image_pdfimage_print

“Perché non fondiamo un gruppo sportivo di ciclismo?”. Con questa domanda invito nasce il G. S. Gabicce Mare. Siamo nel novembre del ’70. Ne sono artefici un gruppo di amici che chi più chi meno ha sempre avuto la passione della pedivella. Qualcuno di loro aveva anche tentato la strada delle corse. Oscillano tra i 25 ed i 35 anni. Il più giovane è Carlo Messersì; l’attuale presidente. Dato che lavora all’azienda autonoma di soggiorno e data l’età viene deputato al ruolo più noioso: quello di segreteria, che farà per quasi quarant’anni. Da due è il presidente. Il segretario attuale è Enzo Piermaria.
Il G.S Gabicce Mare è molto più di un’associazione di appassionati; rappresenta cultura, economia, turismo, comunicazione. Ed anche una certa di scanzonata creatività che è uno degli elementi cardine delle fortune turistiche della città. Al G. S. Gabicce Mare si deve l’organizzazione di due tappe del Giro d’Italia. Siamo nel ’76 e nel ’77. Costo: 30 milioni di vecchie lire, più o meno il costo di un appartamento. Oggi come allora, insomma. In quel periodo d’oro mette in piede la Due giorni di Gabicce Mare. Entrambe le gare vengono vinte da Francesco Moser, uno dei corridori più belli degli anni ’70-’80.
Per non negarsi nulla, sempre in quegli anni, per un decennio, d’inverno, quel manipolo di amici si inventa il ciclocross per professionisti sulla spiaggia. Naturalmente c’è la diretta Rai, grazie alle conoscenze come più avanti vedremo.
E che cosa dire dei raduni nazionali per cicloturisti che attirano tra i 4.000 e i 6.500 patiti.
Farina del G. S. Gabicce Mare anche la Settimana ciclistica per Pasqua. Alla prima edizione nell’81, gli iscritti sono un’ottantina. Raggiungeranno le 920 unità con una fila lunga due chilometri. Metteranno la loro organizzazione per 15 anni.
Grazie all’umanità, all’allegria, all’arte dell’ospitalità, i dirigenti diventano amici di grandi giornalisti delle due ruote che racconteranno la città con affetto: Berbenni (la Notte), Dante Ronchi e Ermanno Mioli (Stadio-Corriere dello sport), Mino Farolfi, Giorgio Martino, Adriano De Zan. Quest’ultimi tre lavorano alla Rai. Martino lascerà bei ricordi a Gabicce Mare. Non mancano le penne straniere. Uno su tutti: il belga Raschè.
Oltre al cicloturismo, all’organizzazione di eventi, Il G. S. Gabicce Mare negli anni ’70 fa correre anche una squadra di allievi (15-16 anni). La dirigono Franco Fabbri e Sergio Clementi.
Per festeggiare i 40 anni di belle storie, gli attuali dirigenti pensano di fare una serata. Una bella scusa per rivivere quell’intreccio di emozioni e sentimenti. Dice Carlo Messersì, l’attuale presidente: “I risultati raggiunti dai nostri colori vanno condivisi con tutta la città, con gli albergatori, con le associazioni di categoria, con le varie amministrazioni”.
Forse l’uomo che era il simbolo del gruppo era Elio Clementi, scomparso prima del tempo pochi anni fa. Era semplicemente una bella persona, con un sorriso largo e sincero. Era stato anche assessore della città. Uno zio che era stato podestà di san Giovanni in Marignano in tempi non proprio felici al quale chiedeva consigli, gli disse: “Basta governare rispettando gli altri e non rubare”.
Per tenere vivo il filo delle competizioni, da un decennio, il G. S. organizza in agosto una kermesse dal fascino assoluto. E dove vengono servite quintali di cozze alla marinara. Quando l’allegria è bellezza d’animo.

Grandi preoccupazioni da parte dei vicini per lo sbancamento Beghelli. Sulla terrazza a strapiombo sul mare che fu del dancing Marechiaro, uno dei locali che fece la storia di Gabicce Monte negli anni ’60-’80, dovrebbe sorgere un centro benessere, ristorante, bar, piscine, casa del custode e parcheggi interrati. La zona interessata è bellissima quanto dall’equilibrio geologico “fragile”, e col rischio di frane e smottamenti. A strapiombo sul mare, panorama mozzafiato, si trova appena dopo il ristorante “Posillipo”, dall’altra parte della strada dell’Eden Rock.
Lo sbancamento agli occhi è invasivo; solo a vederlo l’istinto ti dice che è preoccupante. Il fronte parallelo al mare è di circa 60 metri e si sta asportando la terra per una larghezza di circa sei metri e mezzo per un’altezza sempre di circa sei metri e mezzo. In tutto dovrebbero essere portati altrove circa 2.500 metri cubi di terra. Al di sopra del fronte corre un muro di contenimento di un vicino. La storia dice che l’area ex Marechiaro, tutta all’aperto eccetto una piccola costruzione in muratura, è stata acquistata dall’industriale bolognese Pietro Beghelli, che viene in vacanza a Gabicce Mare da quando era un ragazzo. Tra i suoi amici gabiccesi Guerrino Bardeggia, del quale è anche collezionista. Nel novembre del 2006 ottiene la concessione edilizia, con la quale può costruire circa 800 metri quadrati.
Lo sbancamento è figlio del piano urbanistico di Gabicce Monte, risalente a circa 20 anni fa. Dice il sindaco Corrado Curti: “E’ chiaro che vedere il cantiere aperto preoccupa. Ed è altrettanto chiaro che l’intervento è delicato. La proprietà ha ottenuto tutte le carte per effettuare un intervento importante. Hanno preso come consulente un grande strutturalista come Torrini, docente universitario di chiara fama. Noi abbiamo fatto i sopralluoghi, fatto le verifiche e tutto è risultato a posto”.
Sulla questione interviene anche l’ex sindaco Domenico Pritelli, Rinnova Gabicce: “Quando ho amministrato io, ci hanno sempre portato delle idee e qualche disegno. E quello che ci hanno sottoposto non era proprio un brutto progetto”.
La riflessione
Quanto sta avvenendo nella proprietà Beghelli a Gabicce Monte deve far riflettere. I livelli sono almeno due e molti dubbi.
Il primo, il privato, cercando di massimizzare il proprio beneficio, con tutte le concessioni in regola, ha dei diritti formali che fa valere. E, dunque, grazie alle carte, tutto è in regola. Non sempre però quello che è in regola è giusto. E’ l’eterno dilemma tra Antigone che seppellisce il fratello morto e le leggi di Tebe che lo vietano ai nemici.
Il secondo, è possibile che l’uomo debba alterare un equilibrio naturale precario come il bellissimo promontorio di Gabicce Monte? E’ possibile che lo sviluppo urbanistico di 20 anni fa sia rimasto tale e quale? E’ possibile che alla città non sia passato per la mente di ritornare indietro nell’espansione urbanistica di quel tipo?
Uno tra i tanti dubbi. Uno sbancamento così impetuoso segue le norme del Piano paesaggistico regionale?

- Non sarà l’Aniene di Roma, ma la volontà di far bene c’è: l’Aldebaran Cattolica, società fondata da solo 8 anni che si allena presso il centro
natatorio della città, sta facendo ben parlare di sè per i buoni risultati dei suoi portacolori.
Nuovo tecnico, Andrea Bartolini, e nuova struttura societaria con l’arrivo del
nuovo Direttore Tecnico Fabio Bernardi, la squadra sta facendo gradualmente parlare di se per i buoni risultati a livello locale ed anche per i crono
siglati nelle recenti manifestazioni regionali.
Due atleti sono scesi sotto la barriera del minuto nei 100 stile libero (Emiliano Biondi 58″9 e Riccardo Montanari 59″) e se la cosa può far sorridere i neofiti di questo sport, per una piccola società di provincia affacciatasi da pochissimo alla ribalta natatoria regionale, tali riscontri cronometrici sono il segnale che il lavoro è di buona qualità.
Vanno segnalati inoltre Riccardo Semprini nei 100 e 200 delfino (1´05″60 – 2´28″
30) e Luca Carloni nei 100 rana (1´17″60). La compagine natatoria della Regina conta 70 tesserati tra gli agonisti e 25
master; questi ultimi sapientemente seguiti da Alessandro Fuzzi.
XIV Memorial “Vitaliano Pesaresi”
Domenica 30 gennaio sono scese in acqua nell’impianto della Polisportiva Garden di Rimini praticamente la globalità delle realtà natatorie del riminese affrontando un programma che prevedeva i 4 stili e tutte le categorie. Gran bella prova dei ragazzi dell’Aldebaran Cattolica che nella classifica generale si sono piazzati al terzo posto generale e primi tra le squadre della provincia di Rimini.
Nel medagliere spiccano le 4 medaglie d’oro conquistate da Giulia Betti (2001- Es.B) nei 50 RN con 49”62, Luca Cardini (1998-Es.A) nei 50 RN con 40”89, Riccardo Semprini (1995-Ragazi 2) nei 100 DF in 1’05”70 e con Riccardo Montanari (1996-Ragazzi 2) nei 100 SL con il Nuovo Record Sociale in 58”85 a cui fanno bella compagnia 6 argenti e 7 bronzi.
“Stiamo strutturando la nostra società su solide basi e con un programma che prevede l’ampio spazio alle giovani leve senza trascurare i nostri atleti di punta che sono il nostro fiore all’occhiello” dichiara Andrea Bartolini, neo-tecnico dell’associazione della Regina.
“La squadra giovanile degli esordienti ha messo in luce delle belle individualità e di ciò va dato merito ai tecnici Barbara Brandi e Matteo Bartolucci che stanno facendo davvero un gran bel lavoro”.
- L’Atletica 75 ha iniziato la sua stagione agonistica partecipando ad Ancona con i ragazzi dell’atletica leggera.
Sabato 29 gennaio, a Rimini, nella palestra della Polisportiva Celle anche per la sezione della ginnastica artistica si è iniziato a fare sul serio ed hanno esordito Jessica Dini e Giulia Santoni nella gara di categoria (L4) di F.G.I., guadagnandosi rispettivamente il 1 e il 2 posto del podio.
Le congratulazioni vanno a queste ginnaste, ma un grosso in bocca al lupo anche a tutte le altre che a distanza di poche settimane scenderanno in campo per fare onore ai colori societari.
Il 2010 si era concluso con la partecipazione delle atlete alla prestigiosa manifestazione di Iesolo (VE) dove lo scorso 4 dicembre nel grande palazzetto del turismo, la rappresentativa di ginnastica artistica composta da Elisa Damiani, Jessica Dini, Giorgia Dini, Giulia Santoni, Martina Pensalfini ha centrato la terza piazza nel proprio girone di qualificazione del campionato nazionale serie C1.
Il risultato è di notevole spessore, visto il livello delle altre compagini e considerato che era la prima partecipazione di questa squadra a tale livello. Per la cronaca la classifica complessiva vede le nostre ginnaste al 30° posto. Grazie ai mitici insegnanti e alle bimbe che fanno onore a tutta l’Atletica 75.

- 9-10 febbraio: “Il mistero buffo di Dario Fo. (Ps: nell’umile versione pop)” (prosa) – di e con Paolo Rossi.
- 22-23: “Otello” (prosa) di William Shakespeare. Regia di Arturo Cirillo. Con Salvatore Caruso, Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Danilo Nigrelli, Monica Piseddu, Luciano Saltarelli, Sabrina Scuccimarra.
- 3-4 marzo: “Roman e il suo cucciolo” (prosa) di Reinaldo Povod. Regia di Alessandro Gassman. Con Alessandro Gassman, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi.
- 19 marzo: “Hello Dolly!” (operetta) di Michael Stewart e Jerry Herman. Compagnia Corrado Abbati.
Teatro della Regina.
Inizio spettacoli ore 21,15.
Info: Tel. 0541-966778.

Il programma di febbraio dell’associazione Giovannini-Vici (via Torconca – Tel. 333-8512177), dopo la gara di briscola del giorno 5.
- 12 febbraio ore 15: Conferenza del dott. Luigi Lazzari Agli (direttore dell’Unità operativa di Pneumologia degli ospedali Ceccarini di Riccione e Infermi di Rimini. Parlerà sul tema: “Affezioni dell’apparato respiratorio e Patologie e conseguenze del russamento e del malsonno”.
- 19 febbraio ore 15,30: l’avv. Veniero Accreman (notissimo penalista del Riminese ed ex deputato al Parlamento), terrà una conferenza su: “Considerazioni in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.
- 27 febbraio ore 12,30: pranzo sociale. Prenotazioni: 347-9752583 e 339-4995417

Lorenzo Anzini, ovvero le strade della provocazione giovanile.
Lorenzo Anzini è nato a Cattolica nel 1984, dove vive e lavora; si è diplomato all’Isia di Urbino nel 2008 con Leonardo Sonnoli suo docente al corso di Grafica. Cioè a dire è cresciuto nel solco dei più acclamati indirizzi creativi della grafica italiana, che prende le mosse dalle innovazioni comunicative di Massimo Dolcini.
Nello stesso istituto che fu impostato da Renato Bruscaglia a partire dagli anni della sua fondazione (1974) con la collaborazione di architetti, professionisti grafici al fine di attivare un collegamento tra la formazione e la realtà del lavoro e coltivare la cosiddetta cultura del progetto.
Ricordiamo la nascita di queste scuole speciali: gli Istituti Superiori per le Industrie Grafiche (poi da subito chiamate ISIA) hanno avuto origine dall’Università delle Arti Decorative inaugurata a Monza nel 1922, all’interno della Riforma Gentile. Oggi il terreno della comunicazione e della grafica ha compiuto passi da gigante, è perseguito con ampie potenzialità informatiche e con svariati sbocchi professionali, dall’editoria al web design.
Raccontare di Lorenzo Anzini, della sua voglia di fare arte e di esprimersi con i diversi codici in auge oggi è raccontare un po’ la storia di molti altri giovani dotati di talento e di creatività che si misurano con il sistema dell’arte e la realtà lavorativa. Fare solo il grafico, racconta Lorenzo, gli va stretto. E’ la pittura come espressione che lo interessa, e soprattutto la combinazione delle svariate desinenze dei linguaggi contemporanei: graffitismo, street art, arte concettuale.
La sua infatti è una pittura dura, contaminata: mescola sempre gli elementi tematici come agglutinanti di un più esteso disagio, che i giovani vivono sulla pelle.
Di recente ha preso parte alla collettiva Postpop/Cattivi Soggetti all’interno della 5^ Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara, curata da Virgilio Patarini.
Anzini si è indirizzato da subito (ancora adolescente all’Istituto d’arte) verso il recupero degli elementi vitali dell’arte pop (la serialità, la democraticità, la fruibilità, l’iconismo) ma recuperando e ripristinando ciò che la pop art degli anni ’60 aveva contestato, l’uso delle tecniche pittoriche tradizionali. Si sente pittore dice, e usa la pittura come paradosso e provocazione, assumendo il linguaggio della pop, dei graffiti, dei cartoon, dei writer, della cultura hip-hop; nei suoi quadri ci sono aforismi, slogan e immagini combinate, il risultato è provocatorio, iconoclasta, goliardico, un misto di divertimento e gag involontarie.
Non tralascia nemmeno elementi di denuncia sociale: alcuni dei suoi titoli dimostrano un’attenzione graffiante, provocatoria ai mali della società, al divario tra l’opulenza dei paesi ricchi con i paesi stretti nella morsa della povertà, tra l’eccesso del consumismo e la nuova povertà degli immigrati e dei disoccupati o sottoccupati.
Il paradosso del suo fare arte diventa tangibile con una performance intitolata Grazie realizzata il 1° novembre 2011, al centro di Milano, in Galleria e davanti all’ingresso della Galleria d’arte moderna, tra i passanti, assieme ad Enrico Caldari, video filmata e trasmessa sui socialnetwork.
La sfrontatezza della sua generazione si incrina solo quando constata il clima desertico che circonda le aspirazioni dei giovani artisti e più in generale l’incomprensione istituzionale che non offre opportunità di confronto reale né di spazi espositivi, né di aperture per la crescita professionale.
Dice: “Mi piacerebbe dare alla mia città anche se so già in partenza che non riceve”. Intanto in questi mesi sarà a Roma dove esiste un’Accademia del tatuaggio per un corso tutto particolare, di tattoo artistico, promosso dalla regione Lazio. Il corpo dipinto non è certo una novità nel linguaggio dell’arte, anzi.
Il corpo è un supporto naturale, diventato, dalle avanguardie storiche in poi, protagonista assoluto, soggetto-oggetto dell’espressione artistica. Viene esibito come opera, è usato come linguaggio, messo in scena con atti spettacolari (performance); insomma il corpo è divenuto uno strumento legittimato per operazioni coreografiche e pittoriche.
Che Anzini si stia attrezzando per estendere ulteriori supporti di pittura?

*Direttrice della Galleria
comunale S. Croce
di Cattolica

Il 15 e 16 maggio si vota a Cattolica per eleggere sindaco e Consiglio comunale. In caso di ballottaggio si ritorna alle urne il 29 e 30 maggio. Potrebbero incombere le elezioni politiche anticipate, queste presumibilmente sarebbero aggregate nella data del 15. Alé, ai sin…
A tutt’oggi siamo ancora alle schermaglie iniziali, anche se i tempi del voto si accorciano inesorabilmente. I partiti stanno molto chiusi in difesa, e cercano di sistemare le beghe interne. Ogni tanto qualche esponente politico e qualche personaggio della società civile butta un’occhiatina fuori dal loro recinto. Ma sono cose timide che dimostrano solo tatticismo e preoccupazione. L’è pipacul…
Infatti la grande novità di questa campagna elettorale è la timidezza, ancora nessuna spavalderia in campo. Tutti dicono che “bisogna andare oltre ai soliti schieramenti, che bisogna parlare con tutti, che in caso di vittoria si cercherà di coinvolgere seriamente anche gli sconfitti, perché lo scontro politico frontale tra maggioranza e opposizione porta all’inerzia la governabilità o peggio ancora”. La parola più usata è bipartisan. Bi.. co?…
Queste le parole, perché nei fatti poi ognuno resta ancorato al proprio simbolo di partito senza cedere nulla, sperando che siano gli altri ad entrare nel proprio recinto. Va a finire che in nome di una nuova politica si ripercorra quella solita e vecchia fatta di tatticismi, annunci e autoreferenzialità che mira a serrare le proprie fila di partito e scagliare le proprie insicurezze e divisioni nel campo avversario per metterlo in difficoltà. Tutt i vò li ov sa du torle…
Ma al di là di tutto questo un fatto nuovo c’è: una maggiore cosapevolezza che questa volta non basterà vincere le elezioni, ma si dovrà avere la forza e il consenso per governare. La vicenda della giunta di Marco Tamanti è una lezione per tutti. La situazione finanziaria del Comune, i problemi urgenti di rilancio economico, la necessità di risalire la china dal degrado in cui versa la città da anni… sono lì come una insidiosa montagna da scalare. Uj vrà ‘na squèdra d’alpinista…
Questa sostanziale consapevolezza-paura potrà portare ad una classe politica più seria e responsabile? T’è féda té?…
Tra le dinamiche elettorali locali s’inserisce la situazione politica, economica, istituzionale e morale nazionale. Tutti dicono di voler mettere al centro Cattolica, ma è possibile per chi governa o fa opposizione fermare quel fardello fuori dalle mura della città? A fèn la Repubblica dla Catolga?…
Questo problema sta, chi più chi meno, attanagliando i partiti della città. E’ ovvio che il centrosinistra metterà in evidenza l’“emergenza democratica” rappresentata da Silvio Berlusconi, al contrario il centrodestra cercherà di tenerla ben lontana. Ognun al tira l’acqua mal su mulén…
Però nulla è così scontato, perché c’è un 40-50% di cittadini che ne hanno piene le scatole dei partiti e della sua classe politica, sia nazionale che locale, e la diserzione dalle urne è sempre più massiccia. A vi rott i quajun!…
Comunque sarà un divertimento assistere a improbabili scalate su pareti di vetro per superare le proprie contraddizioni. Per tutto il bene che si potrà dire dei politici locali che scenderanno nell’agone elettorale, dal centrodestra ascoltare concetti come buon governo, trasparenza, legalità, moralità, ecc. potranno sembrare un po’ fuori luogo, viste le vicissitudini giudiziarie, e non solo, di Mr. B. e di tanti uomini e politici del suo entourage. Jezza Maria!…
In un partito serio e sano le richieste di fare un passo indietro da cariche istituzionali dovrebbero essere sollecitate prima di tutto dai suoi militanti, anche per sgombrare il campo da sospetti e difendersi nelle sedi preposte: i tribunali. Un conto è la presunzione d’innocenza, un’altro è la manifesta e arrogante immoralità che mira solo all’impunità. Chi non prende le distanze diventa complice politico e morale.
Ma quello di difendersi penosamente ad oltranza, purtroppo, è un vizietto che hanno anche altri partiti ormai arroccati in una casta. I sguéla tutt via cum un’anguéla…
Così al Pd (visto che il resto del centrosinistra non ha mai governato a Cattolica), sarà difficile svicolarsi dalle responsabilità che sono sul suo groppone dopo il fallimento degli ultimi due suoi governi (Pazzaglini e Tamanti). Dì, bèlo! Ma davér dabòn…
Il declino della città richiede un giudizio e un voto sul partito che ha governato da sempre e che ancora non dà segni di vero cambiamento. E’ ancora troppo intento nei soliti giochini con l’obiettivo unico: tenere ben stretto i cordoni del potere. An t’zé ‘na gran délma…
Nell’attesa che si formi la griglia di partenza, si sappia che i cittadini non vogliono più che si scada nella banalità e nella sterile contrapposizione. Altrimenti avrebbe ragione Cetto La Qualunque (Antonio Albanese) che nel suo programma promette “Pilu per tutti”. Allora il bunga bunga sarebbe assicurato e il sindaco potrebbe farlo anche qualche nipotina di Mubarak. Burdèll, l’è so chè!…

MiticoJane il soprannome. Ed è tutto un racconto. Danilo Biagiotti è un Forrest Gump in salsa cattolichina. Correre si intreccia con la felicità, la goliardia, i paesaggi, l’enogastronomia, la natura. Perché come qualcuno ha detto con leggera saggezza la natura senza nulla chiedere, regala benessere. Gli ultimi dei tanti benessere del cattolichino è uno speciale “Viaggio su Marte” il 19 febbraio. La gara si svolge a Lanzarote, Canarie.  Scrive Danilo sul suo blog: “L’isola è sicuramente fantastica, qui la forza della natura regna sovrana, attraverseremo discese di vulcani, costeggeremo il famoso Parco protetto di Timanfaya, dove penso abbiano girato alcune scene di ‘2001 odissea nello spazio’. Non sarà solo una bella fatica, ma anche una bella vacanza, la corsa è lo strumento che mi permette di viaggiare, conoscere e vedere posti lontani. Sono sicuro che come al solito sarà un successo, poi se tutto andrà come penso, nel cassetto ci sono già altri traguardi da raggiungere. Se fossi stato da solo ci avrei pensato, ma in compagnia son sicuro che sarà più dolce la fatica, sarà la corsa dell’anno e della svolta”. Danilo è sempre in corsa. Si è preparato con la Ronda Ghibellina (30 gennaio) e 28 km a Venezia (il 13 gennaio). Per conoscerlo meglio: http://miticojane.blogspot.com/

- Fabio ne è certo: “Presto Cattolica avrà una sua squadra di rugby, già dal prossimo anno”. Lo dice con una certa convinzione, quella che con testardaggine l’ha portato a fondare la prima scuola della palla ovale tra Ventena e Tavollo. Cominciando dal campo dietro la sua palestra, la UniversumKlub, nella zona industriale. Quando si vuole qualcosa si comincia anche così.
La scuola è iniziata a settembre 2010 e Fabio Pasini, l’istruttore non l’ha scelto a caso. Si chiama Roberto Fagnocchi. Dna romagnolo, visto che i genitori sono di Forlì, ma nato e cresciuto in Sudafrica, a Città del Capo. Terra in cui il la popolarità di questo sport supera anche il calcio. Lo dimostrano anche i successi in campo internazionale, come nel Sei nazioni, competizione nella quale l’Italia ancora non è che la cenerentola.
“Gioco a rugby da quando avevo tre anni – spiega Roberto – in Sudafrica è obbligatorio a scuola”. Roberto ha una laurea equivalente alla nostra facoltà di Scienze motorie. È istruttore di fitness in palestra. In Sudafrica giocava nella lega dei professionisti, in serie B. In Italia ha cercato di continuare in questa sua passione che era anche un lavoro: “Qui per trovare delle squadre e poter giocare bisogna andare a Rimini, San Marino oppure a Pesaro. Per me era scomodo, così ho cercato di sistemarmi qui. Lavoro in palestra da Fabio e abbiamo messo su questa scuola”.
Per ora gli iscritti sono una quindicina. Appena sufficienti per mettere insieme una squadra, senza riserve. Il campo di allenamento però non è più quello incolto dietro la Universum. Due volte a settimana si può usare il campo messo a disposizione dal Cattolica calcio, allo stadio. “Piano piano stiamo crescendo – racconta ancora Roberto – a ogni allenamento i ragazzi portano sempre qualche amico, curioso di provare”.
Per giocare a rugby non servono solo spalle solide e coraggio per buttarsi in mischia. Innnanzi tutto il regolamento, che non tutti conoscono: “Non è semplice. Le regole da imparare sono tante, ma quando cominciano a metterle in pratica vedo che sono soddisfatti. Il rugby è fatto molto di tattica. Molto è questione di allenamento, e non è tutto fisico. Anzi spesso chi è più piccolo ha più grinta, più voglia di provare e meno paura. Si impara a stare sotto a una mischia e a rialzarsi”.
Le misure di un campo di calcio sono leggermente più grandi di quelle di un campo di rugby. Quasi perfette. Ottenuto lo spazio non è rimasto che comprare le attrezzature minime sufficienti: palloni, paradenti e qualche caschetto. Per evitare che le orecchie diventino lisce con lo sfregamento nelle mischie. Il tutto grazie agli sponsor. Basta poco perché, come insegna Roberto: “Correre e grinta. Per il resto si può anche giocare a piedi nudi”.
E poi ci sono i valori di questo sport, riconosciuti ed esportati in tutto il mondo. “Sembra uno sport duro ma non c’è cattiveria, finita la partita ci si trova per il terzo tempo e tutto quello che è successo durante il match è storia passata. Quando fischia l’arbitro siamo tutti fratelli. Il grande presidente del Sudafrica, Nelson Mandela, disse: ‘Il rugby è uno sport da selvaggi, giocato da gentiluomini”.
E probabilmente sarà così anche da noi se dai primi cinque o sei si è già arrivati a quindici partecipanti. L’età media è attorno ai 20 anni. Ma Fabio pensa che ci saranno presto nuovi allievi sotto i 12 anni. Magari in un campo su misura, fatto apposta per questo sport. Anzi crede che proprio i più piccoli saranno i primi: “Cominceremo da loro. Il rugby è uno sport che, a differenza del calcio, anche i bambini più robusti hanno meno difficoltà a praticare. Ed è una valida soluzione anche per il problema dell’obesità. Poi verranno i più grandi e alla fine anche una squadra femminile ci credo tantissimo. Io con il pugilato ho iniziato in un container e ora ho una palestra con più di 1.500 tesserati. Attendiamo ancora di poter avere a disposizione un campo abbastanza grande, vicino alla chiesa di San Benedetto, a Cattolica. Il Comune non ci ha dato ancora il via libera, ho detto molto chiaramente che sono disposto a investire del mio. Ma il prossimo anno Cattolica avrà la sua squadra, ve lo dico io”. Per ora la prima e unica partita giocata da quella che sarà ricordata come il primo team di rugby di Cattolica è stata contro una formazione improvvisata del comando dei Carabinieri di Cattolica. Risultato: 40 a zero per i ragazzi di Roberto.

E’ solo l’ultimo di una lunga serie di attenzioni verso la salute. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha donato un ecotomografo alla Medicina di urgenza e Pronto soccorso dell’ospedale Ceccarini di Riccione. Reparto che ha come primario la dottoressa Marina Gambetti, la cerimonia ufficiale della consegna si tiene il 12 febbraio, alle ore 11. Afferma Romeo Giannei, direttore del presidio Riccione-Cattolica dell’Ausl: “La Banca di Gradara dimostra un grande senso di civiltà e di attaccamento al territorio dove opera. Lo fa in modo concreto e tenendo conto degli interessi generali della sua comunità“.
“Voglio ricordare – continua il dottor Giannei – che negli ultimi tre anni abbiamo ricevuto in dono la Tac, il mammografo e l’eco-cardiografo per l’ospedale di Cattolica; l’ecografo e ora l’ecotomografo per il nosocomio di Riccione. Il valore è di molte centinaia di miglia di euro. Non ci sono parole per raccontare quanto siamo grati”.
Il presidente della Bcc di Gradara Fausto Caldari si schermisce con una battuta: “Il rapporto con la direzione Ausl di Rimini è ormai diventato qualcosa di speciale; quando il dottor Marcello Tonini ed i suoi collaboratori chiamano, prima ci preoccupiamo un po’, poi rispondiamo e per quanto ci è possibile cerchiamo di accontentarli”.

SEGNALA




Privacy*

FACEBOOK

TWITTER

La Piazza della provincia di Rimini. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402 | Direttore Responsabile: Giovanni Cioria
© 2014 Tutti i Diritti Riservati | mappa del sito
Web Marketing Rimini