A spasso col Wwf

Il 13 – Zona Monte Nerone. Risalita sentiero mezza costa per Monte Nerone e discesa su Rio Vitoschio (cascatelle con bagni). Circolare con tempo di percorrenza di 5 ore circa. Pranzo al sacco, abbigliamento da trekking adatto alla stagione, un cambio, riserva d’acqua.
I punti di ritrovo per la partenza sono a Rimini, Piazza Malatesta, alle ore 8,15 e a Misano A., parcheggio davanti ad Oliviero, alle ore 8,45;

27 luglio – Foreste Casentinesi. Partenza da Fangacci (rifugio) su sterrata per Monastero Camaldoli, risalita sul crinale e discesa per sentiero Fosso degli Acuti fino alla Foresta della Lama e ritorno con risalita degli Scalandrini. Giro circolare di 6 ore circa.
I punti di ritrovo per la partenza sono a Riccione, parcheggio lato sud della stazione ferroviaria, alle ore 8,15, a Rimini, in piazza Malatesta alle ore 8,30 e al casello autostradale di Rimini Nord alle ore 8,45.

3 agosto – Zona Alpe della Luna. Partenza da Montelabreve per Monterano, Montemaggio, Monte dei Frati e ritorno per 5 ore di camminata. Abbigliamento da trekking adatto alla stagione, pranzo al sacco, riserva d’acqua. Viaggio con mezzi propri. I punti di ritrovo per la partenza sono a Riccione, nel parcheggio del vecchio cimitero sulla statale, alle ore 8,30, a Rimini, all’inizio della Marecchiese, davanti al vecchio depuratore, alle ore 8,45, a Ponte Maria Maddalena alle ore 9,15.

Per maggiori informazioni. Sezione WWF della Provincia di Rimini Via R. Orsini, 26 – 47900 Rimini.
Tel. e fax 0541.52530 cell. 339.1783850
E mail: rimini@wwf.it – http: www.wwf.it/rimini




Mondoantico, bel successo

– La cultura di qualità dà una mano al turismo. Oltre 11.000 le presenze contate in quattro giorni di festival del Mondoantico. Aumenta il pubblico proveniente da fuori e attenzione dei media nazionali
La IV edizione chiude con un bilancio positivo, sia in termini di pubblico che di gradimento degli appuntamenti in programma.
In aumento il numero di spettatori, stimato intorno alle 11.000 presenze, suddivise tra convegni, laboratori, mostre, seminari, etc. Oltre 2500 persone in più della scorsa edizione hanno dunque partecipato alle diverse iniziative del Festival.
Un dato significativo è l’aumento di pubblico proveniente da fuori Rimini. In particolare tra gli appassionati di queste tematiche si è ormai creato un costante passaparola, confermato dalle e-mail giunte all’organizzazione, che conduce a Rimini gli “addetti ai lavori” ma non solo.
Molto apprezzati e seguiti da un pubblico, attento e numeroso, tutti gli appuntamenti. Affollata la serata conclusiva in piazza Cavour quando per ascoltare Alberto Angela il pubblico ha gremito anche le gradinate di Palazzo dell’Arengo. Tutto esaurito sabato sera per la ricostruzione del Processo “L’odore della morte”, così come per gli appuntamenti di maggior risonanza mediatica della sezione “Commenti magistrali”, purtroppo limitati nell’affluenza dal maltempo che li ha costretti nel Teatro degli Atti anziché in piazza Cavour come programmato.
La domus del Chirurgo è stata sicuramente il grande catalizzatore del festival e un grande fattore di attrazione per i visitatori, tanto che sono stati frequentatissimi anche gli appuntamenti proposti in tarda serata nella sezione “Congedi di mezzanotte”, a cura dell’Associazione Assalti al cuore.
Tantissimi i bambini protagonisti (oltre 350) nei diversi laboratori allestiti, con un esubero di domande rispetto ai posti disponibili. Dati positivi anche dal web: la ricerca su Google, impostando “festival del mondo antico Rimini”, visualizza oltre 759.000 pagine.




Ifi, gioiello del Made in Italy a Tavullia

ECONOMIA

Progettata dall’italo-giapponese Makio Hasuike, la comunicazione della Tonda, un banco gelato a pianta circolare, è stata affidata a Michele Provinciali, un creativo che ha scandito il successo progettuale del Bel Paese. Presentazione avvenuta alla Triennale di Milano.
La pubblicazione è un modello di travaglio intellettuale applicato alla produzione che dovrebbe stare sul comodino di ogni imprenditore

– I dirigenti dell’Ifi erano insoddisfatti. Avevano realizzato un oggetto industriale straordinario: la Tonda, un banco gelato a pianta circolare progettata da Makio Hasuike un italo-giapponese. Recava in sé la forza del Made in Italy vero, quello che ha fatto grande il Paese ed è oggetto di ammirazione nei cinque continenti: la bellezza del design e la raffinatezza artigianale, non meno che la semplicità nell’utilizzo.
Erano insoddisfatti della comunicazione. “Un oggetto così – ricorda Gianfranco Tonti, cattolichino, amministratore delegato di Industrie Ifi – aveva la necessità di essere presentata al pubblico in modo diverso. Non sapevamo come, però”.
A Pesaro vive Michele Provinciali, un parmense di 86 anni, una delle bandiere del design italiano. Nel ’55 ha vinto il Compasso d’oro (il Nobel per i designer) con l’orologio Solari. Era stato art-director di fior di aziende: Kartell, Zanotta, Cassina, Pirelli, Arflex, Snaidero, Splügen Bräu, Rai Tv, Banca d’Italia.
E collaborato con architetti di riconosciuto prestigio: Giò Ponti, Alberto Rosselli, Vico Magistretti, i fratelli Castiglioni, i fratelli Arbizzoni.
Gli insoddisfatti dirigenti dell’Ifi bussano alla porta; non solo vengono accolti a braccia aperte, ma convincono l’anziano signore nella loro idea.
Provinciali si mette al lavoro. Dopo travagliati mesi di riflessioni che vanno e vengono, si giunge alla conclusione: nasce la comunicazione. Il suo percorso: “Tondità, donna, pera, gelato, bambino, gioia, gusti, colori”.
Tutto questo viene raccontato in un bel libro scritto da Francesco Pellizzari: “Michele Provinciali, il poeta di immagini e la Tonda”. La pubblicazione viene presentata lo scorso maggio nel salone d’onore della Triennale (raccoglie i più importanti pezzi del design italiano) a Milano, con la voce recitante di Luca Barbareschi.
Le pagine dovrebbero stare sul comodino degli imprenditori, dei progettisti, degli amanti della cultura perché c’è molto da imparare.
Il lungo filo che le lega è quello del dubbio, di non essere all’altezza, della paura di fallire: prima del risultato finale. In sintonia con quel bellissimo passaggio biblico raccolto nell’Ecclesiaste, il più umano, dicono gli studiosi: “Lì sopra gli uomini si affaticano, senza poter trovare. Ed i sapienti che pur dicono di sapere, neppure loro hanno trovato”.
Industrie Ifi è uno dei gioielli del Made in Italy. Sede a Tavullia, è leader in Europa nella costruzione dei banchi bar, gelateria. Oltre all’Ifi, fanno parte del gruppo i marchi Lai, Rossi Dimension, Coletti, Metalmobil, Steelmobil, L&R, Dsl.
Nata nei primi anni Sessanta, nel ’65 venne rilevata da Umberto Cardinali, un signore che oggi ha 99 anni.
Da allora una crescita continua. Ha legato la sua filosofia all’innovazione, nel solco del Made in Italy. Industrie Ifi sono un autentico gioiellino che si avviano verso i 100 milioni di euro di fatturato.
A Michele Provinciali è stato assegnato il Compasso d’oro alla carriera lo scorso giugno.




Ifi, gioiello del Made in Italy a Tavullia

ECONOMIA

Progettata dall’italo-giapponese Makio Hasuike, la comunicazione della Tonda, un banco gelato a pianta circolare, è stata affidata a Michele Provinciali, un creativo che ha scandito il successo progettuale del Bel Paese. Presentazione avvenuta alla Triennale di Milano.
La pubblicazione è un modello di travaglio intellettuale applicato alla produzione che dovrebbe stare sul comodino di ogni imprenditore

– I dirigenti dell’Ifi erano insoddisfatti. Avevano realizzato un oggetto industriale straordinario: la Tonda, un banco gelato a pianta circolare progettata da Makio Hasuike un italo-giapponese. Recava in sé la forza del Made in Italy vero, quello che ha fatto grande il Paese ed è oggetto di ammirazione nei cinque continenti: la bellezza del design e la raffinatezza artigianale, non meno che la semplicità nell’utilizzo.
Erano insoddisfatti della comunicazione. “Un oggetto così – ricorda Gianfranco Tonti, cattolichino, amministratore delegato di Industrie Ifi – aveva la necessità di essere presentata al pubblico in modo diverso. Non sapevamo come, però”.
A Pesaro vive Michele Provinciali, un parmense di 86 anni, una delle bandiere del design italiano. Nel ’55 ha vinto il Compasso d’oro (il Nobel per i designer) con l’orologio Solari. Era stato art-director di fior di aziende: Kartell, Zanotta, Cassina, Pirelli, Arflex, Snaidero, Splügen Bräu, Rai Tv, Banca d’Italia.
E collaborato con architetti di riconosciuto prestigio: Giò Ponti, Alberto Rosselli, Vico Magistretti, i fratelli Castiglioni, i fratelli Arbizzoni.
Gli insoddisfatti dirigenti dell’Ifi bussano alla porta; non solo vengono accolti a braccia aperte, ma convincono l’anziano signore nella loro idea.
Provinciali si mette al lavoro. Dopo travagliati mesi di riflessioni che vanno e vengono, si giunge alla conclusione: nasce la comunicazione. Il suo percorso: “Tondità, donna, pera, gelato, bambino, gioia, gusti, colori”.
Tutto questo viene raccontato in un bel libro scritto da Francesco Pellizzari: “Michele Provinciali, il poeta di immagini e la Tonda”. La pubblicazione viene presentata lo scorso maggio nel salone d’onore della Triennale (raccoglie i più importanti pezzi del design italiano) a Milano, con la voce recitante di Luca Barbareschi.
Le pagine dovrebbero stare sul comodino degli imprenditori, dei progettisti, degli amanti della cultura perché c’è molto da imparare.
Il lungo filo che le lega è quello del dubbio, di non essere all’altezza, della paura di fallire: prima del risultato finale. In sintonia con quel bellissimo passaggio biblico raccolto nell’Ecclesiaste, il più umano, dicono gli studiosi: “Lì sopra gli uomini si affaticano, senza poter trovare. Ed i sapienti che pur dicono di sapere, neppure loro hanno trovato”.
Industrie Ifi è uno dei gioielli del Made in Italy. Sede a Tavullia, è leader in Europa nella costruzione dei banchi bar, gelateria. Oltre all’Ifi, fanno parte del gruppo i marchi Lai, Rossi Dimension, Coletti, Metalmobil, Steelmobil, L&R, Dsl.
Nata nei primi anni Sessanta, nel ’65 venne rilevata da Umberto Cardinali, un signore che oggi ha 99 anni.
Da allora una crescita continua. Ha legato la sua filosofia all’innovazione, nel solco del Made in Italy. Industrie Ifi sono un autentico gioiellino che si avviano verso i 100 milioni di euro di fatturato.
A Michele Provinciali è stato assegnato il Compasso d’oro alla carriera lo scorso giugno.




Spigolature degli Scrondi

Cercasi vip – Inaugurato il palazzo dei Congressi e le sale cinematografiche alla presenza di vips e stelle (o presunti tali); inaugurati i parcheggi del lungomare e relativa passeggiata, sempre con la presenza di? Inaugurate le rotonde a Spontricciolo alla presenza di? Continua la campagna di inaugurazioni, a poco meno di un anno dalla fine legislatura si inaugura quanto possibile, ovviamente con la presenza di? Si cercano: stelline emergenti del cinema per inaugurare la prossima rotonda di via Panoramica, stelle affermate dei reality per la rotonda tra via Puglie e la statale, stelle o vip anche in parziale disuso per i marciapiedi rifatti qua e là; per la posa delle nuove griglie per i tombini di raccolta delle acque piovane ci si accontenta anche di ex star di fotoromanzi pubblicati negli anni ’80, o cantanti di orchestre di liscio, senza distinzione di sesso.

Piscina – Sulla faccenda piscina è stato detto tutto e il contrario di tutto; il problema è che proprio il sindaco si è reso protagonista di questo patetico slalom fra le parole. Aveva detto di non costruire al posto della vecchia piscina coperta e costruire altrove, poi di costruire a fianco, ora si costruisce al posto della vecchia piscina, ma anche? (di veltroniana memoria) di mantenere la vecchia piscina. Per fortuna che la Provincia un po’ di chiarezza l’ha fatta, in collina non si costruisce più, peccato per la concessione fatta a Palazzetti per una partita aperta nei primi anni ’80 e che si pensava fosse chiusa. Chi ci capisce qualcosa è bravo! Intanto la vicenda è diventata la scusa attorno alla quale il Pd continua a giocarsi la candidatura a sindaco: la poca chiarezza del sindaco Daniele Imola sta lentamente sgretolando la candidatura di Fabio Galli e fa gioco a Massimo Pironi che si fa forte del ruolo (casuale?) di presidente della polisportiva, diventata il paladino della piscina com’era dov’era.




L’anima nella “Città invisibile”

LA CULTURA

– E’ in libreria “La Città Invisibile. Segni Storie e Memorie di Pace Pane e Guerra”, il libro che conclude il progetto omonimo, impegnando l’autore, Fabio Glauco Galli, 38enne insegnante riccionese, in tre anni di ricerche e interviste.
Frutto di numerosi incontri, il libro raccoglie, in 650 pagine, 18 racconti scritti assieme ai testimoni della Seconda Guerra Mondiale e della Linea Gotica, narrando in prima persona di eventi avvenuti, nell’arco delle loro vite, a Riccione, Rimini e nel loro circondario (Coriano, Gemmano, San Marino, Misano Adriatico, Morciano di Romagna, Montecolombo, Verucchio) o nel resto d’Italia (Fossombrone, Cingoli, Trieste, Bologna, Milano) e nei campi di deportazione tedeschi.
Nel ripercorrere quegli anni, il libro affianca alle memorie anche una prefazione storica, mappe dell’epoca e una galleria fotografica, con 325 immagini distribuite nelle 143 pagine a colori.
Il libro è stato presentato il 25 aprile 2008, a Riccione, in una cerimonia intensa e commovente davanti a tutti i testimoni che hanno reso, con parole, segni ed immagini, alcuni episodi della propria memoria, affinché il sacrificio e gli stenti di quegli anni di guerra non vadano dimenticati, né possano ripetersi.
Tra loro, era presente anche Luisa Zaban, la più anziana con i suoi 97 anni, all’ultima uscita pubblica prima di mancare lo scorso 23 maggio. Pur già molto sofferente, non aveva voluto mancare. Assieme alla sorella Silvia, ha trascorso la vita testimoniando, anche e soprattutto nelle scuole, il dramma degli ebrei e della loro famiglia che ha perso 19 persone nei campi di sterminio.
Per Luisa, come per ogni altro testimone, il libro è stato occasione di incontro e di condivisione della “città invisibile” che custodiscono in sé. Per chi ne leggerà i ricordi, potrà essere una mappa attraverso cui ricostruire e convivere una tragedia collettiva dove si intrecciano le storie di partigiani, soldati, ebrei, donne e bambini, di eroismi, fughe e sfollamenti, di prigionie, lutti ed esilii, per le bombe, i rastrellamenti e le deportazioni. Una mappa della memoria, per ritrovare la propria.
Con lo stesso scopo, oltre al libro (edito da Fulmino Edizioni), il progetto nel corso di questi anni ha cercato di raggiungere le nuove generazioni con più forme espressive: l’omonimo spettacolo teatrale, in scena 4 volte tra il 2006 e il 2007, anche in un’edizione rivolta agli studenti di tutta la provincia di Rimini; ed un sito Internet, www.lacittainvisibile.it, che include gli estratti audio delle interviste e una proposta di itinerario locale sui luoghi della Memoria del passaggio del fronte.
Il libro verrà nuovamente condiviso in altri incontri con il pubblico: il prossimo 30 agosto, alla libreria Block 60 di Riccione, e il successivo 21 settembre, presso la sede in via Gambalunga dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea della Provincia di Rimini.




Pacha Mama, equo e solidale

Dopo l´esperienza in viale Dante apre un nuovo punto vendita Altromercato sulla statale Adriatica 27, di fronte al Molino Grossi. Uno spazio dove la spesa diventa dignità, dove potrete trovare i prodotti del commercio equo e solidale, giusti per chi li consuma e per chi li produce. Alimentari di alta qualità e prodotti di artigianato tradizionali dal Sud del Mondo, cosmesi naturale, detersivi eco- sostenibili, prodotti per l´igiene personale completamente biodegradabili e referenze appartenenti al circuito delle cooperative sociali presenti sul territorio. Sarà presto disponibile anche un distributore di latte a crudo apero 24 ore su 24. Uno spazio nuovo, che propone uno stile di vita diverso che a Riccione mancava. Vi aspettiamo all´inaugurazione sabato 19 luglio alle ore 17:30 con degustazione!




Mosè, i sogni che non si spengono

di Pasquale Gentili*

– Mosè aveva circa 120 anni quando morì. Passò 40 anni in Egitto; 40 anni in Madian e 40 anni nel deserto. Durante i primi 40 anni in Egitto fu educato in tutta la sapienza degli egiziani. Questa lo spinse a lottare per la giustizia, a fare qualcosa di grande. Tentò di fare dei suoi fratelli schiavi un popolo libero. Quando li vide litigare disse loro: siete fratelli! Ma la sua lotta, il suo ideale il suo compromettersi, si infranse contro la realtà: i suoi fratelli non ne vogliono sapere della libertà: “Chi ti ha detto di occuparti di noi?”.
Rotti i ponti col faraone, respinto dai fratelli, fallito come uomo: fuggì!
Si rifugiò in Madian, dove si mise a fare il pastore, si sposò ed ebbe due figli. E’ la resa: basta con le grandi idee, le grandi imprese, con la politica. Ma passati 40 anni arriva la storia del roveto… questa cosa che brucia e non si consuma; forse i suoi sogni che non riesce a spegnere…
Per gli ebrei 40 anni sono gli anni che segnano il passaggio da una generazione all’altra. Sono soprattutto i 40 anni trascorsi nel deserto che lo richiamano: tutti quelli che sono usciti dall’Egitto sono morti in quei 40 anni di deserto: chi entrerà nella terra promessa è un’altra generazione.
Sono passati 40 anni dal ’68!
Di quella generazione coi suoi ideali non è rimasto nulla. Se qualcosa è rimasto deve essersi rigenerato. Solo una nuova generazione può portare avanti quel sogno, quella rivoluzione.
Appartengo alla generazione del ’68. La realtà ci ha fatto toccare con mano il fallimento. Molti di noi hanno rinnegato quel tempo. Vorrei ricordare qualcosa partendo da un’esperienza personale.
Ho vissuto il ’68 in seminario, un luogo dove forse poteva sembrare che quell’aria non potesse entrare. Ero a Bologna in un seminario nuovo imponente, severo e in uno spazio molto verde, quasi privilegiato… sono passati 40 anni e quel posto si è trasformato in un insieme di uffici!
Ricordo tre personaggi: il rettore, don Nevio Ancarani e due insegnanti: don Filippo di Grazia e don Giovanni Catti.
Era il gennaio del ’69 quando Jan Palac, dopo l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati Russi si diede fuoco nella piazza S. Venceslao di Praga e il rettore ci propose di parlarne. Ci pose il quesito se quel gesto era un atto di eroismo, di martirio o un suicidio! Non hanno importanza le conclusioni a cui arrivammo, ma era estremamente significativo il fatto che non si partiva da un giudizio a priori: per la morale cattolica togliersi la vita è peccato e il suicida non aveva neppure diritto ad essere sepolto in cimitero. Che il responsabile della nostra educazione cattolica mettesse in dubbio una dottrina consolidata era qualcosa di nuovo.
L’insinuazione del dubbio sul significato di quel gesto e del fatto che non potesse essere giudicato a priori ci sorprese.
Don Filippo ci fece incontrare, conoscere, celebrare liturgie con tutte le esperienze religiose presenti in Italia: nessuna esperienza si sentiva superiore ad un altra: si provava la gioia e l’interesse del dialogo. Le religioni non erano in contrapposizione fra di loro, ma in una comune ricerca del bene dell’umanità.
Catti ci sorprendeva perché non faceva lezione esponendo princìpi o altro del genere, ma raccontando storie: le storie sono più importanti dei dogmi!
Nessuno di questi ha fatto “carriera”. Nel giro di pochi anni furono tutti esonerati dai loro ruoli e quasi messi da parte. Ma i loro occhi ancora oggi brillano di curiosità. Noi certo non capivamo, ma qualcosa di nuovo avevamo respirato, apparentemente impercettibile e insignificante, ma che non ci ha più permesso di essere integralisti nè fondamentalisti e neppure rassegnati.
Il ’68 è stato un fatto positivo: portava a pensare positivo. Partiva da un presupposto: l’uomo, la società, la natura, la politica e per noi in particolare, la chiesa erano realtà buone, solo da modificare in certi aspetti. Ma tutto era orientato al bene comune.
Ti rapiva il sorriso di papa Giovanni XXIII, la nuova frontiera di John Kennedy, l’utopia di Bob Kennedy, il sogno di Luther King.
Ma quando questi uno dopo l’altro morirono per lo più uccisi ci si sentì un po’ orfani. La difficoltà di vivere nel deserto si fece sentire tutta.
Il linguaggio ritrovò la sua forma normale, tradizionale per cui il suicidio è suicidio, mentre il martirio è solo quello che avviene per la fede… si fece buio su tutta la terra!
Qualcosa di simile successe agli Ebrei in quei 40 anni di deserto.
Ma quando Mosè stava per morire si fece portare sul monte Nebo: dice la bibbia che gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era venuto meno. Sembra di vedere un giovane che si affaccia alla vita! E vide la terra che aveva sognato sempre…
E bello morire sognando!
Sono passati 40 anni dal ’68, ma oggi quando guardo la generazione dei giovani che si affaccia alla vita mi sembra di vedere quel mondo che io sognavo. Forse oggi con più prudenza, meno clamore, ma più fermezza e la pazienza delle cose vive.

*Parroco di Sorrisoli (Cesena)




Bush a braccetto col papa

LA RIFLESSIONE

di Magda Gaetani

– Questi più che mai sono i tempi dell’utopia profetica. Sono rimasta male dagli ultimi “passaggi” teocratico-politici che qui in Italia stanno avvenendo, ma forse non solo in Italia…
Un amico mi chiede: come fai a credere ancora in certi valori, come fai a portare avanti la tua fede e le tue scelte di vita?!? Rispondo: è dura, ma io sono una tignaccia e penso che in epoche di chiusura sociale, di potere assoluto, di assoluta cecità mentale e culturale si fa più dura e forte la “resistenza” di chi crede e confida nell’Uomo; sia di chi crede in un ideale umanitario sia, e soprattutto, di chi “cerca” di credere in Cristo, sommo ispiratore-generatore della nuova umanità. Lui artefice della resurrezione umana, da Lui partita e che continua nei poveri, nei derelitti, negli emarginati, negli “inutili” della nostra società. Il suo cammino è un sentiero ben segnato e chiaro a vedersi, ma difficile da percorrersi. Il senso della Sua Parola è pregnante e impregnato di Amore e di Vita. Forse qui ci può essere d’aiuto l’importanza che alla parola-significato viene data dalla cultura orientale.
La civiltà cinese (altri figli di Dio presso i quali Lui già dalla creazione dimora) dà grande importanza e valore al segno-senso della parola. La parola in sé è l’unica cosa dell’umanità che deve essere perpetuata, in relazione anche al culto degli antenati, cioè di coloro che ci hanno generati (a loro somiglianza). Edifici, opere antiche, palazzi e templi sono ricostruibili e imitabili, la parola NO, è quella, solo quella, nel segno e nel suo significato.
Questo ci viene dalla cultura e dalla vita di un popolo asiatico. Incontrare civiltà, stili di vita diversi, sapienze altre vuol dire crescere in umanità e amore verso Dio, Padre di tutti!
La Parola va valorizzata e ripensata nel suo senso originario e vero (non addomesticata a seconda della convenienza epocale e storica) perché siamo in gran confusione e rischiamo di perdere quella Profezia universale e aperta che Gesù ha risvegliato e vissuto nel suo tempo, andando contro l’Impero del potere. Profezia e Utopia si abbracciano nel nostro tempo per sostenere e vitalizzare la Speranza. Parola che deve diventare Vita!
Speranza per i Rom che possano sentirsi a “casa”.
Speranza per gli immigrati perché possano sentirsi accolti.
Speranza per gli esclusi perché possano sentirsi valorizzati.
Speranza per il mondo ricco e opulento perché impari a condividere e non ad accumulare.
Speranza per la mia persona perché possa riuscire ad essere coerente in ciò che dico e faccio.
Speranza per il Vaticano perché si renda conto dell’importanza del ruolo che svolge e, di conseguenza, non tradisca le aspettative. Qui mi soffermo su un aspetto che fatico ad accettare, come membro della comunità cristiana.
Penso alla visita di Bush al Papa. Penso al Papa che riceve Bush e lo conduce in giro per il Vaticano ricambiando la visita di cortesia a suo tempo ricevuta in America. Va bene lo scambio di cortesie, va bene accogliere l’uomo Bush, ma accogliere il Presidente Bush mi fa male.
Il presidente Bush : sostenitore di una guerra preventiva! sostenitore di una politica imperialista che affama mezzo mondo! che ancora accetta nei suoi Stati la pena di morte! che giustifica un’economia distruttiva dell’ambiente! ?.
Tutto questo nella “casa” della Chiesa cattolica (universale) cristiana che ha scelto l’impegno nel mondo alla sequela di Cristo. Un impegno che la vede vicina ai violentati, ai sofferenti, agli emarginati, a quella bellissima Terra che ci ha dato perché ne fossimo tutori responsabili e non fruitori dissennati. Un impegno che coinvolge uomini e donne felici della scelta della non violenza, della condivisione e della testimonianza-martirio, proprio perché tutti vivano la giustizia e la vita piena.




Parole da e ‘Fnil’

…Sottoppaso e telecamera – Il sottopasso di via Repubblica non è proprio un capolavoro di architettura. Lo hanno voluto fortissimamente i misanesi, che lo vedevano come il toccasana alle loro attività estive. Non sarà perché fosse poco attraente, ma i vandali si sono sempre divertiti a sporcarlo, a rompere i lunotti dell’illuminazione in stile discoteca di terz’ordine, a lasciarvi segnacci. Idea per tenere lontano i teppistelli: piazzare le telecamere. Due amici passavano di lì e uno dei due, Luciano, battuta tagliente e mente pronta, esclama: “Ci sarà qualche coraggioso ora?”.

…Intellettuali gratis – Il direttore della biblioteca, Gustavo Cecchini, organizza conferenze di livello assoluto. E si diverte pure. Veri e propri eventi, come tali sempre affollati. Soprattutto da fuori comune (giungono pullman anche da altre regioni); cosa che ha fatto di Misano un ambìto punto di riferimento. Quest’estate, in giugno, nel bel giardino della biblioteca ha costruito un calendario con gran menti: “La biblioteca illuminata: incontri con scrittori e poeti”. Uno degli ospiti, tra le massime scrittrici italiane, Dacia Maraini, figlia del divino Fosco, un esploratore antropologo dalla vita da romanzo, interpretata con spirito asciutto ed intelligenza priva di ciance. La Maraini, il 27 giugno, è venuta a Misano senza percepire un centesimo e si è pagata anche il biglietto del treno. Bravo Gustavo, ammirate senza parole per l’intellettuale.