoco è tuttora una delle poche formazioni di mangiafuoco acrobatici d’Italia. I mangiafuoco hanno ottenuto numerose soddisfazioni in Italia in occasione di varie Feste di Rievocazione Storiche.
Tra i triofei, il secondo posto in occasione della prima gara nazionale fra mangiafuoco e artisti della giocoleria col fuoco tenutosi a Rocca San Casciano (Forlì) lo scorso 25 marzo.
Nel 2012, chiunque voglia provare l’ebbrezza di far parte del corteo storico, o far parte dei musici, o di conoscere l’antica arte della giocoleria del fuoco e praticarla, non esiti a contattali.I corsi sono gratuiti (per i mangiafuoco bisogna aver compiuto i 18 anni, invece sia per il corteo che per i musici non ci sono limiti d’età).

I contatti: via Mercato, 3. Gradara.corte-mangiafuocogradara.jimdo.it
E-mail: cortemalatestiana@gmail.com
Facebook: Corte Mangiafuoco Gradara.




“Il nostro futuro non passa per la tassa di soggiorno ma per il Consorzio”

IL FATTO

- “Il futuro del turismo di Gabicce Mare non può passare per la tassa di soggiorno ma per il Consorzio. Il nostro servizio booking è in pieno rilancio e sta dando frutti. Abbiamo la necessità che gli albergatori partecipino attivamente alla vita dell’associazione, magari con i bagnini ed i commercianti”.
Il presidente dell’associazione albergatori di Gabicce Mare, Angelo Serra, ha le idee chiare. E riparte da un manifestazione provinciale contro la tassa di soggiorno, alla quale hanno partecipato circa 400 operatori lo scorso 29 novembre a Pesaro. Una dimostrazione di compattezza, con sfilata dalla Provincia fino a piazza del Popolo.
“I motivi per dire no alla tassa – afferma Angelo Serra – sono tanti. Rende meno competitivi i territori sui mercati nazionali e internazionali; già penalizzati dall’Iva più alta di quella francese e spagnola. Se fosse applicata a macchia di leopardo e con importi diversi a livello regionale sarebbe davvero il no-senso. Inoltre, gli albergatori diventerebbero sostituti d’imposta, mentre tutti gli altri settori (a Gabicce tutta la città) ne sarebbero esenti”.
“Ed è inaccettabile – continua Serra – che invece di tagliare i costi della politica, gli sperperi, si scarichi il peso delle minori risorse in uno dei pochi settori che ancora riesce a competere ed a salvare la nostra economia. Gabicce Mare è l’unica località balneare dei dintorni ad avere avuto un segno meno anche nel 2011. Insomma, la tassa di soggiorno penalizzarebbe la nostra città più delle altre località. L’unico sindaco ad essere stato attaccato lo scorso 29 novembre è stato proprio il nostro, Corrado Curti”.
Ma il presidente degli albergatori gabiccesi oltre ad analizzare la debolezza della tassa di soggiorno, propone anche alternative a chi è chiamato a decidere, cioè al Comune di Gabicce Mare.
“Credo che le strade percorribili – sottolinea Serra – da chi è tenuto alla responsabilità siano tante. Penso ad una tassa di scopo, ad una che vada a toccare le partite Iva della città. Con molta onestà intellettuale, va ribadito con buon senso che tutta Gabicce Mare è legata alle sorti del turismo e non solo gli albergatori, i bagnini, i commercianti del centro. Che cosa farebbero gli artigiani senza le strutture ricettive?”.

Promozione
e consorzio
Per la promozione e la commercializzazione turistica c’è idea percorribile e sulla quale sta discutendo già la vicina Romagna. Serra: “Il Consorzio è un’idea buona; assolutamente da portare avanti e concretizzare. Sarebbe un contenitore di forte impatto, nel quale andrebbero a confluire molte capacità economiche della comunità: Comune, Provincia, Camera di Commercio, più albergatori, bagnini, commercianti. Potremmo ottimizzare sia la promozione, sia la commercializzazione. Non possiamo più presentarci sparsi ai mercati; da soli siamo deboli, insieme forti.
Come albergatori quest’anno abbiamo cercato di rilanciare il centro prenotazioni. Ottimi i risultati; era dal 1990 che non si raggiungevano tali livelli. Forti dei numeri, abbiamo deciso di potenziare l’ufficio. Siamo alla ricerca di una persona che conosca le lingue e il web. Che vada alle fiere e che visiti le agenzie. Deve essere una caccia tecnologica del cliente.
Inoltre, il nuovo addetto dovrebbe gestire anche il servizio elettronico delle camere libere. La tecnologia la dobbiamo usare se non meglio degli altri, almeno alla pari. Oggi, la maggioranza delle persone usa la rete per cercare e prenotare la vacanza”.
“Avanti con la tecnologia – chiude la riflessione il presidente degli albergatori gabiccesi Angelo Serra -, ma abbiamo bisogno della partecipazione dei nostro associati, dei bagnini e dei commercianti. Le sfide si possono affrontare solo insieme. Siamo tutti sulla stessa barca e abbiamo la necessità di remare insieme. Si fa meno fatica e ci si diverte di più. Non dobbiamo aver paura del futuro; possiamo offrire una delle località più belle del mondo e che abbiamo solo noi. Riccione ha inserito il nostro Monte nel logo della città per i 90 anni”.




Curare il dolore con le onde acustiche

SALUTE

- Curare il dolore somatico e cronicizzato senza medicinali, o trattamenti con stimoli elettrici, ma utilizzando solo onde acustiche a diversa frequenza. Il rivoluzionario trattamento si chiama Mam (Modulatore acustico muscolare). E viene applicato dal poliambulatorio ‘Nuova Medicina 2000’ di San Giovanni.
Il metodo non è invasivo; si utilizzano onde acustiche modulate in potenza e frequenza prodotte con controllo automatico da un generatore. Vengono generate da una sonda cilindrica di soli 3 cm di diametro e sono trasmesse in maniera atraumatica attraverso la pelle ai tessuti sottostanti.
In media un ciclo di trattamento è costituito da 4 sedute a cadenza settimanale e la durata di ognuna può variare dai 20 ai 40 minuti, sulla base del numero dei punti dolorosi da trattare.
Già dopo la seconda seduta si ottiene, in un consistente numero di casi, la riduzione del dolore. Lo scorso novembre l’innovativo trattamento è stato presentato ai medici di base, specialisti e fisioterapisti dall’inventore, il professor Sandro Mandolesi, specialista in chirurgia vascolare e docente presso l’Università la Sapienza di Roma. E’ poi rimasto a disposizione presso la struttura medica marignanese per tutti coloro che hanno voluto testare gli immediati benefici.
In Italia oltre 15 milioni di persone soffrono di dolori cronici che ne condizionano la vita. ll dolore ha origine da uno stimolo fisico, termico, meccanico, chimico oppure nella maggior parte dei casi causato da una contrattura muscolare. Ciò determina una riduzione della resistenza al lavoro, riduzione della forza muscolare e sintomi come stanchezza, impotenza funzionale, bruciore e dolore. Il metodo Mam è indicato per i dolori somatici acuti (post operatorio, in corso di riabilitazione, traumatico), oppure d’origine artrosico, reumatico e sucolare.
La sua efficacia è stata scientificamente provata; è indicato per chi non ha ottenuto benefici dopo la cura con i farmaci tradizionali (analgesici, anti-infiammatori, cortisonici, miorilassanti), con comuni trattamenti di fisioterapia, manipolazioni, infiltrazioni oppure interventi chirurgici.
Possono ottenere risultati soddisfacenti anche portatori di pacemaker ed anziani, le persone con insufficienza venosa cronica, zoppia o soggette a cefalee e a vertigini mediante applicazioni a livello cervicale, della nuca e dell’area occipitale.
Sono pochissime le controindicazioni: la gravidanza, le zone di flebite o flogosi clinicamente apprezzabile, in zone di dermatite o dermo ipodermite, nei soggetti cardiopatici scompensati o con angina instabile.




Quelli dell’Alternoteca

GIOVANI

Da otto anni, l’associazione promuove molteplici attività grazie anche al contributo della Regione Emilia Romagna e dell’assessorato alle Politiche giovanili dei Comuni di San Giovanni, Cattolica, Riccione, Misano e Morciano.
Diverse le opere portate in scena sino ad oggi e tutte a sfondo comico: “Il pifferaio magico”, “La parodia dell’odissea”, “In to the musical” e “Delitto a villa roung”.
Il motore sono un gruppo di 20 ragazzi, con un’età fra i 18 e i 34 anni, uniti dalla curiosità e la passione per il teatro. Gli incontri si svolgono ogni venerdì sera presso il Centro giovani San Giovanni e continueranno sino a maggio 2012. “Il percorso sarà suddiviso in due parti – spiega il regista Marco Cestonaro -. Un primo momento verterà sull’abc del teatro, tramite esercizi comici e propedeutica.
La seconda parte sarà la vera e propria messa in scena dello spettacolo. Il 28 aprile, il saggio-prima al teatro Massari”.
Non è solo divertimento quello che offre il laboratorio teatrale come spiega Stefano Della Chiara, coordinatore di Alternoteca: “Il gruppo nasce con l’obbiettivo di offrire ai giovani una valida alternativa ai soliti passatempi spesso nocivi. Lo scopo è educarli alla socializzazione, creare un momento in cui possano imparare e crescere divertendosi.”
Il teatro come luogo di incontro alternativo per valorizzare il proprio tempo libero e le proprie abilità. “Il nostro è un tipo di teatro non impegnato, – sottolinea Cestonaro – che punta sulla risata, ma non dimentichiamoci del valore intrinseco che questa forma d’arte offre. Fare teatro significa dire sempre sì, osare, parlare a sé stessi e agli altri, è un gioco ma con finalità educative che tornano utili anche nella vita”.

Per maggiori informazioni: alternoteca@libero.it Veronica Lisotti




Cenci: “La famiglia, la scuola, la natura”

L’INTERVISTA

- Con Gianfranco Cenci continua il viaggio in cerca di politici e amministratori del passato. Si è già intervistato Ferdinando Staccoli, sindaco di Montegridolfo. Vedremo com’era la politica allora e com’è oggi. Differenze e similitudini. Quali erano i valori e i sentimenti. Insomma, raccontare il tempo che fu per capire il presente e proiettarsi sul futuro. Senza paure e con l’etica della responsabilità.

- Siamo ad alcuni anni fa nella zona di Montecerignone, il buon ritiro di Umberto Eco, in una giornata di pioggia. Gianfranco Cenci e signora sono per la classica scampagnata della domenica. Si fermano in un chiosco per una piadina ed un bicchiere di vino. Non si sa come, viene fuori che lì vicino si vende un rudere. E ancora non si sa il perché, i marignanesi lo vanno a vedere. Lo acquistano. Il sindaco di San Giovanni tra gli anni Novanta, mattone dopo mattone, infisso dopo infisso, lavoretto dopo lavoretto, se lo ristruttura da solo. E’ andato perfino a raccogliere le pietre nei campi per tirare su il muretto come recinzione. Ha iniziato come “manovale” ed ha finito l’avventura come “muratore”.
Allora Cenci com’è questa politica?
“Piena di errori da parte nostra, non ci sono tanti dubbi e giri di parole. Basta guardare le nostre colline per rendersene conto. Le abbiamo cementificato a casaccio, incidendo proprio un brutto segno. Sono lo specchio della crisi dell’economia, delle istituzioni, della politica. I nostri padri ci hanno consegnato un testimone pieno di aspettative, con la speranza dei diritti civili. E nel dopoguerra, per alcuni decenni, l’economia è cresciuta, i diritti sono aumentati, la qualità della vita migliorata. Una bella escalation, che sembrava scontata quanto inarrestabile. Insomma, abbiamo vissuto l’era delle conquiste…”.
E poi che cos’è successo?
“E’ successo che se non stiamo attenti, il nostro faticoso patrimonio fatto di tante tappe può crollare da un momento all’altro; sotto qualcuno sta demolendo i pilastri. Il benessere comune non coincideva (coincide) più con i valori, ma con l’immagine, i simboli del consumismo. La sintesi di questa svolta: è stata la debolezza della politica; più di qualcuno l’ha anche demonizzata, dicendo che era meglio non occuparsene. Che c’era la società civile contrapposta ai partiti. Alla politica. E’ dalla fine degli anni Ottanta che la politica ha perso il ruolo di guida, di possedere un’idea di società e di quale percorso fare per raggiungere gli obiettivi”.
Politica, ma come andare a ricominciare?
“Dalla base. La famiglia. La scuola. L’ambiente. I comuni, gli enti locali, lo Stato si devono riappropiare di questi principi, con obiettivi ben chiari; perché dal mio punto di vista la crisi economica è figlia della crisi delle coscienze.
La famiglia è centrale nella costruzione di una comunità migliore di questa; è un microcosmo di buoni comportamenti, di sane abitudini. E’ insostituibile. La scuola viene solo dopo; non deve essere il parcheggio dei giovani che non sanno che cosa fare, ma il luogo della preparazione umana prima e dei saperi poi. Le istituzioni scolastiche hanno prodotto troppa carta e pochi uomini.
Detto questo, va ripensato il nostro rapporto con la natura. L’abbiamo massacrata, l’abbiamo abbandonata, facendola diventare la prosecuzione degli abitati. Abbiamo anche dimenticato di fare i fossi; si facevano per le acque mica per ragioni estetiche. L’agricoltore era colui che presidiava e controllava. Oggi, ad ogni pioggia c’è da avere paura.
Non voglio essere frainteso, quanto detto non significa che dobbiamo abbandonare l’innovazione, anzi. La modernità va soltanto coniugata con l’abc del quotidiano, con i saperi del passato, altrimenti si rischia di gettare via l’acqua sporca col bambino”.