Facebook e faccine politiche

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– Un tempo i candidati si litigavano le piattaforme su cui affiggere i propri manifesti elettorali. Ed è rimasta storica la scena di “Don Camillo” in cui il sacerdote-Fernandel scrive “Peppone è un asino” sul manifesto di quest’ultimo. I manifesti certo continuano a contare anche adesso, ma dopo gli spot in radio e tv e i siti Internet, per le elezioni del prossimo giugno vi è un altro ritrovato della tecnologia comunicativa, entrato a tutti gli effetti nell’agone della competizione elettorale. E’ faceboock. Il cosiddetto “libro delle faccine on line”.
Insomma una copia della vita reale. Forse proprio per questo Facebook è pure diventato strumento per la campagna elettorale. Tanto per fermarsi alla competizione per la presidenza della Provincia, tutti e quattro i candidati Stefano Vitali (Pd), Marco Lombardi (Pdl) e Maurizio Taormina (“Fare Rimini”), Sandro Pizzagalli (Sinistra critica) lo stanno utilizzzando.
E ognuno con una propria sfumatura. E’ più istituzionale l’uso che ne fanno Lombardi (assai simile ad un sito) e Sandro Pizzagalli (Sinistra critica), più spumeggiante e colloquiale quello di Vitali (da sempre a suo agio con le nuove tecnologie), più discreto, aulico, programmatico, quello di Taormina. Quanti voti sposterà la nuova tecnologia?

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