Egidio Renzi, trucidato alle Fosse Ardeatine

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– I fatti: era il 23 marzo 1944. Il gruppo operativo della resistenza romana fece esplodere una carica esplosiva al passaggio di automezzi tedeschi che scorazzavano e terrorizzavano la città di Roma, centrando il bersaglio. Rimasero uccisi 33 soldati del battaglione Bolzen. Venne subito ordinata la rappresaglia. Il colonnello Kappler richiese un elenco di 330 ostaggi al questore Caruso e alla banda Kock. Furono prelevati dalle carceri e dalle case 335 innocenti appartenenti ad ogni credo e ad ogni ceto.
Nelle ore pomeridiane del 24 marzo 1944 furono caricati su automezzi chiusi, senza neppure informarli della sorte che li attendeva. La lugubre colonna di automezzi tedeschi si fermò all’entrata delle cave lungo la via Ardeatina, nei pressi delle catacombe di San Callisto. I prigionieri vennero avviati dentro quelle fosse. A mano a mano che giungevano in fondo, sospinti a forza da feroci SS tedesche schierate lungo il percorso, i vari Kappler, Priebche, Schultz e altri sgherri, eseguirono freddamente quel turpe sterminio. Un colpo di pistola alla nuca, una sventagliata di mitraglia… il massacro si protrasse fino alle prime luci dell’alba del giorno successivo. Prima di andarsene le SS vollero occultare quel massacro facendo esplodere su quei poveri corpi e nell’antro, mine e bombe che provocarono il crollo delle volte delle cave.
Passato il fronte, rinvenuto il luogo dell’eccidio, iniziò la triste bisogna della ricomposizione delle salme e dello straziante riconoscimento da parte dei familiari. Oggi sul luogo dell’eccidio sorge un mausoleo dove riposano i resti di quelle 335 vittime innocenti.
In quel sacro luogo, il sacello n° 169 reca un nome: Renzi Egidio. Un nostro concittadino, nato a San Giovanni in Marignano il 3 novembre 1900, trasferitosi con la famiglia a Cattolica, fuggito nottetempo a Roma perchè perseguitato per i suoi sentimenti antifascisti. Arrestato e tradotto nel carcere di Regina Coeli per la cosiddetta tutela preventiva, frequentemente praticata nei confronti dei segnalati come antifascisti, finì in quel maledetto elenco fornito ai tedeschi dal questore di Roma Caruso.
Nella ricorrenza del 60° anniversario della strage, una delegazione di alunni e studenti delle scuole elementari e medie, le rappresentanze delle due amministrazioni comunali (Cattolica e San Giovanni), della Valconca, della Provincia e della società civile, si recheranno a Roma per rendere omaggio anch’essi, come tutte le massime autorità dello Stato, a questi nostri sfortunati fratelli.
Una corona per tutti e un fiore per Egidio Renzi, un incontro con i suoi familiari, un impegno perchè memoria viva di quella strage, delle tanti stragi che sconvolsero l’Europa e il mondo intero, un monito per i vivi affinchè mai più risuonino lugubramente gli ordigni di morte per l’inutile tentativo di risolvere i contrasti fra i governi con la forza delle armi.

di Mario Castelvetro

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